5 Mar 2026, Gio

Il Vangelo nella Vita di Ogni Giorno a cura di Corinna Zannella


Nel giorno del Signore

(7 Luglio 2025)DA oggi iniziamo con grande piacere la collaborazione editoriale quotidiana con Corinna Zannella: moglie, madre e nonna amatissima, apprezzata docente di scuola primaria, volontaria nelle organizzazioni sociali e professionali cattoliche. La rubrica prenderà il titolo di “Vangelo nella vita di ogni giorno” e contribuirà alla riflessione quotidiana di coloro che ai valori cattolici fanno riferimento.
Grazie Corinna

G.S.

(4 Marzo 2026)Nella 1^lettura sentiamo tutta la solitudine del profeta che,proprio perché porta la parola di Dio,viene attaccato duramente,lo si vuole uccidere.
Si rivolge al Signore: Da uomo di Dio si fida e si affida.
Il salmo 30: “Nelle tue mani affido il mio spirito ” Versetto che ci porta alla Passione di Cristo. In Mt 20, 17-28 Gesù mette l’accento sul valore del servizio. Lo fa rispondendo alla madre di Giacomo e Giovanni che gli chiedeva di far sedere i suoi figli uno alla sua destra e uno alla sinistra. Parla di cosa dovrà affrontare, della sofferenza,delle umiliazioni. Dice la grande M. Debrel:”La croce non è facoltativa né per il mondo né per noi.La croce accettata e la croce presa sono la maggior parte del nostro lavoro.” Molto profondo. Gesù continua dicendo che non sta a lui concedere quello che vuole quella madre così attenta, che la grandezza non sta nei privilegi,ma nel servizio si fratelli: Prima però aveva anche detto che se i potenti dominano e opprimono:”tra voi non sia così”
Quanta tenerezza! Santa giornata

(03 Marzo 2026)”Cessate di fare il male,imparate a fare il bene”.(Is1,10). Parole illuminanti:il bene,per essere efficace e fruttuoso, va fatto “bene”, non improvvisato né in modo episodico( es: oggi mi va,domani vedremo). Subito dopo dà indicazioni su come agire: cercare la giustizia, soccorrere l’oppresso, proteggere l’orfano e la vedova. Questo ci fa pensare alla famiglia che è diventata molto vulnerabile e vive momenti di confusione. Che il Signore ci illumini! Nel vangelo, Mt23,1-12 Gesù ci parla di servizio e di umiltà. Ci dice che ” sulla cattedra di Mosè si sono seduti scribi e farisei” di ascoltarli,ma di non imitare lo stile di vita. Gesù mette in evidenza come il dire e non fare sia una incoerenza forte che falsa il valore della Parola. Non erigiamoci a rabbì, a guide perché la nostra guida è solo Cristo e Padre è cui che sta nei cieli.
La nostra grandezza sta nella misura in cui sappiamo testimoniare l’amore di Dio nel servire i fratelli,con una attenzione particolare agli ultimi,agli
” invisibili”, a quelli che Raoul Follereau chiamava:
” quelli che nessuno ama”.
Certo l’obiettivo è molto alto,ma l’amore si sa,è capace di miracoli. Come maestra di umiltà abbiamo Maria, la madre cui Gesù ci ha affidato dall’alto della croce. No so perché, forse perché parla al mio cuore da sempre,mi sale alla mente l’Annunziata di Antonello da Messina. Santa giornata

( 2 Marzo 2026)Dn9,4-10:”Abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi” Quando ci rendiamo conto del male che abbiamo fatto,allora inizia la nostra conversione. Il salmo 78 canta:
“Presto ci venga incontro la tua misericordia… liberaci e perdona i nostri peccati “.In Lc 6,35-38, in due versetti Gesù ci dice come dobbiamo comportarci: “Siate misericordiosi come il padre vostro è misericordioso”
Ci indica il massimo modello della perfezione,ha così fiducia in noi da indicarci traguardi così alti. Eppure ci conosce,allora sa che possiamo farlo.
Com’è bella grande la misericordia! Maria la canta nel Magnificat:
” La sua misericordia è su quelli che lo temono” cioè su quelli che lo accolgono e lo amano.Ma Gesù dice anche altro:”non giudicate…non condannate… perdonate…( la difficile arte del perdono!)”Date e vi sarà dato” e quello che arriverà sarà in misura traboccante e vi sarà versata in grembo,il luogo dove nasce e si custodisce la vita! Gesù ci chiede di seminare il bene,nella misura che possiamo. Il Signore opera anche con strumenti imperfetti come siamo noi. Seminiamo allora,quanto possiamo. Sant’Agostino: “Questo vi dico: chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà. Chi ha parlato di seminagione, ha promesso il raccolto”. Sempre invocando la pace💚,santa giornata.

(1 Marzo 2026)In mezzo a tanto buio,tra il rombo dei tamburi di guerra, il passo del vangelo di questa 2^ domenica di quaresima, Mt17,1-9,la Tasfigurazione, ci dona un po’ di quella luce di cui abbiamo grande necessità. Gesù prende in disparte Pietro, Giacomo, Giovanni e li conduce con sé su un alto monte.Questo già ci dice che qualcosa di diverso sta per accadere. I tre discepoli parteciperanno a qualcosa di straordinario. Non solo vedranno Gesù conversare con Mosè ed Elia, ma udranno la voce di Dio che uscendo dall’ombra della nube che li aveva coperti, dirà:< Questi è il Figlio mio,l’amato,in lui ho posto il mio compiacimento>. Tutto è splendente, trasfigurato da una luce potente,che rende tutto più splendente del solito. Non possiamo meravigliarci, allora, se Pietro propone di costruire subito tre capanne,di “fare” casa lì. Comprendiamo anche meglio Paolo quando in 2Tm1 scrive: “Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita”. Cristo “ha riacceso la fiamma delle cose,ha fatto risplendere l’amore,ha dato splendore agli incontri”( E. Ronchi). Quanto ci sarebbe da meditare! Intanto impegnamoci a pregare per la pace,facendo noi stessi gesti di pace,magari cerchiamo anche noi un luogo appartato e in alto per pregare con più intensità. Santa domenica

(28 Febbraio 2026)La perfezione che Gesù ci chiede è nel modo di amare.
Amare chi ci ama non richiede fatica,amare i nemici,come ci chiede Gesù, è frutto di un cammino di conversione. Per questo la quaresima è il momento più adatto per tradurlo in realtà.Per entrare nel regno di Dio non ci viene chiesto denaro,l’unica misura è la capacità di amare, superando l’odio,il rancore che ci limitano fortemente. Pregare per i nemici,che capiscano quanto sia bello,costruttivo l’amore che Dio ci chiede. I nostri limiti non devono fermarci perché il Signore nella sua immensa misericordia rende docile il nostro cuore e la nostra anima.
Si è fatto crocifiggere per noi! Perciò con San Paolo diciamo:” Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Il dolore,la spada? No,nulla si separerà perché Egli ha dato la vita per noi!” Salutando febbraio, santa giornata.

(27 Febbraio 2026)“Se il malvagio si allontana da tutti i peccati…”
( Ez18) Il Signore apprezza e accoglie chi decide di allontarsi dal male e iniziare a camminare sulla via della verità e della giustizia. Queste due virtù sono strettamente collegate. Ma una pace che non sia giusta non può dirsi tale,sarà sempre monca, non risolverà i problemi,ma ne creerà di nuovi. Lo stesso è per la giustizia.Fa bene il Signore quando per mezzo del profeta Ezechiele ci dice:”Forse che io ho piacere della morte del malvagio?” Ed ecco che la conversione prende forma e ci conduce per i giusti sentieri.
In Mt5,20-26 Gesù dice che se la nostra giustizia non supererà quella di scribi e farisei non entreremo nel regno di Dio.Il Signore ci vuole autentici, impegnati a costruire il regno di Dio avendo come base solida i due comandamenti che Lui è venuto a portare: Amare Dio e amare il prossimo. Ci chiede
l’autenticità, la fatica di una testimonianza coerente, aderente al disegno di Dio.Il rapporto con Dio e quello con i fratelli sono strettamente collegati dalla Croce. Luigi M. Epicoco : <Cristo ha rimesso insieme il.cielo e la terra, l’amore per Dio e l’amore per il prossimo”. Con il salmo 129 preghiamo:” Dal profondo a te grido,Signore…
Siano I tuoi orecchi attenti al mio grido “.
Con questa, speranza,santa giornata.

(26 Febbraio 2026)Il libro di Ester è un libro di soli 10 capitoli, ma colmi di sentimento. Tutto parla di amore,da quello all’interno della famiglia con Mordecai che si prende cura di Ester bambina restata orfana,a quello filiale della fanciulla; ma anche dell’amore di re Assuero per Ester,amore fatto di pssione ma anche di tenerezza e di rispetto.Però, prima di rivolgersi al re,Ester prega intensamente con le sue ancelle,si prostra a terra e volge la sua preghiera a Dio:
< Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te,oh Signore >
Il Signore la esaudì. In Mt7,7-12 Gesù ci invita a bussare, a cercare,a chiedere “perché chiunque chiede riceve,e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.” Non ci vuole fermi ad aspettare,ma ci spinge a collaborare,a impegnarci senza stancarci perché nel frattempo collaboriamo con Lui intessendo la nostra relazione , imparando a conoscerlo meglio. Gesù ci ricorda anche che se noi,con tutti limiti che la nostra umanità ci pone, riusciamo a dare cose buone, “quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quanti glielo chiedono!” L’ultimo versetto è un dono grande. Ci indica la strada:
” Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi,anche voi fatela a loro, questa infatti è legge e i Profeti.” Santa giornata sempre pregando perché la violenza cessi e parli l’amore.

(25 Febbraio 2026)Febbraio ci sta annunciando la primavera. Stando in casa non ho modo di incontrare le viole mammole, ma sono sicura che stanno facendo capolino sul prato per farlo sorridere (parafrasando Attilio Bertolucci). La liturgia ci invita a meditare sulla conversione. “I cittadini di Ninive credettero a Dio… Giunta la notizia fino al re…Dio vide le loro opere…Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro”. In Lc 11,29-32 Gesù dice:” Questa generazione è una generazione malvagia,essa cerca un segno,ma non le sarà dato alcun segno se non quello di Giona…” Ci richiama alla conversione. Torna questa parola così legata alla quaresima. In greco la parola conversione si dice “metanoia”, “meta”: oltre e “noia” che viene da nous ossia mente( mi viene in mente Kant con la sua Critica della Ragion Pratica,era per me uno degli argomenti più affascinanti). In latino conversione vuol dire “convergere con…”( quel cum che racconta tante cose!) Non ci si salva se non insieme. Il dono che Gesù ci fa con la Risurrezione è così grande che va accolto da tutti e la Parola va accolta e testimoniata. Il cammino della salvezza è faticoso,così quando uno ha un momento di fragilità c’è il fratello che lo sostiene.
Inontrarci intorno alla mensa con la messa è un momento importante e fondante,per questo non dobbiamo mancarlo. Signore,abbi pietà di noi,donaci la tua misericordia!
Santa giornata

(24 Febbraio 2026)La 1^ lettura è da Is 55,10-11. Sono solo due versetti che scendono nella nostra anima per nutrirla con la loro bellezza.Il profeta usa parole che sono nel linguaggio quotidiano,che fanno parte della nostra vita, infatti parla di pioggia,di neve che scendono a fecondare e a nutrire quanto è stato seminato per avere ciò che ci serve per vivere. Ecco, la Parola ha la funzione di nutrire la mostra anima,di irrigare il nostro cuore perché sia ricco di frutti graditi a Dio e non ritornerà a Lui prima di avere adempiuto al compito per cui è stata mandata. Nulla si disperde nel disegno di Dio.Il Signore non ci lascia soli,sta a noi riconoscerne la presenza. Magari è un fiore,un pettirosso,una persona che ci passa vicino e desidera essere accolta, ascoltata. Recita il bellissimo salmo 33:”Ho cercato il Signore,egli mi ha risposto”. In Mt 6,7-15 Gesù, che ha da poco proclamato le Beatitudini, ci insegna come pregare.Non dobbiamo sprecare parole ma cercare quelle giuste. Il Signore non ha bisogno di abbellimenti inutili, brilla, opera già da sé.
Innanzitutto chiama ci dice di chiamarlo Padre, cioè colui che ci dona la vita,non è un idolo lontano,è qui con noi,al nostro fianco. “Sia santificato il tuo nome”. Il nome è importante, connota,dice chi siamo.” Sia fatta la tua volontà ” perché ” venga il tuo regno” qui in mezzo a noi. Ma devi perdonarci perché anche noi impariamo l’arte del perdono. L’odio,il rancore,l’ansia di vendetta ci rendono prigionieri e non ci fanno gustare né la gioia del perdono né di godere in pienezza il tuo amore, Signore .
Infine:” Non abbandonarci nelle tentazioni” com’è facile e umano cadere! Per questo non abbandonarci e nella tua immensa misericordia accoglici con Te. Santa giornata.

(23 Febbraio 2026)La liturgia di oggi ci chiama a fare un esame approfondito del nostro andare avanti.
“Quando il Figlio dell’uomo verrà nella gloria”… (Mt 25,31-46. Il Signore non ci chiederà quanto abbiamo peccato,ma quanto abbiamo amato, con quali gesti abbiamo saputo tradurre questo amore. Alla sua destra metterà chi lo ha sfamato, dissetato, accolto, consolato e alla sinistra metterà quelli che hanno pensato solo a se stessi e i “lontani” gli indifferenti, quelli che dicono:
< Non tocca a me fare qualcosa>.Sono quelli che C. Peguy chiama:
“cuori assenti che non sanno piangere né abbracciare,vivi e già morti”. Il Signore ci ha creato per farci partecipare alla sua felicità, nel Paradiso tutto è gratuito, ci viene chiesto solo di amare e perciò di bandire dal nostro cuore sentimenti come l’odio,la vendetta, l’invidia,la calunnia.” Siate santi perché io sono santo”(Lv 19,1-2). Lo dice a Mosè perché lo comunichi a tutto Israele. Portiamo questo pensiero con noi e cerchiamo di fare del nostro meglio. Il Signore non chiede cose impossibili,lo sappiamo.Ce lo racconta la vita.
Santa giornata e buona ultima settimana di febbraio.

(22 Febbraio 2026)1^ domenica di quaresima: è tempo di ripartire. Andiamo verso la Pasqua, verso la luce. Il vangelo è da Mt4,1-11: le tentazioni di Cristo. Gesù si ritira nel deserto. Starà lì per 40 giorni in preghiera, in stretto contatto con il Padre. Preghiera e digiuno perché in Lui non c’è posto per altro. Alla fine dei 40 giorni il demonio lo tenta offrendogli il potere,la ricchezza,avrà ogni cosa,basta che lo adori. Ma Gesù sa cosa scegliere e lo insegna anche a noi. L’uomo ha bisogno di nutrirsi di ogni parola che esce dalla bocca di Dio ed è talmente forte questo sentimento che l’ansia di ricerca non si placa se non quando siamo in comunione con Lui e sperimentiamo il suo amore. Dice p. E. Ronchi:”Gesù non cerca uomini da dominare,ma vuole figli liberi e amanti”. La quaresima è il cammino per arrivare a questo. Oggi le letture ci invitano a un ascolto attento, sentiamo come risuonare lo Shemà: “Ascolta Israele,ascolta popolo mio!”
Santa domenica 💚

(21 Febbraio 2026)Non possiamo far passare la quaresima come un periodo qualunque, solo con qualche rinuncia in più. Chi si priva dei dolci, chi non manca alle Via Crucis,ma tutto rimane lì. Isaia,cap 58, 9-14:”Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito, se aprirai il cuore all’affamato… allora brillerà tra le tenebre la tua luce…allora troverai la delizia del Signore”. In Lc5 è narrata la chiamata di Levi-Matteo. Egli è seduto al suo banchetto come ogni giorno, ma quel giorno accade qualcosa che cambierà la sua vita. Gesù passa e lo chiama. Non solo lascia tutto e lo segue,ma dà anche un “lauto banchetto” in suo onore a casa sua. Levi è felice . Ma scribi e farisei non lo sono e lo dicono apertamente. Gesù risponde che non è venuto per i giusti.Il medico sta dove sono i malati perché il suo compito è guarire. ” Io non godo della morte dei malvagi,ma che si converta della sua malvagità “( Ez 33,11). Prima ancora che noi andiamo da lui è lui a venire da noi.La quaresima ci prepara ad accoglierlo, prepariamoci come si deve. Santa giornata.

(20 Febbraio 2026)I venerdì di quaresima hanno qualcosa di diverso. Sentiamo il cuore di Gesù più vicino. La 1^lettura è da Is 58. Isaia come sempre ci dà spunti “vivaci ” di meditazione.
“Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene”…e via via anticipa le Beatitudini.
“Allora la luce sorgerà come l’aurora… invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli ti dirà:
! L’aurora è un momento bellissimo e,se qualche nuvola si lascia baciare dal sole, assistiamo a uno spettacolo stupendo,che profuma di speranza,di meraviglia.La mia cucina è rivolta ad est,per questo che so quanto sia magica questa parte del giorno.
Il sacrificio che il Signore gradisce è l’amore che riusciamo a dare al prossimo perché vediamo nell’altro il volto di Dio.In Mt9 Gesù risponde alle critiche dei farisei e degli scribi: Il digiuno serve a ricordarci a che punto è il nostro rapporto con Dio. Possiamo farlo bene solo se riusciamo a togliere i pesi inutili dalle nostre spalle, per vedere cosa conta davvero. Ma non basta. Dopo averlo capito dobbiamo testimoniarlo con la nostra vita, traducendolo nella quotidianità. È una sfida con noi stessi,ma non siamo soli e,se impariamo a riconoscerne i segni,sentiamo che il Signore ci è vicino. Quanto ci sarebbe da dire!
Chiudo con padre D.M. Turoldo:”È venuto ed è questo il tempo di adorarlo con libero cuore:
egli cerca credenti sinceri, più che offerte, amore egli vuole”. Santa giornata

(19 Febbraio 2026)La liturgia ci fa iniziare la quaresima con letture forti. Dt 30:”Io pongo davanti a te la vita e il bene, la morte e il male”.
Sta a noi scegliere. “Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi.”(sal 1). In Lc9,22-25 Gesù ha parole forti, inequivocabili. Non promette vita semplice, ma chiede di spogliarci di tutto il nostro ego,di prendere la nostra croce ogni giorno,fino a quando saremo in questo mondo. Solo così avremo la salvezza. Accogliere la croce,fa crescere nella fede. Il buon ladrone non gli chiede di farlo scendere dalla croce,ma di portarlo con lui in paradiso. Don Tonino Bello, esperto in dolore,dice:”La croce è l’epifania più alta dell’amore di Dio per noi…
Anche il letto del nostro dolore è fontana di carità “.Con questa bella immagine andiamo incontro al nuovo giorno. Oggi cercherò di non lamentarmi troppo delle mie croci ,se ci riesco,le abbraccerò. Santa giornata

(18 Febbraio 2026) Mercoledì delle Ceneri è il giorno in cui ci viene ricordata la nostra fragilità. Siamo in quaresima:
digiuno,elemosina e preghiera ne sono la caratteristica.
Gesù ci chiama ad essere sinceri, a mettere da parte ogni forma di ipocrisia,a respingere la tentazione di voler essere belli agli occhi del mondo, di intensificare la preghiera,di digiunare da cose di cui possiamo fare a meno,di vivere secondo il vangelo. Gesù ci invita ad avere con il Signore un rapporto particolare:
” Non sappia la tua sinistra cosa fa la destra,perché l’elemosina resti in segreto e il Padre tuo che vede nel segreto,ti ricompenserà” Ricordo che papa Francesco una volta ci chiese se guardavamo negli occhi il fratello cui stavamo dando una moneta. Anche un atto piccolo come quello di dare qualche spicciolo,non può essere fatto senza accompagnarlo con un gesto gentile.Difficile vivere secondo il Vangelo!La quaresima ci dice che la Pasqua è vicina. Il bellissimo salmo 50 canta:
” rendimi la gioia di essere salvato/…e la mia bocca proclami la tua lode”. San Paolo in 2 Cor 5:” Lasciatevi riconciliare con Dio”. Incamminiamoci. Santo Mercoledì delle Ceneri.

(17 Febbraio 2025)Buon Carnevale!
San Giacomo ci fa riflettere: “Nessuno quando è tentato dica: . Siamo invitati a riflettere sulle nostre passioni che San Giacomo chiama attraenti e seducenti, ma che ci inducono al peccato. Sappiamo quanto sia vero e come questo faccia parte della nostra umanità.
Nel vangelo,Mc 8,14-21 gli apostoli sono in agitazione perché hanno dimenticato di prendere i pani, infatti sulla barca ne hanno solo uno. Gesù li ascolta e ne è dispiaciuto.
< Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!> Ricorda loro di come con pochi pane e pochissimi pesciolini cinquemila uomini erano stati sazietà e ne erano avanzate dodici ceste.E quando erano stati sfamati in quattromila? Allora erano avanzate sette ceste.< Ancora non capite?>
Questa domanda è rivolta anche a noi. Il Signore ha i suoi tempi perché il suo tempo è quello giusto.Nella nostra vita dobbiamo imparare la gratitudine. Saper dire “grazie” è un’arte difficile da apprendere e mettere in pratica perché chiediamo al Signore di toglierci i problemi,invece dobbiamo chiedere di imparare a gestirli e trasformarli in qualcosa di positivo, che ci arricchisce. Possiamo farlo solo se abbiamo una grande fede,se il rapporto con Dio diventa qualcosa di intimo,radicato nel cuore. Stamattina ho un grande “grazie” da dire al Signore. Prima di andare a scuola è venuta mia nipote Sofia. Mi ha chiesto se stavo bene,se mi serviva qualcosa. Le ho chiesto se le faceva comodo qualche soldino. Mi ha risposto di no:
< Ho bisogno solo di un tuo abbraccio>.
Grazie Signore per questo dono così grande,per questa tenerezza gentile che allarga questo mio cuore stanco,ma sempre aperto all’amore! Santa bella giornata a tutti.

(16 Febbraio 2026)I farisei non si accontentano di quanto Gesù ha fatto: moltiplicazione dei pani,muti che parlano, sordi che odono,ciechi che vedono…
Cercano qualcosa di eclatante. Non riescono a capire.Il Signore è sceso tra noi,nel nostro quotidiano,è nostro compagno di viaggio.Ama le periferie,per farsi vivo in mezzo a noi sceglie i più deboli,gli scartati.Di esempi ne abbiamo tanti. Grandi santi hanno realizzato grandi cose partendo da se stessi.Forse si rivolgevano al Signore dicendo:< Sento che tu vuoi che io faccia qualcosa,io voglio fare la tua volontà,ma non so come muovermi. Prendimi per mano e guidami>.È questa la fede che ci indica San Giacomo,il quale ci chiede di essere pazienti: “e la pazienza completa l’opera sua in voi,perché siate perfetti”. La pazienza,virtù poco apprezzata e amata! Ogni giorno che viene dobbiamo accoglierlo come portatore di nuove gioie,di nuovi orizzonti che possiamo scoprire.Il poeta
Michelangelo Cammarata scrive:”Ogni mattino mi sveglio e vado a incontrare il mio respiro”. Bellissimo! Il
respiro è la vita,lì dove sta: in un germoglio, in un fiore,ma anche in chi incontro. Oggi verranno a trovarmi due amiche e per me sarà una grande gioia.
Con il salmo 118 dirò al Signore:”Tu sei buono e fai il
bene// insegnami i tuoi segreti.” Spero di saperli cogliere. Ci metterò tutto l’impegno e la pazienza che ho. Santa giornata

(15 Febbraio 2026)VI domenica del T.O. siamo alle soglie della quaresima.La liturgia,come sempre,è molto ricca.Gesù,Mt5, ci dà una bella svegliata, ha appena terminato di farci gustare le Beatitudini che ci offre altri spunti meditativi. “Non sono venuto ad abolire la Legge e i Profeti,ma per dare pieno compimento” e dopo aver ricordato di non giurare tantomeno il falso,di non commettere adulterio neanche con il pensiero, conclude con:”Il tuo parlare sia “si, si” ” no,no” il resto è del maligno”. Gesù ci dice che siamo fatti per l’amore. Paolo in 1Cor2:”Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né entrarono nel cuore dell’uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano”. Solo se amerai,potrai realizzare in questa realtà così limitata, ferita,in ginocchio sotto il peso dell’egoismo,di sogni di grandezza che affondano le loro radici nel denaro e nella forza delle armi e nel terrore, i sogni di una società che ha le sue radici nella giustizia e nella verità. Trovo agghiacciante che i più deboli,i più fragili, bambini,vecchi,malati… siano considerati
” danni collaterali”! Allora mi chiedo:< Cosa faccio io per la pace,oggi?> Questa domanda è la preghiera che ora mi sento di rivolgere a Dio e prego con il salmo 118: “Dammi l’intelligenza perché custodisca la tua legge fino alla fine”. È scritto nella Bibbia: “Custodisci il tuo cuore,perché in esso è la sorgente della vita”. Se guarisci il tuo cuore superando il male e trasformando i dolori in qualcosa di positivo,la vita sarà più luminosa e facile da attraversare.
Santa domenica

(14 Febbraio 2026)Gesù invia altri 72 discepoli nelle città e nei villaggi dove andrà a predicare.Li manda a due a due e vuole che vadano senza alcun bagaglio: né borsa,né tuniche,né denaro.” Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”( Lc10) Hanno con sé l’annuncio della Buona Novella. Per prima cosa quando entrano in una casa devono dare la Pace e non puoi darla se non l’hai in te. Raccomanda ancora di condividere tutto della casa in cui vengono accolti, di guarire,devono portare speranza.C’è sempre bisogno di speranza di consolazione,di ristoro. Chiede loro di pregare: “pregate funque il padrone della messe”. La preghiera ,tra i tanti benefici,ha il ristoro. Una preghiera di padre E. Ronchi dice:”Pregare è diventare sorgente”. Oggi la Chiesa ricorda i Santi Cirillo e Metodio che evangelizzarono i popoli slavi,ma è anche San Valentino, eletto patrono degli innamorati. Speriamo che in mezzo a tutta questa mercificazione ci sia un momento di riflessione su cosa vuol dire amare,sul valore e peso della scelta di due persone che decidono di camminare insieme. “Amare è un verbo di difficile coniugazione” diceva Jean Cocteau, raffinato intellettuale francese che faticò molto,ma alla fine trovò Cristo. Santa giornata

(13 Febbraio 2026)L’incontro con Cristo lascia sempre un segno.In Mc7,31-37 leggiamo che Gesù torna in Galilea dal territorio di Tiro e Sidone e mentre cammina lungo le rive del mare che tanto ama,gli portano un sordomuto.
Ancora una volta abbiamo un fatto straordinario che si avvera perché c’è il contributo di più persone. Il ragazzo viene portato lì da qualcuno,un familiare,un amico, comunque una persona che gli vuole bene.Gesù lo accoglie,lo porta in disparte,vuole entrare in relazione con lui. Gli tocca le orecchie e poi la lingua,dopo aver messo della saliva sulle dita. Dopo averlo toccato,guarda verso il cielo. Vuole che anche il Padre Celeste partecipi.
” Emise un sospiro e disse:< Effatà!> cioè “Apriti!”. Come non essere pieni di gioia? “Comandò loro di non dirlo…ma pieni di stupore dicevano:< Ha fatto bene ogni cosa, fa udire i sordi e fa parlare i muti!> Impossibile non lodare Dio! Oggi cerchiamo di trovare un momento in cui parlare con il Signore, ascoltarlo per vedere le cose dal suo punto di vista e per cambiare anche il nostro. Santa giornata.

(13 Febbraio 2026)Il Signore ama il suo popolo, per questo lascia sempre aperta la porta. In vecchiaia Salomone si allontana da Dio e sacrifica ad altre divinità. Per questo il suo regno perderà la sua grandezza,ma “una tribù la darò a tuo figlio,per amore di Davide mio servo,e per amore di Gerusalemne che ho scelto”. (1Re11)
“Signore,per amore del tuo popolo” recita il salmo 105. Come non pensare a don Peppe Diana che sfidò la camorra!Gloria al Signore! In Mc7,24-30 Gesù si trova nella regione di Tiro,a nord della Galilea.Entra in una casa e non vuole che si sappia. Ma la notizia corre veloce e in tanti corrono da lui. Tra la folla si fa strada una donna siro- fenicia di lingua greca. Chiede che sua figlia ” posseduta da uno spirito impuro,venga guarita. La risposta di Gesù la conosciamo:
< Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini>. Ma la donna non si lascia intimidire. Le mamme non conoscono il verbo indietreggiare, così risponde che a lei bastano le briciole, va bene anche ciò che non si perde tempo a raccogliere . Bollea,famoso pediatra,diceva che le mamme non sbagliano mai.
Gesù, che non è capace di dire di no alle mamme,a iniziare dalla sua, guarisce la bimba.Sono certa che ha lo sguardo colmo di tenerezza mentre le dice:
< Per questa parola va’; il demonio è uscito da tua figlia>. Sempre pregando per la pace( chi è mamma con un impegno maggiore), santa giornata.

(11 Febbraio 2026)Giornata importante l’11 febbraio! Una volta era festa nazionale per ricordare i patti lateranensi,ma per noi cattolici era ed è anche l’anniversario della 1^ apparizione a Lourdes. Ancora una volta qualcosa di straordinario accade in un piccolo paese sperduto tra le montagne e la Madonna sceglie una fanciulla debole con una salute traballante cui affidare il.suo messaggio.È al cuore che il Signore guarda.
In Mc7,14-25 Gesù elenca tutti i Mali che vengono da un cuore chiuso, che guarda solo ai propri interessi:”Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo…dal cuore dell’uomo escono i propositi di male:impurità, furti,omicidi, adulteri….” Li elenca tutti,uno dopo l’altro. Purtroppo, proprio in questi giorni stiamo vedendo quanto sia vero! C’è bisogno di luce e sale, l’umanità deve ritrovare i veri valori,senza i quali la vita diventa buia,triste, feroce.Signore,nella tua misericordia abbi pietà e guidaci; facci sentire il tuo amore,prendici per mano. Sempre invocando la pace, santa giornata

(10 Febbraio 2026)“Questo popolo mi onora con le labbra,ma il suo cuore è lontano da me”. È così che Gesù affronta farisei e scribi che con la loro durezza di cuore hanno ridotto il rapporto Dio-uomo a qualcosa di freddo,quasi fosse una indicazione per imparate a fare un oggetto. Il Signore ci vuole attenti,vivi, liberi. “Annullate le parole di Dio con la tradizione che avete tramandato voi”. L’uomo che prende il posto di Dio,relegandolo a un ruolo che non è suo. La Madonna, nei messaggi di Medjugorie, spesso ci raccomanda di portare al mondo suo Figlio,di farlo conoscere perché se lo si conosce lo si ama. È uno dei compiti che ci competono. Il cardinale Comastri,amico di Santa Teresa di Calcutta,ci raccomanda di portare al mondo una vita che profuma di Vangelo,perciò viviamo le Beatitudini, portiamo il Signore nei nostri gesti,nei nostri sorrisi,negli abbracci anche virtuali,andiamo incontro con letizia al nuovo giorno. Santa giornata

(9 Febbraio 2026)Quando la mattina leggo il vangelo mi dico spesso che non è complicato per quel piccolo mio commento, ma mano mano escono nuovi spunti e diventa complesso tradurre tutto in poche righe. Stamattina è una di queste volte.Il vangelo è da Mc 5,53-56. Gesù approda a Gennesaret e tutti accorrono. Portano malati,cercano di toccare almeno un lembo del suo mantello:” e quanti lo toccavano venivano salvati”. Mi sarei aspettata la parola “guariti”, invece Marco giustamente usa:”salvati” perché noi siamo stati creati per il cielo. Diceva San Carlo Acutis:”L’infinito è la nostra patria. Da sempre siamo attesi in cielo”. Ecco,com’è bello sentire che “siamo attesi” perché figli amati. L’ansia della ricerca di Dio nasce con noi e dura tutta la vita. Sant’Agostino con la sua grande intelligenza e capacità di sentire, ci lascia le Confessioni con preghiere meravigliose. Ancora Sant’ Agostino ci spinge a cercare Dio con tutto il cuore e “cerchiamolo dopo averlo trovato…Egli è immenso.Sazia chi cercandolo, diventa capace di coglierlo e fa più capace chi lo trova.” Parole illuminanti.
Con questo desiderio,con quet’ansia nel cuore iniziamo una nuova interessante settimana. Santa giornata sempre pregando per una pace giusta e perché i governanti trovino la forza di basare le loro azioni su valori universali e non sul tornaconto.

(8 Febbraio 2026)V domenica del T.O. Isaia 58,7-10. Il Signore ci indica ciò che vuole da noi: dividere il pane con chi ha fame,vestire chi è nudo, consolare gli afflitti di cuore. Siamo sale e luce. In un mondo che sceglie ciò che appare e non ciò che è, che prende il denaro, la forza come misura e valore, abbiamo bisogno del sale e luce che ci viene dalla tua Parola. Il cibo senza il sale è insipido,poco gradevole. Il disagio esistenziale che percepiamo intorno a noi,viene proprio dall mancanza del sale e luce che tu ami. Dobbiamo avere il coraggio di spargere sale sulle ferite dell’uomo e guarirle alla luce del tuo amore. Come sempre è di amore che abbiamo bisogno. La vita ci mette alla prova,è difficile camminare mentre si consumano drammi e tragedie di cui non capiamo neanche il perché. Quando Gesù ci dice che siamo sale e luce vuole che siamo noi a mostrare la bellezza e la grandezza di Dio. Come sempre non è facile,ma Lui ci guida. Termino con un un pensiero di padre E.Ronchi:
“Accarezza la vita,e sulle mani ti resta il profumo di Dio”.
Santa domenica

(7 Febbraio 2026)1Re3,4-13: “Ebbene io sono solo un ragazzo… Concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giustizia… sappia distinguere il bene dal male”.
La grandezza di Salomone sta nella sua umiltà, nella consapevolezza dei suoi limiti. Più avanti troviamo: “Piacque al Signore” in pochissimo è racchiuso il regno di Salomone, benedetto dal Signore. Il vangelo è da Marco 6,30-34. Gli apostoli stanno ritornando dalla missione. Sono stanchi,provati. La folla intorno non dà loro neanche il tempo di mangiare. Gesù comprende la loro stanchezza:
“Venite in disparte,voi soli,in un luogo deserto…” Offre ciò che può servire a riprendere le forze,a entrare in intimità con Dio per poterlo poi portare a chi è vicino. Sappiamo quanto Gesù amasse ritirarsi in preghiera in un luogo deserto o nel deserto stesso.
Marco però ci dice che la folla li seguì e che Gesù “ebbe compassione di loro, perché erano come pecore senza pastore”. Quanto abbiamo bisogno di pastori che guidino con amore e fermezza il gregge! Oggi ricordiamoci di dedicare loro una preghiera in più. Sempre invocando una pace fondata sulla giustizia e sul rispetto della dignità dell’uomo,santa giornata.

(6 Febbraio 2’26)La Chiesa oggi ricorda San Paolo Miki e compagni, martiri giapponesi. L’unica cosa che chiesero fu di incontrare un Padre della Compagnia di Gesù per confessarsi e ricevere l’Eucarestia prima di essere crocifissi. La loro fede era così grande da far loro accettare la morte in croce.
Il vangelo, Mc6,14-29 ci racconta di Erode che sente parlare di Gesù, ne è curioso e affascinato. Teme che sia il Battista, che, risorto, viene a rimproverarlo di nuovo. Sa di aver commesso una ingiustizia, incapace com’è di dominare il male che ha dentro e di contrastare Erodiade. Che il Signore ci aiuti a superare le nostre debolezze, che ci dia la forza di reagire e scegliere ciò che è bene, di contrastare il male,di resistere alle tante tentazioni che cercano di condizionarci. Per questo è fondamentale pregare e farlo ogni giorno per entrare in confidenza con il Signore. Dice padre E.Ronchi:
“La preghiera è sempre possibile perché si può offrire a Dio perfino la propria incapacità di pregare ed è questa la preghiera più umile: “Se mi ami parlami.
E se non hai nulla da dirmi
parlami lo stesso per dirmi che non hai niente da dirmi, ma parlami lo stesso!”.
Santa giornata

(5 Febbario2026)Davide, giunto alla fine dei suoi giorni,raccomanda a Salomone di non allontanarsi dalla Legge: Salomone sedette sul trono di suo padre e lo consolidò.(1Re 2) In Mc6,7-13 Gesù chiama a sé i Dodici e li invia a predicare nei villaggi e città vicine. Raccomanda loro di portare null’altro che un bastone, basterà la loro fede. Entreranno nelle case e,dove saranno ospitati , condivideranno tutto. Consiglieranno, ascolteranno, guariranno. Gesù raccomanda sobrietà, nessuna sovrastruttura. A che vale preparare un bel rito,una cerimonia sfarzosa se poi mancano la capacità di capire,di condividere, l’empatia? Chi si avvicina a noi deve sentire il fuoco dello Spirito Santo che ci guida e ci aiuta, se noi ielo chiediamo. Santa giornata

(4 Febbraio 2026)In Mc 6,1-6 Gesù torna a Nazareth e lo fa portando con sé i suoi discepoli.
Com’è d’uso,il sabato si reca in sinagoga e insegna e,come sempre c’è folla intorno a lui;ma la comunità presente è formata da persone che lo hanno conosciuto prima bambino,poi giovane falegname che affiancava il padre Giuseppe. Molti avevano giocato con lui,discusso della vita di ogni giorno, frequentato la sinagoga. Improvvisamente se lo trovano a insegnare di sabato e lo fa con sapienza, autorità. “Da dove gli vengono queste cose?” < Ma non è il falegname, i suoi fratelli,le sue sorelle non sono tra noi?> Sono così stupiti,arroccati nel loro mondo, da ” non accorgersi del Signore che passa”
(parafrasando Agostino).Gesù ne è dispiaciuto:
. Quante incomprensioni vengono proprio da coloro che ci sono più vicini, cui dedichiamo cure sollecite,
e affettuose! Gesù,come sempre, aiuta,guarisce,ma sceglie di recarsi nei villaggi vicini ad annunciare,a insegnare,a indicare la via della salvezza. Anche oggi
più che mai, in un mondo che volutamente si allontana da Dio, ne abbiamo bisogno. Santa giornata .

(3 Febbraio 2026)Oggi le letture ci mettono di fronte al dolore. Nella 1^,da 2Sam 18, si racconta il dolore di Davide per la morte del figlio Assalonne, il quale di era ribellato a lui;ma la perdita di un figlio supera ogni asprezza,va la di là di qualsiasi problematica. Nel vangelo, Mc5,21-43, Gesù guarisce una donna che da 12 anni perdeva sangue, malgrado tutte le cure possibili,ma viene anche chiamato a intervenire per guarire la figlia di Giairo di uno dei capi della sinagoga.Anzi,mentre erano per strada Giairo viene avvisato che la fanciulla è morta. Gesù: .Queste letture ci mostrano come Gesù partecipa alla nostra vita. Qui condivide il dolore di una donna che è al limite di ogni speranza; con Giairo ci mostra come scende in uno dei dolori più lancinanti per una persona: perdere un figlio.Se un figlio sta male, un genitore non riposa, se muore,una parte di sé se ne va con lui o con lei lasciando una ferita che non guarirà mai completamente
È il problema del dolore, nostro compagno di cammino. Khalil Gibran diceva,a proposito della gioa e del dolore,che se uno è a capo del letto,l’altro è ai piedi.Cito a braccio. Gesù ci chiede di aver fede. Penso che questa fede comprenda anche la capacità di accettare l sofferenza e trasformarla in positivo. Magari ci aiuterà a comprendere meglio gli altri. Molte cose ci sarebbero da scrivere,da discutere ,ma non può essere in questa sede.
Buon San Biagio, che ci Iuti a guarire dal male del corpo e dell’anima.
Santa giornata

(2 Febbraio 2026)È giunta la Candelora.Il cielo terso ci fa ben sperare e il freddo è giusto che ci sia. La presentazione al tempio è uno dei passi più toccanti di tutti e quattro i vangeli.La tenerezza di un bambino tanto atteso e due anziani vissuti con la speranza di vederlo prima di chiudere gli occhi su questo mondo. Tutti e due servivano il Signore. Di Simeone Luca dice che era un uomo giusto e pio. Di Anna racconta la vita,dice di chi era figlia e che ,rimasta vedova in giovane età, serviva il Signore con preghiere e digiuni. Maria e Giuseppe salgono al tempio per adempiere alla Legge.Portano come offerta due tortorelle.
Sembra una famiglia come tante,ma non è così.Simeone, ispirato dallo Spirito,si reca al tempio e lì avviene l’incontro tanto atteso.Lo riconosce subito e per prima cosa ringrazia e loda il Signore:” Ora lascia che il tuo servo vada in pace perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza”…
Tenendo il bambino tra le braccia lo chiama :” Luce per rivelarti alle genti” venuto per illuminare Israele, per purificarlo,come dice il profeta Malachia:” Egli è come il fuoco del fonditore e come lisciva dei lavandai”(chi usa lisciva sa di cosa si parla). Simeone però parla anche alla madre:”Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti e anche a te una spada trafiggerà l’anima”. La Croce si staglia in lontananza,è già presente.
Maria e Giuseppe,pieni di stupore, ascoltano, meditano conservando con cura queste parole mentre tornano in Galilea,a Nazareth, dove Gesù ” cresceva, si fortificava,pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui”.
Buona e santa Candelora;mi spiace di non poter partecipare,la mia gamba non ce la fa,ma il Signore legge i cuori.

(1 Febbraio 2026)Vangelo delle Beatitudini è da Mt 5,1-12. Vi sono passi dei vangeli difficili da commentare per la loro bellezza,per la profondità del messaggio e per il timore di cadere nella banalità. Gesù esalta la povertà,ciò che il mondo rifiuta è quello che Dio ama.È la sua rivoluzione e che rivoluzione!
“Gesù salì sul monte: si mise a sedere…si mise a parlare e insegnare dicendo: Ma non si ferma qui perché è solo la prima delle Beatitudini: Beati quelli che sino nel pianto… Beati i misericordiosi, Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia…Beati gli operatori di pace, Beati voi quando vi perseguiteranno a causa mia. A proposito degli operatori di pace ho pensato a quando papa Francesco si è recato senza indugio dai russi,ma anche a tutti i papi che si sono adoperati per la pace.Di molti episodi sappiamo solo qualcosa.Gesù non proclama le Beatitudini,le insegna,vuole che siano impresse nella nostra coscienza. Sono più di 2000 anni che l’uomo le conosce e non hanno perso nulla della loro validità e attualità. Sono la nostra carta di identità. Se da un verso esse scuotono la nostra coscienza, dall’altra ci donano speranza,gioia perché Gesù ci dice che sarà sempre al nostro fianco quando cadiamo,perché Lui conosce i nostri limiti,ma non se ne lascia condizionare. Chiudo con il ricordo che ho del Monte delle Beatitudini: c’era tanta pace oltre che bellezza. Santa domenica.

