La 1^ lettura di oggi è da Gal 5,1-6. Paolo elenca le opere della carne: dissolutezze, gelosie, impurità…e le contrappone alle opere dello Spirito: bontà , fedeltà, magnanimità, umiltà, mitezza, dominio di sé…
Ci invita a camminare “secondo lo Spirito ” per giungere alla Carità che dello Spirito è il frutto più prezioso. Umiltà e mitezza portano alla libertà e alla verità. Non c’è verità senza libertà. In questo mese e in questo anno in particolare, il messaggio di San Francesco ci guida. Domenica scorsa la RAI ha trasmesso la vita di Biagio Conte, un laico che si spogliò di tutto e si fece fratello degli “invisibili”. Operare secondo lo Spirito vuol dire scegliere l’autenticità. In Lc11,42-46 Gesù, che è in casa di uno dei capi dei farisei, lancia un monito severo. Quel “Guai a voi, ripetuto quattro volte in quattro versetti risuona con autorità. Cosa vale pagare la decima su ogni cosa se poi non ti accorgi che chi ti è vicino ha bisogno di aiuto? Siamo chiamati a essere sale e luce. Credo che sia una delle immagini più poetiche per definire chi sceglie Cristo. L’ipocrisia non è del discepolo di Cristo. C’è una bella omelia di papa Francesco che ci fa riflettere su come l’ipocrisia faccia parte della vita, ma abbiamo la Parola che ci aiuta a non caricare di “pesi insopportabili ” chi ci è vicino, mentre noi non li tocchiamo ” nemmeno con un dito”. Sempre pregando per la pace e ringraziando il Signore perché l’intervento di papa Leone è andato bene, buona giornata
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