Iniziamo questa nuova settimana di un ottobre che non ha ancora tutte le brezze dell’autunno, ma le annuncia con qualche pioggia e qualche temporale. Nella 1^lettura, Ef2,1-10, Paolo apre subito ricordandoci come Cristo Gesù abbia cambiato la nostra vita: “Un tempo anche noi siamo vissuti nelle nostre passioni carnali…ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, ci ha fatto rivivere in Cristo. Per grazia siete stati salvati, mediante la fede…” Grazia e fede, due punti fondamentali che caratterizzano un cristiano. Paolo ci ricorda che siamo chiamati a compiere opere buone. Sono esse che tracciano il cammino. In Lc12,13-21 Gesù risponde con durezza a un uomo che gli chiede di mediare perché il fratello divida con lui l’eredità. Dopo aver risposto che nessuno lo aveva costituito giudice nella loro contesa, narra la parabola del ricco, il quale avendo avuto un raccolto molto abbondante, pensa di costruire nuovi granai, così sarebbe stato al sicuro per sempre. “Stolto, questa notte stessa ti sarà tolta la tua vita”. Questo passo ci mette di fronte alla nostra precarietà. Le ricchezze passano, restano nel mondo. Sono le opere buone, quelle che ci portano a condividere situazioni difficili, a piangere e a ridere insieme ai fratelli, che contano. A che vale avere granai pieni, ma deserti nel cuore? Siamo chiamati alla gioia, quella vera che dura e che ci dà la forza di affrontare la vita. Sempre pregando perché i folli rinsaviscano, santa giornata