(31 Gennaio 2025)La 1^ lettura è da 2Sam 12. Davide viene messo di fronte alla gravità del peccato commesso e inizia così il percorso di conversione.
“Crea in me,o Dio, un cuore puro/ rinnova in me uno spirito saldo”(sal 50)
In Mc4,35-41 Gesù chiede ai suoi di passare all’altra riva. È stanco e si mette a dormire a poppa.Ad un tratto si scatena una tempesta terribile, la barca si riempie di acqua e i discepoli sono presi da paura. Eppure erano uomini avvezzi alla navigazione!
Sentendosi in pericolo, svegliano Gesù che prima placa la tempesta e poi chiede: Come spesso accade,la domanda è rivolta anche a noi e non è per nulla superflua. Quanto volte ci sentiamo soli,dimenticati, nei momenti drammatici della vita! Eppure il Signore non ci lascia soli,ci noi che non ce ne accorgiamo chiusi come siamo in orizzonti limitati.D. Bonhofer: “(Dio) non salva il Figlio dalla croce,ma nella croce”. Dobbiamo imparare a sentire che il Signore ci accompagna passo passo,esserne consapevoli e testimoniarlo.
Con affetto,santa giornata

(30 Gennaio 2026)Davide vede Betsabea,se ne invaghisce,la manda a prendere incurante che la donna abbia un marito. Davide resterà segnato dal suo peccato e scriverà quei salmi bellissimi tra cui spicca il salmo 50:” nel tuo grande amore cancella il mio peccato”.
Il vangelo,Mc4, 26-34 ,parte da dove si era interrotto ieri. Gesù vuole che si capisca bene cos’è il regno di Dio.Lo paragona a un seme,che una volta piantato, cresce avendo in sé la forza per svilupparsi. Ma Gesù non si ferma a questo,infatti lo paragona anche al più piccolo dei semi che diverrà un albero così grande da dare rifugio a molti uccelli. Fecondità della Scrittura che veniva spiegata , annunciata perché tutti potessero capirla! Siamo tutti chiamati alla salvezza e perciò alla santità. Dobbiamo solo aprire il cuore e lasciare che il seme della Parola cresca forte,rigoglioso e luminoso.
Santa giornata

(29 Gennaio 2026)Gennaio non si smentisce. Il cielo non dice nulla di buono,ma noi Marco,cap4 ,vv 21-25. Quattro versetti molto intensi. Gesù ha intorno una grande folla alla quale pone una domanda retorica:< Viene forse accesa una lampada per essere messa sotto il moggio?…> Certo che no,non avrebbe senso. La funzione di una lampada è far luce. Noi siamo stati creati per essere salvi,per vivere come il Signore ci chiede.Per annunciare con la nostra vita La
Lieta Notizia. Siamo figli amati,in ognuno di noi c’è la sua luce.
Non è facile essere sempre luce.La fatica di ogni giorno, la stanchezza che viene da problemi e situazioni delicate, malattie e tutto il tran-tran che ci portiamo dietro,non facilitano la vita.A volte sembra che l’olio della nostra lampada stia lì lì per esaurirsi. Ma il Signore ci chiede di essere comunque luce e per esserlo dobbiamo saper ascoltare,dare il nostro tempo avendo come metro la gratuità e la misericordia.
“Con la misura con la quale misurate,sarà misurato a voi…”Papa BenedettoXVI diceva:< Portate al mondo la Speranza di Dio>. Sì, portare la luce è anche portare speranza; sappiamo quanto chi è nel dolore né ha bisogno.
Santa giornata

(28 Gennaio 2026)Oggi la Chiesa ricorda San Tommaso d’Aquino, santo molto importante non solo nella Chiesa. Fondi è molto legata a lui che fu qui ospite da vivo e da morto.
Nella 1^lettura, 2Sam 7,4-17, il Signore promette a Davide che non lui,ma un suo discendente diretto gli costruirà una casa:” Renderò stabile il.tuo regno”. Il.salmo 88 canta:”di generazione in generazione edificherò il tuo trono”. I progetti di Dio sono sempre proiettati “oltre” e ci aprono orizzonti sconfinati.Il vangelo è da Mc4,1-20:”Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare…intorno a lui una folla enorme… insegnava loro molte cose: Se focalizziamo l’immagine lo vediamo: è l’alba,la bisaccia pesa perché vuole seminare più seme possibile. Nei giorni precedenti ha lavorato duramente per preparare il terreno: concimare, zappare,arare perché tutto fosse pronto ad accogliere i nuovi semi. La bisaccia è talmente piena che alcuni semi cadono sulla strada e li mangiano gli uccelli.Altri caddero tra i sassi ed ebbero vita breve perché,senza radici si muore presto. Altri ancora finirono tra i sassi e la pietra non riesce a nutrire la piantina; un’altra parte cadde tra i rovi che ne soffocarono la crescita. Infine una parte cadde sul terreno buono. Crebbe e ciascuna pianta dette quanto poteva. Gesù ci chiede di riflettere,di capire che tipo di terreno siamo. Cerchiamo di dare tutto il frutto possibile. Il nostro compito è “fare” quanto possiamo. Il Signore non ci chiede di più,ma di non essere indifferenti.C’è un bellissimo pensiero di don Luigi Di Liegro che ci invita a guardare bene “quei calvari che sono nei nostri territori parrocchiali:
dove Cristo continua a salire da solo,senza che ci siano cirenei che l’aiutino a portare la croce”. Santa giornata

(27 Gennaio 2026)Finalmente un po’ di sole, anche se durerà poco! Gloria a Dio! 2 Sam 6: “Davide danzava con tutte le sue forze davanti al Signore…Davide e tutta la casa di Israele facevano salire l’arca del Signore con grida e al suono del corno”. Il legame che unisce Davide al Signore è potente,egli danza,canta, offre sacrifici, crea comunione con il popolo, infatti darà a ciascuno dei presenti( anche le donne) un pane,una porzione di carne del sacrificio e una schiacciata di uva passa. Tutti sono trattati alla stessa maniera perché nessuno si senta escluso.
In Mc3,31-35 Gesù, contornato da una folla viene avvisato che fuori c’erano la Madre ,i suoi fratelli e sorelle che lo cercavano. Conosciamo la sua risposta data mentre guardava le persone intorno a lui. Di certo non voleva sminuire la sua mamma che aveva aderito pienamente al disegno di Dio con il suo:”Fiat”, ma indicare a noi la via della salvezza. Chi fa la volontà di Dio,chi accoglie la Parola,la interiorizza e la testimonia :
” Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella,madre.” Don Tonino Bello scrive:
“Santa Maria,donna conviviale, alimenta nelle nostre chiese lo spasimo di comunione”
Santa giornata

(26 Gennaio 2026)Paolo è in prigione. Il ricordo degli amici lo conforta:”Mi ricordo infatti la tua schietta fede che ebbero anche tua nonna e tua madre“.(2Tm 1)Le persone che incontriamo nella vita, lasciano sempre un segno;quelle che incontriamo in Cristo, restano più a lungo nel cuore. Credo che sia un’esperienza che tutti abbiamo fatto.
In Lc10,1-9 Gesù invia altri 72 discepoli,li manda due a due ad annunciare che il regno di Dio è vicino. Raccomanda di non portare nulla:” né sacca,né bisaccia,” di accettare il cibo che viene loro offerto,ma soprattutto di augurare per prima cosa la pace.C’è un’altra cosa importante: “Andate come agnelli in mezzo ai lupi” armati solo dell’amore, portate speranza, guarite, risollevate, abbracciate, accendete lampade,specie quelle che si sono riempite di polvere:” Il Regno di Dio è vicino!” La messe è tanta,ma sono pochi gli operai”. Riconosciamolo: non è facile essere sacerdote,oggi in particolare Chiudo con un pensiero di don Tonino Bello,testimone infaticabile anche nella malattia e nel dolore:”La pace va osata sulla parola di Cristo, non calcolata nei lambiccati dosaggi dei nostri equilibri”.
Santa giornata

(25 Gennaio 2026)III domenica del tempo ordinario.Papa Francesco ha voluto che fosse dedicata alla Parola. Quest’anno è coincisa con la Conversione di San Paolo,altra pagina fondamentale del Cristianesimo.
La 1^lettura è da Is2:” Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce”. In questo momento il mondo ha bisogno di luce. Troppe sono le tenebre che lo avvolgono. Si sta sempre più ricorrendo alla forza per imporre la propria visione della vita e stanno aumentando il dolore,la fame,il degrado.In 1Cor 1 Paolo raccomanda l’unità in Cristo crocifisso per noi. Nel vangelo, Mt4, Gesù sceglie di abitare a Cafarnao. Ha saputo del Battista,sa che è giunta l’ora di iniziare.
” Convertitevi, il.regno di Dio è vicino”. Una vita nuova inizierà,nuovi orizzonti vi aspettano. Malgrado il buio, le difficoltà, il male,una vita nuova è davanti all’umanità. Passando lungo le rive del mare di Galilea vede due pescatori intenti a sistemare le reti. Sono Andrea e Simone che diverrà Pietro. Più avanti incontrerà altri due pescatori, anch’essi intenti a sistemare le reti.Sono Giacomo e Giovanni,figli di Zebedeo,li definirà:”figli del tuono”. Li chiama ed essi lasciarono il padre,il lavoro per seguirlo. Non lo conoscevano, impararono con gli anni a capire,ma si affidarono.Sul loro esempio, anche noi seguiamo Gesù. Chiediamogli la forza di essere testimoni credibili, lasciamo che il Signore continui a seminare tesori nascosti e a far crescere perle preziose in quel silenzio così speciale perché parla al cuore. Sempre pregando per la pace santa domenica

(24 GEnnaio 2025)“Una grande pena ho per te,fratello mio,Gionata!Tu mi eri molto caro,la tua amicizia era per me preziosa più che l’amore di una donna”.(2Sam 1) Con il suo lamento Davide esprime il suo dolore per la morte violenta di Gionata,figlio di Saul, che aveva rinunciato al trono per lui. La loro era un’amicizia autentica che si basava su un sentimento che si nutriva di gesti concreti, sulla lealtà, sull’amore per la verità. Un amico,quando è tale,ti ascolta,ti consiglia,non ti dà sempre ragione. Scrive padre E.Ronchi in una poesia:
“All’amico non chiedi cose,se non eccezional mente; chiedi invece tempo,il sognare insieme,lo scambio di gioia,il conforto dell’affetto”.
Gli amici di Gesù sono gli Apostoli. Li scelse uno ad uno,ne conosceva le fragilità, ma anche la forza. Per questo parliamo di amicizia. Con
Giovanni,poi,il rapporto era ancora più intenso,tanto che lo seguirà nel Calvario,fin sotto la croce.
La Chiesa oggi ricorda San Francesco di Sales,vissuto nel 1500 e che S. Giovanni Bosco scelse come patrono della sua congregazione.
Nella sua vita ebbe prove terribili, momenti in cui sentiva come se il Signore lo avesse respinto. Pregò moltissimo e “fu purificato dell’orgoglio e preparato a quella dolcezza che lo contraddistinse”
( laChiesa.it)
“Ciò di cui abbiamo bisogno è una tazza di comprensione, un barile di amore e un oceano di pazienza”.( San Francesco di Sales) Santa piovosa giornata.

(23 Gennaio 2026)Il vangelo di oggi è da Mc 3,13-19. Gesù sale sul monte e lì sceglie gli Apostoli, cioè coloro che saranno gli inviati a portare al mondo la Buona Notizia.Li sceglie non tra dotti e scribi,ma tra uomini avvezzi al lavoro, che sono temprati da esso. Per poterli inviare prima devono imparare a conoscerlo,infatti per diventare suoi messaggeri, bisogna imparare ad amare come ci chiede Gesù, con la sua umiltà, la sua mitezza, la sua tenerezza,la sua accoglienza.
Il passo di oggi mette in evidenza il problema delle vocazioni. Diceva don Ettore Santoro che la pastorale
vocazionale era il tessuto connettivo della Chiesa e che solo in una comunità che metteva Dio al centro della vita,potevano nascere vocazioni autentiche.Oltre ad avere uno stile di vita che rispecchia il vangelo, possiamo sol pregare. Viviamo in un momento storico in cui si tende a vivere come se Dio non contasse.
Veniamo confusi da tanti bisogni indotti,si fa fatica a far emergere quello che conta. Il disagio giovanile racconta molte cose.Tocca a noi essere sale e luce, accogliere, condividere senza pretendere grandi cose,perché, come ama dire padre Ronchi, il
Signore ama il piccolo,infatti:
“(racchiude)
l’eternità nell’attimo/
l’amore in un cuore/
se stesso in noi.” Santa giornata

(22 Gennaio 2026)Gesù non vuole essere osannato,ma ascoltato, accolto. Mc nel cap 3,7-12 ci dice che si è ritirato in Galilea perché molta gente lo seguiva. Venivano da ogni luogo,dalla Giudea, dall’Idumea, da Tiro e Sidone. Lì è Nazareth, a Cafarnao e dintorni è di casa. Insegna, guarisce, condivide la tavola, la vita di ogni giorno della gente comune. Se fossimo vissuti a quel tempo avremmo fatto anche noi parte di quella folla che lo seguiva, alla quale bastava solo toccare un lembo del suo mantello.Gesù non ama la spettacolarità. Egli è venuto,si è incarnato perché avessimo.la salvezza. Quando guarisce o aiuta lo fa perché si commuove lasciando che la tenerezza grande, immensa che ha dentro di lui,venga fuori e operi. Ci vuole insegnare ad accogliere la Parola,a farla nostra,per realizzarci come persona.
Tra gli insegnamenti più preziosi c’è come pregare per avvicinarci sempre più al Padre,cosa che dura tutta la vita,alternando periodi in cui ci sentiamo più vicini al Signore a quelli in cui il dubbio ci assale. Ma,per fortuna, abbiamo la grazia dei sacramenti,in particolare dell’Eucaristia.
Diceva Santa Teresa di Calcutta:” Egli solo è la via su cui camminare, la vita da vivere.
Egli solo è l’amore da amare”. Sempre invocando la pace, santa giornata.

(21 Gennaio 2026)La Chiesa ricorda Sant’Agnese, giovane fanciulla romana,vergine e martire.Nella mia vita ho avuto la gioia e l’onore di conoscerne due veramente notevoli per bontà.Una era una suora che insegnava a cucire e ricamare,subito dopo la guerra. L‘altra era una collega straordinaria,una sorella maggiore. La liturgia di oggi nella 1^ lettura racconta come Davide uccise Golia:”Il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia “(1Sam17). Com’è bella la fede di Davide!
” O Dio,ti canterò un canto nuovo
inneggerò a te con l’arpa a dieci corde”(sal 143)Il Signore salva con l’amore che passa attraverso la Parola. Il vangelo è da Mc 3,1-6. Gesù incontra in sinagoga un uomo con la mano paralizzata. È “giorno di sabato”, tutto è dedicato a Dio. Anche il numero dei passi che si possono fare è contato.Ancora una volta la forma prevale sulla sostanza. Gesù fa ai farisei una domanda :”È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male,salvare una vita o ucciderla?…Ma essi tacevano” Invece di riflettere, restano fermi sulle loro posizioni, chiudendosi nei loro cuori induriti. Gesù ne è fortemente rattristato. Vorrebbe condividere con loro la gioia della guarigione,ma non è possibile. Sono troppo ripiegati su un concetto rigido della Legge e non riescono a liberarsene. La conclusione è amara:”E i farisei tennero consiglio contro di lui per ucciderlo”(Mc 3)A noi cristiani viene chiesto di non fare come loro,di non rattristare Gesù.
Cerchiamo di farlo servendo i fratelli, accogliendo e testimoniando la Parola. Sempre pregando per la pace,santa ventosa giornata .

(20 Gennaio 2026) Corre gennaio,ha tanta fretta che ha anticipato anche i giorni della merla. Mia nipote Sofia si è raccomandata:
< Stai attenta, nonna,non prendere freddo! Se non avessi scuola starei in casa con te!> Bel modo di iniziare la giornata!
Da 1Sam16, 1-13 leggiamo che il Signore manda il profeta da Iesse il betlemita perché è tra i suoi figli che ha scelto il nuovo re. Samuele li vede uno ad uno,ma il Signore non nesceglie nessuno di loro. Resta solo il più piccolo che è fuori a pascolare il gregge ed è proprio lui che sceglie:” Il Signore guarda il cuore.” Samuele unge Davide “e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi”. Il salmo 88 canta:”Ho trovato Davide,mio servo// con il mio santo olio l’ho consacrato”.
In Mc 2,23-28 ancora una volta i farisei rimproverano a Gesù la mancata osservanza delle regole, perché i suoi discepoli raccolgono le spighe nel giorno di sabato. L’apparenza conta più della sostanza, abitudine che non si è mai persa,anzi.La si usa per livellare tutto e questo non fa bene né al singolo né alla comunità. Si rischia di scivolare in una vita scialba, senza luce.Ecco perché chi riesce a uscire da questo grigiore fa cose egregie,spinti dalla Parola vivificante che ci mette in crisi,ci spinge a cercare il.
Signore nei fratelli e nella preghiera. Padre Ermes Ronchi in una preghiera dice:
“L’intima essenza di ogni creatura è di essere preghiera”. Sempre invocando la pace,santa giornata

(19 Gennaio 2026)Buona nuova settimana a tutti.Nella 1^ lettura Samuele va da Saul per dirgli quello che il Signore gli ha comandato…
“Ecco obbedire è meglio del sacrificio,essere docili è meglio del grasso degli arieti”… Il Signore ci vuole autentici,infatti nel salmo 49 troviamo:”Chi offre la lode in sacrificio,/ questi mi onora;
a chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio”.
Lodare e camminare, siamo invitati a farlo se vogliamo essere graditi al Signore. Nel vangelo,Mc2,18-22 a chi gli fa osservare che i suoi discepoli non osservano il digiuno prescritto come invece fanno i discepoli di Giovanni e i farisei,Gesù risponde che non si digiuna mentre alla festa è presente lo sposo.Vino nuovo in otri nuovi, non si rattoppa una stoffa vecchia con una grezza perché non reggerebbe. Gesù li invita a guardare il nuovo. I suoi discepoli sono nella gioia, hanno incontrato qualcosa che li ha cambiati, sono pieni di speranza. Stare con lo sposo, vuol dire amare ed è questo quello cui siamo chiamati.
Noi cristiani,proprio perché in questo momento storico pare che prevalgono ideali basati sul potere della ricchezza e della forza, dobbiamo testimoniare che il Signore più dei sacrifici ama la lode sincera dei miti, degli ultimi,dei puri di cuore. Santa giornata

(18 Gennaio 2026)Battesimo del Signore,grande festa per i credenti.La 1^ lett.è da Is 49:
“Io ti renderò luce delle nazioni,perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra”.La salvezza è per tutti e il mondo ha bisogno della tua luce,Signore, infatti nel salmo 39 si canta:”Ho sperato,ho sperato nel Signore/ ed egli su di me si è chinato”. Il Signore scende su di noi e ci chiama. Paolo in 1Cor1:”a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata…” L’essere chiamati ci rende santi,facciamo parte di Lui,siamo una cosa sola. Riempie il cuore! In Gv1,29-34 l’evangelista ci racconta il Battesimo di Gesù nel Giordano. Appena il Battista lo scorge,lo riconosce,lo accoglie esclamando:
Non un leone, non un’aquila, ma un agnello simbolo di mitezza ,di tenerezza. Era anche il simbolo della vittima sacrificale per eccellenza e indica a noi la strada da percorrere. Giovanni Battista contempla quanto avviene sotto i suoi occhi e testimonia quanto è accaduto:< Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui…E io ho visto e testimoniato che questi è il Figlio di Dio!>
Mettiamoci anche noi in contemplazione, pregando il Signore che ci usi misericordia entrando nel cuore di coloro che hanno perso la capacità di amare e si perdono nel buio dei loro cuori. Santa giornata

(17 Gennaio 2026)Oggi la Chiesa ricorda Sant’Antonio Abate. Viene considerato il padre di tutti i monaci e protettore degli animali.Nella 1^ lettura,da 1 Sam,9 compare la figura di Saul,figlio di Kis, che il Signore ha scelto per guidare Israele.
“Ecco l’uomo di cui ti ho parlato: costui reggerà il mio popolo”. Dopo di lui verrà Davide. Il vangelo è da Mc2,13-17. Gesù è in Galilea e mentre percorre villaggi,strade, insegna.Proprio per questo ha un legame stretto con il popolo perché
l’ insegnamento non può essere una fredda trasmissione di notizie,ma nasce da un rapporto personale,che permette di andare oltre l’apparenza e apre la porta al desiderio di conoscenza.È un dono prezioso,per questo in molti seguivano Gesù. Mentre cammina lungo le rive del mare di Tiberiade, Gesù vede Levi, esattore delle tasse, e gli dice: ” Ed egli si alzò e lo seguì”.( Mc2)
È un momento forte( come non pensare al quadro del Caravaggio!). Gesù si immerge in questa umanità così imperfetta per portare il messaggio della Buona Novella,per illuminare il buio di cuori induriti. “Non sono i sani ad avere bisogno del medico…non sono venuto a chiamare i giusti,ma i peccatori”.
André Frossard dice: “L’irruzione di Dio,straripante, totale,si accompagna con una gioia che altro non è che l’esultanza del salvato,la gioia del naufrago raccolto in tempo”. Santa giornata

(16 Gennaio 2026)” Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone”. (Mc2,1-12) Gesù è a Cafarnao. Questo accorrere da lui ci racconta che Egli amava portare l’annuncio a tutti,infatti va per le strade,nei villaggi,ai piedi del monte,sulla riva del mare di Tiberiade.Ma soprattutto ama entrare nelle case dove c’è la vita quotidiana da affrontare giorno per giorno. Tutti accorrono per ascoltarlo perché la parola è gioia,luce, speranza. Quattro amici sorretti dalla loro fede,decidono di portare uno di loro paralitico da Gesù. Siccome la folla è tanto fitta da rendere difficile il loro passaggio, calano il malato dal tetto. Questo colpisce Gesù, ne è così commosso che gli dona subito la cosa più grande: la guarigione dell’anima.
< Figlio, ti sono perdonati i tuoi peccati>. Lo chiama “figlio”, gli dice: “Sei parte di me”. Come al solito vi sono i benpensanti che si scandalizzano, incapaci come sono di vedere le cose da un’angolazione diversa,di accettare il bello e il buono quando ci passano vicino.
Gesù conosce i loro pensieri per cui dice a colui che ha guarito di prendere le sue cose e tornare a casa.
Quello che completa il quadro è che tutti i presenti partecipano all’evento. I quattro amici hanno fatto sì che la guarigione fosse un fatto comunitario, infatti “tutti si meravigliavano e lodavano Dio dicendo :< Non abbiamo visto nulla di simile!>
Il mio augurio,la mia speranza è che questa meraviglia rimanga in noi e ci aiuti ad affrontare le difficoltà. Santa giornata, sempre invocando la tua pace,che scenda sul mondo,Signore!

(15 Gennaio 2026)Nei due giorni scorsi ho voluto dedicare il mio tempo a salutare un’amica fedele che mi ha accompagnato fin qui,ma sono certa che veglierà su tutti noi anche “dall’altra parte del cammino” come dice C. Peguy. Qualche volta l’ho nominata, Emma, donna sapiente e generosa.La liturgia oggi ci presenta due momenti lontani tra loro,in cui si chiede al Signore di intervenire,ma le risposte sono diverse.In 1Sam 4 gli Israeliti sono sconfitti malgrado la presenza dell’arca dell’alleanza. Nel vangelo, Mc1,40-45 Gesù guarisce.”Venne a Gesù un lebbroso…: Ne ebbe compassione…”
Tutto parte da questo. Gesù “tese la mano,lo toccò e gli disse :< Lo voglio,sii purificato!> Brutta bestia la lebbra,ti consuma isolandoti dalla comunità. Gesù restituisce a quel lebbroso la sua dignità permettendogli di rientrare a far parte della comunità.Gli intima di tacere,deve solo ottemperare quanto la legge,Lv 14,3-30, prescrive, di presentarsi al sacerdote con l’offerta dovuta per essere di nuovo parte viva della comunità. Ma l’uomo non ce la fa a nascondere la gioia e Gesù,che non vuole clamori, deve fermarsi fuori le città per un po’ di tempo.Ancora una volta tutto parte dall’incontro con Cristo e dalla preghiera. Ho letto una breve poesia di p. E. Ronchi:”Agisci come preghi.
La preghiera è prima di tutto avere un amico,cioè avere con Dio un rapporto declinato con le parole dell’amore.Pregare è come voler bene.”
Vi auguro una santa giornata, di sentire che il Signore ci ama,ci tocca e ci guarisce.

(12 Gennaio 2026)Ho appena letto che Alberto Trentini è stato liberato insieme a un altro;tutti e due sino al sicuro nell’ambasciata italiana. Grazie Signore! Oggi il vangelo di Marco ci fa rivivere l’inizio della predicazione di Gesù. Giovanni è chiuso in prigione.Gesù sa che la sua ora è giunta, inizia la predicazione tornando in Galilea. Mentre passa lungo il lago di Tiberiade chiama Simone (che diverrà Pietro) e Andrea. Sono due fratelli intenti a sistemare le reti; sanno poco di teologia,né sono due raffinati scribi,ma uomini abituati al lavoro duro,ad affrontare tempeste. Più avanti chiama altri due fratelli. Anche loro stanno governando le reti. Intorno a loro anche il padre e dei garzoni.< Venite dietro a me,vi farò pescatori di uomini> ed essi lasciarono il loro padre e andarono”(Mc1)
Gesù chiama, continua a chiamare ognuno di noi. Ciascuno risponde a suo modo,percorrendo sentieri non sempre facili. Il mondo in cui viviamo di certo non facilità il soffermarsi,il riflettere.Ma siamo cercatori di Dio,con un cuore che ha dentro,sempre, una grande nostalgia di Paradiso. Mentre da un lato ci impegniamo a una vita che sa di vangelo, dall’altro non possiamo trascurare il pregare,infatti, come scrive padre Ermes Ronchi:”la preghiera è come un amico, cioè avere con Dio un rapporto declinato con le 🤬 dell’amore. Pregare è come voler bene”.
Santa giornata

(10 Gennaio 2026)La prima lettera di Giovanni ci sta accompagnando in questi primi giorni del nuovo anno.”Se uno dice :< Io amo Dio e odia il proprio fratello è un bugiardo> Per arrivare ad amare Dio,prima dobbiamo imparare ad amare il fratello perché l’amore per il Signore si realizza passando per la vita di tutti i giorni,nella quotidianità che rende faticoso il cammino.Il vangelo è da Luca,cap 4,14-22. Gesù torna a Nazareth. Lì sono le sue radici,i suoi compagni di giochi, la casa in cui ha vissuto con i genitori,dove lo hanno visto crescere. È sabato,per cui su reca in sinagoga. La sinagoga di Nazareth non è molto grande, la ricordo con poca luce,disadorna. Come ci dice Luca ,Gesù ” ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito Santo…” Lo precedeva la fama, tutti erano incantati dalla sua grazia. Gli diedero il.rotolo di Isaia:”Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare il.lieto annuncio ai poveri…” La Parola viene in tutta la sua potenza e opera. Gesù continua:”Oggi si è compiuta questa Scrittura.” Luca continua:” Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati dalle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca”.
Quell’OGGI interpella anche noi dicendoci che ogni giorno abbiamo bisogno di ascoltare, meditare, accogliere la Parola nella nostra vita,specie quando sembra non lasciare spazio a nessun altra incombenza. Santa giornata

(09 Gennaio 2026)Credo che Giovanni con la sua 1^ lettera voglia dirci di entrare senza condizioni nell’amore di Dio.La cosa non è facile,infatti dobbiamo lavorare molto su noi stessi per far tacere tutto ciò che ci lega al mondo. Giovanni ha vissuto con Gesù una esperienza fortemente caratterizzata dall’amore reciproco. Parlando di se stesso lo fa in 3^persona, indicandosi come “il discepolo che Gesù amava”; inoltre non possiamo dimenticare che è la persona cui sotto la croce affida la sua mamma e viceversa.” Dio è amore e chi rimane nell’amore, rimane in Dio e Dio è in lui”(1Gv 4).Il vangelo di oggi,Mc6,45-52, riprende da dove lo avevamo lasciato ieri. Gesù ha sfamato la folla,ora manda i suoi sull’altra riva per congedare gli ultimi e per ritirarsi sul monte in preghiera.Ha bisogno di silenzio,di fare deserto intorno a sé per trovare quella intimità così feconda che nasce da un rapporto intimo con il Padre e che è la sua forza.
Scrive E.Ronchi:
“…La preghiera è sete di comunione, di amore, di
incontri,di occhi”…Ma mentre è lì vede i suoi in difficoltà. C’è vento forte,la notte sta finendo,sono stanchi.Lui decide di andare in loro aiuto ,ma non lo riconoscono e,vedendolo camminare sulle acque, credono che sia un fantasma.
” Coraggio,sono io,non abbiate paura!” Erano fortemente meravigliati, ” perché non avevano compreso il fatto dei pani:il loro cuore era indurito.”( Mc 6) Chiediamo a Gesù di aiutarci a comprenderlo e a riconoscerlo in quello che accade intorno a noi e di perdonare i nostri limiti.
Sempre invocando la pace,santa giornata

(08 Gennaio 2026)Siamo tutti illuminati dalla luce di Natale e l’Epifania ne ha rafforzato la potenza con i Magi che ci hanno insegnato a non desistere nella ricerca di Dio, della sua pace.
Il salmo 71 canta:”Nei suoi giorni fiorisca il giusto/e abbondi la pace/finché non si spenga la luna/” Nella 1^ lettura 1Gv 4, l’apostolo continua a ricordarci che siamo figli amati, che Dio è amore ,che ci ha amati per primo e che per la nostra salvezza ha mandato tra noi il suo Figlio unigenito.È l’amore che spinge Gesù prima ad insegnare, nutrendo l’anima e poi a placare la fame,a rigenerarsi dopo una giornata così impegnativa, con pane e pesci. Non li manda a comprare,ma chiede loro di vedere cosa c’è già, non importa quanto ce ne sia,importa la capacità di condividere e così un pranzo frugale, magari preparato da una mamma amorevole, diventa cibo abbondante per 5000 uomini( donne e bambini non contavano).” Tutti mangiarono a sazietà e dei pezzi di pane portarono via 12 ceste piene e quanto restava dei pesci”.( Mc6) L’amore vero può tutto. I grandi santi ce lo insegnano. È sotto i nostri occhi quello che è stata capace di realizzare Madre Teresa di Calcutta. Santa giornata, sempre pregando per la pace.

(07 Gennaio 2026)Nella 1^ lettera Giovanni insiste sul nostro essere figli amati per cui tutte le nostre relazioni devono essere fondate sull’amore. Se non lo sono non vengono da Dio.
“Noi siamo da Dio:chi conosce Dio ascolta noi, chi non è da Dio non ascolta”.È un amore che implica un ascolto. Ti amo a prescindere, ma non è un amore completo se non ti conosco e la conoscenza implica un ascolto attento.
In Mt4 Gesù, saputo che il Battista è stato imprigionato, lascia Nazareth e va a vivere a Cafarnao. È giunto il momento di iniziare a predicare. La profezia di Isaia si sta realizzando:
” Terra di Zabulon e di Neftali…Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una gran luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte,una luce è sorta”…
“Convertitevi perché il regno dei cieli è vicino”. Insegnava nelle loro sinagoghe.
Da ciò che resta vediamo quanto fosse imponente la sinagoga di Cafarnao.Dava speranza chinandosi sul dolore dell’uomo : guariva ogni sorta di infermità: indemoniati, paralitico, epilettici…”Grandi folle iniziarono a seguirlo”. Speriamo di essere anche noi tra quelli che lo seguono, lo ascoltano e traducono il suo messaggio in gesti concreti. Nella preghiera degli uomini che hanno un’ala soltanto,don Tonino Bello chiede perdono per le volte che non si è accorto di chi era nel dolore e non lo ha aiutato:”Chi è rimasto con l’ala,l’unica ala, inesorabilmente impigliato nella rete della miseria e della solitudine e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con te.
Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi,Signore, un ala di riserva”. Santa giornata

(6 Gennaio 2026)…e siamo all’Epifania! Festa attesa e amata non solo dai bambini. Un pensiero particolare è nel mio cuore. Oggi una cara amica avrebbe festeggiato il suo compleanno. Donna che viveva la fede in modo concreto, che non si arrendeva se c’era da aiutare. Un’Ave!💕
“Alzati,rivestiti di luce,perché viene la sua luce… Cammineranno le genti alla tua luce…sarai raggiante…(Is 60) Tutto è gioia nell’incontro dell’uomo con Dio! Luca narra lo stupore dei pastori,Matteo racconta di questi sapienti che si mettono in viaggio,dopo aver studiato le Scritture,guidati dalla luce di una stella. La salvezza è per ogni uomo,il Signore apre le braccia a tutti. Si sono messi in viaggio pieni di speranza,si sono affidati al loro sapre,ma anche alla luce di una cometa che già in sé ha qualcosa di straordinario. Giunti in Giudea chiedono informazioni suscitando i sospetti di Erode. Com’è diverso il loro sentire da quello del re, preoccupato solo di difendere il suo potere e non si accorge della bellezza che è intorno a lui! C’è buio nel.suo cuore,arriverà a fare una strage senza risolvere il suo problema. Mentre i Magi stanno in presenza di Erode,la stella scompare per ricomparire nel momento in cui riprendono il cammino.” Ecco la stella… li precedeva…si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino con sua madre,si prostrarono e lo adorarono”. La loro meraviglia,il loro stupore,la loro gioia sono arrivate fino a noi intatte e ci trasportano tutti lì,con loro. Che la gioia di questo incontro sia luce per tutti.
Buona e santa Epifania!

(Lunedi 5 Gennaio 2026)La 1^ lettera di Gv è un inno all’amore, alla funzione che ha nella vita dell’uomo:” Non meravigliatevi se il mondo vi odia…”
Certo è più semplice lasciarsi andare al risentimento, ma è ancora più difficile tenersi dentro l’amaro dell’odio, cosa che logora, sfibra, uccide il cuore.Giovanni ci invita ad avere gli occhi aperti per aiutare chi è nel bisogno. Dobbiamo amare non a parole,ma con gesti concreti,in verità. Il salmo 99 canta:”Il suo amore è per sempre//la sua fedeltà di generazione in generazione”.
Il vangelo è dal cap.1 di Giovanni. Gesù va in Galilea, incontra Filippo che è di Betsaida,il villaggio di Pietro e Andrea, gli rivolge la parola per dirgli:
“Seguimi!” Filippo incontra il suo amico Natanaele.
Pieno di entusiasmo gli va incontro e gli dice che ha incontrato colui di cui hanno parlato Mosè e i profeti: è il figlio di Giuseppe falegname di Nazareth.< Da Nazareth può venire qualcosa di buono?> Quante volte ci lasciamo dominare dai pregiudizi! Ma Filippo ,sicuro di quanto ha visto, non spreca parole:< Vieni e vedi>. Vuole che l’amico faccia esperienza della gioia,della meraviglia dell’incontro con Gesù. Sappiamo ciò che avvenne nel dialogo che Giovanni stesso ci riferisce.Gesù dice a Natanaele di averlo visto sotto l’albero di fico e inizia la nuova vita per il giovane israelita. A Cana,dove era l’albero di fico,c’è una chiesetta. È poco lontana dal luogo del miracolo. Noi,intanto, continuiamo a seguire Cristo Gesù. Sappiamo che
“Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa”( 1Gv 3)
Sempre pregando per la pace,santa giornata.

(04 Gennaio 2026)Siamo alla 2^ domenica di Natale. Liturgia ricchissima di spunti meditativi.Sir 24:” La sapienza…nella moltitudine degli eletti trova la sua lode,tra i benedetti è benedetta… affonda le sue radici tra i miei eletti”.
Dal 31 dicembre è la quarta volta che il vangelo è da Gv1,l’unico tra i vangeli a iniziare con un inno potente, maestoso, denso di significato e che ci porta verso il cielo. Stile,linguaggio,contenuti che lo rendono qualcosa di straordinario.
“In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio…In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini.” Ecco che introduce il tema della luce che è vita,che vince le tenebre che appesantiscono il cuore dell’uomo,lo feriscono,lo confondono e rafforzano il potere del Male.
La luce è venuta, ma non è stata riconosciuta e perciò accolta, ma a quanti l’hanno riconosciuta e accolta “ha dato il.potere di diventare figli di Dio”.Ed ecco che: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”.
Ha posto la sua tenda fra di noi,per essere come noi. Dice E.Ronchi:”Ma poi il volo plana fra le tende dell’ accampamento umano”. È il Verbo che unisce cielo e terra e fa di noi figli adottivi e perciò eredi. Il Signore poteva incarnarsi in tanti modi,ma sceglie la fragilità di un bambino,infatti un bimbo ha bisogno di essere accudito,di sentire la vicinanza del grembo materno,del suo calore. La salvezza passa per la tenerezza di braccia amorose( come canta un inno della quaresima). Sempre invocando una pace sempre più minacciata, santa domenica.

(02/01/2026)I farisei vanno da Giovanni Battista per interrogarlo. Avevano bisogno di sapere perché gridava dal deserto richiamando tutti alla conversione. Avevano bisogno di sapere chi fosse quella figura così autorevole che citava Isaia.
È innegabile che quella voce risuona forte,potente, autorevole ancora oggi,nel deserto delle solitudini della nostra società.
Il cammino verso la salvezza passa per la pace,quella giusta,a misura d’uomo,non quella imposta dalle armi,da prove di forza. Non è pace vera e perciò è precaria,fragile.
Giovanni non si sottrae alla verità:”No,non sono Elia,non sono il profeta,non sono il Cristo. Sono solo uno che sta in mezzo a voi per ricordarvi di cambiare vita”.
Non solo,ma avverte che “In mezzo a voi c’è uno che non conoscete,…io non sono degno di slegare il laccio dei sandali”.Solo i veramente grandi,solo chi sa spogliarsi di tutto,può fare simili dichiarazioni.
Per il Battista è fondamentale custodire il dono della vita,essere luce,preservare,custodire quanto ci viene affidato e,se inciampiamo, se ci smarriamo non importa,Dio ci aiuta a superare ogni ostacolo. Oggi 1° venerdì del nuovo anno. Il fisico limita i miei movimenti e non c’è la faccio ad andare in chiesa. Dolce cuor del mio Gesù,
fa che io t’ami sempre più. Santa giornata

(01/01/2026)1° giorno del nuovo anno,la Chiesa celebra Maria SS Madre di Dio. Luca,che più degli altri ha narrato la nascita e l’infanzia di Gesù,racconta la visita dei pastori che,chiamati dagli angeli, accorrono alla grotta e lo fanno in fretta,” senza indugio” dice Luca.Sono essi che per primi vengono chiamati a contemplare il Bambino.Sono gli emarginati, quelli che vivevano con le loro greggi,non avevano una casa,infatti avevano quello che papa Francesco chiamava: l’odore delle pecore. Sono I semplici i primi a essere chiamati a essere rivestiti della luce di Gesù. Sono così pieni di meraviglia che sentono il bisogno di raccontare come sono giunti nella mangiatoia. “Maria da parte sua,custodiva tutte queste cose nel.suo cuore”. Sono le cose preziose che custodiamo, altro non avrebbe senso.
Maria e Giuseppe accolgono i pastori e contemplano con essi,in silenzio, il Bambino. Così avverrà d’ora in poi. Maria sarà la nostra mediatrice.È lei che ci invita a rivestirci di luce perché Cristo ci ha reso figli e perciò eredi per grazia di Dio ( come dice Paolo nella lettera ai Galati).
Termino con un pensiero del mio caro don Tonino Bello. Mio nipote Gino,luce dei miei occhi, vedendo una sua foto che ho in cucina mi ha chiesto chi fosse quel parente. “Il Signore conceda al tuo sguardo di scendere come una carezza sulle ferite dei poveri,e dia alla tua parola di penetrare come una lama nel cuore dei potenti”. Un augurio di guarigione nel corpo e nello spirito a chi sta affrontando prove difficili. Santa giornata

(31/12/2025)Ed eccoci a salutare il 2025 e ad accogliere il 2026.Il Vangelo di oggi è da Gv1,1-18: il prologo.È un andante maestoso dove si respira trascendenza. Dice padre D. M. Turoldo ne
” Ilvangelo di Giovanni”: “Il Vangelo è la vita di Dio dentro di noi,una realtà che deve prendere continuamente carne…È la parola di Dio pronunciata per me,oggi stesso e non 2000 anni fa”. Ma suggerisce ancora una cosa:” Il Vangelo va sentito prima che letto”.Soprattutro il vangelo di Giovanni.È sempre un dono abbandonarsi al suo ascolto prima di accingersi a meditarlo.” In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio. E il Verbo era Dio…” Ecco che la Trinità si staglia davanti a noi in tutta la sua meraviglia.
“Venne tra i suoi” e qui inizia un capitolo nuovo,non è più la legge di Mosè, ma vita nuova,luce e Geazia si fanno largo nella vita degli uomini. C’è un messaggero, forte,impetuoso,diretto,ma non fu accolto e ucciso.Luce e verità inondano il mondo e nulla può imprigionare la luce né la verità. Chissà se Giovanni, parlando con la Madonna, scambiasse con lei dei pensieri,dei ricordi…Oggi porteremo con noi questo passo così bello e così importante,lo custodiremo e ne prenderemo forza e Grazia. Buona fine d’anno. Santa giornata.

(30 Dicembre 2025)La Parola così bella e costruttiva bilancia la malinconia di un anno che sta terminando e porta in sé desideri, rimpianti per ciò che non abbiamo saputo realizzare,ma guardiamo avanti.” Non amate le cose del mondo…perché tutto ciò che è nel mondo…non viene dal Padre…” Questo versetto esprime la consapevolezza che noi siamo fatti per il cielo. Mi piace immaginare che la nostra anima sia intessuta di cielo e perciò siamo alla ricerca di Dio,mendicanti di luce e di amore.Ognuno esprime questo bisogno come sa fare; Agostino di Ippona lo rende straordinario,ma ognuno di noi ha il suo modo di esprimersi e Dio gradisce i pensieri sinceri.
In Lc2 si parla dell’incontro con Simeone ed Anna,due anziani. La figura di Anna si staglia con autorevolezza in tutta la sua sapienza. Forse perché abbiamo la stessa età, lo stesso stato civile e una fede che ci porta a meditare su quanto ilSignore ci dona,è una figura che amo molto.Anna, ispirata dallo Spirito Santo corre al tempio, incontra la Salvezza, la stringe tra le braccia.Luca ci presenta Anna con molti particolari: padre,tribù, marito,vita dedicata al servizio nel tempio.
” Sopraggiunta… si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino.” Ecco,aveva in sé tanto di quell’amore che non poteva tacere.Quando ci incontriamo con amici,quando parliamo in famiglia,che posto ha Dio nei nostri discorsi? Si parla di tutto fuorché dell’amore di cui siamo intessuti e che ci aiuta a vivere. Mi piace molto cosa K. Gibran dice a proposito dell’amore: “Quando l’amore ti chiama, seguilo.Anche se il suo cammino è travagliato.E abbandonati alle sue ali che ti avvolgono. Anche se la spada nascosta ti ferisce.E se credi in lui, credigli quando ti parla….Perché come ti riempie di gloria, così ti crocifigge”.
Luca nel cap.2 termina con un accenno all’infanzia di Gesù:” fecero ritorno alla loro città di Nazareth…Il bambino cresceva e si fortificava,pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.”
Scusate se sono stata un po’ più lunga. Sempre pregando per la pace,santa giornata.

(29 Dicembre 2025)Qualcuno ha definito il capitolo 2 di Luca il capitolo degli incontri. I pastori,i magi,Simeone e Anna…Giuseppe e Maria portano il bambino al tempio,secondo la legge di Mosè. Come offerta una coppia di tortore o di colombi.Era quanto potevano permettersi.
Apparentemen te una coppia come tante.Ma ecco che tutto prende una piega imprevista.”Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio che aspettava la consolazione di Israele e lo Spirito Santo era su di lui”.Era in avanti con gli anni,ma si fidava di Dio,non era stanco di aspettare; la speranza lo sorreggeva, era ritenuto giusto,cioè persona aderente al volere di Dio,che ama la verità, ma anche pio e perciò in stretta relazione con il Signore. A tutto ciò si aggiunge che “lo Spirito Santo era su di lui” e che lui lo accettava, infatti fu propio lo Spirito che lo guidò al tempio ad accogliere il Bambino. Quanta tenerezza in questa scena! Il vecchio che ha tanto atteso prende tra le braccia il Salvatore,lo eleva verso l’alto e dà gloria al Signore.”Ora lascia che il tuo servo vada in pace.”A me piace particolarmente in latino:”Nunc dimittis sevum tuum, Domine, secundum verbum tuum in pace!Quia viderunt oculi mei salutare tuum…” “Sono pronto, Signore , ad accogliere la morte:”porgerò alla mia ospite la coppa colma della mia vita”…(Tagore Gitanjali). Simeone ha però una profezia per Maria,la giovane dolce madre: “Ecco egli è qui per la caduta e la Risurrezione di molti e come segno di contraddizione e anche a te una spada trafiggerà l’anima…” Come sempre,in lontananza, la Croce. Quando oggi reciteremo il rosario, soffermiamoci un pochino di più al 4° mistero per contemplarlo con più stupore e meraviglia. Sempre invocando la pace,santa giornata.

