29^ domenica del T.O. i farisei e gli erodiani si riuniscono per cercare un modo per eliminare Gesù. Visto il clima che c’era in Palestina gli pongono la domanda se è lecito o no pagare il tributo a Cesare. Gesù fa subito una distinzione: “Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Parla di rendere, restituire perché noi non facciamo tutto da soli. Iniziamo dai nostri genitori che ci danno non solo la vita, ma ci sostengono facendo sacrifici perché possiamo arrivare a camminare da soli. Crescendo, se siamo persone obiettive e giuste, arriviamo ad apprezzare quello che hanno fatto con più chiarezza e gratitudine. Ma poi abbiamo la struttura sociale che ci sostiene: salute, istruzione… per questo dobbiamo pagare il nostro tributo. Gesù però rimarca anche che dobbiamo dare a Dio quanto è di Dio. I salmi cantano spesso la sua grandezza e come noi, sue creature amate, siamo a casa solo quando siamo con Lui. Dare a Dio quel che è di Dio è un monito ai potenti, a coloro che hanno in mano il destino dell’uomo. Mai calpestarne la dignità. Il Signore ascolta il grido di chi è nella prova e il suo amore è fedele. Oggi preghiamo con più intensità perché il messaggio arrivi al cuore dei potenti e trovino una via per la pace. Termino con un pensiero di don Tonino Bello, un pensiero di speranza:
” Siamo chiamati a essere i “re della pace”, tessitori di rapporti umani limpidi e carichi di tenerezza”. Santa domenica
Il Vangelo di ogni giorno. Domenica 18 Ottobre 2026
