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Ottobre 23, 2026

Ottobre sta preparandosi ad andare via e lo fa come è nel suo stile: pioggia, sole, vento frizzantino. Lascia posto a novembre, porta dell’inverno. La 1^ lettura è da Ef 4,1-6. Paolo è a Roma in catene, ma non smette di portare Cristo Gesù al mondo perchè è a quello che è stato chiamato. In questi pochi versetti riesce a dirci tante cose. Ci invita a essere cristiani come vuole il Signore, per cui indica alcune qualità che il discepolo deve avere: dolcezza, magnanimità, umiltà. Essere umili vuol dire inchinarsi davanti al Signore, alla sua grandezza. Riconoscerci limitati, fragili. Spesso amo andare a cercare l’etimologia delle parole, come sono nate , trasformate e cosa dicono a noi. Umiltà viene dal latino humus e vuol dire terra, fango, ciò che sta in basso. È lo stesso di
” uomo”. Proprio perché è cosciente dei propri limiti che l’uomo sente in sé il bisogno di cercare Dio. “Come la cerva anela ai corsi d’acqua…” Il salmo di oggi è il 23: “Del Signore è la terra e quanto contiene”… “Chi potrà salire al monte del Signore?”…
Nel vangelo, Lc12,54-59 Gesù si rivolge alle folle e le rimprovera: “Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo non sapete valutarlo?” Più avanti invita a cercare la riconciliazione con l’avversario prima di arrivare in giudizio. Cercare la pace prima che tutto precipiti, è quello che dobbiamo fare. Educare alla pace è un compito da cui non si può sfuggire. Dice don Tonino Bello: “Non è il fucile che spara, ma il dito a premere il grilletto”. Anche Paolo in Ef4,1-6 ci invita a venirci incontro(ah, come sarebbe bello se potessimo prendere pillole per favorire la tolleranza!) Per questo raccomanda di venirci incontro “avendo a cuore l’unità dello Spirito per mezzo della pace”. Speriamo che chi ha in mano i destino del mondo abbia il coraggio della pace, la consapevolezza che quelli che chiamano “danni collaterali” non sono solo città rase al suolo, case distrutte, ma bambini, vecchi, tutti coloro che non possono difendersi; senza contare lo scempio di giovani vite distrutte. Come sempre il vangelo parla al cuore dell’uomo in qualunque momento storico. Signore, perdona la nostra cecità, aiuta la nostra fragilità che tu conosci meglio di noi. Perdonaci quando non sappiamo fare la tua volontà mentre Tu non fai mancare il pane quotidiano alla nostra mensa. Santa giornata