(28 Dicembre 2025)Le letture di questa domenica,la 1^ dopo Natale, ci invitano a riflettere sulla famiglia.Il Signore per incarnarsi ha scelto una famiglia: un padre,uomo silenzioso,con mani forti e callose che dà retta ai sogni,che al risveglio fa quello che gli è stato detto.È così pieno di amore da dare tutto senza nulla chiedere per sé.
Maria, sua madre che si fa serva del Signore,che accoglie la Parola e la vive.A Nazareth c’è la casa della Sacra Famiglia. È come tante altre: sobria, essenziale. È commovente pensare che Maria rigovernasse quegli ambienti dove si svolgeva una vita semplice, come quella di tanti. Maria e Giuseppe vivevano le Beatitudini, infatti erano puri di cuore, amavano la giustizia e la verità, erano attenti ai bisogni degli altri:”Figlio,non hanno più vino”.
Prima ancora che Paolo lo scrivesse in Col 3 dicendoci di rivestirci di tenerezza,di bontà, di umiltà, di sopportarci a vicenda, di imparare l’arte del perdono,di cercare la pace di Cristo per donarla a chi ci avvicina,loro lo realizzavano.In Mt2 viviamo la fuga in Egitto. Erode cerca Gesù per ucciderlo, Giuseppe viene avvertito dell’angelo di prendere la madre e il bambino e di scappare. Si narra che in quel momento la Madonna stesse allattando e che nella fretta alcune gocce di latte finirono sulla piccola roccia su cui si era seduta. Da allora su questa roccia si forma una polverina bianca che ha dello straordinario. Pare che favorisca le nascite che tardano ad arrivare.Ora c’è una chiesa non grande,a pianta circolare. Se non ricordo male è a Betlemme. In un mondo che cerca di sperimentare una vita in cui Dio non abbia posto,le letture di oggi ci propongono di ritornare un po’ indietro perché,e mi pare dimostrato,che nessun giocattolo o strumento digitale avanzato,possa sostituire la tenerezza, l’accoglienza,la capacità di ascolto,il condividere l fatica, lo scambio di amore. Buona festa della famiglia non stanchiamoci, non avviliamoci, combattiamo per essa perché è da essa che traiamo vigore.
Santa domenica

Casa della Sacra Famiglia a Nazareth

(27 Dicembre 2025)Oggi la Chiesa ricorda San Giovanni Apostolo,autore del IV vangelo,quello non sinottico. Giovanni definisce se stesso:” il discepolo che lui amava”.Se lo fa è perché tra loro due c’è un rapporto che va al di là di quello tra Maestro e discepolo. È Giovanni che durante l’ultima cena poggia il capo sul petto di Gesù, è Giovanni che segue con Maria e l’esiguo gruppetto di donne, il cammino verso il Calvario sfidando i soldati.Ed è proprio a lui che Gesù affida la sua mamma. Erano amici. Tutti sappiamo quanto bene fa avere un amico nella nostra vita. Con un amico possiamo parlare senza bavagli,senza esitazioni perché conosce i nostri lati, anche i meno belli e li accetta. Condivido pienamente la definizione che K. Gibran dà ne Il Profeta alla domanda sull’amicizia: “gli amici sono i nostri desideri esauditi”.Nel vangelo di oggi,
Gv20,2-8 leggiamo della corsa che fanno Simon Pietro e Giovanni quando Maria di Magdala corre da loro perché ha trovato tomba vuota. Giovanni arriva prima, osserva, ma non entra,aspetta Pietro e solo dopo va oltre la soglia…”e vide e credette”.Quel rapporto che si era bloccato per tre giorni, riprende vita.
“Quello che abbiamo udito,… quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del verbo della vita…di ciò diamo testimonianza…perché siate in comunione con il Padre e con il Figlio suo,Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo perché la vostra gioia sia piena.”
( 1Gv1,1-4) Giovanni insiste sulla testimonianza e questo rende più forte il legame tra noi.Tutto è accaduto perché si adempissero le Scritture. Il vangelo stesso di Giovanni ha un incipit strsordinario” In principio era il verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”.
Quando esprimiamo un pensiero,per scritto o a voce,non può mancare il verbo, non si capirebbe il senso,infatti è essenziale,così come Cristo è per noi
” l’essenziale”. Santa giornata

(26 Dicembre 2025)Ed eccoci a Santo Stefano! Nella tradizione è la giornata in cui ci si mette vicino un camino e si consumano gli “avanzi” del pranzo di Natale.In Mt10 Gesù spiega in modo chiaro ciò che avverrà.I cristiani,nel momento in cui realizzeranno il Vangelo traducendolo in atti concreti, daranno fastidio e si cercherà di metterli a tacere in tutti i modi, dal sarcasmo alla maldicenza,fino ad arrivare a ucciderli. Di esempi, purtroppo,ne abbiamo in abbondanza,in tutte le epoche. Stefano fu il primo,ma come non pensare a Oscar Romero e a don Pino Puglisi,il cui sguardo ho sempre nel cuore?( eravamo a un convegno e lo incrociai). Gesù vuole rassicurarci, infatti ci dice di non preoccuparci di ciò che diremo in nostra difesa,perché il Padre Nostro che è nei cieli manderà lo Spirito che parlerà per noi.
Ci viene chiesto solo di perseverare,cioè di realizzare il vangelo mettendo il sevizio ai fratelli al centro delle nostre azioni,di essere credibili perché immersi nell’amore di Dio così tanto da
” attrarre”( verbo caro a papa Francesco). Ciò non vuol dire non avere dubbi, incertezze insieme a tanta fatica perché , chi si vede sfuggire le sicurezze che regole rigide aiutano a scavalcare, non cedono facilmente e usano tutti i mezzi,dalla violenza fisica e verbale alla calunnia, all’ironia pur di sminuire chi li mette in discussione. Stefano è attaccato con violenza,mentre Saulo osservava con attenzione, ma sappiamo come andò a finire. In mezzo a tutta quella violenza, la visione di Stefano si staglia con potenza:” Ma egli fissando il cielo,vide la gloria di Dio…”
( At 6,). Questo ci dà conforto.
Nel salutare faccio gli auguri la mia giovane e cara amica Fanny, donna forte in gamba, coraggiosa e,
permettetemelo, a un mio caro alunno che non c’è più da qualche anno. I suoi occhi scuri e luminosi sono sempre con me.
Buon santo Stefano

(25 Dicembre 2025)Ieri,a mezzanotte, abbiamo posto il Bambinello nella grotta del presepe cantando Tu scendi dalle stelle. Rito che si svolge ogni anno e che non siamo mai stanchi di fare. È un momento importante,i bambini lo aspettano con ansia.Is9:”Un popolo che camminava nel tenebre,ha visto una grande luce…Hai moltiplicato la gioia…perché un bambino ino è nato… Consigliere mirabile,… Principe della pace…egli viene a consolidare il diritto e la giustizia ora è sempre.” Parole quanto mai calate nella nostra realtà. Quanto abbiamo bisogno di sentirti vicino, oh Signore! Sei voluto scendere tra noi farti toccare,vedere, ascoltare. Vorrei che la tua mangiatoia, ricostruita in zone di guerra brillasse tanto da portare la guerra a fermarsi per dialogare, abbracciarsi, benedirsi l’un l’altro proprio là dove tutto è crollato sotto la potenza delle armi. Che la luce del Natale avvolga chi dirige le operazioni come avvolse i pastori e li porti a contemplare il Mistero dell’ Incarnazione.
Noi ti accogliamo, Signore ,ma finché non ti accolgono anche gli altri, il cuore non può riposare. Intanto accoglici tu,insieme a Maria e a Giuseppe,facci tu posto nella mangiatoia.
Buon Natale a tutti voi amici che mi date tanto conforto e alle vostre famiglie.💫

(24 Dicembre 2025)Ci prepariamo ad accogliere Gesù Bambino,a contemplarlo con tutta la meraviglia di cui siamo capaci. La liturgia ci dà da meditare Lc1,67-79,il Benedictus, il canto che Zaccaria,colmo di Spirito Santo, rivolge al Signore dopo la nascita di Giovanni. È felice
Zaccaria, perfettamente conscio di chi è quel bambino:
“E tu sarai chiamato profeta dell’Altissimo, perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade”. Come Maria nel Magnificat, loda la grandezza della misericordia e della tenerezza di Dio che scende nell’umanità “per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei peccati “. Ecco che viene fuori il dono del
“perdono”, della luce “per rischiare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte / e dirigere i nostri passi sulla via della pace”.
Lasciamo che lo Spirito Santo ci colmi di gioia. Santa Vigilia

(23 Dicembre 2025)Siamo alla fine,ci siamo preparati,ora dobbiamo solo accogliere il Signore con tutta la gioia di cui siamo capaci.Ml 3: “Ecco,il manderò della messaggero… Egli è come il fuoco del fonditore,come la lisciva dei lavandai (straordinariamente potente),li affinerò come oro e argento perché possano offrire al Signore un’offerta secondo giustizia>. Dove c’è il Signore ci sono luce, giustizia, verità.Tutti noi abbiamo estremo bisogno di luce,giustizia e verità. Possiamo averle solo frequentando la Parola, mettendola in pratica e frequentando i sacramenti. La liturgia oggi ci propone Lc1,57-66: la nascita di Giovanni, l’imposizione del nome. Siamo ad Ain Karem, villaggio poco distante da Gerusalemme. Lì era la casa di Elisabetta e Zaccaria.I due avevano vissuto la gioia dell’attesa uno nel silenzio imposto dal Signore,l’altra aveva voluto godersi quasi in privato quella gioia insperata. Quando si tratterà di imporre il nome,contro l’uso comune, diranno:” il suo nome è Giovanni”. Sapevano che era un dono di Dio e perché era venuto al mondo.Ecco perché la lingua di Zaccaria si scioglie nel Benedictus, canto di ringraziamento e di gioia che continuiamo a recitare sempre con gioia, gratitudine ed emozione.Che il Signore volga il suo sguardo là dove c’è più bisogno di Lui ,sempre invocando la pace, santa giornata.

(22 Dicembre 2025)Intanto che il mattino avanza, ho già recitato il rosario con un piccolo gruppo di amici,cosa che mi dà molta gioia. Penso che con noi ci sia anche Gesù:” Là dove ci sono due o più di due che pregano….là sono anche io”.
La liturgia di oggi pone due donne, lontanissime nel tempo,al centro della nostra attenzione. Sono due madri.
Nella 1^ lett.c’è Anna,madre di Samuele,che va al tempio con il figlioletto e le offerte perché, quel figlio tanto desiderato, crescerà nel tempio,servirà il Signore come aveva promesso. Sarà il profeta che sceglierà Davide. In Luca 1,46-55 Maria,madre del.Salvatore, canta ,piena di Spirito Santo,il
Magnificat. L’umile fanciulla ha parole bellissime:” L’anima mia magnifica il Signore, e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore…di generazione in generazione la sua potenza si stende su quelli che lo temono…ha soccorso Israele suo servo, ricordandosi della sua misericordia…”
Quando lo recitiamo,lo cantiamo,è sempre una scoperta. Ci trasporta là dove venne pronunciato. Con noi ci sono Elisabetta,anche lei piena di Spirito Santo con il suo:” A che devo che la madre del mio Signore venga a me?>,non dimenticando la partecipazione gioiosa del bimbo in grembo a Elisabetta. Alla gioia che domina questa liturgia fanno da contrappeso le preoccupazioni per la situazione internazionale. Chiediamo al Signore di illuminare i cuori di chi regge le sorti del mondo,che abbiano coscienza di ciò che stanno facendo. Santa giornata

(21 Dicembre 2025)IV dom.di Avvento,oggi il vangelo è da Mt1,18-24. Se ieri abbiamo meditato nel vangelo di Luca l’annuncio a Maria,oggi meditiamo con Matteo il sogno di Giuseppe suo sposo. Sia nel vangelo di Luca che in quello di Matteo il 1° capitolo è pieno di vita.C’è Elisabetta che avanti negli anni è benedetta dalla grazia di avere un figlio; Maria che dopo qualche perplessità dice:
“Sono la serva del Signore ” e quando giunge da Elisabetta tutte e due cantano la gloria di Dio! Questa gioia giunge intatta fino a noi. Vediamo con i nostri occhi la trasformazione che avviene in una famiglia quando c’è una nascita! Sono convinta che il Signore dimostra quanto ci ama anche facendo nascere i bambini nelle nostre case.Nel vangelo di oggi,Mt1,18-24 Giusepoe dorme sogni agitati. Ama Maria come se stesso e non vuole esporla alla severità della legge mosaica. Ma ecco che l’angelo Gabriele gli viene mandato in sogno:< Non temere di prendere con te Maria,tua sposa…ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù, egli salverà il mondo dai suoi peccati> Giuseppe fece come aveva detto l’angelo”. Lo farà per tutta la vita. Presenza silenziosa, animata da un amore senza confini. Tutta l’umanità, di ogni tempo, deve molto a questo uomo giusto e santo che ha servito senza chiedere nulla,dando sempre e solo amore. Santa domenica ☄️

(20 Dicembre 2025)La 1^lett.è da Is 7,10-14: “Ascoltate casa di Davide!… pertanto il Signore stesso vi darà un segno.Ecco: la vergine concepirà un figlio, he chiamerà Emanuele.” Annuncio potente al cui centro è la Salvezza e il modo in cui il Signore sceglie di agire.
“Una vergine concepirà un figlio”… Dio sceglie il grembo di una fanciulla. Maria avrebbe potuto rifiutare,ma la sua fede è così grande che:
” Ecco la serva del Signore”…
La sua umiltà è così potente da oscurare tutto il resto.L’angelo la rassicura:” Nulla è impossibile a Dio”.Ma è l’adesione totale di questa che sembrava una fanciulla come tante altre,a risaltare,a farci meditare e a ispirarci. A Nazareth c’è una piccola chiesa costruita intorno a un pozzo:La fonte di Maria. Era lì che Maria andava ad attingere l’acqua. La tradizione dice che già dal mattino la Madonna avesse notato la presenza dell’angelo e ne era stata turbata. L’Annunciazione cambia la vita di Maria e, di conseguenza,la nostra. È Dio che irrompe nella sua vita e nella nostra sconvolgendo tutto. La Misericordia si fa vita e si dona,infatti davanti a noi si spalanca la via per il paradiso e la Grazia di cui è piena Maria è anche su di noi.
È una grazia che passa per la Croce. Sant’Agostino nei Discorsi: “Dunque non per vergogna,ma per fiducia sconfinata e vanto immenso nella morte di Cristo ” e sappiamo quanta ricerca di Dio c’è in Agostino di Ippona. Sempre invocando la pace così incerta, compromessa, santa giornata

(19 Dicembre 2025)Man mano che procediamo verso il Natale,la Parola si espande,riempie i silenzi in cui ci siamo rifugiati. Lo fa senza clamori. In un libricino comprato alla libreria antoniana a Padova:”Vi annuncio una grande gioia” di A. Grun,l’autore ci dice che il Natale mette in moto tante persone: Maria e Giuseppe che da Nazareth vanno a Betlemme, i pastori che si incontrano davanti al Bambino, ma muove anche il cielo con gli angeli che scendono e danno il lieto annuncio. Tra coloro che lo accolgono vi sono due anziani che anche in vecchiaia servono il Signore nel tempio.La loro lingua si scioglierà in quel canto bellissimo che Simeone ci ha lasciato:” e ora lascia,Signore, che il tuo servo vada in pace…” Ha potuto stringere tra le braccia la Salvezza.Anche nel vangelo di oggi,Lc1,5-25 l’angelo dice :
“Non temere”,il Signore continua a operare, malgrado i nostri limiti,i nostri peccati. Elisabetta è talmente felice che per cinque mesi si nasconde, vuole godersi il momento,ma lascia che lo Spirito del Signore agisca in lei ; vi si immerge a tal punto che la porterà a pronunciare quelle parole profetiche che accoglieranno Maria:” A che devo che la madre del mio Signore venga a me?” Mi chiedo fino a che punto siamo consci del dono ricevuto. Termino con una frase di Clemente Rebora che mi ha scosso ed emozionato:
“La Parola zittì chiacchiere mie”
Sempre invocando la pace,santa giornata

(18 Dicembre 2025)Stiamo andando in fretta,manca poco.Il Vangelo, Mt 1,18-24 riprende da dove l’avevamo lasciato ieri. Matteo ci racconta l’Annunciazione tenendo conto di Giuseppe, figlio di Davide: “Ecco,verranno i giorni-oracolo del Signore- nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto che regnerà da vero re e sarà saggio”(Ger 23).
Giuseppe è tormentato,sta vivendo una cosa più grande di lui.Ama così profondamente Maria che non vuole agire secondo la Legge,tanto che pensa di ripudiarla in segreto.Ma, mentre è in un sonno sicuramente agitato,nel silenzio della notte, un angelo gli parla:
. L’Angelo coinvolge direttamente Giuseppe:” Tu lo chiamerai…” e gli ricorda la profezia:”Ecco, una vergine concepirà un figlio( Is7,14) “quando si destò dal sonno,
Giuseppe fece come aveva ordinato l’angelo”… tutto è lineare;infatti Giuseppe ascolta l’angelo e compie la volontà di Dio. Per questo si erge nella nostra storia di salvezza con tutta la grandezza che gli viene dal suo essere uomo giusto dalla fede incrollabile. È colui che starà a stretto contatto con il mistero della Incarnazione, accarezzando Maria con il suo sguardo pieno di amore,perché certi prodigi sono possibili solo se si ama non con tutto il cuore,ma di più.
Santa giornata, sempre invocando la pace 💚🙏🏻

(17 Dicembre 2025)Gn49:” Radunatevi e ascoltate figli di Giacobbe…Un giovane leone è Giuda;non sarà tolto lo scettro a Giuda.” Il vangelo di oggi,Mt1,ci porta a meditare sulle origini.In 17 versetti si svolge la genealogia di Gesù ricca di varia umanità, infatti Dio non sceglie i perfetti. Tra essi molti peccatori. Vi sono anche quattro donne straniere: Tamar,Rahab Betsabè e Rut,la morbida che rimasta vedova, sceglie di stare con la suocera, di non abbandonarla e che sposerà Booz. E ancora Tamar che restata vedova e senza figli,per avere una discendenza usa uno stratagemma e così nascono Peres e Zerac tutti e due personaggi di peso.La genealogia di Gesù ci mostra come il Signore ci accetti come siamo. Da noi vuole solo che lo accogliamo con cuore sincero.È un Dio che scende,che ci rialza,che ci prende per mano.Nel leggere tutti i nomi,mi viene da pensare che ciascuno di essi ha vissuto affrontando la vita,intessendo relazioni, mettendo in atto strategie, mettendosi alla ricerca di Dio. Perciò non è solo una lunga sequenza di nomi,a volte difficili da pronunciare, ma ci fa conoscere anche chi ha vissuto e accolto la Parola prima di noi. Recita il salmo 71:”In lui siano benedette tutte le stirpi della terra//
e tutte le dicono beate”. Sempre pregando con insistenza per la pace,santa giornata

(16 Dicembre 2025)Oggi inizia la novena di Natale. Stiamo entrando sempre più nella sua luce. Un canto dei Gen Verde dice:
” Gioisci figlia di Sion…ecco il Signore verrà e in quel giorno vi sarà una grande luce!”La 1^lettura è dal profeta Sofonia, cap3:
“Guai alla città ribelle e impura…non ha ascoltato la voce, non ha confidato nel Signore…allora io darò ai popoli un labbro puro”.La salvezza è per tutti i popoli. Nel salmo 33:
“Gridano i giusti e il Signore li ascolta…salva gli spiriti affranti”. Amo pensare che Tu o Signore stia vagando lì, proprio dove l’arroganza e la superbia umana stanno dando il meglio di sé. Entra nei loro cuori di pietra,anche solo per un attimo,e mostra loro l’abisso in cui sono caduti. Il vangelo è da Mt 21,28-32. Gesù narra di un padre che ha due figli.Come sempre si vive sotto lo stesso tetto,si mangiano le stesse cose,si ascoltano gli stessi insegnamenti, ma poi si opera in modo diverso
È la diversità che ci arricchisce! Il padre comanda al primo di andare nella vigna a lavorare. Questi gli dice di no,ma poi si pente e va. Comanda lo stesso al secondo che risponde subito di sì ma non va.
” Chi dei due ha fatto la volontà del padre? Gesù va ancora più a fondo:”In verità io vi dico: pubblicani e prostitute vi precederanno…
Giovanni venne a voi…non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute gli hanno creduto”.
Quante figure di peccatori e peccatrice incontriamo nel vangelo! L’adultera la donna che entra cosparge di profumo Gesù e ne lava i piedi con le lacrime, Zaccheo,il buon ladrone sulla croce a fianco a Lui! In loro la gioia dell’ incontro con Cristo dopo averlo tanto cercato e perciò non si può rimanere gli stessi. ” Vieni, Signore, porta la pace…
Risveglia la tua potenza…” ( dai salmi). Oggi sforziamoci di mettere in opera quanto il.Signore ci chiede, partiamo in fretta come Maria. Santa giornata.

(15 Dicembre 2025)La 1^lettura è dal libro dei numeri.Balaam,sacerdote pagano,viene chiamato per maledire Israele.
Ma quando giunge davanti all’accampamento “lo spirito del Signore fu sopra di lui:< Come sono belle le tue tende Giacobbe, le tue dimore Israele!… Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele”(Nm 24) Rinfranca iniziare la lettura della Parola con questi versetti. Tutte le persone dotate di buon senso,di un minimo di saggezza, ogni giorno pregano perché il male non prevalga. In Mt21,15-17 Gesù è nel tempio e sta insegnando.”Gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani…:< Con quale autorità fai queste cose?> Sono in malafede, vogliono attaccarlo,lo temono,è una spina nel fianco. Gesù conosce la loro ipocrisia e sa come metterli in difficoltà. Chiede perciò cosa essi pensano del battesimo di Giovanni il Battista.È difficile rispondere. Giovanni era molto rispettato dal popolo, temuto dai potenti cui la sua morte non era di certo dispiaciuta. Giovanni gridava dal deserto che era ora di convertirsi,di cambiare il cuore,ma non sempre si riesce a staccarsi dal male che sa fare molto bene il proprio lavoro. Giovanni aveva indicato l’Agnello di Dio,aveva svolto il suo compito, ma non era stato ascoltato. Era più comodo non cambiare nulla, anzi bisognava mantenere uno “status quo” così favorevole ai potenti. Gesù è troppo radicale, più del Battista. Va eliminato.
Ancora oggi è combattuto con forza,determinazione. Concludo con alcuni versetti del bellissimo salmo 24:” Fammi conoscere, Signore le tue vie,// insegnami i tuoi sentieri//…
Buono e retto e il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;// guida i poveri secondo giustizia// insegna ai poveri le sue vie.” Sempre invocando la pace, santa giornata

(14 Dicembre 2025)3^ domenica di avvento: domenica della gioia.
Is 35:”Dite agli smarriti di cuore:
Cosa avete capito di Giovanni e,naturalmente, cosa abbiamo capito noi di questo profeta così radicale tanto di avere il coraggio di dire a un re come Erode che stava peccando?
Siamo chiamati a prendere coscienza di ciò che avviene intorno a noi e di fare tutto quanto possiamo. In un momento come questo dobbiamo invocare la pace senza stancarci. Come dice San Giacomo: “Prendete a modello di sopportazione e costanza i profeti”. C’è urgenza di pace. Dobbiamo farlo con lo stile di Gesù che
nel vangelo di oggi dice: e,come Lui ci insegna, andiamo in cerca di chi ha bisogno di aiuto per condividere, aiutare,portare la gioia del “lieto annuncio”. Manca poco alla fine. L’attesa sta per finire e,come dice padre Ermes Ronchi:
“Perché attendere è voce del verbo amare”. Santa 3^ domenica di Avvento.

(13 Dicembre 2025)Santa Lucia!Quanti ricordi… quanta luce emana questa Santa benedetta dal Signore! Il passare del tempo non ne scalfisce la memoria. Il passo del Siracide,cap 48 il profeta Elia campeggia:”la sua parola bruciava come una fiaccola”. Nella Trasfigurazione, in cima al Tabor, Pietro, Giovanni e Giacomo lo vedono, mentre insieme a Mosè parla con Gesù.
Tutto è straordinariamente luminoso. I discepoli fanno esperienza del paradiso. Sono incantati tanto che Pietro,da uomo pratico, impastato di fatica e sudore,propone di costruire tre Capanne e restare lì,per sempre. Alla domanda dei discepoli sul ritorno di Elia predicato da dottori della Legge(esperti , tecnici della Scrittura),Gesù risponde che Elia è già tornato,ma non è stato riconosciuto, anzi lo hanno ucciso e la stessa sorte sarà riservata al Figlio dell’uomo.
È un momento di gloria,ma in lontananza si alza la Croce.” Il Figlio dell’uomo dovrà soffrire molto.(Mt 17)
Conscio di quanto accadrà, Gesù continua a realizzare il progetto di Salvezza.Umiltà, obbedienza, mitezza. I Santi sono coloro che hanno capito in pienezza questo messaggio e ne ricavano la forza per sopportare anche il martirio, come la giovane santa Lucia che oggi celebriamo. Tutti aspettavano un Messia potente che avrebbe trionfato con la forza delle armi.
Invece il Messia scende tra noi incarnandosi nel grembo di una Vergine vivendo come tutti gli uomini.Il Messia viene,opera e non lo fa da una cattedra,ma tra la gente,nelle strade,sulle spianate,nelle case dei peccatori. Si china sui sofferenti, condivide , purifica i esclusi.Ma non viene compreso,dà fastidio,fa paura.E noi come rispondiamo?
Gesù aiutaci a fare la tua volontà, a cingerci di un asciugamano per meglio servire,per prepararti nelle nostre case e nel cuore il posto che ti spetta.Santa giornata

(12 Dicembre 2025)“Io sono il Signore tuo Dio e ti insegno per il tuo bene e ti guido per la strada su cui andare. Se avessi prestato attenzione ai miei comandi il tuo benessere sarebbe come un fiume,la tua giustizia come onde del mare(Is48)”Il Signore attraverso il.profeta Isaia ci dice che è Lui a insegnarci la strada,a darci gli strumenti di salvezza. L’insegnante è colui che apre la porta della sapienza, semina non senza prima aver preparato il terreno, disponibile, paziente,attento ascoltatore non solo di parole ma di gesti, espressioni, grida,sussurri .
Anche il salmo 1 ci dona immagini suggestive: “Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi/…ma nella legge del Signore trova la sua gioia…
È come un albero piantato
lungo corsi d’acqua.”
Immagini forti, coinvolgenti. Parafrasando Agostino:” solo in Te,Signore, troveremo la nostra pace,ma il cammino è lungo e accidentato,perché il male sa incantarci in molti modi,ma alla fine resta in bocca solo l’amaro della insoddisfazione.
In Mt 11,16-19 Gesù dice:< A chi posso paragonare questa generazione?>
La paragona a dei bambini annoiati è capricciosi,cui non sta bene nulla.Giovanni il Battista “è indemoniato”, il Figlio dell’uomo un mangione e un beone che se la fa con gente di dubbia reputazione,ma, soprattutto, ha il coraggio di criticarli.È la politica degli incapaci di uscire dal proprio mondo,che guarda solo al proprio interesse.Sono coloro che sono incapaci di dialogare, ascoltare. Ma noi non siamo stati creati per questo. Abbiamo bisogno di socializzare,di affrontare la vita appoggiandosi a qualcuno, condividendo il bene,ma anche i pesi.Tutto alla luce della Parola tenendo in mano i vangeli. Vittorio Messori:
“Ogni lettura del vangelo è una scommessa con il mistero.”
Sempre nuovo, con qualcos’altro da farci scorgere.
Sempre pregando per la pace,santa giornata

(11 Dicembre 2025)Isaia ci richiama alla speranza:”Io sono il Signore tuo Dio e ti dico:
(Is41)Con me tutto cambierà…
“Ti rendo come trebbia acuminata…tu trebbierai i monti e li stritolerai…I miseri e i poveri cercano acqua… nel deserto pianterò cedri, acacie…”
I poveri, gli ultimi sono sempre nel cuore di Dio e,di conseguenza devono esserlo nel nostro. Cantiamo con il salmo 144:” la sua tenerezza
si espande su tutte le creature.”
In Mt11,11-15 Gesù loda Battista.È ascoltato, temuto, qualcuno lo crede Elia tornato sulla terra,ma Gesù ci dice che “il più piccolo del regno dei cieli è più grande di lui.Non vuole certo sminuirlo,ma ci dice che tutto sarà in una dimensione diversa. Per questo dobbiamo convertirci, guardare la vita da un punto di vista nuovo. Il nostro sguardo deve andare oltre ciò che appare. Allora ,in quest’ottica tutta da scoprire, vedremo cose straordinarie. La fatica,i dubbi le incertezze ,ma anche l’ansia di ricerca, saranno vissute alla luce del Vangelo. Vorrei terminare con una preghiera:
” Quando,Signore, in trasparenza /
la mia anima osservo,
mi diverto a vedere cosa è diventata nel tempo.
Gli strappi ricuciti ormai dalla dolcezza del passato, paiono trine e ricami
tessuti con il vivere intenso, con i dolori trascorsi,
con la fatica delle mille vicende di ogni giorno.
È filo della gioia,
che le rende preziose e lucenti ai miei occhi”. Santa giornata

(10 Dicembre 2025)Oggi la Chiesa ricorda la SS Vergine di Loreto. Il mio pensiero va a suor Loreta Marcucci che tanto bene ha fatto ai tantissimi che le chiedevano aiuto. Riposi tra le braccia del Signore.Il vangelo di Mt11,28-30 si apre con un invito di Gesù:
. È un invito per andare a ricevere un dono ancora più grande.Sono solo due versetti,ma usa due volte la parola “ristoro” e la parola “giogo”, però ci rassicura subito.”Il mio giogo è leggero”, perché il suo giogo è l’amore. Quando si ama veramente, nessun sacrificio è più tale.Penso alla facilità con cui una mamma dona tutto quello che ha(non le importa se lei rimane senza), se quella cosa serve a un figlio. E lo fa con gioia,senza rimpianti.
“Imparate da me,che sono mite e umile di cuore”. La
“mitezza” è uno stato di grazia. Chi è mite guarda all’essenziale e potere,denaro non lo sono. Altro aggettivo caro a Gesù è :
“umile”. Questa parola ha le sue radici nell’ humus latino che indicava il terreno fertile,capace di nutrire la vita. Insieme a mitezza e umiltà Gesù dice che ci darà “ristoro”. Dopo la fatica, gli sforzi,il sudore,abbiamo bisogno di ristorarci.Già il suono della parola rievoca il mormorare dei ruscelli,la freschezza della brezza che ci aiutano a risollevarci dai pesi quotidiani.
Chiediamo alla Santa Vergine di Loreto di aiutarci, lei così umile e piena di sapienza, a ritrovare i sentieri della pace. Auguri a tutte le Loreta,Loretta, Lorella…e santa giornata

(09 Dicembre 2025)Il passo di Is 40,1-11 si apre con un :
” Consolate il mio popolo! Parlate al cuore di Gerusalemme!”

L’attesa sta per finire tutto si sistemerà. “Una voce grida:< Nel deserto preparate la via del Signore”. Abbiamo bisogno di silenzio, di raccoglierci,di ascoltare la voce del Signore che ci raggiunge in mille forme, ma ama sussurrare al cuore.È il Signore che viene e” porta con sé il premio”. Mi chiedo allora cosa troverà sulla terra. Parafrasando una bellissima preghiera di R. Follerau:”Se Cristo domani busserà alla vostra porta lo riconosceremo?
Sarà come una volta un uomo povero…
Sarà un profugo,uno dei milioni di profughi con il passaporto dell’ONU.
Uno di coloro che nessuno vuole e che vagano,
vagano in questo deserto che è diventato il mondo.”
In Mt 18,12-14 Gesù ci regala speranza con la parabola del Buon Pastore. Mi piace immaginare che è l’immagine che Egli preferisce di Dio.
Giunto all’ovile un pastore si accorge che una pecorella si è smarrita. Forse era stanca e si era distratta per un fiore,per una farfalla che le volteggiava davanti. Non ha esitazioni. Sistema le novantanove , va a cercarla e quando la trova prova una gioia immensa. Sappiamo tutti com’è bello quando una persona che amiamo, che si era smarrita, ritorna sui suoi passi, è una gioia così grande che il cuore sembra non poterla contenere. Gesù ci dice che anche il Signore prova la stessa gioia ogni volta che un peccatore riesce a vincere il male. La Misericordia di Dio è un mistero grande e come tale lo contempliamo e,intanto,ce lo godiamo. Domani celebreremo la Santa Vergine di Loreto. Prepariamo il nostro cuore, chiediamole di intercedere per la pace. Santa giornata

(7 Dicembre 2025)2^ domenica di Avvento, la liturgia è così ricca di spunti meditativi che si fa fatica a scegliere.”Un germoglio spunterà sul tronco di Iesse”.
Se da un tronco spunta un germoglio vuol dire che le radici sono vive e in grado di nutrire quell’accenno di vita. “Su di lui si poserà lo Spirito del Signore” ed elenca i doni dello Spirito. “Giudicherà con giustizia i miseri, la giustizia fascia i suoi lombi”Non può esservi pace senza giustizia e la giustizia prende forza dalla verità, ma anche dalla fedeltà. In Rm15 Paolo parla della perseveranza e della consolazione che Dio ci dà e ci invita a fare lo stesso tra noi avendo Cristo come esempio.
Il vangelo è da Mt 3,1-12: “Giovanni il Battista venne a predicare nel deserto della Giudea…” Gesù, parlando di Giovanni lo definisce:”Il più grande tra i figli di donna”.(Lc7,28) Ogni volta che ripenso al Battista,la mente mi riporta all’incontro tra Maria ed Elisabetta:”Il bambino le balzò in grembo
(Lc1,41). Questo dimostra quanto fosse forte il legame tra i due. Un legame che viene dell’eternità. Quando Gesù inizia a predicare,va da Giovanni per farsi battezzare e tra i due c’è un breve scambio di parole che racconta molto.
È anche il 1° mistero della luce che contempliamo con grande fede. Giovanni chiama alla conversione e il richiamo è quanto mai vivo,diretto anche a noi. Ha scelto per predicare il deserto di Giuda, luogo inospitale, scarno, essenziale. Si nutre di cavallette e miele selvatico,per abito una pelle di cammello stretto da una cintura( i pittori, anche i più famosi, lo ritraggono con essa addosso anche da piccolino). Eppure vanno in tanti da lui, perfino farisei e sadducei,l’élite del tempo,che vengono accolti per quello che sono:< Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di sfuggire all’ira imminente?>
La Parola chiave per me è “convertire”. Realizzare la conversione vuol dire mettersi in ascolto di ciò che vuole il Signore da tutti noi per far sì che in terra si realizzi quello che Isaia ci descrive nella 1^ lettura. Che non sia solo utopia, ma realtà. Incamminiamoci, la strada è lunga,faticosa, ma la meta è la Salvezza. Santa 2^ domenica di Avvento.

(04 Dicembre 2025)Quando mi alzo e inizio la giornata,penso sempre se riuscirò a tirare fuori qualcosa da me. Ma,appena inizio a leggere,subito qualche parola,qualche frase iniziano a richiamare la mia attenzione.
Naturalmente nella misura delle mie possibilità (alquanto scarse),ma il Signore sa cosa farne e a me sta bene così. L’Avvento ci prepara a rivivere l’Incarnazione,ci conduce verso la luce. Is29,17-24: “Certo ancora un po’ e il Libano si cambierà in un frutteto…” i sordi udranno,gli umili si rallegreranno,i poveri gioiranno…Dove si accoglie Dio,lì è la grazia!In Mt 9,27-31 Gesù viene raggiunto dalle grida di due ciechi:
< Figlio di Davide, abbi pietà di noi!>Lo seguono fin dentro casa,non vogliono lasciarsi sfuggire l’occasione di guarire. Ci hanno insegnato che quando uno dei sensi viene meno,gli altri si affinano ancor di più.Chissà quanti discorsi erano giunti alle loro orecchie, quanti commenti, desideri sospiri avevano captato Volevano fortemente uscire dal buio. Credo che l’esperienza del buio interiore sia un denominatore comune,perciò possiamo comprendere l’ansia dei due ciechi. Gesù si ferma e chiede loro:
Quel
“credete” è la chiave,perché dà la misura di come Gesù desidera che ci sentiamo liberi di affidarci a lui. Vuole la nostra presenza attiva.
“Allora toccò i loro occhi e disse:< Avvenga per voi secondo la vostra fede… Badate che nessuno lo sappia!>Ma essi, appena usciti,ne diffusero la notizia in tutta la regione”.
Non si può nascondere la gioia. Un proverbio svedese recita:
“Un dolore condiviso è un dolore dimezzato.
Una gioia condivisa è una gioia raddoppiata”
Santa giornata

(03Dicembre 2025)Oggi la Chiesa ricorda San Francesco Saverio che nel 1542 fu mandato a portare il Vangelo nelle Indie. Non si fermò mai! Andò anche in Giappone. La 1^ lettura è da Is 25,6-10a: “Preparerà il Signore un banchetto di grasse vivande..
.egli eliminerà la morte per sempre. Il Signore asciugherà le lacrime da ogni volto”.Il salmo di oggi è il 22:” Il Signore è il mio pastore…ad acque tranquille mi conduce…
il mio calice trabocca”.È il salmo che sale alle labbra nei momenti bui,quando il cuore è straziato.È la preghiera che dedichiamo a chi è ferito.Il vangelo, da Mt 15,29-37, narra il miracolo dei pani e dei pesci.
Gesù giunge sulle rive del mare di Galilea, sale sul monte e guarda la folla che lo sta seguendo da giorni. Gli portano ogni sorta si malati,storpi, ciechi,muti, sordi, e lui li guariva. La folla è stupita davanti a tanta grazia e loda il Signore! Ma Gesù non si ferma li,infatti chiama i discepoli: ” Li benedisse…Tutti mangiarono a sazietà e ne avanzarono sette sporte piene “.In Cristo tutto è pienezza, soprattutto la Grazia!Mi piace immaginare la gioia di Gesù nel vedere le persone intorno a lui ristorate e felici. Oggi mentre imploriamo San Francesco Saverio di pregare con fervore il Signore per noi,portiamo nel.cuore la gioia,lo stupore del pane benedetto e condiviso, portiamo con noi la luce dell’Eucaristia . Ringraziando per la pausa dalla pioggia,
santa giornata

(02 Dicembre 2025)Siamo all’inizio dell’avvento, camminiamo verso la luce su sentieri luminosi. Is11:
” Un germoglio spunterà sul tronco di Iesse..

Su di lui si poserà il Signore,spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza”. Sono doni dello Spirito Santo. Li sentiamo nelle parole che papa Leone XIV dice al mondo dal Medioriente, terra devastata da anni di violenza, di non rispetto per l’uomo e dove si sente forte il bisogno irrinunciabile di quella pace che nasce dalla giustizia ” fascia dei suoi lombi”. Solo così “la mucca e l’orsa pascoleranno insieme”. Il vangelo è da Luca 10,21-24.
Luca è l’evangelista che racconta l’Annunciazione, l’incontro tra Elisabetta e Maria( il Magnificat),la nascita di Gesù,l’incontro con Simeone e Anna con quella splendida preghiera dell’ “ora lascia che il tuo servo vada in pace”, il suo ritrovamento al tempio… Nel capitolo 10 troviamo le parabole della misericordia. Ogni volta è sempre una emozione grande.La bellezza delle parole con cui Gesù ringrazia il Padre perché :
“hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli… perché così hai deciso nella tua benevolenza”.
Mi commuove molto Gesù che prende in disparte i suoi per farli riflettere su come quello che stanno vivendo e ascoltando è un dono grande,infatti:
“molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate,ma non lo videro, e ascoltare…ma non lo ascoltarono”.
Anche noi siamo tra quei
” beati”. Lasciamoci colmare da quella gioia dei semplici, dei puri di cuore.
Santa giornata

(1 Dicembre 2025)“Venite, camminiamo nella luce del Signore”( Is2) e il salmo 121: “Chiedete pace per Gerusalemme “
L’Avvento è attesa,ma anche ascesa che è sempre faticosa,lo sappiano.Ma Isaia ci invita a salire perché il Signore “ci insegni i suoi sentieri e possiamo camminare nelle sue vie”. L’insegnamento ha tanti aspetti importanti,ma uno,per me è il più importante: la relazione tra colui che insegna e colui che apprende. L’uno impara a conoscere l’altro e da questa conoscenza scaturisce nuova vita. Conoscere Dio vuol dire camminare nella pace. Ma non c’è pace là dove si calpesta l’uomo. Papa Leone e Sua Santità Bartolomeo ci hanno donato qualcosa di grande! In Mt 8,5-11 leggiamo una pagina bellissima. Siamo a Cafarnao e un centurione romano va incontro a Gesù. Gli chiede la guarigione del suo servo. Un centurione era un’autorità; se lo avevano mandato in una zona”vivace” come la Palestina vuol dire che era un uomo che valeva.Gesù lo ascolta.< Verrò e lo guarirò>
E qui, ad un tratto, quest’uomo così abituato a lavorare,a vivere in un ambiente dove prevale la logica militare, ci dà una lezione di umiltà vera, appassionata:
< Signore,io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto,ma di’ una sola parola e il mio servo sarà salvato> Una fede grande, disarmante e disarmata (locuzione amata da papa Leone).
Al centurione basta una sola parola…eppure non era un discepolo! Sentiamo veleggiare lo Spirito Santo!
Allora oggi preghiamo anche perché la nostra fede sia come quella del centurione, con la consapevolezza di essere figli di Dio e come diceva il cardinale C.M. Martini:”…ma siamo figli amati da Dio, siamo amati senza limiti,siamo amati senza essercelo meritato”( Verso la luce). Buon Avvento!

(30 Novembre 2025)Avvento,tempo di attesa.Ma noi sappiamo che il Signore è già venuto,allora questo tempo così speciale mi serve per riflettere se nella mia interiorità ho dato a Dio il posto che gli devo.Le letture di oggi concorrono tutte verso questa riflessione che,tra l’altro è molto aderente alla nostra realtà. Abbiamo fortemente creduto di poter trasformare le spade in aratri. Risuona ancora chiaramente quel discorso di M.L.King:” Io ho un sogno”. Ci commosse tutti ,ma rimane sogno.San Paolo in Rm13 ci dice che è ora di svegliarci e prepararci ad accogliere il Salvatore.In Mt 24,37-44 Gesù ci invita a vegliare,a cogliere i segni perché ” se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la porta. “Facciamo di ogni giorno qualcosa che ha il profumo del vangelo. Padre E. Ronchi dice in un commento:
<Dio viene a piedi e non per salire sul carro dei vincitori; nella polvere delle nostre strade,non per sentieri dorati “.
Buon Avvento!

