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Settembre 26, 2026

La prima lettura è da Qoelet, ci invita a riflettere sulla caducità delle cose: “una generazione va, un’altra arriva. Non c’è intenzione di nuovo sotto il sole”. Ma non è così perché Dio ama ciascuno come persona unica, cara al suo cuore. Il salmo 89 è uno dei miei preferiti. Il salmista chiede al Signore di farlo giungere alla sapienza del cuore, gli chiede di insegnargliela. Insegnare vuol dire varie cose, tra cui il far capire, attraverso un metodo e una didattica un certo sapere. L’insegnamento non può esaurirsi in poche battute. Il salmista chiede al Signore: “Saziaci al mattino con il tuo amore: sia su di noi la dolcezza del nostro Dio”. Stupendo! Il vangelo è da Lc 9,7-9. Erode sente parlare di Gesù e chiede informazioni. È chiaro che si tratta di un profeta. Ma Giovanni lo aveva fatto decapitare lui, chi era quest’uomo? Nel capitolo precedente Luca aveva narrato molte cose. Gli apostoli che con Gesù andavano per città e villaggi a portare la Buona Notizia. Gesù narra la parabola del seminatore, guarisce un uomo posseduto da molti demoni, calma la tempesta, viene pregato da Giairo perché sua figlia sta morendo e nel frattempo una donna malata, all’estremo delle forze, guarisce toccando un lembo del suo mantello. Certo che se ne parlava! Tutto questo rende inquieto Erode. Pensava che uccidendo il Battista sarebbe stato al sicuro, ma ora non riusciva a sapere chi aveva davanti. “Chi è dunque costui?” Per questo
“cercava di vederlo”. Come è diversa la sua ansia da quella di Zaccheo! E noi, come cerchiamo Cristo, quale posto ha nel nostro cuore? Che il Signore, come fu per Agostino, rompa la nostra sordità e porti alla luce tutto il bene che possiamo fare e dare! Santa giornata, sempre pregando per la pace.