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Ottobre 22, 2026

È appena terminata la S. Messa su PadrePiotv. Cerco di terminare la mia meditazione prima dell’omelia di S.E. D.U. D’Ambrosio per confrontarmi e vedere se riesco a cogliere gli aspetti più importanti. È un arricchimento spirituale che mi fa bene perché è importante imparare nuove cose, specie alla mia età.
L 1^ lettura è da Ef3,14-21. Il breve passo di stamattina è di una passionalità strabiliante. Si sente il pathos che animava l’apostolo dopo la caduta sulla strada di Damasco. Il vangelo riprende da dove si è interrotto ieri:
Lc12,49-53. Gesù pronuncia parole forti: “Sono venuto a portare il fuoco…sono venuto a portare la divisione sulla terra…” Ci vuole consapevoli del dono che abbiamo ricevuto. Questo ci spinge a interrogarci a essere sempre alla ricerca della verità e vivere alla luce di essa. “Sono venuto a portare il fuoco…la divisione…” vuole dire che dobbiamo essere autentici non “cristiani da salotto”, bensì annunciatori del vangelo. Vuol dire affrontare le avversità, gli incontri come testimoni di quell’amore riversato in noi e che ci fa figli amati, e, come dice Paolo, “tempio dello Spirito Santo”. Arrivare a avere la consapevolezza dell’amore di Dio in tutta la sua “ampiezza, lunghezza, altezza e profondità (Ef3) ci ricolma della pienezza di Dio”( Ef3). Ma Paolo insiste perché questo potrà accadere solo se Cristo abita in noi attraverso una fede radicata e fondata sulla carità. Come non pensare all’Inno alla Carità dello stesso Paolo, momento di alta preghiera e di altissima poesia? Stiamo parlando di amore vero, profondo, che non ha bisogno di abbellimenti perché “basta a se stesso”. È a questo che siamo chiamati. M.L. King in una parola poesia ci dice : “sii sempre il meglio di ciò che sei”. Lasciamo che Gesù tragga da noi questo “meglio” che noi stessi conosciamo poco e diverremo
“operai nella vigna del Signore” come ci viene chiesto dal Battesimo. Sempre pregando per la pace, santa giornata.