(29 Novembre 2025) Siamo ormai alla vigilia dell’Avvento, tutti tesi verso il Natale,verso la luce che viene da quella grotta di Betlemme che ospitò la Sacra Famiglia.
Non sempre ci è chiaro a noi stessi,ma il bisogno di luce si fa più intenso
anche se si nasconde e disperde in tanti piccoli riti che hanno come denominatore la fretta. Ma ci chiediamo il perché di tutto questo correre?
“Ho da fare” è un mantra che ci impedisce di godere di tanti momenti belli che ci capitano.
Nel vangelo di oggi, Lc21, Gesù ci raccomanda di non lasciarci
appesantire da
“dissipazioni,… affanni, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere… vegliate…” Ci chiede di essere vigili e perseveranti,ci chiede di non allontanarci dalla preghiera.
Sarebbe bello che ciascuno di noi riservasse una piccola parte del giono a una preghiera personale, intensa,in un luogo che sia proprio, un deserto ideale, sconosciuto a tutti, per stare con il Signore, parlargli,lodarlo benedirlo. Santa giornata

(28 Novembre 2025)” Osservate la pianta del fico…”
Gesù ci guida passo passo nella interpretazione dei segni. Anche essi fanno parte del suo linguaggio. Da sempre l’umanità si pone dei perché e questo ci ha permesso di uscire dalle caverne. Sono famosi i perché dei bambini( Giovannino dei perché ne è un esempio famoso). È bello scorgere nella natura i segni della primavera. Ricordo la gioia che ci dava la visione del mandorlo che con le sue
” nuvole” bianche e rosa si facevano ambasciatori della primavera.
“Quando vedrete accadere queste cose,sappiate che che il regno dei cieli è vicino…il cielo è la terra passeranno,ma le mie parole non passeranno”.
Ecco,egli ci dà la sua Parola come guida.È da essa che traiamo forza,coraggio per superare dubbi ,difficoltà, controversie . I salmi ce lo dicono spesso:
“La tua parola è lampada per I miei passi, luce per il mio cammino”.( sal 118). Versetto molto amato anche dal cardinale Martini. È la tua Parola,Signore che ci aiuta a camminare verso Te. Guidaci, mandaci il tuo Spirito, Signore!
Santa giornata

(27 Novembre 2025)Il libro di Daniele ha una bellezza tutta particolare. Intanto per prima cosa mette in risalto il rapporto stretto che Dio ha con Daniele.
Nella cattività di Babilonia il Signore sceglie dei giovani a testimoniarlo e fra di essi il più importante è lui: Daniele.È un libro pieno di speranza e di fede.Il re di Babilonia, seppure con molto rammarico, chiude Daniele nella fossa dei leoni. Lo fa dicendogli:
Il re sfida anche Dio,quel Dio così diverso dai suoi dei, e Dio,come sempre,non si lascia superare in generosità, in accudimento, infatti,manda un suo messaggero,un angelo,a proteggere il suo profeta,colui che sa così bene interpretare i sogni. È un libro,quello di Daniele,che leggevo con mio cugino Benedetto (riposi in pace!) fin da bambina. Faceva parte della collana UTET La Scala d’oro dedicata alla Bibbia per ragazzi. Il vangelo è tratto da Lc21,20-28.
Gesù ci dice che Gerusalemme sarà distrutta, che vi saranno segni nel sole e nella luna, calamità, distruzioni, popoli in ansia e in affanno,ma noi siamo invitati a guardare in alto, ad alzare lo sguardo al Cristo che viene nella gloria.Dice Sant’Agostino:
“È venuto la prima volta, verrà…e troverà colmi di gioia coloro che hanno creduto alla sua prima venuta”.
Santa fredda giornata

(26 Novembre 2025)Stamattina vado un po’ a rilento, ma non per l’età. Siamo agli ultimi giorni dell’anno liturgico C, domenica inizia l’avvento. Più intenso si fa il nostro desiderio di luce. Ne abbiamo fortemente bisogno. Il vangelo è da Lc21. Gesù è a Gerusalemme, la Passione è vicina e vuole richiamare la nostra attenzione sulla perseveranza.La sua sollecitudine ci commuove. Vuole che affiniamo gli strumenti di salvezza.
” Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno,…avrete allora occasione di dare testimonianza… io vi darò parola e sapienza”.( Lc21) Quell’ “avrete occasione di dare testimonianza… io vi darò parola e sapienza…” sono tracce importanti per aderire a Lui. Conosce bene le nostre fragilità, il nostro bisogno di essere sostenuti, accompagnati. Egli asciugherà le nostre lacrime con pazienza e affetto,basta chiederglielo.
“Nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto”. Ma per portare avanti tutto questo avremo bisogno della perseveranza. In questo i Santi ci aiutano molto. San Giuseppe Moscati ,che di santità se ne intendeva, ha scritto:”Ama la verità, mostrati come sei,senza infingimenti, paure,riguardi. E se la verità costa la persecuzione,tu accettala;e se è tormento,tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita,e tu sii forte nel sacrificio”.
Santa giornata

(25 NOVEMBRE 2025)Stamattina ho ancora dentro di me l’eco della giornata di ieri. Mia madre mi ha educato a coltivare la magia del giorno della nascita,ma anche degli onomastici. È vero che di Santa Corinna si hanno tracce talmente labili da non essere tenute in considerazione,ma vi sono quelli degli altri.
Mi sono giunti gli auguri di tanti,tra cui alcuni ormai lontani fisicamente,ma sempre nel cuore.Vista la coincidenza della sua morte, risuonano in me i versi della canzone che Gabbani ha scritto per Ornella Vanoni:
” Io sono tutto l’amore che ho dato/un sorriso dentro al pianto…un mare in tempesta…un cielo stellato”…
Sogniamo, illudiamoci un po’.La mia pochezza, Signore, è tutta qui,per te e per i fratelli con cui cammino. In Lc 21,5-11 Gesù ci raccomanda di mettere sempre Lui al centro della nostra vita. Di non lasciarci condizionare da terremoti, carestie, pestilenze. In “Trattati su Giovanni” Sant’Agostino scrive:” Ci siamo trovati assai bene sotto questa luce comune,ne abbiamo davvero esultato: ma,mentre ci separiamo gli uni dagli altri, badiamo bene a non allontanarci da lui”. Termino con Ap 22,12: “Ecco,io vengo presto e ho con me il mio salario per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine.” Santa piovosa giornata

(24 Novembre 2025)Siamo all’ultima settimana di novembre. Natale è qui. Apriamo il cuore perché vi entri la luce. Nel vangelo di oggi,Lc21,1-4 Gesù è nel tempio a Gerusalemme. Osserva con attenzione quanto avviene intorno.Il tempio è affollato,c’è gente di ogni tipo , che viene da ogni dove. Egli richiama l’attenzione dei suoi discepoli su una ” vedova povera” che lascia cadere due monetine mentre dei ricchi donano monete sonanti.
“nella sua miseria ha gettato tutto quello che ha”. Non ha fatto calcoli quella vedova, se non quelli dettati dall’amore. Sente così tanto la presenza di Dio nella sua vira da donargli quel poco che ha. Non teme di restare senza nulla.”Sono qui, Signore, con te. So che non mi deluderai.” In 1Sam 10 il Signore manda Samuele in casa di Iesse per scegliere il successore di Saul e dice al profeta di non guardare l’aspetto,ma il cuore. Samuele scelse Davide. Come fa rilevare Gesù,la vedova povera non dà il suo superfluo, ma tutto ciò che possiede e lo fa con tutto l’amore di cui è capace. Gesù ci invita a fare lo stesso.Se non ci siamo ancora incamminati per questo sentiero accidentato e difficile , facciamolo. È ora.
Sempre pregando per questa umanità che fatica a vedere la luce,santa giornata

(23 Novembre 2025)E siamo arrivati alla fine dell’anno liturgico C. Domenica prossima inizia l’avvento.Le letture che la liturgia ci offre sono piene di speranza e il Signore sa di quanto ne abbiamo bisogno.Il vangelo è dal capitolo 23 di Luca. Siamo alla fine. Gesù è sulla croce. Sembra che i suoi nemici abbiano vinto:
“Il popolo stava a guardare,i capi invece deridevano Gesù… È il trionfo della superbia umana della vanità. Mi sono sempre chiesta,fin da bambina,dove fossero tutti coloro che aveva guarito, consolato, sfamato,rassicurato,benedetto.Mentre i soldati continuano a provocare,dopo averlo picchiato, flagellato, deriso,in mezzo a tutto questo squallore avvilente,si alza timida la richiesta di perdono del
” buon ladrone”:
. In quel momento non se ne rende conto,ma ci rappresenta tutti. Gesù risponde con poche stupende parole:< In verità io ti dico: oggi sarai con me in paradiso>.Ecco il vero Re che si manifesta non con gesti di vendetta,ma con la Salvezza.
“Miracolo del Re sconfitto. Scandalo e follia della Croce vittoriosa”
( E. Ronchi)
Buon Cristo Re

(22 Novembre 2025)

La Chiesa ricorda Santa Cecilia,santa cui molti sono devoti e patrona della Musica. Con il canto si prega due volte,diceva Sant’Agostino e chiunque abbia un minimo.di sensibilità musicale si ritrova in questa massima.Il suono stesso del nome ha già una sua dolcezza musicale particolare. Santa Cecilia,prega per noi. Il vangelo di oggi è da Lc20,27-40.
I sadducei,setta potente che non credeva nell’aldilà, pone a Gesù la famosa domanda di chi sarà moglie una donna che, restata vedova e senza figli, sposa,uno dopo l’altro sette fratelli e infine muore anche lei.
Domanda ironica,insidiosa,a parte l’indifferenza per la donna di cui non si tiene alcun conto, risalta in pieno la loro convinzione che la vita va goduta sulla terra e che questa è l’unica certezza. La risposta di Gesù è chiara e illuminante:”I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della Resurrezione… sono figli di Dio”
In paradiso c’è una sola categoria: quella di figli. Gesù ci indica una vita nuova,piena di luce,di gioia, senza affanni. La cara amica Ines,94 anni benedetti, ha voluto che nelle sue esequie non mancasse il canto:” Io risorgerò”. È stato il suo ultimo dono su questa terra. Aveva capito la cosa più importante: dopo la morte terrena( San Paolo in Rm6,23 ci dice che la morte è “il salario del peccato”) saremo nella gioia perché il nostro è il Dio di Abramo, di Isacco,di Giacobbe. È il Dio che parlò a Mosè nel roveto ardente. È “Io sono”,il Vivente,è colui che ci ha donato la salvezza. Cantiamo inni,al Signore, cantiamo inni!
Santa,giornata

(21 Novembre 2025)La Chiesa ricorda la presentazione al tempio di Maria Bambina. Sono i vangeli apocrifi che ce ne danno notizia. La sua fu una nascita straordinaria. Maria crebbe all’ombra del tempio. La scelta del falegname Giuseppe fu vagliata dai sacerdoti del tempio stesso. A Gerusalemme c’è un bellissimo gruppo marmoreo che rappresenta Sant’Anna e Maria Bambina.
In questo giorno ho sempre una preghiera particolare per nonna Grazia,madre adorata del mio papà. Fin da bambine i nostri genitori mandavano me e mia sorella a farle gli auguri con in regalo una tavoletta di cioccolato( ne era ghiotta). Quando non ce la fece più a lavorare(aveva più di 90 anni) sedeva su una
” mezza sedia” accanto a un braciere, a lavorare ai ferri e a recitare rosari.Il Vangelo è ancora da Luca 19,45-48.
Siamo a Gerusalemme, Gesù è nel tempio e insegna.Quello che vede lo ferisce nel profondo.Non può rimanere in silenzio:” Sta scritto:la mia casa sarà casa di preghiera.Voi invece ne avete fatto un covo di ladri”.Ogni volta che si cerca di fare della Chiesa un luogo per fare interessi strettamente terreni,Gesù soffre,ma continua ad essere presente, accanto a noi, a portarci in braccio lasciando una sola fila di orme, come recita una bellissima intensa poesia.
Il rimprovero di Gesù dà molto fastidio alle autorità che cercano di ucciderlo,ma non ci riescono
“perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra”. Cerchiamo di cogliere il suo insegnamento, immaginiamoci tra la folla che lo ascolta e portiamolo con noi mentre
” facciamo i mestieri” come dicono in Veneto, sul lavoro,negli incontri. Un ascolto che si trasforma in preghiera,cioè in dialogo con Dio,con la Trinità. Sempre invocando la pace,santa giornata

(20 Novembre 2025)Al cristiano si chiede di essere testimone oltre che credente anche credibile. Il che si traduce in un impegno che ci fa specchio del Vangelo. Cosa non semplice, ma ciò che vale,va conquistato, costa fatica,sudore. È un continuo viaggio in se stessi e,lo sappiamo, è il viaggio più difficile e lungo. Bisogna imparare ad andare controcorrente,ma il Signore è pronto ad aiutarci:” Io sono alla porta e busso”. La 1^ lettura è da1Mac 2. A Mattatia il re,gli avversari riconoscono autorità; lo lodano,lo blandiscono, sanno che se accetta le loro leggi la conquista sarà completa,ma Mattatia rifiuta, preferisce ritirarsi nel deserto.Il resto è noto e,da quello che vediamo, la storia si ripete.
In Lc19,41-44 Gesù piange su Gerusalemme.
È su una collina,poco distante dall’Orto degli Ulivi. La città si stende maestosa davanti ai suoi occhi. Il dolore di Gesù traspare intatto,ogni volta che leggiamo questi pochi versetti,ci arriva tutto e ci counvolge.( un’altra conferma della sacralità dei vangeli).
Gerusalemme non ha saputo riconoscere il Cristo.Il “timeo” di Sant’Agostino è già avvenuto. Per noi è un invito a riflettere in questi tempi di pace fortemente in bilico. Gerusalemme ha nel suo etimo la pace e finché non vi sarà pace in essa,non avremo pace nel mondo. Intanto cerchiamo di realizzarla intorno a noi; tutta quella che possiamo nel nostro piccolo mondo quotidiano. Cerchiamo di gioire per le piccole cose: una visita inaspettata,un sorriso,un saluto che viene da qualcuno ormai lontano.
Diciamo con San Francesco:
” Signore,fa di me uno strumento della tua pace!” Santa giornata

(19 Novembre 2025)In questi ultimissimi giorni dell’anno C la liturgia ci sta facendo meditare quasi sempre il vangelo di Luca. Oggi siamo al cap 19,11-28, parabola dei talenti, presente anche in Matteo. Gesù sta andando verso Gerusalemme, ha già fatto e detto tante cose… A Gerico è stato bello! I discepoli si vanno via via convincendo “che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro”…Tipico di noi uomini il non saper aspettare, facciamo fatica a “dare tempo al tempo”. Siamo sempre di corsa:” Ho da fare…devo andare…ohi come si è fatto tardi…” Sempre in compagnia con l’ansia e con il timore di non saper fare abbastanza.
È necessario prendersi delle pause e porsi domande:” Sono consapevole di ciò che sto costruendo?”
Eppure il Signore si fida così tanto di noi da affidarci talenti,da donarci la Grazia dei Sacramenti. Si è incarnato ed è sceso nell’umanità.
Prima di chiederci se abbiamo risolto incombenze varie, chiediamoci se abbiamo consolato, sostenuto con gesti,con un pensiero chi abbiamo incontrato nel nostro cammino.La nostra gioia viene da quanto amore abbiamo saputo dare e suscitare stando nel mondo.Henry J. Newman diceva:”Dio ha creato per me un compito particolare.A me ha affidato un lavoro che non ha affidato a nessun altro.”
Che sia una giornata santa, benedetta, di pace per tutti!

(18 Novembre 2025)Novembre si sta facendo strada come giusto che sia! Parafrasando Apollinare:
“Novembre,due figurine nella nebbia!”
Nella 1^ lettura,2 Mac 6, risalta la coerenza di un anziano e famoso scriba, Eleazaro, che preferisce morire piuttosto che tradire il Signore.
” Lascerò ai giovani un nobile esempio perché sappiano affrontare la morte”. Nel vangelo, Lc 19,1-10, risalta il desiderio che un uomo ,Zaccheo,ha di incontrare Gesù. Siamo a Gerico,importante nodo commerciale, c’è ricchezza. Zaccheo è capo dei pubblicani, uno che conta perche è ricco e perciò potente, ha una bella casa,si può permettere di dare banchetti, indossa abiti sontuosi,ha intorno una piccola corte. Ma c’è qualcosa che viene a turbare questo equilibrio. In città è arrivato Gesù il Nazareno e di lui si parla molto. Guarisce storpi,ciechi, consola chi è nel pianto,parla di beatitudini un po’ diverse da ciò che è quelle che si intendono comunemente. Tuttodato come dono.Partecipa, condivide,infatti dice a Zaccheo, appollaiato sul sicomoro pur di vederlo:
< Scendi subito perché “devo” fermarmi a casa tua!> “Desidero incontrarti, parlare con te,accoglierti nel mio cuore!” È questo lo stile che Gesù indica anche a noi che siamo insieme come Zaccheo,uomini in cerca con il desiderio di trovare il Signore e coloro che accompagnano,dialogano.”Oggi la salvezza è entrata in questa casa!” Contempliano quell’OGGI perché Gesù è con noi.” Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” diceva Sant’Agostino che di ricerca di Dio se ne intendeva! Santa giornata

(17 Novembre 2025)La 1^ lettura è dal 1° libro dei Maccabei, esempio di fede incrollabile, matura:”molti in Israele si fecero animo a vicenda,per non mangiare cibi impuri e preferirono morire…per non disonorare la santa alleanza”.
Continuamente siamo sottoposti a prove di coerenza, chiamati a testimoniare la nostra fede ed è facile ” cadere in tentazione”.
Dice bene il salmo 118:”Lontana dai malvagi è la tua salvezza
perché essi non ricercano i tuoi decreti”.
Il vangelo è da Lc18 35-43. Gesù è a Gerico.
Quante cose sono accadute in questa cittadina posta nella depressione del Mar Morto! Ora è un centro importante della Cisgiordania ed è circondata,tra l’altro da piantagioni di bananani.Vi sono cantieri di scavi e tanto altro( almeno c’erano).Proprio a Gerico arriva Gesù.È un giorno come un altro,un cieco sta in un angolo a mendicare. Spera nel buon cuore dei passanti. Ma avverte che c’è qualcosa di diverso nell’aria( certo non il profumo di biancospino di pascoliana memoria). I ciechi,proprio per la mancanza della vista, affinano gli altri sensi e il nostro chiede cosa sta accadendo. Passa Gesù Nazareno! Allora prende coraggio e lo invoca gridando:
< Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!> Gesù va subito al cuore del problema:
Come sempre,è pronto a sollevarci,a condividere il nostro dolore e la nostra gioia.
< Che io veda di nuovo!> Il cieco sa chi ha davanti. Lo ha chiamato con il suo nome: figlio di Davide. Sappiamo cosa rappresenta Davide per Israele… Anche noi dobbiamo rivolgere a Gesù la stessa preghiera. Se questo episodio è narrato nei vangeli,è per aiutarci a capire come pregare per uscire dal buio che a volte viene ad abitare in noi. Molti santi hanno attraversato periodi in cui hanno combattuto con se stessi per arrivare al Signore.Credo che sia una esperienza insita nella ricerca,nel desiderio che ciascun uomo ha in sé. Oggi la Chiesa celebra Santa Elisabetta d’Ungheria. Una regina che seppe vedere Dio nei poveri,nei lebbrosi e spese la sua vita per questo. Auguri a tutte le Elisabetta che conosco,che ho conosciuto e che non conosco. Mentre il profumo della marmellata di arance( del mio giardino) si diffonde nella mia casa,e sempre invocando la pace,santa giornata a tutti🌹💚

(16 Novembre 2025)XXXIII domenica T.O.,la prossima sarà di Cristo Re e inizierà l’Avvento.Il tempo vola e come usa dire la mia saggia amica Emma: ” t’è ju pate a ‘ngalera”.
Nella 2^ lettera ai filippesi San Paolo vuole chiarire alcuni principi riguardanti il lavoro.Pare che alcuni,proprio leggendo i capitoli di Luca detti apocalittici, avessero rinunciato a qualsiasi forma di lavoro.Paolo ribatte con parole precise,infatti egli stesso si manteneva con il lavoro delle sue mani e riusciva ad aiutare anche altri.”Chi non lavora neppure mangi”.Papa Francesco ha sempre insistito sull’importanza del lavoro,che esalta la dignità dell’uomo.Il racconto di Genesi ci dice che il Signore lavorò per sei giorni e al settimo riposò. Gesù stesso, fino a quando non iniziò quello che chiama:” il lavoro del padre mio” visse a Nazareth facendo il falegname come suo padre Giuseppe.
Tutti i lavori sono dignitosi,non importa se siano manuali o intellettuali, denominatore comune è la
” promozione umana”. Accudire la famiglia,fare volontariato tra gli ultimi( Santa Teresa di Calcutta lavava i lebbrosi,i mendicanti di strada per farli morire dignitosamente) è bello come svolgere mansioni che si rivolgono all’intelletto, all’anima.Nella messa,al momento della consacrazione, preghiamo il Signore di accettare il pane e il vino:” frutto della terra e del lavoro dell’uomo”. Nel cap 21 di Luca Gesù ci raccomanda di guardare sempre a lui qualsiasi cosa accade,e ne accadranno, perché ” nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto”.
Santa domenica.

(15 Novembre 2025)Oggi siamo invitati alla speranza:” Si vide una nube coprire d’ombra l’accampamento,terra asciutta emergere dove prima c’era acqua:il Mar Rosso divenne una strada.”(Sap 18).Al popolo che non aveva vie d’uscita,il Signore aprì nuovi sentieri. Parlando tempo fa con una mia carissima giovane nipote , questa mi disse che che loro giovani facevano fatica a sperare e che erano molto confusi. Ne avevo sentito parlare,ma non ne avevo afferrata la portata. Qualcosa non ha funzionato nell’educazione, nel rapporto tra le generazioni.
In Lc18 Gesù ci dà speranza.Una vedova,al tempo figura senza importanza perché senza protezione,non si lascia intimorire da un giudice che non aveva rispetto per nessuno,non credeva neanche in Dio, ma lei, imperterrita,non lo lasciava in pace fino a convincerlo a farle giustizia.
Gesù chiede a noi di avere la stessa costanza e fede della vedova( sempre gli ultimi come protagonisti!).Il Signore ci ascolta:”Farà giustizia prontamente “.
Domenica 16 sarà la IX giornata dedicata ai poveri:”In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso”
(Sal 71,1)
Santa giornata

(14 Novembre 2025)Il vangelo che oggi ci viene proposto dalla Chiesa è quello di Lc 17,26-37. Mi pare che qualcuno chiami questi passi “apocalisse lucana”.Gesù richiama la nostra attenzione alla vigilanza. Dobbiamo stare attenti.Il Figlio dell’uomo verrà, ma a noi non è dato da sapere quando.”Come avvenne nei giorni di Noè…come avvenne nei giorni di Lot… mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito…Una vita che scorre come sempre,ma inizia il diluvio, scende il fuoco. La scena cambia.Anche oggi,nello scorrere delle giornate leggo registri diversi. Abbiamo forti conflitti alle porte,ma le persone sembrano non pensare alla fragilità della pace che stiamo vivendo.Gesù ci invita a essere pronti. Per un credente si traduce nel seguire lui. La traccia è il vangelo; la Croce vista come accettazione della nostra condizione umana che non deve limitarci, ma potenziare la Carità. Vigili vuol dire stare attenti al Signore che passa e ci chiama perché potremmo non accorgecene. (come temevo Sant’Agostino:
< Timeo Dominum transeuntem et non rivertentem>)
Dobbiamo avere il coraggio di mettere Dio al centro della nostra vita, di cercarlo con fiducia perché Dio desidera essere trovato da noi,è la nostra vocazione,ma dobbiamo imparare a districarci dai mille piccoli inutili lacci che ci tengono legati alla terra e ci confondono.
Sempre pregando per la pace e con un pensiero a chi è nel dolore,santa giornata.

(13 Novembre 2025)In Luca 17 i farisei pongono a Gesù una domanda molto importante:
Sono persone previdenti, amano tenere a posto tutta loro contabilità,non amano sorprese, pensano di poter mercanteggiare con Dio.
Non hanno capito che il regno di Dio si realizza ogni volta che rispondiamo al suo disegno,sia che siamo luminari della scienza che lultimo operaio di una qualsiasi azienda,per non parlare di tutte quelle attività pesanti, faticose,poco gratificate.Gesù ci dice che il figlio dell’uomo verrà e lo riconosceremo, intanto cerchiamo di vivere il vangelo,senza clamori perché il Vangelo brilla di suo.Ci aiuta la sapienza:” uno specchio senza macchia dell’attività di Dio,immagine della sua bontà…la malvagità non prevale sulla sapienza”.(Sap7) Parole che ci confortano. San Giovanni Crisostomo dice:”Trovate la porta del.vostro cuore e scoprirete che essa è la porta del regno di Dio”.Se apriamo il cuore al Signore,lo Spirito Santo entra in noi e spinge le vele del nostro cuore. San Pino Puglisi,che incontrai a Roma in un convegno alla Domus Mariae e di cui porto in me lo sguardo, diceva:”Quando una persona si arrende a Dio,quando gli dice di sì,allora viene il Regno,allora Dio regna”.Oggi preghiamo intensamente per l’Ucraina,che Dio li aiuti! Santa giornata

(13 Novembre 2025)Il Signore desidera da noi solo quello che possiamo dare.Per questo ci dice che chi ha avuto tanto,ha il dovere di dare di più e che gliene sarà chiesto il conto.In Sap 6, 1-11 ai potenti,ai re si raccomandano gli ultimi,gli orfani perché essi,con la loro sofferenza meritano misericordia. L’hanno conquistata con la loro vita difficile, attraversando mari tempestosi. San Giovanni Bosco amava ripetere che:” Il Signore ci ha messo al mondo per gli altri” e lo dimostrò con la sua vita.
In Lc17,11-19 incontriamo Gesù che mentre attraversa villaggi di Samaria e Galilea incontra sul suo cammino dieci lebbrosi. Lo implorano di guarirli. Dice loro di andare dai sacerdoti (per essere riammessi nella comunità). “Uno di loro vedendosi purificato,tornò indietro lodando Dio a gran voce…era un samaritano” Perché solo uno su dieci? Questa domanda è rivolta anche a noi?Gesù, vedendo il Samaritano che torna e si prostra davanti a lui,fa un altro gesto, ancora più importante:
< Àlzati,la tua fede ti ha salvato!> Gli dona la vita vera,gli dona la Speranza. Cerchiamo di mantenere in noi ,vivo,il senso della gratitudine , specie nei momenti difficili. Dice Meister Eckart, teologo e filosofo mistico:
“Se la sola preghiera che dirai nella tua vita intera è
” grazie”,quella sarà sufficiente”
Godendoci la mitezza di questa estate di San Martino e sempre pregando per la pace, santa giornata a tutti.💚

(11 Novembre 2025)S. Martino. Quando mi sono alzata era ancora notte fonda( i crampi alle gambe mi hanno costretta ad alzarmi) ed era notte fonda, ma nel cielo brillavano le stelle. L’estate di San Martino,ancora una volta, non ci ha tradito.Forse noi fondani dovremmo fare un salto alla chiesa di San Martino, restaurata da qualche anno,in via Vitruvio Vacca. È bellissima, ne vale la pena.San Martino, vescovo di Tours, fu esempio di carità e di amore, come ci chiede il Signore. Era un cavaliere, avrebbe potuto scegliere una vita diversa, ma scelse di servire Dio attraverso gli ultimi e lo fece per tutta la vita. La 1^ lettura di oggi è tratta da Sap 2:
“Le anime dei giusti sino nelle mani di Dio… essi sono nella pace…Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé”In questi versetti c’è la vita di ogni uomo. Vi sono fragilità, peccato, dubbi,ma vi è anche l’ansia di ricerca di Dio che è in ciascuno di noi. Quella che santi e poeti cantano con immagini bellissime: “voglio svegliare l’aurora…con arpa e cetra…”
Cerco il Signore che ” è vicino a chi ha il cuore spezzato”( sal 33).In Lc 17,7-10 Gesù usa parole precise,scarne,ma eloquenti, per ricordarci che il Bene va fatto perché è giusto, essenziale farlo.
Quando un servo torna dopo aver arato o guidato un gregge, non ha terminato il suo servizio,ma:
” prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi…e dopo mangerai anche tu”. Servire Dio attraverso i fratelli e quando lo avremo fatto, benediremo il Signore che “salva gli spiriti affranti” e stanchi, certi della sua misericordia.
Sempre pregando per la pace,santa giornata e auguri a tutti coloro che si chiamano Martino,Martina

(09 Novembre 2025)La Chiesa oggi ricorda la dedicazione della Basilica di San Giovanni in Laterano,centro di luce e guida nei primi anni del Cristianesimo. Importantissimo il suo Battistero. Una preghiera per il papa al quale è affidata la guida della Chiesa.
Le letture di questa domenica,una delle ultime di questo anno “C”, entrano in noi come una sferzata.La prima è tratta da Ez 47. Il profeta parla della sua visione di quest’acqua purificatrice che rinnova tutto, portando abbondanza di frutti salvifici: “I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina”. Il salmo 45 ci consola e ci fa cantare:”Dio è per noi rifugio e fortezza…//
aiuto infallibile nelle angosce”.
In 1Cor 3 Paolo al versetto 9 parte con forza,diretto:
” Fratelli voi siete tempio di Dio… non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?”
Ogni volta che lo leggo mi tremano le ginocchia.Dio che fa di noi la sua casa! Sono parole che incidono nel profondo,che ci danno la misura( per quanto sia possibile) di quanto siamo cari,preziosi al Signore e di quanto sia grave il peccato di chi disprezza, ferisce,mercifica le persone trattandole da oggetti. Lo sdegno di Gesù davanti allo spettacolo del tempio trasformato in mercato, che Giovanni racconta nel capitolo 2,è palpabile. “Non fate della casa del Padre mio un mercato!”
La grazia e tutto ciò che il Padre ci dà è dono.La casa del Padre è per eccellenza il luogo dell’ accoglienza, dove possiamo intessere quel dialogo con il Padre e i fratelli che ci appaga, non ci fa sentire soli e di cui abbiamo tanto bisogno.
Sempre pregando per la pace insieme al papa e a tutta la comunità, santa domenica

(08 Novembre 2025)Gesù in Lc16 ci chiama a fare chiarezza in noi,ci chiama alla coerenza,ci chiama a scegliere. Per questo ci dice che è importante essere fedeli ed esserlo soprattutto nel poco. ” Chi è fedele nelle cose di poco conto è fedele anche nelle cose importanti”.
” Non si possono servire Dio e la ricchezza”. Il denaro,quando è molto non è un buon consigliere. Confonde,annebbia,non ci rende lucidi.Ci illude di potere tutto,che in fondo tutto ha un prezzo,ma non è così. Di esempi ne abbiamo tanti.
Il Signore per i suoi disegni sceglie sempre gli umili di cuore a iniziare da Maria,umile fanciulla ebrea nella quale sceglie di incarnarsi:”Ha guardato l’umiltà della sua serva”…”ha rimandato i ricchi a mani vuote”.Sempre in Lc16:”Fatevi amici con la ricchezza disonesta, perché quando questa vi verrà a mancare,essi vi accolgano nelle dimore eterne”.
La ricchezza di cui parla Gesù è quella che ha le sue radici nei rapporti che abbiamo saputo tessere in vita.
Quante persone abbiamo saputo comprendere, aiutare, quanto abbiamo saputo condividere pene,fatiche oltre che momenti sereni.
Ai farisei che ridevano di lui,del suo disprezzo della ricchezza, Gesù dice:< Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini,ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato,davanti a Dio è cosa abominevole>.
Santa giornata

(07 Novembre 2025)Stiamo chiudendo la 1^ settimana di novembre e non possiamo lamentarci per il tempo.Giornate splendide. Gesù in Lc16,1-8 racconta la parabola il amministratore disonesto. Quello che vuole dirci non è che dobbiamo imitarlo nella sua disonestà, ma nell’impegno che mette per trovare soluzioni che lo facciano uscire dalla situazione in cui si è cacciato. Gesù ci vuole vivi,partecipativi
Non condanna la ricchezza,ma l’uso che se ne fa quando la usiamo solo in modo egoistico. I Santi sono coloro che hanno capito che ciò che conta è attuare in terra il disegno di Dio.
L’ansia che Paolo ha di portare la Parola là dove non la conoscono, nasce proprio dall’esigenza di portare a termine il compito che gli è stato affidato.
“Coloro ai quali non era,stato annunciato,lo vedranno,e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno.”(Rm 15). Come possiamo portare noi la Parola nella nostra società che tende a ignorarlo? Siamo diventati terra di missione. Prima delle parole dobbiamo “fare” mettere in atto azioni che lascino trasparire come è bello vivere l’amore di Dio.
Dice Sant’Agostino:
“Perciò fratelli esercitate la carità, dolce e salutare vincolo delle anime: senza di essa il ricco è povero; con essa il povero è ricco. “Cantiamo con il salmo 97:
“Acclami il Signore tutta la terra//
gridate,esultate, cantate inni!
Santa giornata

(06 Novembre 2025)Le letture che la liturgia ci offre giorno dopo giorno, sono sempre ricche di spunti su cui meditare e avvicinarci di più a Dio.Oggi si continua con la lettera ai Romani,cap 14,7-12 mentre il vangelo è da Lc 15,1-10. Rm14:”Nessuno vive per se stesso e nessuno muore per se stesso…
Sia che moriamo, sia che viviamo, siamo per il Signore”. Siamo figli amati, accuditi, uno per uno,per questo Paolo aggiunge: “quindi ciascuno renderà conto di se stesso di fronte a Dio”. Nell’economia del Creato nulla va perduto.Il vangelo, Lc15,1-10 ci porta in un villaggio della Palestina,credo in Galilea( farò qualche ricerca) . Siamo anche noi tra la folla che amava ascoltare Gesù.
( i vangeli ci fanno vivere con Lui e condividere l’esperienza di Apostoli e discepoli). Ma in mezzo a tanti vi sono anche scribi e farisei che hanno come obiettivo l’osservanza stretta della Legge. Essi portano scritto in fronte un bel:
< A me non la si fa!> “Costui accoglie i peccatori e mangia con loro!” In parole povere:<È come loro,per questo sta bene tra certa gente!>
Gesù, che ne conosce i pensieri, risponde con due parabole: la pecorella smarrita e la moneta perduta.
Un pastore, giunto all’ovile,si accorge che manca una delle sue cento pecore. Non esita a lasciare le altre novantanove e va a cercarla. Sta calando la sera, le ombre si avvicinano, ma non si ferma e, quando la trova, se la carica sulle spalle. Vuole farla sentire al sicuro,anzi appena giunge a casa fa festa con i suoi amici.
La stessa cosa accade per la dracma perduta. La donna spazza con cura, sposta cose,mobili, accende lampade,non ha pace finché non la trova.Anche lei chiama le vicine e fa festa.
La gioia vera è incontenibile. Possiamo mascherare la tristezza,ma la gioia no. Come canta il salmo 26 la nostra gioia sarà: “abitare la casa del Signore tutti i giorni della mia vita”. Sempre invocando pace, santa giornata di ❤ .

(05 Novembre 2025)“La carità non fa alcun male al prossimo:pienezza della Legge infatti è la carità “(Rm13,10).
Sono parole che si fanno spazio dentro mente e cuore e prendono forma tra i mille e mille pensieri che vivono in noi. S. Paolo continua:
“Qualsiasi comandamento si ricapitola in questa parola: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.In un mondo dove i bambini usano dire ai genitori:
“Ti odio!”con la stessa facilità con cui dicono passar loro un bicchiere d’acqua, queste parole di S. Paolo ci riportano all’essenza della vita:”Amerai”,perché è amando senza limiti(il primo limite è il.nostro ego) che ci avviciniamo al Signore.Il nostro cammino consiste nella ricerca di Dio.È quella sete xhe non si placa se non quando siamo con Lui. I Santi ce lo insegnano. Sant’Agostino ci ha lasciato pagine bellissime. Dentro di noi sappiamo che il nostro posto,la nostra quiete è lì.In lc14 troviamo Gesù che parla a una grande folla. Tutti vogliono ascoltarlo,sanno che non si gira dall’altra parte,sperano di avere qualcosa.
“Egli si voltò e disse loro: Il nostro cammino è imparare a conoscere Dio attraverso le prove della vita.
È difficile,ma Gesù ha sofferto e vissuto sulla terra come uomo e ,nel suo grande amore ci aiuterà.È in Lui la nostra speranza. Santa giornata

(04 Novembre 2025)4 novembre: fino a qualche decennio fa ci si svegliava al suono di inni patriottici: “Il Piave mormorava…” e a scuola si attaccavano tricolori ai vetri delle finestre. Oggi la Chiesa ricorda San Carlo Borromeo, il cui ricordo è sempre vivissimo specie in Italia del nord. Fu colui che organizzò il Concilio di Trento. Erano tempi difficili,ma San Carlo fu grande anche nella carità. Il passo di Rm 12 è di una grandezza immensa.Le parole prendono vita perché ci insegnano come vivere la Buona Notizia per essere in armonia( oh papà Francesco,come sei vivo e presente tra noi!)con il Signore.” Pur essendo in molti,siamo membra gli uni degli altri. Abbiamo doni diversi…” S. Paolo ci invita a mettere tutto in comune,che ognuno si impegni nel proprio campo con perseveranza, con umiltà, gioiosi nel servire il Signore nel modo che piace a Lui.Quanto ci sarebbe da commentare! È un passo da leggere e meditare a lungo. In Lc14 si riprende dall’ultimo versetto di ieri. Gesù narra di un uomo che prepara una lauta cena,ma gli invitati non vogliono partecipare e trovano scuse per non andare. L’uomo però non vuole sprecare quanto ha preparato e manda il servo per le strade, lungo le siepi, dovunque perché storpi,ciechi, zoppi, abbandonati, esclusi,vengano a far festa con lui. La Chiesa è aperta a tutti,per questo si dice cattolica. Il Signore ci vuole tutti alla sua mensa. Che nessuno resti indietro:
” costringeli ad entrare,perché la mia casa si riempia”(Lc14,24). Coraggio,il male non avrà l’ultima parola,il Signore ci guida. Sempre invocando la pace,santa giornata.

(03 Novembre 2025)Il voler calcolare nei minimi particolari fa parte del nostro essere uomini. Desideriamo con convinzione che il puzzle della vita abbia tutte le tessere al loro posto. A volte curiamo così tanto i particolari da perdere di vista l’essenziale. Questione antica.È da stolti voler dare una misura ai sentimenti.Non è possibile!Come possiamo misurare la misericordia di Dio,chiederne quanto basta per perdonare i nostri peccati!
Compito immane e assurdo!San Paolo in Rm11 ci dice che i doni della chiamata sono irrevocabili,ma sono anche immensi! “Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! A lui la gloria nei secoli!” Tutto questo da Paolo, chiamato sulla via di Damasco, uno che la Scrittura la conosceva a fondo, la viveva,la insegnava.Il salmo 68 ci conforta:”voi che cercate Dio,fatevi coraggio,// il Signore ascolta i miseri.”
In Lc14,12-14 Gesù è sempre nella casa di uno dei capi della sinagoga. È invitato a un banchetto. Di sicuro sono presenti tutti i notabili ed è sabato. Luca lo specifica subito.
Per prima cosa gli fanno trovare un malato di idropisia. Tra gli ebrei ortodossi il sabato ha regole ben precise,sono contati anche i passi che si possono fare,l’ora di inizio e fine sono codificati.
Gesù rivoluziona tutto e glielo spiega quasi come fosse un teorema.Dopo aver fatto notare che non è da persone educate occupare i primi posti, dà loro un’altra lezione.
Se vuoi dare una festa ,non invitare chi è già nella gioia,negli agi, al contrario, invita gli esclusi,gli ultimi, zoppi, ciechi,” quelli che nessuno ama”(R. Follereau), perché la gioia condivisa si moltiplica a dismisura(altro mistero dell’amore!).
” Riceverai la ricompensa alla risurrezione dei giusti”(Lc 14).
Con questa promessa di Gesù,santa giornata

(02 Novembre 2025)In questa giornata unica,così speciale per noi, celebriamo la speranza che ci è stata insegnata da chi ci ha preceduto nella fede, trasmettendo preghiere, tradizioni, devozioni,ma anche testimoniando l’appartenenza a Cristo vivendo il vangelo.San Paolo in Rm5 afferma che “la speranza non delude perché l’amore di Dio è riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. Com’ è forte quel: è stato riversato”!
Tutto ciò che viene dal Signore è in pienezza! In Gv 6 Gesù dice parole chiare, precise, inequivocabili:
< Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me,io non lo caccerò fuori perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto mi ha dato…> Lo ribadirà ancora in seguito,come nel cap 17. Il Padre vuole la nostra,salvezza, infatti annulla il nostro peccato e ci accoglie nel suo amore. Questa giornata la dedichiamo a coloro che ci hanno preceduto nella fede e li ringraziamo con affetto. Permettetemi un ricordo: mia madre era riuscita a ricavare nel reparto notte della casa,una nicchietta dove aveva fatto installare una lucetta votiva e lì teneva immagini sacre . In occasione del Due Novembre vi esponeva i ricordini di parenti e amici. Non ne dimenticava nemmeno uno.
Santa giornata.

(01 Novembre 2025)La ricchezza che sgorga dal passo delle Beatitudini riempie il cuore.
L’immensità del Signore è davanti a noi,possiamo contemplarla estasiati,ma non riusciamo a comprenderla.
Non so voi,cari amici,ma a me fa un effetto strano perché contemplare quello che Gesù ci mette davanti, nel momento in cui proclama le Beatitudini, riempie l’anima. Dà tanta di quella gioia,di quella meraviglia da far passare il raziocinio in secondo piano.
Beati i puri di cuore,coloro che accettano Dio,lo cercano,lo sentono vicino e vi si affidano, coloro che lo vedono nel volto dei fratelli,negli ultimi.Beati coloro che operano perché vengano la pace,la giustizia,la verità.Beati i perseguitati. Quanti ne vediamo e di quanti non ne sappiamo nulla!
Beati i misericordiosi.
Credo che misericordia e carità siano due sorelle inseparabili,che agiscano sempre insieme e che di loro ce ne sia sempre bisogno.I Santi,ai quali questo giorno è dedicato, sono coloro che hanno compreso a tal punto la bellezza e la grandezza di Dio, da dedicare tutta la vita alle Beatitudini. Un esempio su tutti: Francesco d’Assisi.Ma anche gli altri che con il loro esempio ci dicono che la santità è possibile,basta solo volerla e mettersi in cammino. Santa festa di Ognissanti.

(31 Ottobre 2026)Nei versetti di Rom 9,1-5 sentiamo il grande amore di Paolo per il Signore:”Vorrei essere io stesso anatema, separato da Cristo, a vantaggio dei miei fratelli”. Per lui non è concepibile non amare Cristo, specie se si è Israeliti che: “hanno l’adozione a figli,la gloria,la legislazione…”
Gesù, nell’episodio narrato da Luca al cap.14 insegna come l’amore per la persona viene prima di ogni altra cosa. Gli fanno trovare un malato di idropisia, una malattia grave. Al contrario di Gesù, a loro non interessa molto del malato,da raffinati manipolatori, vogliono solo mettere in imbarazzo questo giovane Maestro molto seguito e ascoltato.Gesù lo sa,ma non si lascia condizionare e subito guarisce l’uomo. Poi pone loro un quesito:< Chi di voi se un figlio,un bue gli cade nel pozzo non lo tirerà fuori subito,in giorno di sabato?>La Legge è fatta per rendere migliore la vita delle persone, non per gravare di pesi inutili.A noi credenti è chiesto di testimoniare la Parola con la vita e nella misura in cui sapremo ascoltare,curare,servire,accudire chi è intorno a noi,saremo uniti al Signore, metteremo le ali al suo messaggio. Il salmo 147 canta:”la sua parola corre veloce” e saranno le nostre ali a portarla. Sempre invocando la pace,santa giornata.

(30 Ottobre 2025)Il passo di Rm8,31-39 ha in sé qualcosa di maestoso.Non lascia spazio a nulla che non riguardi il Signore.” Se Dio è con noi,chi è contro di noi?”e aggiunge:”Egli non ha risparmiato il propio figlio,ma lo ha consegnato per tutti noi”. Cosa c’è di più caro di un figlio! Nessun sacrificio pesa!
Eppure Dio lo ha sacrificato per noi,per noi ha sofferto pene, umiliazioni vergognose. Si è calato pienamente nell’umanità, quel :”si è fatto uomo” che diciamo nel Credo è santa verità.Ricordo ancora quando la mitica suor Anna ,morta ultracentenaria poco tempo fa, me lo spiegò. Ero adolescente
“Chi ci separerà dall’amore di Cristo?”nulla e nessuno, né spada,né tribolazioni,né persecuzioni, nudità, fame pericolo.Gesù con la sua croce ci ha redenti.I santi sono tali perché hanno compreso questo in pienezza e hanno lasciato che lo Spirito agisse in loro senza limiti. Per realizzare questo non basta la consapevolezza,ma bisogna mettersi in un cammino che dura tutta la vita.”Lampada per I miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” Così canta il salmo 118 e il salmista nei versetti seguenti,è conscio dei pericoli che corre.In Lc 13,31-35 Gesù viene avvertito da alcuni farisei che Erode vuole ucciderlo, ma non scappa:”è necessario che oggi,domani e il giorno seguente io prosegua il cammino, perché è impossibile che un profeta muoia fuori Gerusalemme.”
Piangerà su Gerusalemme e sono sicura che sta piangendo anche ora. Chiediamogli la forza per affrontare tutte le difficoltà, le incongruenze,i dubbi per giungere all’unione con Lui. Oggi chiudo con un pensiero di San Giovanni Paolo II:”La fede e la ragione sono come due ali con le quali lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della verità”.Assetati e poeta oltre che sacerdote.
Sempre sperando nella tua pace,santa giornata.

