Il vangelo è da Lc 8,19-21. Tre soli versetti ma quanto raccontano! Gesù risponde a chi gli dice che sua madre e i suoi fratelli lo cercano:
“Mia madre e i miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”. È una risposta che può sembrare sconcertante. Ma nei vangeli neanche uno iota è a caso. Gesù era un figlio amorevole. A Cana di Galilea tramuta l’acqua in vino solo perché glielo aveva chiesto la sua mamma. Pochi istanti prima aveva detto : “Donna,…non è ancora giunta la mia ora” Luca non riporta alcuna risposta, Maria però disse ai servi:
“Fate quello che vi dirà “. Non c’era bisogno di altro.Tra loro solo uno scambio di sguardi. Noi mamme parliamo con gli occhi. Anche quando sotto la croce Gesù affidò sua madre al discepolo che amava (era troppo preziosa, andava salvaguardata, protetta da chi sapeva amare), le parole sono solo quelle essenziali. L’amore vero più che di parole ha bisogno di gesti concreti, di amorevolezza, tenerezza. Gesù parla di ascolto, quello che fa spazio, vuoto nel cuore perché vi entri la Parola e diventi tutt’uno con noi. Il salmo 118 canta: “Dammi l’intelligenza perché io custodisca la tua legge”. L’ etimo di intelligenza viene dal latino: “inter”= dentro e “ligere”= leggere. Leggere dentro, capire per poi custodire e tradurla in vita concreta. Ecco che la Parola diventa “lampada per i miei passi, luce sul mio cammino” ( salmo 119). Accogliamo la Parola e iniziamo questo nuovo santo giorno.
Il Vangelo nella Vita di Ogni Giorno: Martedi 22 Settembre 2026
