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Ottobre 23, 2026

XXIIIdomenica del T.O. la 1^ lettura è da Ez 33: “Ti ho posto come sentinella per la casa di Israele”. È il compito che Dio affida al suo profeta e gli dice anche che gliene chiederà conto. Con il Battesimo anche noi diventiamo profeti, perciò siamo responsabili di quanto ci viene affidato.”I care” era il motto di don Lorenzo Milani. Mi prendo cura di te, si può fare. Il vangelo, Mt18,15-20, parla di correzione fraterna. Siamo nel pieno di quello che si definisce “discorso ecclesiale”. Gesù ci dice come dobbiamo curare il prossimo, iniziando dal fratello. Ci indica i vari modi in cui è opportuno farlo. Prima con il dialogo a tu per tu, senza estranei per esprimersi in totale libertà. Se non basta allora parlare in presenza di testimoni e , se neanche questo è sufficiente, portare la cosa davanti alla comunità. Infine, se non si giunge a una riconciliazione, allora che ognuno vada per la propria strada come estranei. Paolo in Rm 13 ci raccomanda:
“Non siate debitori di nulla a nessuno se non nell’amore vicendevole, perché chi ama ha adempiuto la Legge”. Paolo chiama la Carità ” pienezza della Legge”. Mi faccio spesso una domanda:
ma noi adulti sappiamo raccontare alle nuove generazioni cos’è la Carità?
Spesso la si confonde con l’elemosina. Modo facile e falso di intendere questa virtù.
In 1Gv 4,16 L’apostolo che Gesù amava ci dice che:” Deus Caritas est”. Parole che Benedetto XVI scelse per la sua prima enciclica. Ogni volta che dico o leggo questa frase, mi viene alla mente un ricordo. Avevo 14 anni ed ero un collegio. Si avvicinava il Natale e la madre direttrice ci fece una lectio sulla Carità. Fu una rivelazione che incise molto dentro di me.( chiedo scusa per questo “intermezzo così personale). Del vangelo di oggi porterò con me, tutto il giorno, l’ultimo versetto, quello in cui Gesù ci dice quanto gli piace stare in mezzo a noi, che ha così fiducia in noi, nella Chiesa, che tutto ciò che legheremo sua terra sarà legato anche in cielo e tutto ciò che scioglieremo sulla terra sarà sciolto anche in cielo. Conclude con una promessa:
” dove sono due o tre uniti nel mio nome, là sarò io, in mezzo a loro”. In comunione in dialogo, in relazione, allora avremo una vita nuova. Santa domenica