(29 Ottobre 2025)“Tutto concorre al bene per coloro che amano Dio” Quello che conta non è la nostra debolezza,ma la forza dello spirito che è dentro di noi.È l’amore che abbiamo per il Signore a farci forti e pronti a fare la sua volontà. Ieri,dopo la preghiera per la pace a Roma, un giovane intervistato ha detto che il peggior male è l’indifferenza. Ha ragione. È facile guardare dall’altra parte.
” Non è affar mio,non mi appartiene, ho tanti problemi miei…”. Imparare a guardare dietro le apparenze, riconoscere nell’altro un fratello,è un imparare ad amare sul campo. Le grandi linee dell’economia, la politica interna ed estera sono compito di persone specializzate , che hanno studiato per questo (speriamo, perché non è molto chiaro), a noi,popolo di Dio,riguardano le tante storie di vissuti, di croci quotidiane da affrontare,
condividere. Esse ci insegnano cosa significhi Amare, ” verbo di difficile coniugazione” diceva il grande regista Jean Cocteau,che giunse a credere quando era già una persona di successo,ma piena di perché irrisolti.”La porta stretta” di Gesù è per tutti quelli che hanno imparato ad amare come vuole il Padre Celeste che ” ha dato al mondo tutto ciò che aveva: il suo unico Figlio” ( mons. D. U. D’Ambrosio). Ci vogliono fede e coraggio per intraprendere il cammino,ma il vento dello Spirito Santo gonfia le nostre vele. Santa giornata e che venga la tua Pace,Signore.

(28 Ottobre 2025)Prima di chiamare a sé i Dodici,Gesù passa la notte in preghiera,ha bisogno di sentirsi tutt’uno con il Padre.
Sta fondando la Chiesa; gli Apostoli ne sono le fondamenta e Lui,il Cristo, la pietra d’angolo.
San Paolo in Ef 2 ce lo dice con parole importanti, che non solo ci fanno riflettere,ma ci segnano.” Non siete più ospiti,ma concittadini dei santi e familiari di Dio…anche voi venite edificati per insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito” Lode a Dio che fa grandi cose per noi.Luca al cap 6 ci dice che Gesù, dopo aver chiamato a sé I Dodici scese in un luogo pianeggiante dove lo attendeva una grande folla. Venivano da Giuda, da Gerusalemme, da Tiro e Sidone.Tutti erano lì per ascoltarlo e per guarire. Si affidavano, cercavano di toccarlo “perché da lui usciva una forza che guariva tutti”.Guariva anche gli spiriti impuri. Non fa preferenza,anzi i più reietti gli erano più cari. Allora preghiamo Cristo che entri nel cuore dei malvagi e scompigli i loro tristi disegni. Solo lui può farlo e noi ne saremo felici di narrarlo così come fanno le stelle,il giorno e la notte come canta il salmo18. Santa giornata

(27 Ottobre 2025)Con Lc13,10-17 veniamo trasportati proprio nel tempo di Gesù.
Siamo anche noi fra coloro che di sabato vanno nel tempio per ascoltare questo Rabbi giovane e sapiente che rende la Parola qualcosa che penetra in noi, che ci fa riflettere, che ci motiva e ci spinge a cercare, chiedendo aiuto anche all’aurora, all’arpa,alla cetra perché, come recita il salmo 67,sappiamo che :”a noi Dio porta la salvezza/ il nostro è un Dio che salva”. Sempre per Gesù al centro sta la persona con tutta se stessa,con i suoi problemi,i suoi pensieri,i suoi impulsi, le sue necessità, i suoi sogni. In un angolo c’è una donna curva sotto il peso del suo male,con tutte le umiliazioni che comportava, prima di tutto l’emarginazione.
Il passo mette a confronto l’atteggiamento freddo, giudicante di uno dei capi della sinagoga, con quello di Gesù nella cui empatia leggiamo l’amore, il rispetto per la donna.Le parla:
… “Impose le mani”. Come dire:” Io sono con te per condividere il tuo dolore” e la donna si mette a dare gloria al Signore. Diversa è la reazione del capo della sinagoga che non solo non gioisce,ma è irritato da quanto è accaduto e ha rivoluzionato la sua liturgia. Cerchiamo di non fare lo stesso errore.
Signore,aiutaci a soccorrere,a confortare,ad avere cura di chi ci passa vicino.
Certo,posso far poco,ma il nostro poco non è tale se Tu lo benedici.
Sempre Invocando la tua pace,santa giornata.

(26 Ottobre 2025)I versetti del Sir 34 ci danno speranza. Attraverso la Parola ,il Signore ci rassicura:” la preghiera del povero attraversa le nubi…non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto e abbia reso soddisfazione e ristabilita l’equità…”Rende dignità, quella dignità che incarna il pubblicano della parabola in Luca 18.Mentre infatti il fariseo sta dritto ed elenca al Signore tutte le sue qualità dimenticando il cuore,il pubblicano se ne sta in disparte, sguardo a terra,sentendo il peso della sua povertà interiore e per questo chiede di essere perdonato.Il Signore non ha bisogno che gli ricordiamo chi siamo e cosa facciamo,lo sa già e bene. Vuole il nostro cuore. La mercificazione dei sentimenti non fa bene a nessuno,mai! Certo ,siamo creature imperfette, maldestre,ma siamo capaci anche di fate cose grandi perché in noi,tutti,c’è il
“soffio di Dio”. E quando riusciamo a fare qualcosa di gradito a Dio, con lo stile di Cristo Gesù, il Signore ce ne rende il centuplo. Dio esercita così la sua giustizia,la sua equità, la sua Misericordia.
Quando Paolo nella lettera a Timoteo dice di essere in pace perché ha combattuto una buona battaglia, ha conservato la fede,ha portato a compimento l’annuncio del Vangelo e “ora mi resta soltanto la corona di giustizia ” per me si riferisce proprio a questo. Parole che non perdono mai il loro vigore,la loro forza. Che la pace regni sulla terra! Santa domenica.

(25 Ottobre2025)Mentre il cielo profuma ancora di stelle ,vi do il mio buongiorno.
Nelle lettere di Paolo traspare tutta la sua impetuosità.Ha vissuto sulla sua pelle la forza di Cristo che lo aveva scelto come Apostolo con una conversione straordinaria.
Rm 8:” e se lo Spirito di Dio abita in voi,colui che ha resuscitato Cristo dai morti,darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mano dello Spirito che abita in voi”.In Cor 6 ci dice che siamo tempio dello Spirito Santo. Se riusciamo a fare spazio a Dio dentro di noi entreremo in comunione con Lui. Il salmo 23 pone la domanda su chi potrà salire al monte del Signore.”Chi ha cuore innocente e mani pure” e continua dicendo:” Ecco la generazione che ti cerca,
cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe “.Il Signore ci parla continuamente e in tanti modi, ma,siccome rispetta la nostra libertà, vuole che siamo noi a sceglierlo. Vuole che lo amiamo così come Lui ama noi,senza condizioni perché l’amore vero non soffoca,non costringe,non limita.È gratuito.
In Lc 13 Gesù commentando l’uccisione di alcuni Galilei per ordine di Pilato e la morte di diciotto persone nella piscina di Siloe,ci dice che non erano più peccatori degli altri e che se non si fossero convertiti, anche loro sarebbero morti.È chiaro che il discorso è quanto mai attuale. Il male è tra noi e opera, ma noi non possiamo lasciarlo prevalere. Dobbiamo difendere il Bene che è in noi,lasciare che lo Spirito Santo agisca. Gesù ci ha lasciato l’Eucarestia.Che la pace scenda sulla terra. Santa giornata

(24 Ottobre 2025)In tutti noi c’è il desiderio del Bene.Il Signore lo ha inciso nei nostri cuori tanto che passiamo la vita a cercare di essere felici perché confondiamo il nostro bene personale con il Bene vero,quello che intende il Signore. Abbiamo bisogno di guida,di punti di riferimento precisi e a ogni età. Profondo e legato alla realtà è il.passo di Rm7 che la liturgia ci propone oggi: “Io so che in me…non abita il bene,in me c’è il desiderio del bene;ma non la capacità di attuarlo”.È San Paolo che parla!
Il passo di Lc12, 54-59 ce lo conferma. Gesù fa notare che mentre sappiamo leggere il linguaggio delle nuvole nel cielo dalla loro posizione, non sappiamo leggere il segno dei tempi. Mauriac,fine intellettuale francese ,diceva che non è che il Signore non ascolta le nostre preghiere, piuttosto siamo noi a non capire le sue risposte. Quante distrazioni ci confondono, facendoci perdere di vista il fine per cui siamo qui e che funzione abbiamo nel Creato. Dobbiamo tenere da conto il consiglio di papa Francesco quando ci suggeriva di portare sempre con noi la Parola e di meditarne ogni giorno qualche versetto.È vero che ogni giorno ha la sua pena, ma ogni giorno ci dona la possibilità di camminare con Dio e di sperare. Una preghiera, di cui non ricordo l’autore, recita: ” Signore, il bene che non mi è stato possibile fare oggi,fa’ che lo compia domani”. È questo sentirlo compagno di vita che ci dà la forza di affrontare il dolore. Sempre invocando la tua pace,o Dio, santa giornata

(23 Ottobre 2025)Com’è ricco questo cap 12 di Luca!Pagina forte,da meditare con cura. Quando si accoglie Cristo in noi inizia un processo di conoscenza che non si ferma se non quando siamo tutt’uno con Lui,immersi in Lui( ne abbiamo di compagni di viaggio, Agostino docet!)È quell’ansia di ricerca che muove i santi. Santa Teresa di Calcutta,San Piergiorgio Frassati e San Carlo Acutis sono nostri contemporanei,hanno abitato la nostra realtà. Ci testimoniano che seguire Cristo è seguire l’uomo iniziando dagli ultimi. Non solo loro che, proprio perché saliti agli onori degli altari, ci sono guida e conforto,ma penso ai missionari ( qualcuno mi onora e mi ha onorato della sua amicizia), a chi si mette al servizio dei diseredati,dei senza voce,degli abbandonati e lo fa mettendo a rischio la propria vita e tutto in silenzio. Gloria a Dio! Se si segue Cristo non si può essere indifferenti.
Dio si incarna e viene a condividere la quotidianità dell’uomo in tutti i suoi aspetti e sceglie come salvezza la Croce!Ciò che è follia per l’uomo è sapienza per il Signore, ci dice Paolo.Non riusciremo mai a raggiungerlo, intanto cominciamo ad accettare la nostra croce e seguiamolo. Come avrebbe detto il mio caro padre Adolfo di cui sento fortemente la mancanza, diciamo un’Ave per chi trova la sua croce troppo pesante. Santa giornata❤️

(22 Ottobre 2025)San Paolo in Rm 6 dice: “Rendiamo grazie a Dio…Così liberati dal peccato,siete stati resi schiavi della giustizia”.
Se si è consapevoli della giustizia non si può fare a meno di servirla.Il vangelo è ancora da Lc12 e mi piace molto quel:
< Cercate di capire questo…>
Gesù ci invita a riflettere sulla vita,a capire che non siamo i padroni del tempo,ma ne siamo amministratori e la vita è un bene così grande che va tenuto da conto come
“patrimonio universale” e lo è. Non possiamo distrarci,nulla avviene per caso nel nostro cammino verso il cielo.Diceva Sant’Agostino:
“Timeo ne Domine transeat et non sentiam”.È proprio così.
Riflettendo sull’ imprevedibilità della vita,mi viene da pensare come gli eventi più drammatici della mia vita sono accaduti in giorni che sembravano iniziare con calma,sereni ma, all’improvviso, tutto cambia e la vita non è più la stessa. Oggi la Chiesa fa memoria di San Giovanni Paolo II,il papa venuto da lontano,che conosceva bene il dolore. Quel suo:” Non temete, spalancate le porte a Cristo!” fu una sferzata di speranza. Si sentiva aleggiare lo Spirito Santo e ancora una volta il Signore ci aveva sorpresi. Ora chiedo al Signore di sorprenderci tutti con una pace insperata, coraggiosa. La vedo dura,ma io sono solo una piccola cosa,Tu, Signore, sai bene cosa fare.
Santa giornata

(21 Ottobre 2025)Devo confessare che ogni giorno meditare sulla Parola attraverso le letture del giorno,mi prende sempre più tempo. Mi ci perdo,ma la cosa mi dà sollievo.Gesù ci vuole preparare bene,egli conosce tutti gli “inciampi” che sappiamo imbandire.In Rm5 S. Paolo ci ricorda che, come un solo uomo con il peccato ha portato la morte, Gesù ci ha giustificati con la grazia, riversandola su di noi in pienezza anche se talvolta non ce ne rendiamo conto. Le nostre giornate sono piene di tante cose e, se per carattere non amiamo stare senza far nulla, ci troviamo anche il
“da fare”.Ma sempre cerchiamo di lasciare uno spazio per il dialogo con il Signore.Come recita il bellissimo salmo 39:”La tua legge è nel mio intimo”.
Sono convinta che anche questo stare “a sprazzi ” con il Signore, tra un rassettare una stanza, preparare il pranzo,dare un’occhiata alla TV, sul lavoro,ci aiuta a trovare Dio nel nostro quotidiano e perciò a
“vigilare” per essere pronti ad aprire allo sposo che viene.Aprire alla gioia! S.Giovanni Paolo II disse: “La nostra vita è un cammino verso il paradiso”. Appunto,è un andare e,intanto nel frattempo, non possiamo stare fermi,ma prepararci al momento. La prima cosa è imparare a fare la volontà di Dio, che si traduce in imparare a discernere e ad accettare.(recitiamo il Pater Noster, ma riusciamo a concretizzarlo?)
Paul Claudel, poeta e intellettuale amico di S. Paolo VI scriveva:”Il Figlio di Dio non è venuto per distruggere la croce,ma a stendervisi sopra. Ci ha insegnato la via d’uscita dal dolore e la possibilità della sua trasformazione”.
Se vediamo le nostre giornate da questo punto di vista ,siamo certi che Gesù ci troverà pronti e “se li troverà così, beato loro!”( Lc12,38)
Cioè beati noi! E con la tenerezza di questo messaggio ( e sappiamo di quanto ne abbiamo bisogno!) ,santa giornata!

(20 Ottobre 2025)Ieri la vedova che non si stancava di pregare,oggi, Lc12,13-21, le letture della liturgia ci fanno meditare su un aspetto molto comune tra gli uomini:la cupidigia. Gesù lo fa con una parabola dal linguaggio semplice,che ha per soggetto un uomo già ricco,ma che lo diventa ancora di più e ciò lo fa sentire padrone del mondo. Così non fa progetti secondo Dio,ma vuole chiudersi in se stesso e godersi la vita senza porsi limite alcuno. Non è questa la vita cui siamo chiamati.Gioia e dolore non dipendono da quanta ricchezza abbiamo accumulato;al contrario,la nostra serenità,il nostro godere della vita sarà reale solo nella misura in cui sapremo staccarci dalle cose di questo mondo.San Francesco diventò quello che conosciamo solo quando riuscì a spogliarsi di ogni ricchezza. Certamente è difficile ugualiarlo,ma , almeno io,sarei contenta se dicessero di me:
< Abbiamo perso una amica>.Siamo fatti per cose grandi e legarci a cose lontane da Dio non ci fa bene.Stiamo vedendo cosa genera la voglia sfrenata di dominio.
Preghiamo il Signore che ci liberi da ogni cupidigia,che ci doni la capacità di stupirci e la gioia di contemplare il Mistero. Santa giornata

(19 Ottobre 2025)Buona 29^ dom. del T.O.Vangelo: Lc 18,1-8, la parabola del giudice disonesto e della vedova insistente. La parola chiave è:preghiera. Ma quale preghiera?
Molte sono le forme in cui essa si può esplicare,infatti è preghiera accudire gli altri, realizzare in concreto le opere di misericordia, rispondere con un gesto gentile a uno sgarbo, asciugare una lacrima,non lamentarsi ,ma quello privilegiato è il dialogo diretto che ciascuno di noi ha con Dio.
< Ecco,Signore, ora siamo soli,io e Te.Tu sai di cosa ho bisogno,cosa è bene per me. Parlami, insegnami a capirti,ad ascoltarti.> Leggevo tempo fa una domanda che si faceva don Tonino Bello: ma da che parte sta Dio?
Dio sta,sempre e comunque, dalla parte dei poveri. Che il Signore,nella sua grande misericordia,mi perdoni,ma io credo che anche Lui abbia dei sogni e uno dei più importanti è che gli ultimi siano i primi anche su questa terra. Al versetto 8 del vangelo di oggi,Gesù chiede:< Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?>
Si,Signore, perché ci hai creati a tua immagine e somiglianza.
Santa domenica

(18 Ottobre 2025)“Solo Luca è con me”. Nella 2^ lettera a Timoteo Paolo si sfoga con l’amico fraterno. La paura gli ha fatto il vuoto intorno,ma sente che il Signore non lo ha abbandonato perché ” il Signore è vicino a chi lo invoca” (sal. 144). Il Signore non si fa battere da nessuno in generosità. Lo affermava un grande santo e ce lo ha ripetuto spesso papa Francesco. Nel vangelo, Lc10,1-9, Gesù sceglie altri 72 e li invia nelle città e nei villaggi che visiterà. Li invia armati di spirito di Carità e null’altro.” La messe è abbondante e gli operai sono pochi!Pregate…non portate borsa né sandali…” Il saluto sia: “pace a questa casa!”
Condividete tutto: cibo,ma anche la sofferenza; guarite ferite.
“il regno di Dio è vicino” e noi non siamo soli.Impariamo a fare tesoro del rapporto con gli altri,per poter vivere una relazione con Dio sempre più profonda e feconda. Santa giornata

(17 Ottobre 2025)Oggi la Chiesa celebra Sant’Ignazio di Antiochia, grande santo.
La fede,il suo affidarsi completamente a Dio, fu la forza di Abramo. In Rm4:”Abramo credette in Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia”.
È la fede che ci guida e ci sorregge,che ci fa sentire la presenza di Dio.
Nel salmo 31,uno di quelli attribuiti a Davide,il salmista chiede di essere difeso dai nemici e di essere perdonato: “Confesserò al Signore le mie iniquità//e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato”.Questa preghiera scava nel nostro cuore.Ci rende consapevoli delle nostre fragilità e,perciò, ci fa apprezzare ancora di più l’amore di Dio.
Nel passo di Lc12,1-7 Gesù continua a insegnare ai discepoli e alla folla numerosa che è corsa ad ascoltarlo, la strada giusta da percorrere. È importante la coerenza, raccomanda infatti di guardarsi dal “lievito dei farisei,che è l’ipocrisia”.Non possiamo dire con la voce di essere discepoli do Cristo e poi percorrere altre strade con i fatti. Scandalizzarci vuol dire perdere tempo prezioso, cerchiamo di non farlo,per questo affidiamoci a Lui,fidiamoci della sua parola:
“Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato” anche i nostri capelli sono contati. Tutto il Creato è caro al Signore.
“Cinque passeri non si vendono per due soldi? Eppure nemmeno uno è dimenticato davanti a Dio…
E voi valete più di molti passeri!”
Gesù ci invita con grande tenerezza a portare alla luce tutto il Bello e il Buono che abbiamo in noi, a gridare dalle terrazze quanto è bello vivere la Parola! Santa giornata,senza mai dimenticare di pregare per la pace!

(16 Ottobre 2025)“La giustizia di Dio è testimoniata dalla Legge e dai Profeti: la giustizia di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesù per tutti quelli che credono…Non c’è differenza…
Tutti hanno peccato…” San Paolo parla della giustizia di Dio che non è quella dei nostri tribunali.La giustizia di Dio ha come fine la salvezza dell’uomo,il resto passa in secondo ordine. La distingue la gratuità ed è per tutti coloro che la chiedono.
Alla luce dei fatti di cronaca e delle notizie dai vari fronti,il grido del salmo 129 è quanto mai attuale.
“Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia supplica….
Io spero nel Signore.
Spera nel Signore anima mia!” Nel dolore sale la speranza. Quanta tenerezza!
Il vangelo è ancora da Lc11,47-54. Gesù è ancora più severo:”Guai a voi,…a questa generazione sarà chiesto il conto del sangue dei Profeti…Guai a voi che avete portato via la chiave della conoscenza,voi non siete entrati e a quelli che volevano entrare lo avete impedito”.È una parola forte,che ci chiama a riflettere su come viviamo il Vangelo.Nostro compito di battezzati ci chiama a vivere la Parola sempre e comunque. Naturalmente nella misura in cui possiamo, sia per cultura che per situazioni o per età.Stamattina ho fatto fatica a mettere i piedi a terra( la mia flebite è restia ad andar via),ma ,al pensiero di quello che avevo da fare, “mi sono data una mossa”. Sempre ringraziando il Signore e pregando per la pace,santa giornata ❤️

(15 ottobre 2025)Il vangelo che la liturgia ci offre da meditare è ancora da Lc 11,42-46. Sono solo 4 versetti,ma risuonano di un: così potente da scuotere il cuore e per ben quattro volte. Gesù ci richiama a guardare e a operare non secondo le apparenze,per vanagloria,ma guardando a realizzare il Regno di Dio, condividendo i pesi della quotidianità, non solo i momenti di leggerezza. Quante volte “glissiamo” non cogliendo i segnali che vengono lanciati,magari solo con un cenno.Oggi la chiesa ricorda una grande santa: Teresa d’Avila. Insieme a Giovanni della Croce riformò il Carmelo.Aveva una personalità fortissima. Dio era una presenza fondamentale nella sua vita, parlava, discuteva con Lui, anche in modo vivace. I suoi scritti ne danno testimonianza.
Le sue estasi sono nella storia,
Bernini ci ha lasciato quella bellissima opera che,se non ricordo male,è a Roma nella chiesa di Santa Maria della Vittoria.Diceva Teresa:
“L’amore vuole opere”. Un invito chiaro a darsi da fare. Desidero chiudere facendo gli auguri a tutte le Terese che portano questo bel nome,a iniziare dalla mia nonna materna che è in cielo da tanto, e con una preghiera di questa grande santa: “Nulla ti turbi,nulla ti spaventi!
Tutto passa, solo Dio non cambia.
La pazienza ottiene tutto.
Chi ha Dio non manca di nulla.
Solo Dio basta! Il tuo desiderio sia vedere Dio,il tuo timore, perderlo,la tua gioia sia ciò che può portarti verso di lui e vivrai un una grande pace!”
Santa giornata

(14 Ottobre 2025)Abbiamo iniziato a leggere la lettera ai Romani:”Io non mi vergogno del Vangelo…il giusto per fede vivrà…”.La fede va sorretta, nutrita;il Signore ci parla attraverso le sue opere. In Lc11 Gesù viene invitato a pranzo da un fariseo.”Egli andò e si mise a tavola.Il fariseo si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni…” È infastidito,forse confuso da un simile comportamento
Ma Gesù rilancia:< Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere…ma il vostro interno è pieno si avidità e cattiveria. Stolti… Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro,ed ecco,per voi tutto sarà puro>.
Dare in elemosina. La parola viene dal greco e vuol dire avere pietà, misericordia, compassione, cioè condividere il dolore,il disagio. È questo che distingue la qualità di un gesto.Quando papa Francesco ci raccomandava di guardare negli occhi la persona cui stavamo dando qualcosa,voleva dire anche questo. La pietà non può essere solo un gesto meccanico, diverrebbe sterile,freddo, vuoto. Non meravigliamoci troppo del fariseo,cadiamo più spesso di quanto pensiamo nello stesso errore.Dare più importanza alla forma che alla sostanza mette in ombra il significato vero della vita. Oggi il salmo responsoriale è il salmo 18. In esso si cantano le opere del Signore con immagini potenti e poetiche:”il giorno al gorno ne trasmette il messaggio,
la notte alla notte ne trasmette notizia…
come uno sposo dalla tenda nunziale…” C’è una gioia così traboccante, incontenibile che per forza di cose “deve” essere condivisa. San Paolo ci mette in guardia dal crederci superiori, Gesù ci invita a condividere il
“dentro del bicchiere,del piatto,è questa “pietas” che ci fa riconoscere figli del Padre. Sempre pregando perché venga la pace, santa giornata.

(13 Ottobre 2025)Siamo quasi a metà ottobre mese dedicato al Santo Rosario, mese missionario( come non pensare a tutti i missionari conosciuti,da padre Luigi con la sua nostalgia per Bukavu e il mio amico carissimo padre Adolfo che ha chiesto di essere sepolto a Danjiuri in Bangladesh).
Paolo scrive ai Romani mentre è a Corinto e sta per partire per Gerusalemme. Della piccola comunità romana non si conosceva molto, ma Paolo sentiva che era importante andarvi. “Paolo, servo di Cristo Gesù,Apostolo per vocazione, prescelto per annunciare il Vangelo di Dio”.
Parole forti decise, che hanno dentro la forza e l’impeto della caduta da cavallo sulla via di Damasco. Paolo,per quanto io mi possa fidare della mia memoria,non nomina Gesù da solo,ma dice Cristo Gesù. La sua conversione, così importante per la Cristianità, gli ha fatto capire che Gesù non è solo un Rabbi o un profeta( come Giovanni Battista),ma è il Messia. Come non pensare al quadro del Caravaggio dove luce racconta tutta la drammaticità del momento. Agli abitanti di Ninive era bastato Giona per convertirsi, ma a noi è dato Cristo Gesù che con la sua Santa Croce ha redento il mondo e ci ha lasciato il memoriale della Pasqua, l’Eucarestia per continuare a essere presenza viva nel mondo.
Uno dei motivi per cui i Santi sono tali perché hanno capito l’essenza dell’annununcio che è l’amore di Dio per l’uomo.
Lampada per i miei passi sei tu Signore. Non abbandonarci alla nostra
pochezza!Sempre pregando per la pace,santa giornata

(12 Ottobre 2025)Siamo alla 28^ settimana del T.O.,vangelo Lc17,11-19.Luca ci dice che Gesù si trovava in un villaggio a predicare. In quel momento si divideva tra Galilea e Samaria, ma non dà il nome preciso del luogo. Dieci lebbrosi lo vedono e gli chiedono di guarirli.< Andate a presentarvi ai sacerdoti> “Iniziate il viaggio verso la guarigione…” e mentre sono in cammino, si accorgono di essere guariti. Che gioia, è finita l’angoscia, la solitudine,ma solo uno sente il bisogno di dire: < Grazie!> ed era un Samaritano, un “lontano”. Mi viene spontanea una domanda: <Ma noi ci rendiamo conto dei doni che riceviamo in continuazione o il nostro cuore è così preso dalle banalità che siamo incapaci di vedere il Bello e il Buono chi il Signore ci dona?
Quante occasioni sprecate! Ha ragione Jan Twardowski quando dice: “Affrettiamoci ad amare: le persone se ne vanno così in fretta!” Solo un poeta(che per sua natura è anche un profeta) poteva percepire questa verità. Il Signore è venuto, continua a venire per la nostra salvezza.Paolo in 2Tm2 ce lo ricorda:”Se moriamo con lui,con lui vivremo,se perseveriamo, con lui anche regneremo,se lo rinneghiamo anche lui ci rinnegherà,se siamo infedeli, lui rimane fedele perché non può rinnegare se stesso”.Quel “Kum” che dice ai lebbrosi è diretto anche noi. Mettiamoci in cammino, non è mai troppo presto! Santa domenica

(11 Ottobre 2015)Innanzi tutto un grazie al Signore per il dono del sacerdozio a Gianluigi Velletri. Tante,tante benedizioni e mi spiace di non farcela a essere presente. Il vangelo che la liturgia ci propone è il cap.11di Luca,vv 27-28.
Gesù sta parlando,non sembra che sia in una sinagoga, li ci va il sabato, probabilmente è in una piazza di un villaggio, luogo in cui sta a suo agio. Ricordo che, subito dopo la guerra,se c’era uno spettacolo, un documentario,
un concerto o altro,ci si riuniva in piazza e chi voleva si portava la sedia da casa. Ci si incontrava in un clima di gioiosa attesa. Così sarà stato ai tempi di Gesù . Tutti volevano ascoltare questo giovane rabbi che non solo dava gioia con la sua parola,ma ,se ce n’era bisogno, si chinava per aiutare, gratuitamente.
Mentre stava parlando,ecco che una voce di donna si alza forte dicendo: Ha messo in risalto due momenti di inaudita grandezza,unici e irripetibili che appartengono solo a madre e figlio. Gesù coglie quel grido pieno di meravigliosa tenerezza,ma lo completa:
È questa la gioia più grande:
non solo ascoltare la Parola,ma lasciare che agisca in noi e che si trasformi in gesti concreti, cioè fare la volontà di Dio come Maria.
“Maria è donna di poche parole perché afferrata dalla Parola.Ne ha vissuto la lancinante essenzialità da saper distinguere…il quadro d’autore nel cumulo delle contraffazioni”
( don Tonino Bello). Sempre implorando la pace,santa giornata

(10 Ottobre 2025)Il demonio sa fare bene il suo lavoro,lo fa con impegno e una delle sue prerogrative è il sapersi mimetizzare alla perfezione.La 1^ lettura è dal libro del profeta Gioele ed è un
invito forte alla conversione:

“Cingete il cilicio e piangete… giorno di nube e di caligine”. Dobbiamo vigilare soprattutto su noi stessi. Scrive il teologo P. Sequeri:”Non è della mia debolezza che .i compiaccio: è del facile affetto che nutro per essa”.In Lc 11,15-26 Gesù è molto chiaro: “Chi non è con me,è contro di me,e chi non è con me, disperde.” Essere con Gesù vuol dire portare al mondo il suo messaggio e di testimoniarlo con fatti concreti.San Giovanni XXIII, raccomanda:
< Cingetevi i fianchi della verità, recate sul petto la corazza della giustizia, calzate i piedi perché siano veloci alle conquiste del Vangelo di pace, Evangelium pacis…>. Ringraziando e lodando il Signore per l’inizio dei colloqui di pace in Terrasanta, continuiamo a pregare per la pace in Ucraina, in Congo e in altre zone ( troppe) di guerra. Buona festa di Sant’Onorato e buona fiera. Santa giornata

(9 Ottobre 2025)Gesù ci conosce bene,infatti subito dopo aver insegnato il Padre Nostro, ci dà alcune indicazioni preziose: bisogna perseverare nella preghiera, rendere salda la nostra relazione con Dio.Come sempre parte da esempi concreti,da fatti che ci troviamo a vivere nel quotidiano. Parla di amicizia
Se ci troviamo in una situazione difficile,delicata,viene naturale confidare in un amico.Ma Gesù va oltre:
“chiedete” perché vi sarà dato ciò di cui avete bisogno; “cercate”e solo dopo aver cercato “troverete;”( è futuro semplice,ma direi che è anche un futuro certo. Non c’è in grammatica,ma Gesù ci dice che è così).Solo dopo aver cercato: “troverete”;la nostra ansia non si placa se non quando Ti abbiamo trovato
( Sant’Agostino docet),quando Ti sentiremo vivo e presente al nostro fianco. Se ci chiedi di bussare è perché vuoi che veniamo a te in libertà,per appagare quel desiderio che è in noi e ci spinge a cercarTi. Dal vangeli di oggi nasce speranza:
“Se voi dunque,che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono”. Signore, aiutaci a realizzare la Pace! Santa giornata.

(8 Ottobre 2025)Il vangelo di oggi,Lc11,1-4, inizia con Gesù che sta pregando in un luogo appartato. La sua è una preghiera intensa,perché è in relazione con il Padre e questo lo assorbe completamente. Di sicuro è una esperienza che sarà capitata a tutti nella vita nel momento in cui una riflessione, uno studio ci assorbono a un punto tale da isolarci dalla realtà. Certamente i discepoli hanno visto che in quella preghiera c’era qualcosa di così straordinario che li ha spinti a chiedere a Gesù di insegnarglielo. Insegnare non è solo un trasmettere notizie,per questo basterebbe saper leggere,no, insegnare vuol dire trasmettere il segreto nascosto del sapere per imparare a vivere.Una delle mie nipoti venne da me una volta e mi chiese se ritenevo giusto che la prof proiettasse un power-point leggendo,senza mai spiegare con parole sue. Gesù non usa tecnologie,va dritto al cuore perché conosce il cuore degli uomini, è dentro la loro vita,ne condivide i problemi. Per questo ci insegna il Padre Nostro. Non ci rivolgiamo a un dio lontano,ma a un Padre. Per prima cosa gli chiediamo di insegnarci a santificare il suo nome,a fare la sua volontà e perciò a conoscerlo,a stare vicino a Lui. Gli chiediamo di non far mancare il pane quotidiano perché nessuno deve provare l’angoscia della fame. Ma c’è un’altra cosa che dobbiamo imparare: a perdonarci e a perdonare.Il perdono aiuta prima chi lo dà, poi il perdonato.
C’è un detto che dice:”perdonare è divino”, per questo dobbiamo pregare il Signore di insegnarcelo e,di sicuro,il Signore ci esaudirà.Papa Francesco ce lo ha ripetuto varie volte:” Il Signore non si stanca di perdonare” e,come dice il profeta Giona:
< So che tu sei un Dio misericordioso e pietoso,lento all’ira e grande nell’amore>.
Il Signore ci aspetta. Santa giornata

(7 ottobre 2025): Beata Vergine del Rosario.Anche il Vangelo, Lc10,38-42 narra di donne.
Gesù è ospite di Marta,ma è la sorella Maria che lo accoglie nel modo migliore.Mentre Marta si affanna perché non manchi nulla e che tutto sia perfetto,Maria si accoccola ai piedi di Gesù per ascoltarlo. Non vuole perdersi nulla dell’incontro,non uno sguardo, non una espressione,un sorriso,una pausa di silenzio. Tutto è prezioso, problemi e affanni quotidiani vengono messi in un angolo,per un po’ sono dimenticati. Questa sensazione possiamo provarla anche noi nel momento in cui ci immergiamo nella preghiera o subito dopo aver preso Gesù nell’ Eucarestia.
Gesù dice a Marta che Maria si è presa la parte migliore e che nessuno potrà mai togliergliela.
Questo breve racconto ci suggerisce quale deve essere lo stile dell’accoglienza sia della Parola che delle persone con cui veniamo a contatto. Tutte hanno in sé la scintilla di Dio e questo ci affratella.In Lc 10 viviamo la gioia dell’incontro che si ripete ogni volta come fosse la prima. Don Tonino Bello la chiama la gioia dei “cominciamenti”
Oggi nel recitare il Rosario soffermiamoci con più attenzione sui misteri per trarne la forza necessaria per affrontare le nostre povertà. Santa giornata sempre con un pensiero alla pace!

(5 Ottobre 2025)Il vangelo oggi è da Lc10,25-37. Un dottore della Legge per mettere Gesù alla prova gli pone una domanda:
Già il verbo”ereditare” andrebbe discusso. Ma a Gesù interessa altro,per cui inizia un racconto che a distanza di 2000 anni è ancora più che mai attuale perché il nodo della questione è:”chi è il mio prossimo”
“Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue…Per caso passava di lì un sacerdote…il quale non lo degna di alcuna attenzione,bada bene a non sporcarsi le mani,a non macchiare i suoi abiti. Anche un levita fa lo stesso.Proprio coloro che frequentano la Parola per portarla agli altri ,dimostrano di esserne lontani.” Invece un Samaritano… proprio quello che era considerato un peccatore,fa quello che vuole il Signore. E la scena muta completamente.Quell’uomo “vede,scende da cavallo, versa vino e olio sulle ferite, le fascia” non solo;ma lo carica sulla cavalcatura,lo porta al sicuro nella locanda,se ne cura fino in fondo.Solo dopo essersi assicurato di aver fatto il possibile,torna a curare i suoi affari.Ha dato testimonianza di cosa è la Carità,quella vera,che Cristo ci chiede. È dono puro,non fa conti, valutazioni, ama,cura,non chiede da dove vieni,cosa possiedi….Sei un fratello e hai bisogno di aiuto. Non c’è altro da sapere.
“Va’ e anche tu fa’ lo stesso”.
” Va’ e fa’ ” Due imperativi, e come tali risuonano nel nostro cuore. Sempre pregando per la pace,santa giornata.

(4 Ottobre 2025)XXVII domenica del T.O. stiamo andando verso un nuovo anno pastorale con passi svelti,dal mio punto di vista,un po’ troppo…Oggi il vangelo è da Lc 17,5-10.
“Signore accresci la nostra fede!” Questo desiderio dei discepoli ci colpisce. Ci fa capire che stando in compagnia del Maestro intuiscono che c’è ancora tanto da capire e che sono cose grandi.Anche la risposta di Gesù ci fa riflettere. Ma se ti stiamo seguendo non abbiamo già in noi fede? Quello che Gesù vuol farci capire che è la qualità della fede a contare e quella fede è così bella,grande che ne basta una quantità piccolissima: un granello di senape. È una fede vissuta nel quotidiano senza fare calcoli.Abbiamo gli esempi di santi che hanno risposto alla chiamata senza possedere altro che l’amore per Dio. I primi che mi vengono in mente sono San Giovanni Bosco e Santa Teresa di Calcutta. Sono partiti tra grandi immense difficoltà,dando tutto se stessi, servendo Dio “lavando i piedi” ai diseredati, senza mai fare calcoli senza presentare conti. A noi non viene chiesto tanto,ma quel poco che possiamo fare ,si. Possiamo iniziare da un sorriso,il resto verrà da sé. Quel “siamo servi inutili” non è rassegnazione,ma speranza di aver ben compreso il messaggio di Gesù e testimoniarlo.
” Quello che sono lo metto ai tuoi piedi. Indicami il sentiero da percorrere e tienimi nelle tue mani quando vacillerò.” Santa domenica

(3 Ottobre 2025)La chiamata alla salvezza è chiamata alla conversione. Le tentazioni sono molteplici, alcune molto attraenti,infatti lasciamo che cose, tutto sommato di poco conto, condizionino il nostro rapporto con il Signore. Nella 1^ lettura il profeta Baruc dice:”Al Signore Dio la giustizia e a noi il disonore sul volto… perché abbiamo peccato, abbiamo disobbedito… siamo stati ostinati a non ascoltare la sua voce”… Leggevo stamattina uno scritto di padre D.M. Turoldo: “il comando di “soggiogare la terra” va interpretato nel senso che tu la coltivi e la custodisca”.È quando ci allontaniamo da Lui che facciamo danni!
Quello che sta accadendo sotto i nostri occhi grida il dolore degli ultimi e ci fa unire all’invocazione del salmo 78: “Fino a quando, sarai adirato, Signore,per sempre?…
Presto ci venga incontro la tua misericordia “.
A noi credenti spetta il fare,ma soprattutto la preghiera.
Invochiamo misericordia anche per chi non sa farlo perché accecato da sogni di potere e di odio.”Chi disprezza voi disprezza me e chi disprezza me ,disprezza colui che mi ha mandato”( Lc10,16). Ha fatto bene il cardinale Pizzaballa (molto ammirato da mio nipote Paolo,che ha 11 anni) a dire che davanti a quanto sta accadendo( e non solo in Palestina) non si può restare neutrali. Il grido degli ultimi non può essere inascoltato. Che ognuno faccia ciò che è nelle sue possibilità:
“Beati gli operatori di pace”. Santa giornata

(2 Ottobre 2025)Uno dopo l’altro la Chiesa ci accompagna con il ricordo di chi ha già percorso le vie di questo mondo.Gli Arcangeli, Santa Teresina e oggi i Santi Angeli Custodi.Essi sono stati messi al nostro fianco per proteggerci. San Pio ne parlava spesso, spronandoci chiedere il loro aiuto.Gesù in Mt 18,1-.10: Gli angeli sono sempre a stretto contatto con il Signore che li usa come suoi messaggeri. La Bibbia è ricca di esempi e l’angelo custode è una presenza certa nella vita di ognuno di noi.
San Giovanni Crisostomo lo chiamava: l’angelo della pace; Erma,un padre della Chiesa,lo chiama :angelo della penitenza;Tertulliano,altro famoso padre della Chiesa, lo chiamava: angelo della preghiera.
Ricordo in quel bellissimo film
” La vita è meravigliosa” la figura di quel vecchio angelo che non riusciva a passare di categoria,ma si impegna a stare vicino al protagonista e lo salva. È molto bello accomunare i nonni agli angeli.Si,perché la funzione dei nonni è custodire i nipoti e trasmettere loro esperienze e tradizioni: essere guida.
Compito Importante che aiuta gli anziani a vivere la vecchiaia come un dono.Quando un nipote ti chiede di aiutarlo,gli acciacchi scompaiono, linfa nuova scorre nelle vene e fa tirar fuori capacità dimenticate, illuminate da un amore senza confini. Sempre pregando per la pace e che il.buon senso, la pietà prevalgono,santa giornata.

(01 Ottobre 2025) L’impegno che il Signore ci chiede è chiaro, non dà adito a fraintendimenti.
“Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. Non possiede nulla.

Questo contrasta con il nostro desiderio, con la nostra ansia di accumulare.
Umano,comprensibile,ma che ci fa allontanare dalla via maestra. Non ricordo chi lo ha detto,ma è verità: “Dobbiamo, prima di ogni cosa, innamorarci della Povertà.”
Solo se riusciremo a spogliarci di tutti questi “abiti mentali” che appesantiscono la nostra anima, potremo scorgere la Bellezza di Dio, capirla e goderne.Oggi ricordiamo Santa Teresa di Gesù Bambino, morta a 24 anni. Fece l’impossibile per entrare nel Carmelo pur avendo 14 anni, infatti volle venire a Roma per incontrare il papa. In questo viaggio visitò anche Napoli,perciò passò anche per Fondi e questo mi fa molto piacere.Mia nonna Teresa le era mio devota e ne conservava varie immaginette. Il suo libro:” Storia di un’anima” è testimonianza di ciò che sentiva nel suo giovane e appassionato cuore. Chiusa nel Carmelo ha spalancato orizzonti impensabili.
Santa Teresa di Gesù Bambino, dottore della Chiesa, prega per noi, per questa umanità impazzita, aiutaci a costruire la pace,la tua pace! Santa giornata

(30 Settembre 2025)Vi sono giorni in cui gli stimoli che vengono dalle letture della liturgia sono così tanti e forti che scegliere non è semplice.
Già l’antifona di oggi apre cuore e mente:”Beato l’uomo che medita la legge del Signore giorno e notte. Darà frutto a suo tempo”. Nulla si perde nell’economia del Creato, neanche un sospiro. In Lc9,51-56 Gesù si mette in cammino verso Gerusalemme e sa cosa accadrà Cosa vuol dire per noi
” metterci in cammino?” Intanto vuol dire avere una meta,un progetto di vita che ci porta a cercare. Ma cosa? La nostra felicità ,perché vogliamo star bene e ci aggrappiamo a tutto pur di esserlo.Mi è capitato di leggere un pensiero di Fabrizio Caramagna:” A volte percorriamo strade che il cuore non capisce e la mente non sa spiegare. Ma l’anima lo sa”.
A parte la reminiscenze di B. Pascal,la trovo vera, aderente al nostro vissuto.
La 1^ lettura e il vangelo di oggi hanno in comune questo andare dove il Signore ci chiama e noi non saremo sereni,felici finché , come dice Sant’Agostino:
“Ci hai fatto per te Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te”
( le Confessioni, mi pare il capitolo X). Anche il salmo 86 ci accompagna: “Sono in te tutte le mie sorgenti”. In tutti noi c’è l’ansia della ricerca di Dio. Bellissimo un pensiero che papa Francesco esoresse in un’assemblea dei vescovi:
“Non stanchiamoci di cercare il Signore, di lasciarci cercare da Lui… facciamo spazio alla sua presenza in noi”.
Per questo ci ha lasciato l’Eucarestia e diciamo un bel grazie a San Carlo Acutis per avercelo ricordato con vigore. Sempre pregando per la pace,quella vera che sia nei cuori di tutti,santa giornata 💚🌹

(29 Settembre 2025)Giornata importante! Celebriamo i SS Arcangeli Michele,Gabriele Raffaele. Sono i messaggeri di Dio e sono presenti nella nostra vita. Con il pensiero vado alla grotta di San Michele Arcangelo vicino San Giovanni Rotondo. È un ricordo vivissimo, intenso.Luogo molto amato da San Pio. Un pensiero va anche al nostro angelo custode che è tanto impegnato a seguirci e a proteggerci. Auguri a quanti portano questi bei nomi ricchi, densi di significato. Nulla è per caso nella nostra vita, dobbiamo solo imparare ad ascoltare la voce del Signore. Il vangelo è da Gv1,47-51. Siamo a Cana,pochi chilometri da Nazareth. Gesù ha appena chiamato Filippo che sotto ” il fico” incontra il suo amico Natanaele: . Natanaele…:…
< Vieni e vedi>
Filippo è sicuro: non si può incontrare Gesù e rimanere gli stessi. Il lavoro sarà su come lasciamo trasformarci da Lui. Gesù accoglie Natanaele. Appena lo scorge gli va incontro:< Ecco davvero un Israelita in cui non vi è falsità!>
E nasce un legame che resterà per sempre. Allo stupore di Natanaele perché Gesù lo ha visto sotto il fico( albero molto citato nelle scritture), Gesù aggiunge:
Poi gli disse:<In verità, in verità, ii vi dico: vedrete il cielo aperto w gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo.”( Gv1,49) Siamo stati creati per cose grandi! Lode a Dio! Sempre ,senza stancarci, invochiamo la pace! Santa giornata

(28 Settembre 2025)XXVI dom.del T.O. la liturgia ci invita a meditare quella bellissima parabola del povero di nome Lazzaro e di un uomo ricco che dava banchetti opulenti. C’è chi siede a una tavola imbandita,dove tutto è in abbondanza e chi sta sulla porta “bramoso di sfamarsi di quanto cadeva dalla tavola del ricco”. Chissà quante persone andavano e venivano,ma nessuno faceva caso a quel povero pieno di piaghe,di cui solo i cani,nella loro grande sensibilità si accorgevano.
Lazzaro morì e vennero gli angeli a prenderlo.”Gli esclusi dagli uomini,sono gli inclusi nel regno”(mons. U.D.D’Ambrosio)
Gesù ci ricorda che ciò che possediamo in realtà non è nostro,ma ci è affidato per condividerlo con chi ci è vicino,con chi ne ha bisogno. Nella parabola il povero ha un nome,è una persona viva,amata; il ricco è uno dei tanti che vive pensando ai suoi affari,che ha amici che la pensano come lui e ,una volta che è stato seppellito, viene dimenticato. Certo nessuno dirà riferendosi a lui:” Ho perso un amico!” Dobbiamo imparare l’arte della condivisione. Va di pari passo con l’imparare ad amare.A me ferisce sempre sentir dire: “Questa cosa non mi serve più, posso darla” e ancora di più mi ferisce che chi lo dice si sente a posto con la coscienza:
” Quanto sono brava! che vogliono di più?”
Forse perché ho avuto una madre che, anche se era in difficoltà ( subito dopo la guerra) aiutava chi poteva, condividendo ciò che aveva e lo ha fatto sempre). Stiamo attenti,vigiliamo su noi stessi. È su questo che saremo giudicati se siamo o no degni di entrare nel Regno.Certo confidiamo nella Misericordia di Dio,che non mancherà, ma non possiamo presentarci da Lui a mani vuote. Sempre pregando per la pace e sostenendo chi si sta adoperando perché si realizzi, santa domenica.

(27 Settembre 2025)Sono solo due i versetti che la liturgia ci dà oggi dà meditare. Il vangelo è da Lc 9,4e45. Ma sono due versetti molto forti. “Mentre tutti erano ammirati per le cose che faceva…” Gesù rivela ai discepoli che :”Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato…” e dovrà soffrire molto. I discepoli non capiscono,anzi sono sconcertati, intimoriti da quelle parole così lontane dalla realtà che stavano vivendo.Sia la 1^ che la 2^ lettura di oggi parlano di speranza,di gioia.Zaccaria 2:
“Rallegrati, esulta figlia di Sion, ecco io vengo ad abitare in mezzo a te” e in Geremia 31: “Chi ha disperso Israele lo raduna… cambierò il loro lutto in gioia… Ma Gesù ci dice:”bisogna passare per la Croce.” Spesso per arrivare alla
“domenica di Resurrezione” bisogna passare attraverso la sofferenza del “venerdì santo”.( FMA)Romano Battaglia, poeta,scrittore del secolo scorso,dice che la croce:”è il segno misterioso dell’umanità universale,il telaio su cui viene tessuta la nostra vita”. Oggi la Chiesa ricorda San Vincenzo de’Paoli che fece dei poveri,dei sofferenti il centro della sua vita perché in essi vedeva Cristo.Fondò anche le Suore di Carità di santa Giovanna Antida che hanno operato a Fondi nel secolo scorso sia nel campo educativo che nell’ospedale. Quanti ricordi!
San Vincenzo amava ripetere:
” Deus caritas est” e lo visse tutta la vita. Sempre pregando per la pace,santa giornata.

(26 Settembre 2025)Nella 1^lettura il Signore incoraggia il suo popolo. I tempi difficili limitano le risorse e il tempio, che si va ricostruendo, non è certo quello di Salomone.
< Coraggio…il mio spirito sarà con voi…>Quanto bisogno c’è di sentire che il Signore non ci abbandona, specie in momenti come questi, con il pericolo di una guerra inumana e disastrosa, mentre sono ancora vivi i ricordi e le angosce del recente passato! Inoltre vanno aggiunte quei conflitti sparsi qua e là.
” La guerra a pezzi” di cui ci parlava papa Francesco.
Nel salmo 42 il salmista rivolge al Signore la sua preghiera:
“Manda la tua luce e la tua verità// siano esse a guidarmi”.
Parole quanto mai appropriate alla situazione che andiamo vivendo.In Lc 9,18-22 Gesù che si è ritirato con i suoi discepoli in un luogo appartato per pregare, rivolge ai suoi due domande. La prima:< Le folle chi dicono che io sia?> e dopo aver ascoltato le risposte, si rivolge a loro:
Pietro rispose di getto:. È un momento solenne. Il Messia tanto atteso è lì con loro, vivono con lui. Vorrebbero gridarlo a tutti, ma Gesù ordina loro di tacere perché deve fare la volontà del Padre, che è la salvezza dell’uomo e passa per la Croce. Siamo stati creati per essere felici e per dare felicità. Quando accade il contrario tradiamo il Signore e noi stessi. La domanda che Gesù rivolge agli Apostoli è anche per ciascuno di noi. La risposta è nella nostra capacità di testimoniarlo con lo stile che lui ci indica. Santa giornata

(25 Settembre 2025)Le letture che la liturgia oggi ci offre, sono un invito a guardarci dentro per schierarci:
< Ma chi è Gesù per me?> Nella 1^, Ag1,1-8 il profeta Aggeo ( Esdra era morto) viene mandato dal Signore per ricordare che ognuno aveva pensato a ricostruire la propria casa,ma la comunità non aveva ancora ricostruito il tempio. Si partecipa a pellegrinaggi, feste,ma poi ciascuno per sé.
A parole siamo tutti pronti a schierarsi dalla parte della giustizia,ma avalliamo privilegi, ci chiudiamo nel nostro “nido” e lasciamo che tutto su aggiusti da solo.Il massimo è andare a messa la domenica e neanche tutte le domeniche. Questa indifferenza ferisce il cuore di Dio. Durante la sua vita terrena Gesù vive a immerso nell’umanità, ne condivideva la vita di ogni giorno ascoltando, curando, aiutando, guarendo. Quando insegnava usava parole legate alla realtà che aveva intorno. Parlava, di semi,di pane, di vino,di covoni,di sudore…Entrava nelle case di chi lo invitava ricevendone critiche acide, perdonando,rialzando. Ora stiamo vivendo in una società dove c’è tanta ansia,infatti si corre sempre; questo limita il tempo che possiamo dedicare alla nostra anima,perché , non dimentichiamoci che abbiamo un corpo ma anche uno spirito che non è meno esigente e va curato.Dedicarci ad esso è una cosa bella, ci arricchisce,ci rafforza. È un’abitudine che si va perdendo ,presi come siamo da mille piccole cose che sembrano importanti,ma servono solo a confonderci. Leggevo stamattina( era ancora buio) un pensiero di D. M. Turoldo: “Questo è un mondo senza misura e senza gloria,perché si è perso il dono e l’uso della contemplazione…Tempo del frastuono, tempo senza preghiera… il diluvio delle nostre parole soffoca l’appassionato suono della sua Parola”. Mettiamoci d’impegno e cambiamo strada. Santa giornata

(24/09/2025) Gustandoci la frescura della pioggia, auguriamoci una buona giornata.In Lc 9,1-6 Gesù convoca i Dodici per mandarli ad annunciare il Regno. Vanno a portare la lieta notizia,a guarire, a sostenere, a condividere la vita. Raccomanda loro di non portare nulla con sé, né bastone,né denaro. È l’Annuncio che riempie la Storia,ma anche le storie della gente comune come noi. L’annuncio è come un seme sparso senza parsimonia e dà molto frutto. ” Li mandò a guarire gli infermi,ma, prima ancora “ad annunciare il regno di Dio”. La Parola dà speranza, dà luce, porta il messaggio della Misericordia di Dio e la nostra società ne ha fortemente bisogno. Come facciamo a non farci sopraffare dal male,in particolare del “male di vivere” se non viviamo all’ombra della Parola? Il passo di Esdra ,1^ lettura, ci dà forza:”ci ha dato un po’ di sollievo nella nostra schiavitù ” in Tob 13:”Date gloria a lui davanti/ a ogni vivente…
e vi radunerà da tutte le nazioni “.
Ecco,abbiamo bisogno di radunarci ,di pregare insieme e farci forza l’un l’altro,ma soprattutto per non dimenticarci di essere figli amati. Santa giornata 💚

(23 Settembre 2025)La prima lettura è ancora da Esdra.Ritrovarsi insieme nella propria patria per poter ricominciare una vita nuova e farlo costruendo il tempio! È bello sentirsi a casa,al sicuro.
“Cosi immolarono la Pasqua”. “Andremo con gioia alla casa del Signore”(sal 121)È lì il nostro posto. In Lc 8,19-21 Gesù risponde in modo brusco a chi lo avvisa che ci sono la madre e i fratelli.< Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica>. Oggi la Chiesa ricorda San Pio di Pietrelcina,un santo che ha incarnato e tuttora incarna il cristiano che non solo ascolta,ma traduce in atti concreti la Parola. Sappiamo cosa è stato capace di fare e come la sua opera continui a dare frutti copiosi,belli,di misericordia e di carità. Lo ha fatto tra mille e mille difficoltà ,senza mai perdere di vista il fine ultimo che è partecipare alla gloria di Dio,cioè alla salvezza. Non è per nulla facile,anche se abbiamo a guidarci i Comandamenti.
La vita ci mette alla prova con pietre di inciampo di varie misure. A volte sembra che, malgrado le nostre precauzioni, l’olio della nostra lampada diminuisca drasticamente e facciamo una fatica enorme a tenere la barra del timone diritta.Le ombre ci circondano, ma se chiediamo,come in Isaia,quanto manca all’alba, ci rispondono che la notte sta finendo.Siamo nelle tue mani,Signore!
Dacci pace! Santa giornata e benvenuto Autunno!

(22 Settembre 2025)Buongiorno, merli e passeri si stanno sgolando per avvisare che sta arrivando il sole.
La1^lettura è da Esdra, protagonista insieme a Neemia del ritorno degli Ebrei da Babilonia. Il Signore si serve del grande Ciro e ne ispira l’editto:
“Chiunque di voi appartiene al suo popolo,il suo Dio sia con lui e salga a Gerusalemme, che è in Giuda,e costruisca il tempio del Signore”.( Esd1)
” Chiunque “, dunque tutti siano chiamati.
Paolo porterà l’annuncio a tutto il mondo e insieme agli altri discepoli, lotterà perché si realizzi il regno di Dio.In Lc 8,16-18 siamo chiamati a essere luce, non solo,ma anche credenti credibili , come soleva dire il santo giudice Rosario Livatino,di cui ieri abbiamo ricordato il martirio. Non è semplice,costa fatica e proprio quando il peso si sente di più, è allora che non dobbiamo scoraggiarci. Il Signore non si dimentica di noi,vuole solo che agiamo in piena libertà. Imparare a discernere, giorno per giorno “ne affida il messaggio” canta il bellissimo salmo 18.Oggi il salmo è il 125 ed è pieno di gioia:”Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion…
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso”. Israele poteva di nuovo cantare,le cetre potevano essere tolte dai rami dove erano state appese. Preghiamo per Israele e per la Palestina,per l’Ucraina,per tutte i luoghi dove c’è guerra,perché anche il dolore di un solo bambino,di una sola mamma è una ferita profonda nel cuore di Dio.❤️
Santa giornata

(21 Settembre 2025)XXV dom. T.O. Perché Gesù loda l’amministratore disonesto?Non è certamente un comportamento da approvare,ma ne loda la scaltrezza. L’uomo usa la sua carica per salvarsi,ma lo fa favorendo chi è in difficoltà per avere un rifugio all’occorrenza. “I figli di questo mondo sono più scaltri dei figli della luce”. Ci invita a tenere occhi aperti e orecchi tesi, condividendo la vita di chi sta intorno a noi. Ma è su un altro punto che dobbiamo soffermarci: sulla coerenza.
Se siamo credenti, i valori che Cristo Gesù ci insegna , devono essere il pane spirituale che nutre la nostra anima e ci sorreggono nella vita di ogni giorno. Immanuel Kant, nella Critica della Ragion Pratica( cito a braccio e non vorrei sbagliare) parla di ” imperativo categorico” ,il bene per bene,non può essere altrimenti.Per questo volle che sulla sua tomba fosse scritto:” il cielo stellato sopra di me,
la legge morale dentro di me”.
Se i valori fondanti sono radicati dentro di noi,allora capiamo che ” nessuno può servire due padroni”. Non possiamo servire il male specie usando il denaro:” buon servitore,ma pessimo padrone”. La verità ci fa liberi,ma anche la povertà,quella cantata da Francesco d’Assisi perché amata da Gesù.
Santa domenica pregando fortemente per chi ha in mano i destini del mondo.

(20/09/2025)Essere terreno buono!La Parola va accolta, meditata,fatta nostra per essere data a tutti. Verrebbe da pensare che il Seminatore non ami proprio mettersi a calcolare con precisione quanto seme gli occorra per avere un buon raccolto,ma non è così. L’agricoltore è uno che sa bene ciò che deve fare,sa leggere le nuvole, conosce i venti,la terra gli parla; sa accompagnare la crescita del seme. C’è sempre un tempo dalla semina al raccolto ed è tempo prezioso.
Forse quel seme che cade in luoghi improbabili, dove è difficile crescere, è seminare speranza.Fin da bambina mi ha fatto tenerezza veder nascere qualcosa tra le pietre dei muri,tra le rocce.Ho visto bocche di leone con i loro colori vivaci, capperi con i loro fiori stupendi oltre a erbe varie. Dobbiamo preparare bene il terreno perché la Parola attecchisca in noi e possiamo portarla agli altri.S. Paolo in 1Tm6 raccomanda:”Ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento”.Raccomandiamoci alla Madonna,che ci guidi lei. Sempre invocando la pace,santa giornata

(19/09/2025) Auguri a tutti coloro che portano il nome di Gennaro. Siamo tutti con il pensiero a Napoli.In 1TM 6,2-12 Paolo sente il bisogno di dare a Timoteo,suo figlio spirituale, dei consigli. Gli stanno molto.a cuore sia lui che la Chiesa che sta nascendo. Gli raccomanda di evitare discussioni oziose che provocano invidie,litigi malignità.” Ma tu,uomo di Dio, evita queste cose,tendi alla giustizia,alla pietà, alla carità, alla pazienza, alla mitezza”.Il nostro modello è Cristo.Il salmo 48 ci invita a non confidare nelle cose del mondo perché l’uomo “quando muore,infatti, con sé non porta nulla”. Papa Francesco ricordava spesso un proverbio che gli citava sua nonna:” Il sudario non ha tasche”.Nel cap. 8 del vangelo di Luca,vv 1-3, vengono citate alcune donne che seguivano Gesù. Maria Maddalena, Giovanna, moglie di Cuza amministratore di Erode, Susanna e molte altre che li servivano con i loro beni”. Quando le donne decidono di percorrere una strada,danno tutte se stesse. Penso che ciò sia dovuto al dono della maternità che è la capacità di dare tutto e di farlo con gioia. La gratuità, tanto cara a Gesù, è una caratteristica dell’amore materno. Quando una mamma dona, si sente appagata e se non è così vi sono guai seri.Gesù oltre ad amare, rispetta le donne. Ce lo dimostrano l’amicizia con le sorelle di Lszzaro,così diverse tra loro,ma tutte e due profondamente legate a Lui, la predilezione per la Maddalena,alla quale affida il suo messaggio dopo la Risurrezione, e,ancora l’emorroissa, l’adultera,la samaritana che aspetta al pozzo a mezzogiorno e tante altre ancora. Egli piange sulle donne di Gerusalemme e sta piangendo ancora. Su tutte si staglia la Madre,Maria,
l’amata che con il suo SI ha cambiato la storia. Sempre invocando la pace,buona giornata

(18 Settembre 2025)Stamattina, alle 5.30 c’era un cielo stupendo. Luna,pianeti e stelle sembravano vestiti a festa.Pagina forte quella che Lc7,36-50 ci fa meditare. Gesù è invitato a pranzo da Simone il fariseo. Senza dubbio uno ricco che contava nella comunità.Luca racconta:”Egli entrò nella casa e si mise a tavola”. Tutto è tranquillo,
” ma una donna,una peccatrice di quella città, saputo che era nella casa del fariseo,portò un vaso di profumo;stando dietro,presso i piedi di lui, piangendo cominciò a bagnarli di lacrime,poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.” Descrizione molto accurata dell’avvenimento che sconvolge il padrone di casa:< Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca…!> Con grande pazienza Gesù si volge a Simone e gli racconta quanto è grande l’amore di Di, che il perdono è per tutti,specie per chi ha molto peccato. Come ci diceva papa Francesco:
< Dobbiamo solo chiederlo>
Il limite è la nostra fede. Alla donna Gesù dà parole d’affetto,di speranza:< Va’,la tua fede ti ha salvata; va in pace!> Ecco Signore, anche noi ti chiediamo pace! Santa giornata!

(17 Settembre 2025)Il passo del vangelo che la liturgia oggi ci propone è Lc7,31-35.Ci induce a riflettere sul nostro comportamento,se siamo anche noi tra coloro che cantiamo con il salmo 110:” Egli dà il cibo a chi lo teme,//si ricorda della sua alleanza” o facciamo parte di quelli cui non sta bene mai nulla? “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto”.( Lc7)
Queste persone mi mettono tristezza perché si perdono tanti momenti belli,quelli che ci fanno vedere il Signore in piccoli gesti,in persone apparentemente insignificanti,in un fiore di campo che ,come scrive Attilio Bertolucci,” fa sorridere un prato”. Cerchiamo di vivere nel mondo come protagonisti,non da spettatori.
” Fate della vostra vita un capolavoro” Lo hanno affermato sia S. Giovanni Paolo II che papa Francesco.In tutta la vita dobbiamo imparare a “vedere”, ad ascoltare chi ci è vicino perché tanti sono i tesori nascosti.
È un esercizio impegnativo,ma quanta bellezza c’è in un gesto affettuoso, specie se arriva in un momento in cui siamo fragili! Un paio di giorni fa ho ricevuto la visita inaspettata di una cara amica. Erano più o meno le 4.00 del pomeriggio. Ci siamo prese un caffè.Io non avevo, stranamente, nessun dolcetto( non mi piace offrire quelli comprati, mi sembra una scortesia) e abbiamo chiacchierato, scambiato notizie. È un incontro che ha vivacizzato il mio pomeriggio,mi ha dato forza,serenità. Piccole cose? Dipende da come le guardiamo. Chiediamo al Signore quella ” Sapienza riconosciuta da tutti i suoi figli”( Lc7 35).
Sempre implorando la pace,santa giornata

(16 Settembre 2025)Quando mi sono alzata era buio. In cielo,verso est( la mia cucina è esposta ad est) alta nel cielo uno specchietto di luna accompagnata da Giove, brillava festosa. Sembrava la luna degli innamorati di Peynet.Le letture si aprono con la 1^ lettera a Timoteo. Paolo disegna la figura del vescovo e del diacono. Devono essere uomini di provata fede onesti,capaci di guidare prima di una comunità, la propria famiglia.
Nel vangelo Lc7,11-17 Gesù giunge nel villaggio di Nain e prima ancora di entrare incontra un corteo funebre. Stanno seppellendo un ragazzo,unico figlio di una vedova. Gesù, di fronte al dolore della donna si commuove profondamente. Non solo quella donna ha perso il marito,ma sta sepplendo l’unico figlio. La sua solitudine è abissale.In un epoca in cui le donne venivano considerate inferiori,Gesù ne ha stima e con alcune intesse un’amicizia profonda.Maria e Marta,la Maddalena e poi l’adultera,la samaritana… Alcune lo seguono e non solo lo ascoltano,ma servono la piccola comunità.Prima fra tutte la sua Mamma.Gesù che sa leggere nei cuori,legge con attenzione il cuore delle donne e ne comprende de il valore. A questa madre affranta perché nessun dolore è maggiore di quello per la perdita di un figlio, dice:< Non piangere!> e subito dice al ragazzo:
e lo riconsegna a sua madre. C’era una folla numerosa che si mise a lodare il Signore.”Dio ha visitato il suo popolo!”Anche noi vogliamo lodare il Signore e pregarlo di entrare nel cuore chiuso di chi crede di risolvere i problemi con le armi. Santa giornata

(15 Settembre 2025)La giornata è per me molto importante. Il primo pensiero va a mia madre che avrebbe compiuto gli anni e a casa mia si faceva sempre una gran festa. Oggi però inizia la scuola e i nipoti sono in ansia perché i tre di mia figlia Chiara iniziano percorsi nuovi. La maggiore ha superato il biennio ed è preoccupatissima, gli altri due, una inizia le superiori e l’ultimo la media.Andrà tutto bene,ne sono certa. La loro ansia mi commuove.La Chiesa ricorda Maria Addolorata. Ieri abbiamo celebrato l’Esaltazione della Croce. Maria, presenza silenziosa e costante, accompagna il Figlio servendo tutti. Non lo lascia mai,soprattutto lungo il Calvario, restando sotto la croce e Gesù proprio dalla Croce le affida tutta l’umanità.
A me colpisce sempre la frase che riguarda Giovanni:” e da quell’ora il discepolo la prese con sé ” Ho letto che la traduzione fedele sarebbe:
“L’accolse nella sua vita,nella sua intimità,tra i suoi beni”. Era sua madre ed è anche la nostra. Ce lo testimoniano i Santuari Mariani che importanti o meno sono sempre affollati. Nel nostro territorio ne abbiamo tre: la Civita, il Colle a Lenola e la Madonna del Cielo a Santa Maria in Piazza a Fondi. Oggi durante la messa si recita lo Stabat Mater:
” Stabat Mater lacrimosa iuxta crucem lacrimosa,dum pendebat Filium”…C’è in questi versi una sacralità che li rende maestosi.
Raccontano il dolore profondo del Figlio,quello della Madre che con il suo Si ha accettato il disegno di Dio e quello dei fratelli che sono rappresentati dalla Maddalena, da Maria di Cleopa e da Giovanni.
Desidero chiudere con un pensiero di don Tonino Bello:
“Madre dolcissima, tu che hai sperimentato, come Cristo sulla Croce, il silenzio di Dio,non ti allontanare dal nostro fianco nell’ora della prova…”
Sempre pregando a gran voce per la pace, santa giornata.

(14 Settembre 2025)Oggi la Chiesa celebra L’esaltazione della Croce, una festa condivisa con i fratelli orientali che la considerano una seconda Pasqua.In Nm 21 Il popolo di Israele si ribella a Dio e a Mosè per le condizioni di vita. Il Signore li punisce con “serpenti brucianti”,ma li perdonerà quando si renderanno conto del loro peccato.Il Signore ci ha creati per partecipare alla sua gloria,il male non può e non deve vincere.Dio ci dona la salvezza e lo fa attraverso la Croce.Lo scandalo,la follia,la sofferenza sono strumento di salvezza. Sono la testimonianza dell’amore di Dio.”Noi non siamo cristiani perché amiamo Dio.Siamo cristiani perché crediamo che Dio ci ama.” (L.Xardel). Quando lo dimentichiamo diventiamo vulnerabili e più esposti al male.
Siamo chiamati ad amare,ma nella prospettiva di Gesù cioè sfamando, dissetando, portando sollievo e aiuto,lottando per la giustizia e per la verità.Bellissima quella preghiera di ringraziamento a Cristo Gesù quando,riconoscendolo come Salvatore, gli diciamo “perché con la tua santa Croce hai redento il mondo”. Santa domenica

(13 Settembre 2025)S. Paolo in 1Tm1 rende grazie al Signore per la sua conversione. Sente che la bellezza della Misericordia che ha ricevuto non può essere fine a se stessa,ma va testimoniata facendosi discepolo, portando al mondo la Buona Notizia e sappiamo che fu infaticabile, diede tutto se stesso combattendo una ” buona battaglia”.In Lc 6 Gesù raccomanda di essere autentici,di costruire sulla roccia,con fondamenta solide. Solo così la casa non sarà travolta da piene. Sappiamo tutti che di “piene” la nostra vita ne ha fronteggiato molte e che molte ne verranno, possiamo affrontarle solo con l’aiuto di Dio che non ce lo farà mancare .
” Chi viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica”… Non basta ascoltare, ma bisogna mettere in pratica, realizzare la Parola. Non lasciamoci incantare dalla superficialità, dal luccichio, non ci daranno mai quella gioia che desideriamo.
San Piergiorgio e San Carlo ci hanno insegnato che il bene , l’attenzione agli “invisibili” è una cosa grande e gradita al Signore.Hanno saputo trarre dal “buon tesoro” del loro cuore il Bene che ha prodotto altro bene e altro ancora .Non lasciamoci scoraggiare dai nostri limiti, il Signore sa come superarli. Noi intanto cominciamo a rimboccarci le maniche. Santa giornata e non dimentichiamoci di pregare per la pace!

(12 Settembre 2025)Auguri a tutte le Marie che festeggiano il loro onomastico. Nella liturgia della Parola di oggi la parola chiave è:
Misericordia. In 1Tm1 Paolo rende grazia al Signore che lo ha scelto per annunciare la Buona Notizia:
“mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me,che prima ero un bestemmiatore,un persecutore, un violento…e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù”.In Rm 5,8 dirà:”Là dove è abbondato il peccato, sovrabbonda la grazia”.È un concetto molto caro anche a S. Agostino.In Lc6, Gesù ci invita a fare pulizia dentro di noi,ci richiama all’umiltà, virtù capace di aprire il cuore, certi della misericordia di Dio. Se non ci rendiamo conto di quali sono le nostre debolezze, non possiamo avere una vita radicata nel vangelo.Non è giudicando, imponendo il nostro punto di vista che aiutiamo un fratello, ma con gesti,azioni,con una presenza continua, amorevole e silenziosa.Il nostro modello è Maria,la Vergine Santa vissuta all’ombra del Figlio,servendo tutti.A lei diciamo con don Tonino Bello:” Aiutaci a mettere Gesù al centro della nostra vita”. Santa giornata

(11 Settembre 2025)Stamattina mi sono persa in varie cose,ma finalmente posso dedicarmi a voi.
In uno scenario come quello che stiamo vivendo, la liturgia del giorno viene a darci forza, speranza,luce.
In Col 3 S. Paolo al vv 12 ci chiama:”scelti da Dio,santi, amati”,ci invita a rivestirci di mansuetudine e di magnanimità,(termini poco pensati e usati);
“sopportatevi e
perdonatevi come “il Signore vi ha perdonati”. Quanti pensieri salgono alla mente!Il primo è che tutti abbiamo bisogno di convertirci,di guardare a Cristo come stella polare che indica il punto fermo cui dobbiamo tendere.Si tratta di avere il coraggio di realizzare I nostri sogni anche quelli utopici tanto cari a don Tonino Bello. Il vangelo,Lc 6,27-38, è strettamente collegato con la 1^ lett. È chiaro che Paolo conosceva bene l’episodio e Luca, se ne parla,vuol dire che lo ritiene molto importante per la comunità. Gesù ci invita ad amare senza porre confini, a
fare il bene senza pensare a quanto potremmo ricavarne.È una cosa avvilente sentire che se uno ti fa un piacere DEVI ricambiare. Impoverisce tutto il bene fatto. Finché siamo al mondo ci troveremo a fronteggiare il male.È un errore cercare di distruggerlo con la forza. Di esempi ne abbiamo tanti,troppi, la tentazione però persiste. Gesù ci dice che verremo ripagati con “una misura traboccante” che ” ci sarà versata in grembo”. Suggestiva questa immagine del grembo,luogo che accoglie la vita, ora accoglie il Bene che è necessario alla vita stessa. Stiamo attraversando un periodo buio. Abbiamo bisogno di guide autorevoli esperte in amore e, parafrasando S. Paolo:”Che la parola di Cristo abiti fra noi ,che la pace di Cristo regni nei nostri cuori”. Santa giornata

(10 Settembre 2025)I primi dieci giorni di settembre sono volati. Una cara amica è solita dire a proposito dello scorrere veloce del tempo:< Ma questo orologio ha il Padre in galera!> Ognuno può trovare la spiegazione che più gli aggrada!
Il vangelo è di Luca,cap 6 20-36: le Beatitudini! Anche Matteo le riporta in modo più o meno simile,ma Luca aggiunge anche quel:” Guai a voi che siete sazi… guai a voi che ora ridete,guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi…” e un brivido ci sale dal cuore! Le Beatitudini esprimono ciò che Gesù ritiene importante per la nostra salvezza. Vuole che guardiamo al mondo con occhio distaccato perché siamo stati creati per il cielo. Esalta gli umili gli affamati,gli assetati, coloro che hanno fame e sete di giustizia. Dice San Bernardo di Chiaravalle: “Che cosa ha trovato Gesù nella povertà per amarla tanto e preferirà alla ricchezza? O sbaglia Gesù Cristo o sbaglia il mondo.” Paolo in 1Cor1,27 ci dice:”Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti e ciò che nel mondo è debole per confondere i forti”.Credere nelle Beatitudini e cercare di realizzarle nella quotidianità è un atto di fede che dà luce al cammino. Sempre pregando per la pace e con il cuore rivolto a chi soffre, santa giornata 💚

(9 Settembre 2025)Accogliere Cristo nella nostra vita ci cambia. Paolo non solo ci invita ad accoglierlo,ma di trasformare la nostra esistenza in funzione di Lui e di sovrabbondare nel rendimento di grazie, restando saldi nella fede, senza farsi ingannare dalle lusinghe del mondo.Nel salmo 144 cantiamo:”Ti voglio benedire ogni giorno/ lodare il tuo nome in eterno e per sempre”.
In Lc 6 si narra che di notte Gesù salì sul monte e pregò per tutta la notte. Sul far del giorno chiamò i discepoli e ne scelse 12 che chiamò Apostoli. Non erano notabili,era gente con i piedi per terra,abituati a lavorare e fra essi anche chi lo avrebbe tradito.
Stava edificando la Chiesa! Luca ci dice che si fermò in un luogo pianeggiante, perché la folla potesse avere lo spazio necessario. Venivano da tanti luoghi, da Gerusalemme a Tiro e Sidone e lui guariva tutti.
” Tutta la folla cercava di toccarlo,perché da lui usciva una forza che guariva tutti”. Con la speranza che guarisca chi soffre e che la ragione, illuminata dalla sapienza comprenda l’orrore delle guerre,santa giornata

(8 Settembre 2025) Oggi la Chiesa celebra “La nascita di Maria”. È una festa molto particolare.La lettura della genealogia di Gesù in Mt1, non è solo un lungo elenco di nomi, ma è soprattutto la testimonianza di come il Signore abbia preparato la sua venuta tra noi.Maria ne è parte fondamentale insieme a Giuseppe,uomo giusto,che vive del proprio lavoro,che parla con Dio solo nei sogni,ma che crede anche fortemente,infatti promette di proteggere Madre e Figlio tutta la vita e mantiene la promessa.” A lui sarà dato il nome di Emmanuele,che significa Dio con noi.”(Mt 1,23) È Dio che scende nell’umanità, che ne condivide la quotidianità, che per amore accetterà l’umiliazione della Croce. Mi piace pensare a Gesù nella sua infanzia,con i suoi amichetti, mentre faceva anche qualche servizio alla madre o aiutava Giuseppe. Chissà se amava ascoltare gli anziani raccontare storie,aneddoti… !Al suo fianco sempre Maria e Giuseppe e, quando questi andò in cielo,rimase solo lei, presenza costante,vigile, che parlava con lo sguardo, aiutando, sorridendo, accogliendo.Il suo era un silenzio che raccontava molte cose,che toccava l’anima. Dopo il Magnificat e Cana i vangeli non riportano altro. Con don Tonino Bello diciamo:”Santa Maria, donna accogliente, aiutaci a cogliere la Parola nell’intimo del cuore:a capire,cioè, come hai saputo fare tu, le irruzioni di Dio nella nostra vita”. Sempre invocando la pace,segno vivo della presenza di Cristo, santa giornata.

(7 Settembre 2025)Dovrò fare un grande sforzo per contenere i pensieri che salgono alla mente in questa domenica così straordinaria.
Innanzi tutto diamo gloria al Signore! Due giovani saranno proclamati santi! Frassati ha accompagnato le generazioni del secolo scorso(e perciò anche la mia) mentre tuonavano i cannoni di due guerre mondiali. Non c’era famiglia che non piangesse qualcuno.È stato maestro di speranza,di fermezza nella fede,nella carità.
Carlo Acutis non ha sprecato nemmeno un istante della sua giovanissima esistenza. Ha sentito subito Dio nella sua vita e lo ha portato al mondo. Straordinario! Quando si ascolta il Signore avvengono cose meravigliose!
In Sap 9:”Chi avrebbe conosciuto il tuo volere se tu non gli avessi dato la sapienza?”
Commovente la lettera che Paolo scrive a Filemone nel rimandargli Onesimo.Paolo è in catene e Onesimo gli sarebbe stato di grande conforto oltre che di aiuto; ma non vuole che Filemone sia indotto,quasi costretto a fare il bene,il quale deve nascere come un dono perché è questa la sua natura. Ultima raccomandazione che Paolo fa è che Filemone lo tratti come un fratello,non come uno schiavo:
“accoglilo come me stesso”. Nel vangelo,Lc 14, Gesù traccia l’identikit del suo discepolo.
Per essere tale,il discepolo deve “amarlo sopra ogni cosa”( il vecchio catechismo usava queste parole) ,ma deve amare anche la propria croce e seguirlo con essa.In una preghiera e durante la Via Crucis diciamo a Cristo che è
” con la tua croce hai redento il mondo” e perciò anche noi,sempre invocando la pace santa domenica

(6 Settembre 2025)Paolo in Col1 ci raccomanda dipresentarci “santi,immacolati e irreprensibili davanti a lui…fermi nella fede,irremovibili nella speranza”.
Siamo portatori di gioia e di speranza,infatti il salmo 53 canta:”Il Signore sostiene la mia vita”. Come sempre dalle letture ci viene un aiuto per affrontare la nostra realtà. Il vangelo è da Lc 6,1-5. Solo cinque versetti che illuminano la nostra giornata. Era sabato e i discepoli raccolgono nei campi delle spighe di grano per mangiarne i chicchi. “Alcuni farisei dissero:
< Perché fate di sabato quello che non vi è lecito?> È vero che era sabato, ma era altrettanto vero che non avevano altro da mangiare e nutrirsi è fondamentale per la salute. Prima di ogni cosa c’è l’uomo. La legge viene scritta per salvaguardare l’ordine sociale, per migliorare la vita ma,come dice Gesù nel passo di Luca:
“Il Figlio dell’uomo è Signore del sabato”. Dio ha posto l’uomo al centro del Creato.Questo dà all’uomo la responsabilità nel custodirlo.Papa Francesco ci ha lasciato la “Laudato Si’. Con il.passo di oggi siamo chiamati all’autenticità. Se i riti, anche i più perfetti,non riescono a scavare nei cuori,a trasmettere il desiderio di conoscere Dio, di unirsi a Lui in preghiera,allora resta qualcosa che sta lì come una cosa bella,ma che non ci appartiene.La salvezza passa per il servizio ai fratelli,a coloro che ci passano vicini perché dietro ogni viso c’è una persona e ogni una persona è un mondo.Dice don Tonino Bello: “Chiediamo.al Signore il fuoco della festa.Per incendiare il mondo con le vampe della profezia e incenerire gli schemi della sua logica antica”. Santa giornata sempre invocando la pace.

(5 Settembre 2025)Nelle letture che la liturgia di oggi ci propone,è forte l’invito alla gioia.Paolo in Col 1 dice:”È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui tutta la pienezza e che per mezzo di lui e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose,avendo pacificato con il sangue della sua croce…”
Che grande insegnamento quella Croce che si staglia sul Golgota e che ci abbraccia tutti.I nostri dolori sono tutti li,li abbiamo affidati alla Madonna,la nostra mediatrice. Intanto facciamo festa finché lo sposo è con noi. Verrà il tempo del digiuno! Oggi la Chiesa ricorda Santa Teresa di Calcutta,una piccola donna che partì giovanissima da un paesino macedone e fece cose stupende in India e nel mondo, connotando fortemente il secolo scorso. È vero che seppe cogliere la chiamata del Signore,ma è altrettanto vero che Dio la volle fortemente perché fosse la sua mano sulla terra,fosse, come ella stessa amava definirsi,
” matita di Dio”, docile strumento del Signore.Il discorso fatto a Stoccolma in occasione del Nobel è una pietra miliare. La Chiesa ha risposto con Giovanni Paolo II e Francesco che hanno accompagnato e benedetto la sua opera. Santa Teresa di Calcutta si accompagnava con la preghiera. Era il suo filo diretto con il Signore e chiunque andava da lei era accompagnato nella cappella a pregare davanti a Cristo in croce A fianco alla croce la scritta “I am thirsty”(ho sete).
Cosa posso fare io per dissetare Gesù? Poco, molto poco,ma quel poco devo farlo. Come ripeteva Madre Teresa:”Non parlo la loro lingua,ma posso sorridere”.
Santa giornata,sempre invocando la pace. Abbiamo tutti sete di pace,specie chi non la cerca.

(4 Settembre 2025)Lc5,1-11,Luca ci racconta di come l’incontro con Gesù ci cambi. È una giornata come tante,altre volte i pescatori sono tornati con le reti vuote dopo aver faticato molto.Ma la presenza del giovane Rabbi cambia tutto.Pietro e i suoi stanno lavando le reti sulla riva del mare di Galilea. Gesù arriva circondato da una grande folla,chiede a Pietro di salire su una barca e di spostarsi un po’in modo che la folla possa vedere e ascoltare meglio. Dopo aver parlato alla gente Gesù chiede a Pietro di riprendere il largo…
È giorno fatto e si sa che non è il.momento migliore per pescare,inoltre sono stanchi e provati. Quello di Pietro e dei suoi è un atto di fiducia piena. “Sulla tua parola…”Ci vuole coraggio a uscire da se stessi, dalle proprie piccole certezze per entrare in un mondo dove fare la volontà di Dio è priorità. Da credenti sappiamo che Dio non ci delude,che va sempre oltre i nostri orizzonti limitati,finiti,per farci passare per sentieri nuovi e perché la luce abiti in noi.Allora saremo anche noi pieni di stupore, di meraviglia e di gioia contagiosa.
Sempre Invocando la pace,santa giornata!💚

(3 Settembre 2025)Dopo aver insegnato nella sinagoga Gesù fu accompagnato da Pietro nella casa di sua suocera.Pietro era di Betsaida,ma per lavoro si fermava a Cafarnao. Una casa umile,in cui non mancava ciò che era indispensabile,ma nulla di più. Ma con la presenza di Gesù quelle mura si illuminano e fanno luce a tutti. La suocera di Pietro è a letto in preda a una grande febbre,il suo corpo soffriva ed ecco che Gesù si china su di lei,ne condivide la sofferenza e la guarisce. Subito la donna si alzò e prese a servirli.A questo punto il pensiero va a tutte quelle donne che seguivano Gesù servendo lui e gli apostoli; compagne di viaggio silenziose e preziose. “Al calar del sole,tutti quelli che avevano infermi,li condussero da lui. Ed egli,imponendo su ciascuno le mani,li guariva…” Uno per uno e quelle guarigioni si riversavano anche sulla famiglia perché il malato soffre,ma chi gli sta vicino soffre e non poco! Il dolore ha un mondo suo,ma di cui tutti facciamo parte.
“Sul far del giorno (Gesù) uscì e si recò in un luogo deserto”.Dopo tanto chinarsi sul dolore e dopo aver profuso speranza Gesù ha bisogno di stare in solitudine,cerca un luogo deserto che gli consenta di unirsi in preghiera con il Padre per poi iniziare a portare l’annuncio ad altri. ” Per questo sono stato mandato ” Anche noi siamo mandati a testimoniare l’amore del Padre.Signore,fa che io non dimentichi il fine della mia esistenza, che è quello di testimoniare Te attraverso il servizio ai fratelli,avendo come guida le Beatitudini. Dona a noi la pace! Santa giornata

(2 Settembre 2025)Buon settembre. 1Ts 5:”Ma voi,fratelli, non siete nelle tenebre” perché il Signore ci ha chiamati a condividere la sua gloria. Le parole che Paolo rivolge alla comunità di Tessalonica sono rivolte anche a noi,ci confortano,ci fanno sentire parte della Chiesa. “Sia che vegliamo,sia che dormiamo, viviamo con lui.”
La consapevolezza di essere amati ci dà la forza per affrontare problemi,inciampi,incomprensioni, ingiustizie. Recita il salmo 26:”Una cosa sola ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita”.Il vangelo di questo martedì prosegue da quello di ieri,infatti è sempre da Lc4 ma i versetti vanno dal 31 al 37. Gesù è in Galilea e scende a Cafarnao. Come sempre, di sabato va in sinagoga per insegnare. I resti sparsi intorno ci raccontano che era una sinagoga importante, maestosa. Cafarnao era un centro molto vivace, frequentato da gente di vari paesi; vi si fermavano molte carovane.
Vi sono anche I resti di quelle macine da mulino di cui parla Gesù. Non nascondo di aver provato un brivido vedendole perché ho realizzato il peso di quanto Cristo diceva.Proprio in quella sinagoga Gesù guarisce un uomo posseduto da un demonio molto potente che lo riconosce:
< Io so chi tu sei:il santo di Dio!> Il male,oltre che a mascherarsi, sa difendere molto bene il suo territorio,forse proprio per questo nel Padre Nostro ci fa chiedere di liberarci dal male. Senza il suo aiuto il male vince.La sua Parola è lampada per i nostri passi. Per questo la Scrittura è sempre attuale e parla al cuore dell’uomo. Gesù stesso parlava con una forza diversa,la gente ne era stupita, affascinata:”Che parola è mai questa!”
“Maria,fa’ che il vangelo diventi la norma ispiratrice di ogni scelta quotidiana… Rendici capaci di obbedienze gaudiose “( don Tonino Bello)
Sempre insistendo per la pace,santa giornata

(01 Settembre 2025)1Ts 4:” Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto… verremo rapiti…per andare incontro al Signore in alto.” Salire, andare verso l’alto,è a questo che siamo chiamati e accompagnati nel cammino. Presi da mille distrazioni,non sempre ne siamo consapevoli e ci dimentichiamo ciò che canta il salmo 95(96):
“In mezzo alle genti narriamo la sua gloria”; la gloria di Dio si narra facendo la sua volontà, confidando in Lui che
” giudicherà il mondo con giustizia e nella fedeltà i popoli.”
I salmi con la loro poesia, continuano a ricordarci che il Signore è giusto e fedele. Scrive D. M. Turoldo in “Lungo i fiumi” nella introduzione al salmo di oggi:
“Unirci al canto, per poi lasciare che la stessa preghiera trabocchi nel silenzio…”, un silenzio in cui risuona l’armonia del Creato che canta il suo Signore. L’età avanzata permette di percepire meglio queste sensazioni;è un dono grande. In Lc 4 Gesù torna a Nazareth e come al solito,di sabato, va in sinagoga.L’eco di ciò che ha fatto a Cafarnao lo ha preceduto. Gli danno da leggere il rotolo del profeta Isaia: “Lo spirito del Signore è su di me…mi ha mandato a dare il lieto annuncio…”: la liberazione degli oppressi(e quanta sono le catene che ci stringono!), la vista ai ciechi (apri Signore i nostri occhi,guarisci le nostre cecità, aiutaci a “vedere” non solo a guardare), a vivere questo anno santo con gioia perché la speranza non delude proprio perché è la tua speranza che, nella tua grande misericordia, riversi in noi. Non deluderci,allora è rendici capaci di gesti concreti di pace. Santa giornata.

(31 Agosto 2025)In questa 22^domenica del TO al centro della liturgia della Parola c’è l’umiltà,virtù difficile da praticare.Come modello abbiamo Gesù che la esercita per amore: “umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di Croce”
( Fil 2,8). E l’umiltà è anche quella virtù che fece dire a Maria:< Sono la serva del Signore, si faccia di me secondo la sua parola”.La 1^ lett.è dal Siracide:”Quanto più sei grande,tanto più sei umile;” e più avanti:” ai miti Dio rivela i suoi segreti”. Ed è così!Proprio dagli umili che credono e si affidano al Signore senza condizione, traspare una luce speciale e il Signore fa cose straordinarie attraverso loro!
Il salmo 67 canta:”I giusti si rallegrano/ cantano davanti a Dio…Signore è il suo nome.” In Lc14 Gesù è invitato a pranzo da uno dei capi dei farisei.( lessi anni fa una scritto di E. Ronchi: Le case di Gesù) Egli viveva immerso nell’umanità. Mentre era lì osservò come molti cercavano di mettersi ai primi posti.Molto umano questo cercare di essere riconosciuti e osannati,ma a Gesù non piace e lo dice apertamente. Non sei tu che devi metterti ai primi posti,se sei grande,la tua grandezza risulterà di più se sarai umile. Ma i versetti più importanti sono quelli finali dove Gesù dice che se uno decide di offrire un banchetto, gli ospiti d’onore saranno non i notabili,i famosi,ma i prediletti dal Signore, cioè
” i poveri, storpi, zoppi,ciechi e Sarai beato perché non hanno da ricambiarti”. Solo per amore.
Santa domenica

(30 Agosto 2025)Paolo è contento della comunità di Tessalonica.Il legame che ha con loro è forte:
“Avete imparato da Dio ad amarvi gli uni gli altri”
.Quell’ “avete imparato” prende vita,ci dice che l’amore si impara,che perciò deve essere insegnato e il primo luogo di questa scuola così importante per il nostro ben-essere è la famiglia;infatti lo si impara già nel grembo materno.Ai macedoni Paolo chiede di perfezionare la loro vita amando ancora di più, con un amore che viene nutrito da gesti quotidiani che hanno una luce speciale perché alimentati da un amore che è specchio di quello trinitario.
Paolo parla di un amore che nasca dal lavoro delle ” vostre mani”.Alla mia generazione si insegnava ad avere sempre un lavoro tra le mani. Ricordo mia nonna Grazia che,dopo aver aiutato la figlia al mercato e dopo aver “spicciato”, si sedeva sulla mezza sedia a fare la calza. Il salmo 97 ci invita a cantare le meraviglie di Dio,dal firmamento al mare,al mondo meraviglioso degli animali, fino all’uomo creato a sua immagine. In Mt 25 Gesù racconta la parabola dei talenti. È talmente prezioso il dono della vita che saremo chiamati a render conto di come lo abbiamo impiegato. Non c’è persona in cui non ci sia qualcosa di buono. Dobbiamo solo imparare a farlo salire alla luce. Per questo abbiamo bisogno di coraggio,di forza e di speranza.
Signore,io da sola non ci riesco,ma Tu puoi. Fa’(perdona l’imperativo) che io sappia usate il mio “talento” come Tu desideri. Ti prego,manda la tua pace a illuminare la terra!. Santa giornata

(29 Agosto 2025)La grandezza di Giovanni Battista si staglia contro la figura meschina di Erode Antipa, un burattino nelle mani della ambiziosa e crudele Erodiade.Erode capisce che Giovanni è un grande e,anche se non ne comprende il linguaggio né il messaggio,ne sente il fascino e lo teme. Giovanni si mantiene fedele al Signore fino a morire per gridare contro l’ingiustizia e il peccato. Il suo compito è “preparare la via” e lo fa.Già nel seno materno aveva sussultato di gioia. È difficile la vita di un profeta! Geremia è chiamato dal Signore: (Ger1).
Lo chiamano profeta di sventura,ma lui continua a servire il Signore combattendo contro una mentalità corrente che viveva per la forma e non per la sostanza. Quando il popolo viene deportato ( la cattività babilonese) Geremia scrive per gli ebrei una bellissima lettera piena di speranza. “Quando saranno compiuti a Babilonia settanta anni,vi visiterò e realizzerò la mia buona promessa… Cambierò in meglio la vostra sorte e vi radunerò da tutte le nazioni e da tutti i luoghi…mi lascerò trovare da voi…”Con queste parole di speranza e sempre implorando la pace,santa giornata

(28 Agosto 2025)L’augurio che Paolo fa alla comunità di Tessalonica è di crescere nell’amore,anzi di sovrabbondare.
Non dobbiamo mai frenare il Bene, non ce ne sarà mai abbastanza.Il Bene si realizza con un cammino di
fede che mentre ci fa acquisire la consapevolezza della grandezza di Dio,ci fa capire che si può aspirare alla santità e questo ci dona gioia,quella che viene proprio dal sentirci figli desiderati,amati,specie quando stiamo combattendo contro il male.
Giorni fa,ragionando con le mie figlie, dicevamo quanto fosse importante continuare a fare il Bene, specie se si è vittima di quel male che ferisce sapendo di ferire e se ne gode.È una cosa che fa male,ma fa crescere, maturare nell’amore che tutto offre.Forse è proprio questo che chiediamo al Signore nel salmo 89:
” insegnaci a contare I nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore…Saziaci al mattino con il tuo amore…sia su di noi la dolcezza del Signore”. Forse è proprio questa la dolcezza di Agostino quando dice:
” tardi ti amai,dolcezza…tu eri con me,ma io…” Auguro a tutti i ragazzi che studiando la filosofia incontreranno Agostino; di essere rapiti dal suo pensiero. È un’esperienza altamente formativa. In Mt24 Gesù ci richiama alla vigilanza per essere pronti ad affrontare i capovolgimenti che vengono a rivoluzionare la nostra vita.Primo fra tutti la precarietà .
” Beato il servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così “. Desidero chiudere con un pensiero di Sant’Agostino:
“Innamorarsi di Dio è la più grande storia d’amore; cercarlo è la più grande avventura; trovarlo è la più grande conquista umana.” Sempre pregando per la pace,santa giornata

(27 Agosto 2025)La Chiesa oggi ricorda Santa Monica. Auguri a chi porta questo nome così ricco di amore. Per le mamme è una santa che dà forza e coraggio, per tutta la vita guidò i suoi figli per avvicinarli a Dio. Lo fece in condizioni difficili,non mollò mai.
Agostino,prima che morisse le disse, riconoscente,:
“Tu madre,mi hai generato due volte”. Sant’Agostino, nelle
“Confessioni” racconta la sua ricerca di Dio e come la sua mamma gli fu accanto. Non è un libro facile, ma è la storia autentica di un’anima che ha in sé l’ansia della ricerca di Dio,un’anima che si pone domande profonde e che vive in un momento molto tormentato della storia. Stava tramontando un impero e si stava scoprendo Cristo. La vita veniva guardata e vissuta da un punto di vista nuovo e,fino a quel momento, impensabile. Tutta la Bibbia ci aiuta a comprendere la grandezza di Dio; ci insegna che noi siamo i protagonisti di quella storia così tormentata,fatta di oscurità, ma soprattutto di luce , ne siamo parte viva.
S. Paolo in 1Ts2 “Vi abbiamo incoraggiato e scongiurato di comportarvi in maniera degna di Dio che vi chiama alla sua gloria”. Protagonisti non comparse. Ecco perché Gesù, come ci racconta Matteo nel cap 23, continua a lanciare quel: È un abito che è sempre di moda e che cozza con con quelli che cercano il Signore perché amano verità e giustizia e ne hanno sete. In questo momento storico lo stiamo vivendo con intensità e il nostro cuore ne è straziato. Preghiamo senza stancarsi e,senza paura, testimoniamolo con la nostra vita.Il Signore ci ascolta. Cantiamo con il salmo 138:”Se prendo le ali dell’aurora/ per abitare all’estremità del mare/anche là mi guida la tua mano/e mi afferra la tua destra”.Santa giornata

(27 Agosto 2025)“Dopo aver sofferto e subito oltraggi a Filippi”…(1Tm2) Paolo parla delle difficoltà che incontra nel portare al mondo la Parola.È il compito che Dio gli ha affidato dopo averlo scelto e saggiato con prove. Ci tiene a precisare che tutto ciò che fa è perché ha detto “si” al Signore:” e il nostro invito alla fede non nasce da inganno,ma come Dio ci ha trovati degni di affidarci il Vangelo…non cercando di piacere agli uomini,ma a Dio…Siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre…”
Il vangelo di oggi riprende dall’ultimo versetto di ieri: Mt 23,23-26.
Gesù insiste ancora sull’autenticità. Quel “Guai a voi…” risuona forte.
” Misericordia io voglio,non sacrifici”.La Parola non può essere ridotta, imprigionata in riti e forme sia pure perfette,ma vissuta nello spirito di figli di Dio.Non è delle nostre fragilità che dobbiamo vergognarci,ma del non sapere staccarci dal male che impastoia il Bene e il Bello che è dentro di noi,perché è il Signore che ce lo ha messo. Sempre implorando la pace,santa giornata

(25 Agosto 2025)Il vangelo,Mt 23,13-22, è una sferzata! Gesù mette in evidenza come la Parola non possa essere ridotta a una facciata.È severissimo! Quel:”Guai a voi…” ripetuto più volte,ci fa capire come sia importante che l’apparire cristiani e l’essere cristiani debbano coincidere.La verità è una,la giustizia non ha due facce.Il cristiano deve incarnare la Buona Novella.
Prima le opere,poi le parole. San Giovanni Bosco iniziò raccogliendo intorno a sé ragazzi di strada in una Torino che, impegnata a crescere come capitale di un nuovo stato, non aveva tempo per gli ultimi. Santa Teresa di Calcutta aiutava tutti. Raccoglieva gli intoccabili,li lavava,li accudiva,dava loro un letto dove morire in modo dignitoso.
Queste sono lezioni di amore,ma anche di coraggio. Penso all’opera dei missionari,al loro coraggio, alla loro generosità.Nella lettera ai Tessalonicesi Paolo ringrazia la comunità per
” l’operosità della vostra fede,la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza”.
Costa fatica essere operosi,costa fatica sperare che si capisca che con la violenza si perde tutto e il non saper trovare soluzioni attraverso il dialogo è una grande sconfitta. Il nostro compito è amare e pregare senza stancarsi.
Santa giornata

(24 Agosto 2025)È un po’ complicato raccogliere tutti i pensieri che salgono alla mente dopo aver letto la Parola di questa XXI domenica del TO. Inizia con Isaia 66:
“Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue:essi verranno e vedranno la mia gloria” Per vedere la gloria di Dio bisogna “andare”, mettersi in cammino, mettersi in ascolto.In questo cammino il Signore ci guiderà, ci manderà prove, ma noi non dobbiamo scoraggiarci perché saranno le prove a renderci più forti.Paolo in Eb12 ci dice proprio questo.
In Lc13,22-30 Gesù,mentre è per strada,viene interpellato da “un tale”: Gesù non dà numeri,ma dice:
La salvezza si realizzerà nella misura in cui abbiamo saputo far nostro il disegno di Dio. La via è Gesù che ci chiede di farci pane per i fratelli, di accogliere, sfamare, dissetare anche con l’acqua della carità e della giustizia chi incontriamo nel nostro cammino. Dice bene G.Verdi: “Per stare bene abbiamo bisogno di poche cose:un po’ di pane,un po’ di affetto,un luogo dove sentirci a casa.” Abbiamo bisogno di essere accolti in un abbraccio forte, rassicurante e da un sorriso. Ancora una volta risuonano le Beatitudini delle quali Luca parla al cap 6. Per tutti coloro che risponderanno alla chiamata del Signore si aprirà la ” porta stretta”.” Non si può amare Dio impunemente” dice D.M.Turoldo.
Il Signore ci dà tutto ciò di cui abbiamo bisogno.Santa domenica 🙏🏻🌹

(23 Agosto 2025)La liturgia della Parola oggi è un inno all’umiltà. Rut dice a Booz: Dalle nozze di Rut e Booz nacque Obed,egli fu padre di Iesse che fu padre di Davide. Il disegno di Dio si realizza nel cammino dell’umanità. “Il tuo messaggio corre veloce” recita il salmo 147.
Il Signore ci affianca e ci guida.Non si stanca. Isaia,cap55, ci dice che la sua Parola non solo scende su noi come pioggia e neve,ma ” ma non ritorna senza aver operato ciò per cui era stata mandata”. Il vangelo è da Mt 23,1-12. Sono versetti forti,incisivi,che dovremmo meditare ogni giorno. “Praticate e osservate quanto vi dicono,ma non agite secondo le loro opere…Tutte le opere le fanno per essere ammirati…si compiacciono dei posti d’onore”…
Non stupiamoci, la logica del mondo sa essere accattivante, persuasiva( il mito delle sirene si perde nella notte dei tempi), ma il nostro modello è Cristo.È Lui il Rabbi cui guardare.”Chi è più grande,sarà vostro servo”. È Lui che si cinge di un grembiule per lavare i piedi agli Apostoli. E se ci viene in mente un progetto,questo si realizzerà solo se Lui lo benedice,in modi e forme sue.Per questo Jacques Bossuet diceva:
“Dio è capace di scrivere dritto anche su righe storte”. Mi piace sperare che il Signore aiuti anche me a scrivere,magari solo qualche parola,dritto. Maria in questo ci è di molto aiuto. Sempre implorando la pace per questa umanità che fatica enormemente a mantenere la bussola,santa giornata 💚🌹

(22 Agosto 2025)Quando mi sono alzata, fuori era ancora buio. È l’una nuova. Solo Venere stava aspettando il sole.Balconi e finestre chiusi, i lampioni sono gli unici che rompono l’oscurità. In tutto questo contesto appaiono le letture del giorno.La 1^ è dal libro di Rut, uno dei libri dedicati a una donna,per di più moabita.Rut sceglie di seguire la suocera,che rimasta senza il marito e senza i figli,decide di tornare a Betlemme. Rut non l’abbandona. Anche lei non ha più il marito né figli. Ama sua suocera e non vuole lasciarla. È un libro molto bello che mette in evidenza come l’amore gratuito porti frutti copiosi. Anche il salmo 145 celebra l’amore di Dio per noi:”Egli sostiene l’orfano e la vedova/ma sconvolge le vie dei malvagi”.
In Mt 22,34-40 i farisei,saputo che Gesù ha zittito i sadducei, vogliono interrogarlo e un dottore della Legge pone a Gesù quella che ritengono la domanda chiave:”qual è il grande comandamento”.Gesù risponde:
” Amerai il tuo Dio con tutto il tuo cuore,con tutta tua mente…” Amerai, perché se non ami la tue vita è spenta,opaca. Il non sentirsi amati è angosciante!
Qualcuno ha suggerito che bisognerebbe dire:” con tutti i tuoi cuori” cioè con il cuore pieno di gioia, ma anche con il cuore che si perde nel buio,con il cuore
ferito,umiliato, affaticato perché proprio questo è il cuore più amato da Dio.Ma Gesù dice anche un’altra cosa:c’è il secondo comandamento, “simile”al primo: amerai il.tuo prossimo….”
L’amore per il Signore passa attraverso il.servizio al prossimo, che non è solo l’amico o chi ci è simpatico. Gesù ci ha lasciato la parabola del Samaritano per ricordarcelo.Sua testimone per eccellenza è Maria,che parte in fretta e piena di gioia per servire Elisabetta.Oggi festeggiamo la Regalità di Maria. Invochiamola perché apra il cuore di chi pensa che la guerra si il miglior strumento per affermare le proprie idee.
Sant giornata

(21 Agosto 2025)Il passo del vangelo di oggi,
Mt22,1-14, ci fa riflettere sulla vita che conduciamo ogni giorno. Presi da mille incombenze che ci paiono tutte estremamente vitali,il pensiero del Signore lo releghiamo in un angolino, chi modella la vita verso altre direzioni,chi vive senza tenerne conto, chi non vuole neanche tentare di conoscerlo. Prima fra tutti l’indifferenza.
” Non mi riguarda…a cosa mi serve…ho altro da fare…che se la sbrighino da soli… Non si capisce che quel Bene tanto cercato non sta in cose più o meno costose o preziose,ma in Dio che ci accoglie e ci ama con misericordia infinita. Si va in cerca di felicità ogni costo;il dolore è bandito,ma questo è impossibile perché è sempre presente in varie forme,ma c’è. Bisogna educare ad affrontarlo,non a ignorarlo.”La festa di nozze è pronta,gli invitati non ne erano degni. Andate ai crocicchi delle strade e tutti quelli che trovate, chiamateli alle nozze”. Tutti sono chiamati,ma non tutti i chiamati capiscono la grandezza cui sono chiamati a partecipare perché ” pochi sono gli eletti”.
Indossiamo l’abito della festa,lo sposo ci aspetta!
Santa giornata

(20 Agosto 2025)Oggi la Chiesa ricorda San Bernardo di Chiaravalle. Fu tra i fondatori dell’ordine cistercense. Noi abbiamo Casamari che ce lo ricorda.I suoi sermoni sono ” un documento di teologia di teologia monastica
tendente più che alla scienza, all’esperienza del mistero”. Spesso recitiamo il suo memorare:” Ricordati Vergine Maria, che non si è mai sentito al mondo…” Dante mette sulla sua bocca la sua preghiera alla Vergine nel Paradiso della Divina Commedia

nel XXXIII canto. E Dante, che,come dice qualcuno, sapeva di essere Dante, era di gusti difficili.
Nel vangelo,ancora Matteo,cap 20,1-16 Gesù paragona il regno dei cieli a un padrone che possiede una vigna ed esce all’alba per trovare operai, ma uscirà ancora alle 9.00, poi alle 12.00,ancora alle 15 e,infine,alle 17.00 quando la giornata lavorativa è finita.Aveva anche concordato il prezzo:< Quello che è giusto ve lo darò!> Al momento della paga avviene qualcosa che sconvolge l’ordine “naturale”: gli ultimi sono pagati come i primi.La logica di Dio non è la nostra,non si può pesare l’amore,non siamo riusciti a costruire una bilancia che possa farlo,né lo si può misurare in lunghezza,né in spessore. “L’amore basta all’amore” diceva Kalil Gibran. Si ama e basta. Gesù ci vuol dire che il Signore non si stanca di cercarci e di invitarci a entrare “nella sua vigna”. Dobbiamo solo accettare. Il resto lo farà Lui.
Sempre Invocando la pace,santa giornata.

(19 Agosto 2025)Il buio della notte si va diradando,la luna calante brilla ancora. La mia non è stata una notte riposante perché i crampi non mi hanno dato tregua. La mia fragilità fisica si fa ogni giorno più pesante, speriamo che almeno il cervello regga.Nella prima lettura vediamo come il.
Signore sceglie proprio Gedeone “uomo forte e valoroso”, ma estremamente povero: “Perdona,mio Signore,se il Signore è con noi,perché ci è capitato tutto questo?…come salverò Israele? Ecco la mia famiglia è la più povera di Manasse e io sono il più piccolo della casa di mio padre”. Il Signore gli disse:(Gdc 6)
Signore sceglie il più piccolo, sono i piccoli gli ultimi i suoi prediletti.La potenza di Dio risalta in tutta la sua immensità e ci dà coraggio, ci infonde forza.
Il salmo 84, bellissimo, recita:”Verità germoglierà dalla terra/ e giustizia si affaccia dal cielo/…giustizia camminerà davanti a lui:/i suoi passi tracceranno il cammino.”. Il passo del vangelo è ancora da Matteo,cap 19,23-30. Gesù insiste con i suoi perché cambino. Agli occhi del Signore non valgono i parametri umani. Per il Signore la ricchezza è un peso,confonde la mente,fa sembrare indispensabile ciò che non lo è. Gesù vuole che ci spogliamo del superfluo per vedere e godere la bellezza dell’amore di Dio. Quando Pietro gli chiede quale beneficio avranno loro che lo hanno seguito lasciando casa,famiglia, amici , tutta la loro quotidianità che,anche se faticosa, dava delle certezze. La risposta di Gesù :
< Chiunque avrà lasciato case,o fratelli o sorelle,o Padre o madre,o figli,o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna.> Come sempre la nostra piccolezza, la nostra fragilità è protetta da Lui; ma Gesù chiude con un’altra frase su cui riflettere:
” Molti dei primi saranno ultimi e molti ultimi saranno primi”
Siamo chiamati a convertirci per seguire i “suoi passi che tracceranno il cammino”.(sal 84)
Sempre Invocando la pace,santa giornata

(18 Agosto 2025)“Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore”
(Gdc 2) Sentendosi forti,potenti pensarono di cercare altri dei,di uniformarsi ai popoli che erano intorno. L’ira del Signore si accese e di nuovo furono oppressi e schiavi.”Ma la fedeltà di Dio ha il sopravvento sull’infedeltà dell’uomo.” ( LaChiesa.it)Dio fa sorgere fra loro i Giudici.Libro affascinante quello dei Giudici. Il vangelo,Mt 19,16-22, ci fa riflettere sulla nostra fedeltà , sui suoi limiti. Un giovane va da Gesù e gli chiede cosa deve fare per avere la vita eterna. Gesù gli risponde di osservare i comandamenti e gliene elenca alcuni iniziando dal “Non uccidere…”
Il.giovane risponde che già lo fa.È uno che rispetta le regole,fa elemosina,paga le decime,ma sente che manca qualcosa. La risposta di Gesù sconvolge il suo cuore e la sua mente:< Se vuoi essere perfetto, va’, vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri e seguimi!>. Invece di accumulare deve togliere il superfluo;solo così potrà avere tutto l’amore del mondo. Lo stesso episodio lo narra Marco che aggiunge un particolare:” e Gesù,fissatolo lo amò”.,Se fossimo stati presenti avremmo notato anche noi questo scambio intenso di sguardi. Il giovane era uno in cerca di Dio e Gesù ha una predilezione particolare per questo tipo di persone. “Il giovane ricco” però non ha il coraggio di spogliarsi di tutto e se ne va triste,ma Gesù è più triste di lui.
Padre Turoldo ha intitolato una sua poesia cosi:
“Anche Dio è uno sconfitto” perché quando si ama veramente, si desidera solo il bene dell’altro.
Sempre pregando per la pace,santa giornata.

(17 Agosto 2025)XX dom.TO, il vangelo,Lc12,49-53, è una sferzata.“Sono venuto a gettare fuoco…e quanto vorrei che fosse già acceso!E come sono angosciato!” Ma non si ferma qui.” Pensate che sia venuto a portare la pace sulla terra? No, la divisione…”
Ma Gesù è venuto tra noi,si è calato in questa umanità per salvarci,non può distruggerci! Allora di che fuoco parla?
È il fuoco che purifica ,che rende salda la fede e lo fa iniziando da noi stessi,dal mondo in cui viviamo. Papa Francesco spesso ci raccomandava di non “vivacchiare”, di non “tirare a campare”,ma la fede,se è radicata,ci fa fare cose grandi perché vivere secondo il vangelo non è una cosa leggera,infatti ci mette continuamente in discussione e alla prova. Stamattina, mentre stavo buttando giù dei pensieri per la meditazione,mi è arrivata la chiamata dei miei amici di Vico Equense per un rosario insieme. Hanno portato una statua della Madonna sullo scoglio della Margherita. Il sole ancora non era apparso all’orizzonte. Erano andati con una barca. Hanno sistemato Maria, si sono collegati con noi( con me e mia figlia Chiara) e altri e abbiamo recitato il Santo Rosario. A un certo punto ho pensato che stavo dentro il fuoco di cui parla Gesù e che la Madonna stava sorridendo felice,almeno per un attimo.
Il fuoco è anche discernimento. Essere consci di quello che siamo in grado di fare,ma anche dei nostri limiti,èbenedire le nostre fatiche, accettare il dolore.” Accetta quanto capita w sii paziente nelle vicende dolorose,perché l’oro si prova con il fuoco e, gli uomini ben accetti, nel dolore”
(Sir 2,4-5).
Sempre Invocando la pace a gran voce, santa domenica

(16 Agosto 2025)San Rocco.Una volta era un po’ come salutare l’estate. Vincenzo Cardarelli in una poesia sull’autunno diceva,appunto, che lo aveva sentito arrivare già nei temporali di agosto. A Fondi c’era la fiera ,si chiudeva la giornata con una processione oceanica dove molti partecipavano scalzi e molte donne.La scioglievano trecce e “tuppi” per sciogliere voti.Era il santo degli ultimi,il santo di famiglia. Faceva tenerezza con il suo cagnolino. Nel lessico collettivo tra i modi di dire locali c’è l’esclamazione:
” Ecco sant Rocc e ju can” davanti a due
inseparabili. Nel vangelo di Mt 19,13-15 troviamo Gesù che accoglie i bambini portati dalle mamme per benedirli. I discepoli cercano di allontanarli,ma Lui:”Lasciateli,
non impedite che i bambini vengano a me” in quella società donne e bambini non contavano. Nei raduni si contavano solo gli uomini;ma Gesù non è di questo parere,infatti ha più di un’amica donna e ci dice più di una volta che se non ci facciamo bambini non entreremo nel regno dei cieli. Mi piace immaginare la scena di Gesù che parla con i bambini. Di sicuro,malgrado le raccomandazioni materne , qualcuno ha fatto qualche domanda curiosa,come solo i bambini sanno fare.Gesù si sarà goduto questo incontro che sapeva di vita nuova,che profumava di freschezza e di autenticità. Tutti abbiamo momenti in cui desidereremmo tornare al tempo dell’infanzia per guardare il mondo con gli occhi di bambino! Preserviamoli, sono troppo preziosi! Santa giornata

(15 Agosto 2025)Auguri a tutte le Assunta!🌹Le letture di oggi sono piene di luce perché Maria è essa stessa luce.Ap 11:”Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle!” Sembra di vedere la statua della Immacolata che è in San Pietro in Fondi. Nel vangelo di Luca, cap 1,39-56 Maria ha appena detto il suo “SI” e testimonia subito di aderire al disegno di Dio partendo in fretta per andare a servire l’anziana cugina Elisabetta, benedetta dal Signore con una maternità inattesa.Appena Elisabetta vede Maria,il bimbo nel suo grembo sussulta e lo Spirito Santo mette sulle labbra di Elisabetta parole profetiche.Maria risponde con il Magnificat e,ogni volta che lo leggiamo o cantiamo, noi stessi sentiamo aleggiare lo Spirito.Stupore, meraviglia,gioia!
Maria canta la benevolenza di Dio per lei, la cui misericordia si rispecchia nell’umiltà della sua serva.È proprio il servire che rende beata Maria e lei ne è così conscia da dichiarare:”La sua misericordia si stende su quelli che lo temono”
Il “Timor di Dio” è uno dei sette doni dello Spirito Santo e vuol dire riconoscere la grandezza di Dio. In questo canto gli umili, gli affamati sono gli eletti. Provo sempre un brivido nel leggere:”Ha spiegato la potenza del suo braccio/ ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore/ha rovesciato i potenti dai troni”
Ma:” ha ricolmato di beni gli
affamati” non solo di pane,ma anche di giustizia e di verità. Maria precede le Beatitudini. Quanti pensieri affollano la mia mente! Chiudo con una breve preghiera di don Tonino Bello:
“Facci comprendere che la modestia, l’umiltà, la purezza, sono frutti per tutte le stagioni della storia e il volgere dei tempi non ha alterato la composizione chimica di certi valori quali la gratuità, l’obbedienza, la fiducia, la tenerezza, il perdono.” Sempre Invocando la pace, santa festa dell’Assunta!💚

(14 Agosto 2025)Vigilia dell’Assunta e il santo di oggi,il francescano padre Massimiliano Kolbe era particolarmente legato alla Madonna. Il vangelo di oggi è da Mt 18,21-19,1.
Pietro fa a Gesù la domanda da che tutti ci poniamo:< Fino a quando “devo” perdonare?> La risposta di Gesù è “sempre”. Già quando a Gerusalemme gli avevano chiesto di insegnare loro a pregare, nel Padre Nostro si parlava di perdono: “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.
Il perdono è un valore,imparare a perdonare è un cammino molto faticoso,tutto in salita e non sapremo darlo se non capiremo prima l’amore che Dio ha per noi. Uno dei limiti che abbiamo è il coraggio di spezzare le catene dell’inimicizia, specie quando ci feriscono nel profondo. La prima cosa che ci ripetiamo è:
< Non è giusto che dopo un’azione così grave tutto venga cancellato!>
Ma la fede è anche affidarci e
confidare in Dio, lasciando a Lui tempo e luoghi.
Recita il salmo 130,3-4:” Se tieni conto delle colpe,Signore, chi ti potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono…” Gesù, tu stesso
ce lo hai insegnato dalla croce.
Santa giornata

(13 Agosto 2025)Iniziamo una nuova giornata ricordando Fatima. Che la Madonna ci benedica tutti!
Mosè sale sul monte Nebo, guarda la terra promessa,ma non vi entrerà. In Dt 34 leggiamo della sua morte. È già pronto il suo successore. “Giosuè,figlio di Nun,era pieno di saggezza, perché Mosè gli aveva imposto le mani”.Mi colpisce sempre questo linguaggio scarno,ma ricco di sacralità, che la Chiesa ripete tuttora nella consacrazione dei sacerdoti,dei vescovi e in altre situazioni.
In Mt 18 Gesù ci insegna come comportarci nei conflitti con i fratelli. Cercare ogni via per chiarire ,per realizzare la pace è doveroso,ma se non ci si riesce, meglio allontanarsi e trattarsi da estranei,senza violenze. Ma le parole più belle,sono quelle che chiudono il passo di Matteo,là dove ci insegna il segreto per rendere più efficace la preghiera:
” Perché dove sono due o tre riuniti in mio nome,lì sono io in mezzo loro.”
Non occorrono tante persone,ne bastano due o tre,purché ci sia una comunità. Parole toccanti che raccontano l’amore di Cristo Gesù . Egli
desidera stare in mezzo a noi e fa da ponte con il Padre.Stare insieme nel suo nome ci dà la forza per affrontare il buio, gli smarrimenti, perché la luce che viene da Cristo illumina la vita, non solo nostra,ma della comunità intera.
Il salmo 65 recita:”Venite, ascoltate tutti che temete Dio//
e narrerò quanto per me ha fatto”.
Alla luce delle sue parole, invochiamo insieme il Signore perché si risvegli nel cuore di chi ha in mano i destini dei popoli, il senso della vera giustizia e si realizzi la pace,quella vera, quella tua, Signore!
Santa giornata 💚

(12 Agosto 2025)Nella 1^ lett. Mosè parla al popolo,lo rassicura perché Dio è fedele alla promessa; rassicura soprattutto Giosuè:< Sii forte,fatti animo …il Signore stesso cammina davanti a te.Egli sarà con te>.
Speranza e coraggio ci sono compagni di strada. Il Signore si mette davanti a noi,ma vuole che la nostra partecipazione sia viva , consapevole e libera.In Mt 18 gli apostoli chiedono a Gesù chi è il più grande nel regno dei cieli. Non hanno ancora capito che agli occhi di Dio non conta la ricchezza,il potere,tutto ciò che ha il.sapore del dominio sugli altri, ma il modello è un bambino, che per sua natura è fragile, bisognoso di cure. Gesù ci invita ad avere il cuore di un bambino perché un bambino non si pone limiti,nella sua logica tutto è possibile,è il cuore che decide non la logica umana. Una cosa che amavo fare nel mio lavoro di maestra( il cappellino con la penna rossa l’avevo messo via perché non andava più di moda) era ascoltare i loro discorsi sia quando c’era un dibattito sia mentre in qualche pausa si scambiavano pareri. Una cosa deliziosa,un dono che ho caro nel cuore.
Sempre in Mt 18,dopo aver indicato i bambini come modello di salvezza,per chiarire meglio,Gesù racconta di un pastore che lascia 99 pecore nell’ovile per andare in cerca della centesima che si era smarrita. Già il termine “smarrita” dà un senso di angoscia. La cerca con attenzione e non si ferma finché non l’abbia trovata. Se la carica sulle spalle e chiama gli amici per far festa .” Così è la volontà del Padre vostro che è nei cieli,che neanche uno di questi piccoli si perda!”( Mt18)
Il Signore, a differenza degli uomini,non tollera “effetti collaterali”.
Siamo figli amati. Sempre invocando la pace,santa giornata.

(11 Agosto 2025)Mt 25,Gesù è in Galilea e dice ai discepoli:< Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno,ma il terzo giorno risorgerà>. I discepoli ne sono rattristato.
In tutti i nostri giorni il dolore è nostro ompagno di viaggio.Ora è prevalentemente quello fisico, ora quello interiore le cui ferite sono più incisive,le cui cicatrici restano e ,comunque, ci cambiano. Dopo la morte di mio marito,dopo alcuni mesi incontrai un amico cieco. Eravamo in una stazione ferroviaria. Lo salutai dicendo (come mi aveva insegnato lui) il mio nome. Mi rispose con gioia e mi chiese subito cosa mi era accaduto perché nella mia voce c’era qualcosa di diverso.Rimasi non stupita,di più. Ci ho riflettuto molto e ho capito che dobbiamo lasciare al Signore lo spazio perché operi in noi affinché possiamo capire che le sue leggi non sono lacci che trattengono,ma molle che donano maggior impulso al bello e al buono che sono in noi. In Dt 10 ci viene detto di amare e servire il Signore con tutto il cuore con tutta l’anima perché proprio Lui,il Signore dei cieli e della terra ci ha scelti ,amati, custoditi,per cui:
“Circoncidete dunque il vostro cuore ostinato e non indurite più la vostra cervice…il Dio grande, forte e terribile,non usa parzialità, non accetta regali, rende giustizia all’organo e alla vedova, ama il forestiero, perché anche voi foste forestieri in terra d’Egitto.” Oggi la Chiesa ricorda Santa Chiara di Assisi. Auguri a tutte le Chiara Clara…a iniziare da mia figlia. Chiara era una giovanissima donna nata negli agi. Era amica di Francesco anche lui di famiglia ricca. Proprio loro due sentirono forte la voce di Dio e,tra mille difficoltà, realizzarono la loro vocazione.
Ancora oggi la loro testimonianza parla al cuore dell’uomo con .una freschezza che disseta il deserto delle anime. Francesco viaggiava, andava di persona là dove vedeva che c’era bisogno di pace mentre Chiara restava in preghiera in Assisi. Chiudo questa breve meditazione con un pensiero di Santa Chiara:
“Gesù è il ponte tra colui che può dare tutto e le creature che hanno bisogno di tutto”.Sempre invocando la pace,santa giornata.

(10 Agosto 2025)San Lorenzo! Come non pensare alla poesia di Pascoli!
” Io so perché tanto/ di stelle per l’aria tranquilla/ arde e cade…” XIX domenica del T.O. la liturgia ci pone davanti più spunti meditativi,tutti impegnativi. Eb11:”La fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede”. “Per fede Abramo obbedì
Per fede anche Sara…”. La fede sta alla base del nostro rapporto con Dio. L’affidarci è un’azione che apre il cuore,che ci fa stare bene.
” Su di noi sia il tuo amore Signore, / come da te noi speriamo”
(Sal.32), come Abramo che uscì dalla sua terra senza sapere dove andava come Sara che divenne madre in età avanzata, come i tanti Santi che risposero alla tua chiamata.
Nel vangelo,da Lc12,32-48, Gesù inizia rassicurando i suoi:” Non temete piccolo gregge” il Padre ti ha scelto e avrà sempre cura di te. “Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina… fatevi un tesoro nei cieli…perché dov’è il vostro tesoro,là sarà anche il vostro cuore”. Quante volte,per esprimere commozione, davanti a una cosa bella,a un bel gesto, esclamiano:” Si vede che c’è cuore!” Sempre in questo passo siamo chiamati alla vigilanza:
“Siate pronti con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese” Non si può procedere al buio. Si inciampa e ci si fa male. Se siamo portatori di luce illumineremo anche chi ci sta vicino e tante piccole luci fanno una che vince le tenebre. “Beati quei servi che il padrone… troverà svegli…” Non solo dimostreranno la loro correttezza,la loro fedeltà, ma il padrone stesso si metterà a servirli. La salvezza passa per il servizio! Chi ha fatto volontariato,chi lo sta facendo, fa esperienza di quanta gioia ci sia nel servire. Spesso si creano legami forti basati su affetto,ma anche sulla stima perché io che vengo aiutato,so che tu lo fai con gratuità e questa è un’altra faccia dell’amore. Gesù ci invita a vigilare per essere pronti ad accoiere tutte le occasioni che il Signore ci dà. È vero che ” a ogni giorno basta la sua pena”, ma in ogni giorno il Signore ci manda segni della sua presenza e il tesoro da tenere nel cuore di cui parla Gesù è Dio stesso che per amore si è incarnato in questa umanità così contraddittoria, capace di nefandezze indicibili,ma anche di gesti di una bellezza che ci lascia senza fiato( giubileo dei giovani). In quel:”Non temere,piccolo gregge” c’è scritto anche che il male non avrà l’ultima parola! Santa domenica e auguri a tutti coloro che portano questo bel nome.

(9 Agosto 2025)Attraverso il profeta Osea il Signore rinnova l’alleanza con Israele.Os2:”Ti farò mia sposa per sempre,…/nella giustizia e nei diritti/ nell’amore e nella benevolenza/ nell’amore e nella fedeltà “
Ogni parola ha il suo valore. In una relazione giustizia e fedeltà contano, sono basilari. In Mt 25,1-13 Gesù narra un’altra parabola diventata famosa:”Il Regno dei cieli è simile a 10 vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo…” . Ci stiamo preparando ad accogliere ” lo sposo e a far festa e una festa importante va preparata, soprattutto nel cuore.
“Le sagge, invece, presero anche l’olio in piccoli vasi”.
Acquisire sapienza perché oltre a godersi la festa, si possa essere pronti sempre e comunque; infatti lo sposo può tardare e nessun inciampo deve turbare l’incontro.Oggi la chiesa ricorda Santa Teresa della Croce che in una sua preghiera si chiede:” Chi sei dolce luce che mi inondi e rischiari la notte del mio cuore?”
Santa giornata

(8 Agosto2025)La 1^ lett.che la liturgia ci propone è da Dt 4,32-40:”dal cielo ha fatto udire la sua voce per educarti”.Il Signore ci indica come dobbiamo orientare la nostra vita.È per questo che ci ha creati.Infatti, sempre in Dt32 leggiamo:
“Lo educò,ne ebbe cura./ Lo custodì come pupilla del suo occhio”. Educare vuol dire curare tutta la persona ed è un “prodigio” che si realizza attraverso varie strade: la scienza,la storia,le tradizioni,la famiglia la comunità, ma a nulla varrebbe far acquisire tecniche e conoscenze se non si arrivasse al cuore, all’anima della persona.
Oggi la Chiesa ricorda S. Domenico di Guzman, contemporaneo di San Francesco d’Assisi.Domani ricorderemo Edith Stain, San Benedetta della Croce morta nel lager di Aushwitz- Birkenau:” Chi sei dolce luce che mi inondi…”
Agosto è ricchissimo di santi a noi familiari che hanno sentito forte, intenso, trascinante il richiamo di Dio.
In Mt 16 Gesù ci chiede di seguirlo,ma che prima accettiamo la nostra croce. Il dolore è un mistero e il mistero non va capito,ma contemplato.Il difficile sta nel cammino tra l’accettare la croce e l’arrivare a contemplarla.
È un cammino pesante, faticoso, doloroso,che suscita anche una ribellione umanamente comprensibile, che però dobbiamo superare trasformando il dolore in una esperienza positiva. Per questo abbiamo bisogno della forza che viene dalla preghiera, per essere vicini il più possibile al Signore.Il filosofo teologo gesuita Karl Rahner ci dice:
“Non esiste alcuna luce beata che illumini l’abisso scuro del dolore se non Dio stesso.E noi lo troviamo solo se diciamo con amore:”si,si” alla sua incomprensibili
tà, senza la quale non sarebbe Dio”.
Sempre invocando la pace,santa giornata

(7 Agosto 2025)La liturgia di oggi ci fa riflettere sulla fede,su come la esprimiamo e testimoniamo. Gesù e i suoi sono a Cesarea di Filippo,centro importante e Gesù fa ai suoi due domande:
< La gente chi dice che io sia?> e ,dopo aver ascoltato le rosposte, lancia la più importante:< Ma voi,chi dite che io sia?> Sono insieme da due anni, condividendo una quotidianità ricca di esperienze nuove, di confronti animati, di eventi straordinari e Gesù vuole che esprimano i loro sentimenti, i loro pensieri,la loro fede. Simon Pietro spiazza tutti:< Tu sei il Figlio del Dio vivente>. Poche essenziali parole che raccontano l’infinito. Gesù risponde:
< Beato sei tu,Simone Figlio di Giona,perché né carne né sangue te lo hanno rivelato ma il Padre mio che è nei cieli!>
Non solo lo chiama per nome,ma ne specifica la paternità. Gli sta affidando la Chiesa di cui prevede anche le difficoltà e le tempeste:” e le potenze degli inferi non prevarranno…” Il male non avrà l’ultima parola!
Davanti a questo passo del vangelo, ciascuno di noi chede a se stesso:” Ma chi è per me Gesù, è la mia stella polare,quanto è forte la mia fede e il mio amore per Lui, quanto conta veramente per me? Domande forti che ci mettono in discussione e alla prova. Ci conforta sapere che Gesù tra gli apostoli scelse Pietro,un uomo imperfetto,la cui cultura non ha la raffinatezza di quella dei dotti e degli scribi. Pietro ha dimestichezza con la fatica,conosce come lanciare reti,governare una barca, è abituato all’odore del sudore, combatte ogni giorno con le difficoltà della vita,non è diplomatico,ma Gesù crede in lui e questo ci conforta. Santa giornata

(6 Agosto 2025)La Trasfigurazione!
Gesù sale sul monte Tabor a pregare. Porta con sé Pietro, Giovanni e Giacomo. Da pochi giorni Pietro ha fatto la sua testimonianza riconoscendo che Lui è il Cristo. Dopo un momento importante Gesù sente il bisogno di unirsi in preghiera con il Padre e vuole farlo in un luogo appartato. Sceglie il Tabor.
Gesù ci insegna che la preghiera è l’incontro con Dio Padre in quella intimità che viene dalla familiarità, dall’amore. Non può e non deve ridursi a un elenco di richieste; è ben altro! Dice Enzo Bianchi:”La preghiera non muta Dio,ma trasforma noi”.
Nell’episodio della Trasfigurazione, che è riportata da tutti e tre i sinottici, c’è tanta luce. Tutto viene trasfigurato attraverso essa. Gli apostoli sono intimoriti e stupiti ma vorrebbero rimanere lì per sempre. Pietro si offre subito di costruire tre capanne… ed è Pietro che nella sua seconda lettera, raccontando questa esperienza, ne dà testimonianza:
” Non siamo andati dietro a favole”. Quel
“Questi è il Figlio mio,l’Amato,nel quale ho posto il mio compiacimento”
risuona nel suo cuore e lo
sostiene nella fede, inoltre, fa anche riferimento alla parola dei profeti:”lampada che brilla in luogo oscuro finché non spunta il giorno e sorge in voi la stella del mattino!”.
Parole quanto mai appropriate per questo periodo che stiamo vivendo!
Che la luce di Cristo illumini, guidi mente e cuore dei potenti che hanno in mano i destini dei popoli!Ave Maria! Santa giornata

(5 Agosto 2025)Il vangelo di oggi è ancora da Mt 14,22-36. Ieri ci eravamo fermati al 21. I discepoli stanno ancora trafficando con le ceste di pane e di pesci,ma Gesù li spinge a salire in barca per andare sulle rive opposte, verso Gennesaret. Egli resta lì. Ha bisogno di pregare in solitudine, immerso nei suoni e rumori del creato. Solo verso sera si avvia verso i suoi che sono in mezzo al mare di Galilea. C’è vento, le onde sono mosse. Gesù cammina sulle acque; i discepoli lo scambiano per un fantasma. Li rassicura con quella bella frase che conforta anche noi sempre: Pietro chiede subito se può raggiungerlo.
< Vieni!> e anche lui riesce a camminare sull’acqua, ma subito viene preso da timore e chiede aiuto.
< Uomo di poca fede!> e Gesù lo afferra con la mano. Quando sono sulla barca,il vento si placa. I discepoli sono pieni di stupore:
e si prostrano davanti a lui. Mi chiedo:< So riconoscere la mano di Dio che mi rialza nei momenti difficili?> Solo i santi sanno farlo. Noi ci dobbiamo lavorare.Oggi il salmo responsoriale è il salmo 50. Davide chiede perdono al Signore con parole intense,forti:
” Crea in me,o Dio un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo…
non privarmi del tuo santo spirito
Signore apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode…”
È per questo che ci hai creati: per partecipare alla tua gioia!💚
Santa giornata

(4 Agosto 2025)La Chiesa ricorda san Giovanni Maria Vienney,il santo curato d’Ars. Dovette faticare molto per diventare sacerdote e per tutta la vita si senti indegno del suo compito,ma quanta grazia ne è derivata! Il vangelo di oggi
Mt 14,13-21 ci propone la lettura della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Gesù ha appena saputo della morte del Battista; è triste, sa che ora è solo e sente forte il bisogno di unirsi in preghiera al Padre,per questo sale in barca per andare a pregare in solitudine. Quando ritorna a riva trova una grande folla ad attenderlo.”Sentì compassione per loro e guarì i loro malati…”
Spesso usiamo le parole senza renderci conto di cosa diciamo. Compassione viene da cum- patire cioè sentire i medesimi sentimenti e Gesù fa questo, soffre con noi perché conosce i nostri problemi e la sua risposta è la cura. Curare ha in sé il concetto di un’azione che dura nel tempo. Così quando al tramonto gli apostoli gli suggeriscono di licenziare la folla perché hanno solo cinque pani e due pesci,lui dice di portarglieli perché “voi stessi date loro da mangiare”. Usa l’indicativo presente: l’azione è certa.
” Tutti mangiarono a sazietà e portarono via dodici ceste piene”. Gesù non fa le cose a metà!La sua Grazia è pienezza. Quando si condivide tutto diventa più bello,anche i pesi diventano più leggeri. Quando sono stata in Terrasanta, il padre che ci guidava ,ci fece fare l’esperienza della preghiera al largo del Mare di Galilea,come Gesù, a Tabcà.
Sentii il cuore che si allargava per far entrare lo Spirito.Lode a Dio!Santa giornata

(3 Agosto 2025)XVIII dom. T. O. “Tutto è vanità”.
Qoelet ci richiama a focalizzare la nostra attenzione su ciò che vale veramente. Il primo bisogno dell’uomo è la ricerca di Dio e,come dice Sant’Agostino: noi non riposiamo finché non siamo con te ,nostra roccia,nostra salvezza. San Paolo in Col3 ci invita a spogliarci di tutto ciò che ci lega alla terra e ne fa un elenco: “impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi…
( pensiamo con quanta leggerezza e superficialità si tradisce nel sacramento del matrimonio,ma anche in una relazione amorosa senza vincoli che non siano quelli del rispetto reciproco).
“Rivolgete il pensiero alle cose di lassù.”(Col 3).È un esercizio che dobbiamo imparare a fare. Per questo nel salmo 89 chiediamo: “insegnaci a contare i nostri giorni// e acquisteremo un cuore saggio”
Abbiamo bisogno della saggezza che viene dall’ascolto della Parola,per questo il salmista invoca:”Saziaci al mattino con il tuo amore//
su di noi la dolcezza del Signore nostro Dio”.Che questa dolcezza ci accompagni nella vita,non solo oggi! In Lc12 Gesù ci invita a tenere fissa la meta che è la salvezza. L’uomo è portato ad accumulare ricchezza. Cupidigia e avidità sono sentimenti comuni e ci portano a pensare che vivremo sempre ,ma, come ripeteva spesso papa Francesco: ” Il sudario non ha tasche”.Con noi porteremo solo le opere che piacciono al Signore. Come ci dice Gesù:è presso Dio che dobbiamo arricchirci. Coraggio,le Beatitudini ci indicano ( in salita) la via. Santa domenica

(2 Agosto 2025)Questo 2 agosto si presenta ricco di grazia perché oltre a essere la viglia della festa è anche il 2° giorno del Perdono di Assisi e siamo nell’Anno Santo.
Il passo del Levitico cap 25, che la liturgia ci offre,è un invito forte a meditare come,a un certo punto della nostra vita, dobbiamo avere il coraggio del ricominciare,di nuovi inizi,della pace.Come il sole, che si sta affacciando a oriente accompagnato da Venere, trova la forza di portare luce su buoni e cattivi ogni giorno, così noi dobbiamo avere la forza di non arrenderci al male. Non abbiamo il potere di eliminarlo,ma , con l’aiuto di Dio,della sua Misericordia, possiamo metterlo a un angolo. I giovani confluiti a Roma per il Giubileo ci stanno donando speranza a piene mani. Il male non prevarrà e “se Dio è con noi,chi è contro di noi?” San Paolo conosceva bene la gioia della conversione. Il pur breve periodo del buio della sua cecità, gli faceva apprezzare in pienezza la gioia della luce.
In Mt14,1-12 leggiamo come il tretarca Erode fosse preoccupato per le notizie che gli giungevano su Gesù. Sa di aver compiuto il male e ne teme le conseguenze. Ha paura della vendetta del Battista e, nel perdersi nei pensieri malvagi del suo cuore, non riesce a fare l’unica cosa che può aiutarlo a salvarsi: convertirsi. Noi possiamo,a noi è data la possibilità di nuovi inizi. Non lasciamocela scappare. Santa giornata

(1 Agosto 2025)Agosto inizia celebrando un grande santo che sentiamo tutti molto vicino e anche se è morto da 329 anni,il suo messaggio e il suo amore per il Signore sono sempre vivi tra noi: Sant’ Alfonso Maria de’ Liguori. In Lv 23 il Signore dà a Mosè le indicazioni per le celebrazioni importanti.La festa va vissuta in funzione di ciò che vogliamo celebrare e condividere con Dio. Non è un giorno comune e non va solo vissuto,ma preparato. In Mt 13,54-58 Gesù è a Nazareth,il luogo in cui è cresciuto insieme ai suoi genitori, nonni,zii,cugini. A quelli della mia generazione veniva installato il senso della famiglia, addirittura i cugini venivano chiamati “fratelli-cugini”. Si cresceva insieme condividendo giochi, esperienze e spesso,merende
Gesù torna a Nazareth. Come sempre dà tutto se stesso, insegna e fa scandalo.< Ma costui non è il figlio del falegname? E sua madre non si chiama Maria? E i suoi fratelli…le sue sorelle… da dove gli vengono tutte queste cose?> Proprio nel luogo dove era cresciuto non viene accolto e fa esperienza dei limiti della comunità che pure lo aveva visto ” crescere in sapienza,età e grazia( Lc 2,52).Gesù ne è dispiaciuto. Molta è la tristezza che traspare dalla frase: Se era difficile per lui essere profeta ascoltato,non
dobbiamo scoraggiarci noi,anzi dobbiamo riuscire a trasformare le difficoltà in opportunità. Sempre invocando la pace, santa giornata.

(31 luglio2025),la Chiesa ricorda sant’Ignazio da Loyola.Fondò La Compagnia di Gesù.Cercò a lungo il Signore. Lo trovava dovunque,si commuoveva davanti alla bellezza di un fiorellino e per tutta la vita cercò di fare la volontà di Dio. Dall’età di 13 anni,dopo la comunione recito l’anima Christi. Era sul mio messalino e non riportava l’autore,l’ho scoperto da adulta.È una preghiera che ci avvicina a Gesù Eucarestia,che ci unisce ancora di più in quel momento così particolare e intenso.Gloria al Signore! Es 40: “Mosè eseguì ogni cosa come il Signore gli aveva ordinato…
Allora una nube coprì la tenda del convegno e la gloria del Signore riempì la Dimora”. In Mt13,47-53 Gesù racconta tre parabole per far capire bene cosa è il Regno dei cieli.Lo fa usando immagini familiari che sanno di quotidianità.” Il Regno dei cieli è simile a una rete gettata in mare raccoglie ogni genere di pesci.
Quando è pieno…si raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi…Avete compreso…? Per questo ogni scriba divenuto discepolo,è simile a un padrone che trae dal suo tesoro cose antiche e cose nuove”.Ognuno di noi ha un tesoro,uno scrigno in cui mettiamo le cose più preziose,le prove che fanno sanguinare il cuore,i gesti di comunione e di accoglienza. Oggi il salmo responsoriale è il salmo 83: “Beato chi abita la tua casa” e più avanti:” Beato chi trova in te la forza e decide nel suo cuore il santo viaggio”… Leggerlo tutto dà gioia e speranza.Il Signore vuole la nostra salvezza ed è fedele.
Noi ci mettiamo
la speranza,il Signore la sua Misericordia. Sempre invocando la pace a iniziare da vicino a noi,santa giornata ❤️

(30 Luglio 2025)La liturgia continua a proporci l’ Esodo,lettura affascinante che continua ad affascinarci e a insegnarci la vita. Mosè scende dal monte Sinai con le tavole della Legge che Dio ha scritto. La pelle del suo volto emana luce. È la luce che viene da chi frequenta il Signore che parla con lui,che dialoga con Lui e lo porta ai fratelli. In Mt 13 Gesù racconta due brevi parabole per farci comprendere quanto è prezioso il Signore per noi. Lo fa scegliendo come protagonisti del racconto due uomini che sono il cerca di un bene che li renda ricchi per sempre. Uno trova un tesoro sepolto in un campo, deve scavare,sudare,ma lo trova. L’altro è un mercante di perle preziose, un esperto in cose non solo belle, ma anche di valore.È uno che se ne intende!
Questi due, trovato il tesoro cercato con tanto impegno e fatica,vendono tutti i loro averi, senza esitare. Così è il rapporto che noi credenti dobbiamo avere con il Signore. Come i grandi santi, Dio prima di ogni cosa! Se riusciamo a farlo, allora anche noi avremo la pelle raggiante!
Sempre invocando la pace, santa giornata.

(29 Luglio 2025) Questo dolce venticello ci consola.Lode a Dio! Davanti alla profondità dei passi della Parola rimaniamo incantati ed è difficile e complesso tradurre queste sensazioni in parole, anche perché non siamo scrittori e le nostre capacità sono limitate.La prima lettura è da 1Gv 4,7-16. In questi versetti viene usata per otto volte la parola “amore” e per otto volte il verbo “amare” in vari modi e tempi.Questo suono ripetuto imprime al testo un ritmo incalzante che ci avvince, che ci fa riflettere.
Senza amore siamo spenti dentro:”l’amore è da Dio” e Dio rimane in noi quando amiamo.
In Gv 11,19-27 il vangelo ci porta a Betania,luogo amato da Gesù perché vi abitavano Lazzaro,Marta e Maria,sui amici carissimi. L’amicizia non ha le urgenze della passione amorosa, “L’amicizia è benevola e indulgente” dice padre E. Ronchi,
“cammina per la via umile della gratuità, abbraccia l’imperfezione”. Un amico ci accetta come siamo,ci vuole bene e ci stima anche con i difetti.Mentre Maria resta seduta, immersa nei propri pensieri e nel suo dolore, Marta si alza e va incontro a Gesù. Lo saluta:

La risposta di Gesù è stupenda:<Io sono la Risurrezione e la vita…” e sono qui con voi,con te.Ha ancora gli occhi bagnati dalle lacrime e sa che la sua ora è vicina. Sempre pregando per la pace,santa giornata.

(28 Luglio 2025)Andiamo a iniziare questa ultima settimana di luglio sperando che la calura ci dia una tregua.
Nella 1^ lett., Es32, Mosè scende dal monte con le tavole che Dio stesso ha scritto e si trova davanti la sorpresa del vitello d’oro. Ama così tanto quel popolo “dalla dura cervice” da prendere su di sé il suo peccato:” Ma se tu perdonassi…
Altrimenti cancellami… ” Eppure il tradimento, jl’offesa era stata grande e proprio Aronne, l’amato fratello, aveva accompagnato il popolo nel peccare.(e quante volte si è ripetuto questo peccato!)In Mt 13,31-35 Gesù racconta due parabole che sono entrate a far parte del nostro DNA,che ritroviamo molto spesso nella nostra quotidianità.È l’elogio del piccolo,che però ha racchiuso in sé un grande potenziale.Il più piccolo dei semi e un po’di lievito.
Ambedue diventano l’uno rifugio,casa per “gli uccelli del cielo”, l’altro fermento che trasforma dell’umile acqua e della semplice farina in nutrimento che sfama e salva la vita.Poche cose danno gioia come il profumo del pane appena sfornato!Lode a Dio! Grandi cose si riescono a fare partendo dal poco,ma animati da una fede granitica . Nella coroncina della Misericordia ripetiamo:
” Gesù ,io confido in Te!” e questo ci consola.
Nella ripetitivà di piccoli gesti serviamo il Signore! Non possiamo dimenticare quanto ha fatto e fa il Signore per noi.
” Dimenticarono che Dio li aveva salvati”(sal105)
Noi no,Signore non permettere che accada!
Sempre invocando la pace,santa giornata

(27 Luglio 2025)XVII dom. del T. O. i discepoli chiedono a Gesù di insegnare loro a pregare. Vogliono farlo nel modo giusto perché sia efficace e Gesù dona ad essi e a noi il Padre Nostro. In questa preghiera non c’è nulla di superfluo,anche le virgole sono pesate.Nella prima parte si innalza la lode:
” sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno,sia fatta la tua volontà”… Fare la tua volontà vuol dire percorrere i tuoi sentieri che non sono sempre agevoli per noi,infatti tu ci proponi salite,ritiri nel deserto là dove possiamo essere a Te più vicino. Ti chiediamo il pane quotidiano perché abbiamo bisogno di nutrire corpo e anima. Dare nutrimento è prendersi cura,dare amore,vicinanza,sostegno. Ma abbiamo bisogno di imparare a perdonare e a ricevere il dono del perdono. Signore,aiutaci a gonfiare le nostre vele con il tuo Spirito, a togliere i pesi che abbiamo sul cuore, perché possiamo
incontrarti là dove l’orizzonte si fa ampio. Ti chiediamo di non lasciarci soli con le nostre tentazioni,Tu lo sai, siamo come il vetro :duri,ma fragili. Liberaci dal peccato e aiutaci ad avere la fede dei bambini che sanno dov’è la giustizia e hanno il coraggio della verità . Sempre pregando per la pace santa giornata.

(26 Luglio 2025)Santi Gioacchino e Anna,i genitori di Maria, i nonni di Gesù! La tradizione ce li presenta Come persone timorate di Dio, giuste e caritatevoli. Auguri a tutti coloro che portano questi bei nomi. Gioacchino significa “scelto, innalzato da Yahweh” mentre Anna significa
“grazia”. Un augurio particolare a tutte le mie amiche Anna,piccole e grandi,esse rallegrano la mia vita. Nella 1^ lettura,Es24, Mosè scrive le parole del Signore, costruisce un altare con 12 stele,una per ciascuna delle tribù per offrire sacrifici. Ma chiama dei giovani a partecipare.È un momento di comunione importante perché sta nascendo un popolo.Santa giornata

(25 Luglio 2025)Oggi la Chiesa ricorda San Giacomo Apostolo.( Compostela,un altro sogno che resterà tale!). Mc20:” Si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedeo”… Così inizia il vangelo di oggi che ci offre uno spaccato della vita di Gesù e della comunità che si andava formando intorno a Lui.La donna è una di quelle che ne facevano parte e che sono presenti vei vangeli. Donne forti,decise, che non lo lasceranno neanche sulla via del Calvario. Veronica arriverà ad asciugargli il volto in un gesto di grande tenerezza e Gesù stesso piangerà per loro.Questa madre indomita, prima di parlargli si inchina. Vuole fare le cose per bene, chissà con quanto impegno si era preparata. Come tutte le mamme voleva il meglio per i figli. Gesù l’ascolta e chiede ai due giovani se sono consapevoli che c’è un calice da bere,ma anche che non è lui a decidere,ma il Padre.Quanto avvenuto,però, suscita indignazione tra gli altri dieci e qui Gesù ci dà una lezione memorabile.”Se i capi delle nazioni opprimono i loro popoli: tra voi non sia così,chi vuole diventare grande tra voi,sarà vostro servitore… Come il Figlio dell’uomo che non è venuto per farsi servire,ma per dare la vita per il riscatto di molti”
È la Buona Notizia! Il regno di Dio ha come fondamenta l’Amore che si esprime con la Carità, la Giustizia, la Verità .Tutto si rinnova in Cristo Gesù! Sempre invocando a fran voce la pace, santa calda giornata!

(24 Luglio 2025)Le letture ci pongono una domanda:
< Siamo capaci di vedere e ascoltare quello che il Signore ci dice?Siamo preparati a discernere i suoi messaggi? Quanto la quotidianità ci distrae facendoci sprecare energia in cose,tutto sommato,di poco conto?> Quando Gesù dice a Marta che Maria si è presa la parte migliore,vuol dire proprio questo.Il Signore parla con vari linguaggi. Questo perché siamo per Lui “figli unici”, persone amate così come siamo,con i nostri limiti,le nostre povertà,ma anche con la grandezza che ci viene da’essere sue creature.Ai Santi viene naturale saper vedere e cogliere i messaggi di Dio. Noi facciamo più fatica,abbiamo bisogno di aiuto (preghiera e servizio) e il Signore ce lo dà, aspetta solo che glielo chiediamo. Dice Charles de Foucauld:” è per me un’esigenza d’amore il donarmi e rimettermi nelle tue mani”. Sempre invocando la pace,santa giornata.

(23 Luglio 2025)Buongiorno! In Gv 15 Gesù paragona se stesso alla vite e noi ai tralci. Siamo legati da una radice comune e la nostra vita diventa palpitante,ricca solo quando siamo in comunione con Dio e lasciamo che agisca in noi.”Io sono la vite e mio Padre è l’agricoltore”
(Gv15).Gesù ci vuole far capire che il Signore non è un Dio lontano, ma che scende nell’umanità,si immerge in essa;la cura,la pota perché i frutti siano migliori. Ma ci dice anche che se ci allontaniamo non potremo dar frutto, ci perdiamo perché i rami secchi finiscono bruciati. Abbiamo bisogno di stare in comunione con Dio e questo avviene solo se lo cerchiamo facendo ciò che gli è gradito: dare amore attraverso il servizio. E amore genera amore. Questo prodigio avviene da sempre. Soleva dire padre Giovanni Vannucci: “siamo immersi in un oceano d’amore e non ce ne accorgiamo”. L’amore porta con sé la gioia,la forza per affrontare il dolore e trasformarlo in positivo. Solo così potremo vincerlo.Dice bene S. Paolo in Gal 2:” Non vivo più io,ma Cristo vive in me.E questa vita che io vivo nel corpo,la vivo nella fede del Figlio di Dio che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me”. ” Nulla manca a coloro che lo temono”
( sal 33). Santa giornata

(22 Luglio 2025)Oggi celebriamo Santa Maria Maddalena,la donna liberata da sette demoni, poi divenuta discepola di Cristo e non lo lasciò neanche durante la Passione e sotto la croce sul Golgota. Maria aveva un gran bisogno di amare e di sentirsi amata e trova in Gesù colui che esaudisce il suo desiderio.Non riposa Maria di Magdala e appena la legge del sabato glielo consente torna al sepolcro.È ancora notte.È la luce della luna e delle stelle a indicarele il cammino. Possiamo immaginare l’angoscia che le stringe il cuore davanti alla tomba vuota!Comincia a cercare disperatamente e quando sente una voce che le chiede: < Hanno portato via il mio Signore, se lo hai portato via tu,dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo!>
Richiama il Cantico dei Cantici:” Avete visto l’amore dell’anima mia?” e ancora nel salmo 62:” Dall’aurora ti cerco.// Ha sete di te l’anima mia”.Avere sete è fondamentale. Anche Gesù ha sete. (Sono vari gli episodi in cui chiede di essere dissetato.Lo fa con la samaritana,sulla croce, con Santa Teresa di Calcutta).Il momento più bello è quando Gesù la chiama per nome: È allora che la Maddslena lo riconosce:
< Rabbunì!> e Gesù le affida il compito di portare l’annuncio della Risurrezione agli apostoli. È a lei,donna salvata che ha conosciuto il dolore in tante forme,che è affidata la gioia della Resurrezione. Per Gesù, sempre controcorrente, le donne sono preziose a iniziare da sua Madre. Santa giornata e auguri a tutte le Maddalene a iniziare da una mia ” nipotina”

(21 Luglio 2025 )Oggi noi della diocesi di Gaeta siamo in festa. Celebriamo la Madonna della Civita.Auguri a tutte le donne che hanno questo bel nome. Ho un paio di amiche, a me molto care, cui faccio gli auguri. Una volta in questa giornata l’aria risuonava dell’inno alla Madonna della Civita cantato dai gruppi che dall’alba salivano a piedi al santuario.
La Parola di oggi ci parla di fede. Di fronte alla drammaticità di certe situazioni siamo portati a rivolgerci al passato,ma il Signore ci vuole ben ancorati nel presente per poter preparare un futuro sempre sotto le sue ali.In Es 14,5-18 gli Israeliti rimpiangono la schiavitù.Certo doveva essere un momento altamente drammatico per rimpiangere le “cipolle d’Egitto”! Il Signore è al loro fianco tramite Mosè e continua a guidarli.Il canto che alzano gli Israeliti dopo il passaggio del Mar Rosso, è stupendo,forte, liberatorio:”Mia forza e mio canto è il Signore// egli è stato la mia salvezza “( Es 15). In Mt 12,38-42 scribi e farisei chiedono a Gesù un segno.La risposta è un “no” perché il loro è un cuore indurito cui non interessa la verità.Di segni Gesù ne aveva fatti tanti(non tutti sono narrati nei vangeli), ma nulla sarebbe bastato a chi non vuole credere.Il Signore ha continuato e continua a darci segni,ma dobbiamo avere il desiderio di “vederli” e ciò avviene se facciamo posto a Dio nella nostra vita.Egli ci ha fatto il grande dono di affidarci a Maria e di Lei ci fidiamo ciecamente. Santa Maria della Civita, prega per noi!

(20 Luglio 2025)Più vado avanti con gli anni, più mi rendo conto che non è facile tradurre,con meno parole possibili ,la bellezza delle letture che la liturgia ci offre. Che il Signore mi perdoni!In Gn 18 Abramo è davanti alla sua tenda. Siamo alle Querce di Mamre ed è l’ora più calda del giorno. All’improvviso vede davanti a sé tre uomini, corre loro incontro e offre tutta l’ospitalità possibile. I tre l’accettano e nel salutarlo gli annunciano che Sara sua moglie,ormai avanti negli anni, avrà un figlio.Qualcuno dice che solo dopo averlo incontrato, comprendiamo che siamo stati visitati dal Signore. Il vangelo di Lc 10,38-42 ci presenta un episodio della vita quotidiana di Gesù. È in casa di amici (a Betania,pochi km da Gerusalemme, ma in questo momento non è la cosa più Importante), mentre è importante dire che è in una casa,tra amici ed è in questo contesto che risaltano Marta e Maria,sorelle di Lazzaro e tutti e tre amici intimi di Gesù.Si mette in evidenza il carattere delle due. Una rappresenta il sevizio,l’altra l’ascolto. Le due in realtà si completano. Quando Gesù dice a Marta, che gli chiede aiuto ,che Maria si è scelta la parte migliore e che non deve affannarsi per cose che in realtà contano poco, vuole far capire che il servizio senza la forza dello Spirito perde molto della sua efficacia.Se il servizio diventa un’abitudine perde la bellezza del dono che passa per l’amore che ci rende Chiesa.
Quante volte ci capita di trascurare le persone( amici,ma anche familiari) perché dobbiamo
“spicciare”! Cerchiamo di farlo un pochino meno,un passo alla volta. Il Signore è paziente oltre che fedele!
Santa XVI domenica del T.O.

(19 Luglio 2025)Es12: gli Israeliti partirono in fretta da Ramses verso Succot, affidandosi e confidando nel Signore. “Notte di veglia fu questa per il Signore”(Es12)
È l’inizio del cammino verso la salvezza. In Mt12,14-21 leggiamo che i farisei cercano Gesù per ucciderlo. Egli non risponde con gesti eclatanti, alzando la voce,ma facendo del bene senza rumore:”Egli guarì tutti e impose loro di non divulgarlo perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo di Isaia”. Quello che Gesù vuole è fare la volontà del Padre e questa volontà passa per il servizio.
” Ecco il mio servo,che io ho scelto…nel quale ho posto il mio compiacimento!” Oggi come allora l’umanità ha bisogno della Buona Novella, cioè di giustizia perché se non v’è giustizia non può esservi la pace. Essa si costruisce giorno per giorno,con piccoli gesti prima che con gli incontri ad alto livello.
Cerchiamo di fare gesti di pace ogni giorno,con coraggio,forza e umiltà. Siamo noi le mani del Signore. Santa giornata

(18 Luglio 2025)Nel tempo ordinario la Parola di Dio ci offre sempre spunti straordinari. Il vangelo è da Mt 12,1-8. È sabato. I discepoli di Gesù passano tra i campi di grano e raccolgono spighe per mangiare.
” Ecco,i tuoi discepoli stanno facendo ciò che non è lecito fare”.Gesù li richiama al vero significato della Legge che è quello di rendere migliore l’umanità. La Legge ha valore in quanto difende i deboli,gli orfani,gli emarginati, coloro che non possono o non sanno difendersi dall’arroganza di chi usa potere e ricchezza per fare il proprio interesse.Prima c’è l’uomo.
” Misericordia io voglio,non sacrifici”. L’etimologia di questo termine ci dice che avere pietà non basta, dobbiamo metterci il cuore e dobbiamo imparare a farlo.
Nel Benedictus:
“Così egli ha concesso la sua misericordia
ricordandosi della sua santa alleanza “. Anche nel Magnificat, canto stupendo, in cui sentiamo forte la presenza dello Spirito Santo, leggiamo:” di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono”.
Nel momento in cui siamo misericordiosi, è allora che entriamo ancor di più in comunione con Dio.In Mt12 Gesù si scontra con i farisei che in quel momento rappresentano la parte peggiore dell’uomo,quella per cui basta salvare la forma e tutto è a posto. Ma noi,amici e fratelli di Gesù sappiamo che non è così. Sempre pregando per la pace, santa giornata .🙏🏻💚

(17 Luglio 2025)La liturgia continua a farci leggere dell’Esodo.La domanda che Mosè rivolge al Signore è nella logica delle cose.Mosè sta vivendo una esperienza travolgente,
inaspettata,ma si rende conto che non è facile spiegarla( tra l’altro è balbuziente), per questo chiede a chi i parla di dire il suo nome. < Io sono colui che sono…Dirai agli Israeliti:”Il Dio dei vostri padri,il Dio di Abramo, il Dio di Isacco,il Dio di Giacobbe, mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre”.Quanto hanno scritto e quanto scrivono e scriveranno dotti,sapienti,filosofi su queste parole! Personalmente accetto con tutto il cuore le parole dette a Mosè e non desidero altro che godermi il mio Signore. So che non mi abbandonerà. Di prodigi,di segni ce ne ha dati tanti e ce ne continuerà a dare tanti.È nella sua natura.
Il vangelo, Mt11,28-30 è un balsamo per i cuori feriti. Credo che Gesù volesse proprio questo quando le pronunciò. Voleva farci arrivare l’essenza dello spirito della speranza.È come se ci dicesse:” Io sono con voi e non per darvi una pacca affettuosa e consolatoria sulla spalla, ma sono nel vostro quotidiano per illuminare il vostro buio,per aiutarvi a portare la vostra croce! Si rivolge soprattutto agli umiliati, agli oppressi,agli indifesi,ai calpestati nella dignità. Non è utopia pensare di realizzare nella vita di ogni giorno un mondo più giusto, rispettoso dell’uomo in quanto essere in cui c’è il
“soffio”di Dio. È un desiderio di Gesù.” Venite a me…troverete ristoro…il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero.”
Santa giornata ❤️

(16 Luglio 2025) Oggi la Chiesa e tutta la comunità cristiana festeggiano la Santa Vergine del Monte Carmelo. Auguri a quanti portano questo bel nome a iniziare dalla mia mamma che è già in cielo.La liturgia ci sta proponendo il libro dell’Esodo, lettura sempre avvincente e coinvolgente. Mosè ha trovato rifugio presso Ietro, sacerdote di Madian,ne ha sposato una delle figlie, Sefora.La immagino donna paziente, innamorata, forte e saggia. Non è cosa da poco essere la moglie di uno come Mosè!
Mentre conduce il gregge al pascolo,Mosè vede un roveto che arde,ma non si consuma. “Il Signore vide che si era avvicinato a guardare. Dio gridò a lui:
< Mosè, Mosè!>
Rispose: e così inizia l’Esodo.” Io sono il Dio di Abramo di Isacco,di Giacobbe”. Io sono il tuo Dio,tuo Padre,e tu “togliti i sandali perché il suolo che calpesti è sacro!”Quando sei davanti a me togli tutti i peccati,tutti i lacci che ti legano al mondo perché entri in un’altra dimensione, una dimensione che sa di cielo.È questo che viviamo nell’Eucaristia, dono immenso che Cristo ha voluto farci e che si rinnova ogni volta che ci accostiamo ad essa.In Mt 11,25-27 in due versetti sentiamo quanto è forte il legame che unisce la SS Trinità e la lode che sale dalle labbra di Gesù rende tutti noi partecipi della gloria di Dio. Gesù ci chiama fratelli,siamo famiglia.” Ti rendo lode,o Padre,…perché hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli”.Ci siamo anche noi!Il Signore è al nostro fianco,
“per pascoli erbosi mi conduce”( sal 22).Ci chiama “piccoli” perché ci vuole con l’animo di un bambino,senza “sandali” per entrare in comunione con Lui e con i fratelli. Santa giornata

(15 Luglio 2025)Oggi la Chiesa ricorda San Bonaventura da Bagnoregio, vissuto nel XIII secolo, contemporaneo di San Tommaso d’Aquino.Servì l’ordine francescano con tutto se stesso. Grande Santo! Doveva essere molto amareggiato Gesù per pronunciare le parole che leggiamo in Mt 11:”Guai a te Corazin! Guai a te Betsaida!.. Tiro Sidone saranno trattate meno duramente di voi.E tu, Cafarnao…” Erano i luoghi dove Gesù aveva fatto quelli che Giovanni nel suo vangelo chiama
“segni”, ma quando il cuore indurisce non riesce a vedere il buono e il bello che ha intorno.Mio marito ripeteva spesso un proverbio:” se l’asino non vuole bere, non lo fa nemmeno se fischi la Traviata”.Se ci fermiamo un momento a riflettere ci accorgiamo che molto del disagio giovanile ( ma non solo), del “male di vivere” delle persone derivi dal fatto che non si “sente” la vita come un dono,ma come qualcosa da sfruttare per stare senza pensieri,senza problemi.Ma non siamo stati creati per questi orizzonti così limitati.Il Signore ci ha creati per farci partecipare alla sua gioia e la via della salvezza,pur con tutte le sue difficoltà, cadute,inciampi, è quella che sentiamo nostra. D.M. Turoldo in una sua preghiera- poesia canta:
“Io penso che il dolore,la malattia,la morte non sia soltanto il dramma dell’uomo, ma anche di Dio”.
Il Signore ci propone il suo progetto,lo scrive nel nostro cuore e questo progetto sta lì, richiama la nostra attenzione con l’ansia della ricerca. Parafrasando quella bellissima preghiera di Sant’Agostino preghiamo:
“Tu eri con me,ma io ero lontano da te; ti prego rompi la mia sordità perché io possa sentire la gioia di essere tuo figlio”. Santa giornata

(14 Luglio 2025)Le letture di oggi sono una sferzata di energia. Gesù in Mt10 ci dice che il Signore non ama essere messo al pari o dopo qualsiasi altro a13.Ma non solo,infatti ci dice anche di amare la propria croce:”Chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me”…In virtù del nostro battesimo siamo chiamati a fare una scelta radicale che vuol dire scegliere la santità e perciò confrontarci con le nostre debolezze,le nostre abitudini che finiscono col diventare delle prigioni. “Sono venuto a portare la spada” a sfondare tutto ciò che nasconde il disegno di Dio.Il Signore non ci chiede cose grandi, parla di carezze,di cure,di sorrisi,di bicchieri d’acqua. Il volto di Dio è tra gli ultimi.Noi dobbiamo solo aprire la porta, il resto lo farà Lui.
“Ma quanto più opprimevano il popolo, tanto più si moltiplicava e cresceva”( Es1).
Sempre pregando intensamente per la pace, santa giornata

(13 Luglio 2025)XV domenica T.O. 1^ lett. Dt 30:” obbedirai alla voce del Signore osservando i suoi comandi e i suoi decreti”… I comandamenti ci aiutano a non allontanarci da Dio. Essi sono scritti nel cuore dell’uomo.Il primo ci dice che dobbiamo amare il Signore con tutto il cuore,con tutta l’ anima, forza e con tutta la mente; il 2°è:amerai il prossimo tuo come te stesso. Dobbiamo amare Dio in pienezza.Dice bene il salmo 18:”Legge del Signore è perfetta/ rinfran ca l’anima”. Ci ristora,ci sostiene,ci rassicura e nel frattempo ci mette in discussione con noi stessi,con i nostri dubbi,con i nostri periodi bui,con le nostre fragilità. Paolo in Col 1 ci vuole allo stesso tempo stimolare e rassicurare: “Cristo Gesù è l’immagine del Dio invisibile… perché in lui furono create tutte le cose. “
In Lc10 un dottore della legge vuole mettere alla prova Gesù: Gesù parte dal 1° comandamento.
È sull’amore che sappiamo donare che è fondata la salvezza.Il Signore ci dice di amarlo con corpo e anima, con passione e intelligenza e nello stesso modo dobbiamo amare il prossimo. Ma chi è il prossimo? Gesù allora narra la parabola del Buon Samaritano. Narra di un uomo qualunque che mentre è per strada viene derubato, picchiato a sangue e abbandonato sul ciglio della strada. Passa un sacerdote, ma non si ferma,va oltre; Passa un levità e va anch’egli oltre. Eppure qualcosa di misericordia avrebbero dovuto saperlo! Passa anche un Samaritano,uno che i Giudei ritenevano peccatore a prescindere, questi si ferma,non va oltre,non lo prende nemmeno in considerazione.
Scende dalla cavalcatura,gli lava le ferite con il vino,le lenisce con l’olio,le fascia( e non era un OSS!). Ma non basta: lo porta la locanda , lo affida all’oste perché lo curi e se non basterà il denaro gliene darà dell’altro al ritorno.Quanti buoni Samaritani abbiamo incontrato nella vita! A parte i santi( Santa Teresa di Calcutta per tutti) ma anche chi non è stato riconosciuto tale. Mi viene in mente padre Domenico De Rosa,un trinitario,che accoglieva, ricorreva tossici e alcolisti e non pensava mai a sé stesso.Ho nel cuore qualche aneddoto molto esplicativo. Quante cose mi ha insegnato, quanto affetto aveva per le famiglie! Con lui penso a tanta gente comune che lo aiutava in silenzio e gratuitamente. Persone che non sanno cosa sia andare “oltre”, ma sanno rimboccarsi le maniche. Santa domenica

(12 Luglio 2025)Sempre più, andando avanti negli anni,dalla lettura della Parola,mente e cuore cercano la tenerezza di Dio e la trovano. Questo accade forse perché nell’ormai cammino dei giorni ho visto quanti dolori,quante tragedie derivano dall’uso della forza, della violenza( anche se mascherata). Avere il coraggio del perdono per arrivare alla pace è molto più difficile della vendetta,ha bisogno di più determinazione.
Per farlo abbiamo bisogno di attingere alla fonte della speranza. Come ad esempio
quando in Gen 49 Giuseppe rassicura i fratelli:” Se voi avete tramato del male contro di me,Dio ha pensato di farlo servire per un bene”. Ma ancora di più ispirano speranza e tenerezza le parole di Gesù in Mt10:< Non abbiate paura… Quello che io dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo…>Sembra rivolto proprio a noi. Io lo leggo in tutto quanto ci induce a possedere cose,ad agire secondo mode (oggi si dice: trend) che in realtà non ci appartengono.
Ma tocca sempre il mio cuore quel:” Due passeri non si vendono per un soldo?…Perfino i capelli del vostro capo sono contati…voi valete più di molti passeri!”
Con questa certezza andiamo incontro al nuovo santo giorno!

(11 Luglio 2025)Oggi la Chiesa ricorda San Benedetto,il fondatore del monachesimo in Europa. Sappiamo che per la sua regola trovò ispirazione anche nel nostro Monastero di San Magno. Penso che non sia un caso se uno degli affreschi( tra i meglio conservati) narri un episodio della sua vita. Mia madre ci teneva molto a dare risalto a questo giorno perché il suo amato papà si chiamava Benedetto: In questo giorno,nel 66,moriva anche mia nonna Teresa,sua moglie. Da poco ho scoperto che era terziaria francescana e mi sono state chiare molte cose.Le radici contano, eccome! In Mt19 Pietro chiede a Gesù cosa avrebbero avuto in cambio loro che avevano lasciato la famiglia,il lavoro, tutti gli affetti per seguirlo.Gesù gli risponde rassicurandolo. Chi lascerà tutto per seguirlo avrà in cambio la gioia eterna: starà sempre con lui,perciò avrà molto, molto di più.
” Nulla anteporre all’amore di Dio” diceva San Benedetto. Ma per giungere a questa unione così bella,che completa la vita dell’uomo nella maniera che Gesù vuole. E questo è possibile se si accoglie la Parola,se la si custodisce come cosa preziosa,se sentiamo l’urgenza della preghiera e chiediamo allo Spirito l’intelligenza che ci occorre per capire:” Allora comprenderai l’equità e la giustizia,la rettitudine e tutte le vie del bene”( Pr2,9)
Sempre pregando per la pace,santa giornata

(10 Luglio 2025)Sempre ringraziando il Signore per questa gioiosa e inaspettata frescura, iniziamo il nuovo giorno.
La 1^lett.è sempre da Gen 44.Continua a raccontare con molti particolari l’incontro di Giuseppe e i fratelli. Drammacità, dolore,lotta interiore da ambo le parti,il dolore mai sopito di Giacobbe per la perdita di Giuseppe e il timore di perdere Beniamino, l’altro figlio avuto dall’amatissima Rachele.Ma
anche l’ansia dolorosa di Giuseppe che vede realizzare il disegno che Dio ha tracciato per lui.< È ancora vivo mio padre?> Chissà quante volte,nel dolore,ma anche nella vita agiata,aveva ricordato quando stava con suo padre, ne ascoltava i racconti e gli insegnamenti.
Si conoscevano bene padre e figlio,tanto che Israele aveva voluto per lui quella “veste dalle lunghe maniche”.Vediamo come i tempi di Dio non sono i nostri,come le sue strade hanno deviazioni impreviste. Penso a tutte le “regole” per organizzare un pensiero logico: deduzione, induzione, i famosi (a volte divertenti e intriganti) sillogismi… Certo il Signore è semplice e complesso nello stesso tempo perché è per tutti( la saggezza dei semplici, dei puri di cuore!) Il vangelo di Mt 10 mette in evidenza la gratuità, una gratuità fortemente legata alla fede, una fede che nasce da un confidare in pienezza,ma anche dalla certezza di essere nel palmo della mano di Dio, nel suo grembo.La preghiera,intesa come intenso momento di intimità con Lui,ci sostiene. Sarò ripetitiva,ma quell’ agostiniano modo di vederla come un ritornare”in sinu Patris” è stupendo! Gesù ci indica come deve avvenire l’annuncio: “guarite… purificate… scacciate demoni,risuscitate…” chinatevi sul dolore del mondo e fate quanto potete!
Basterà, perché quello che manca ce lo metterà Lui!
Quante cose si dovrebbero dire!
Santa giornata

(09 Luglio 2025)Questo freschetto mattutino è una delizia! Siamo già al 9 luglio!
Gesù chiama intorno a sé i Dodici,dà loro il potere di scacciare i demoni e di guarire ogni infermità e aggiunge una raccomandazione:”rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute di Israele…Vuole che l’annuncio sia accompagnato da gesti gi guarigione,di speranza. Facendosi uomo,Gesù lo è in pienezza,per questo ne conosce tutti gli aspetti. Sa come è dura la vita!Ogni volta che mi trovo ad affrontare problemi ,anche a condividere quello che accade,mi rammento quel versetto che recita:” a ogni giorno basta l sua pena!” Il mondo è pieno di dolore che molto spesso viene da scelte sbagliate,da visioni ristrette,da comportamenti distruttivi.Nella 1^ lettura,Gen 41/42, Giuseppe incontra i fratelli, ma,lo sappiamo,non si fa riconoscere, ascolta i loro discorsi e sente il bisogno di piangere. È un pianto liberatorio. Sa che i fratelli sono consapevoli del male compiuto.
Nel.vangelo di oggi,Mt10, si tocca con mano la tenerezza di Gesù:”Strada facendo predicate che il regno di Dio è vicino”. Guarigione e speranza, sono due doni fondamentali per tutti noi! Lode al Signore:
” ma il disegno del Signore è su chi lo teme…
per nutrirlo in tempo di fame”
( sal 32)
Santa giornata

(08 Luglio 2025)Quanta ricchezza di spunti meditativi nelle letture di oggi! In Gen 32 Giacobbe resta solo,nella notte lotterà con un uomo misterioso.

Di questa lotta gli rimarrà il segno perché si slogherà il femore e zoppicherà tutta la vita.All’alba chiede all’uomo con cui ha lottato, di benedirlo e comprende che ha lottato con il.Signore:
“Davvero ho visto Dio faccia a faccia eppure la mia vita è rimasta salva!” ( Gen32).
È l’incontro con Dio che ci trasforma e ci permette di far emergere quanto abbiamo dentro sia di buono che di meno buono. Ciascuno nella misura che può. Un Mt 9 Gesù guarisce un muto indemoniato. Come sempre genera stupore,come sempre c’è chi contempla l’accaduto e loda il Signore partecipando alla gioia di una guarigione e chi deve trovarci qualcosa di losco,perché non sa arrendersi al bene. Matteo racconta di come Gesù percorresse instancabilmente città e villaggi entrando nel quotidiano delle persone,infatti “insegnava nelle sinagoghe,ma nel frattempo che annunciava, “curava ogni malattia e ogni infermità”.Prova ” compassione” per le folle affaticate, stremate,ma che hanno bisogno, desiderio di ascoltarlo e ne riconoscono l’autorevolezza. Ecco perché Gesù non può fare a meno di richiamare l’attenzione dei suoi sul problema e li incita a pregare perché il Signore mandi gli “operai per la messe”.Compito questo quanto mai faticoso, impegnativo, delicato( abbiamo tanta letteratura in questo campo,pagine molto intense…) Compito di noi laici è di accompagnarli perché facciamo parte della stessa ecclesia e uno dei modi più sicuri è la preghiera.
Santa giornata

(07 Luglio 2025)Mi chiedo spesso perché i racconti della Bibbia ,anche se ascoltati molte volte,continuano ad affascinarci. Tutto è “sempre antico e sempre nuovo”( non ricordo più chi lo scrisse; ah l’età!)L’incontro tra Isacco e Rebecca ha una poesia tutta sua;ogni parola ne sottintende altre,va oltre.
“Isacco uscì fuori…a svagarsi per la campagna… alzando gli occhi vide venire i cammelli.Alzò gli occhi e vide Rebecca… Isacco introdusse Rebecca nella tenda che era stata di sua madre Sara; si prese in moglie Rebecca e l’amò
Isacco trovò conforto…”
(Gn24). Essenziale, ma con una forza espressiva che solo la poesia sa dare. È il senso dello stare insieme,dello scegliersi giorno dopo giorno, dell’andare avanti sorretti da grazia del sacramento.( 63 anni fa in questo giorno mi sono sposata).In Mt 9,l’evangelista racconta della sua chiamata. Lo fa in 3^ persona,ma non per questo la narrazione perde di intensità. Mi piacerebbe tornare a Roma,in San Luigi dei francesi per poter contemplare il quadro del Caravaggio. Gesù chiama anche noi e ci chiede di imparare : “Misericordia io voglio,non sacrifici”. Impariamo ad amare. Non importa se il passo si fa incerto,se arranchiamo,se cadiamo…Lui ci rialza,ci prende per mano e ci conduce. Santa giornata