San Matteo Apostolo! Auguri a quanti portano questo bel nome! Le letture sono ricchissime di spunti. Dovrò stare attenta a non allargarmi troppo. In Ef 4, Paolo,
“prigioniero a motivo del Signore”, ci invita all’unità: “un solo Dio e padre di tutti… opera in mezzo a tutti ed è presente in tutti…a ciascuno è data la grazia secondo il dono di Cristo”. Quanto ci sarebbe da dire, da riflettere sul dono della Grazia! Sta a ciascuno di noi dimostrarlo, partecipare al canto del salmo 18: “il giorno al giorno ne affida il racconto// la notte alla notte ne trasmette notizia…//
Matteo nel cap. 9,9-13 racconta la sua chiamata. Gesù, passando, lo aveva visto al banco delle imposte. Era un pubblicano al servizio di Roma e per questo veniva considerato un peccatore. I loro sguardi si sono incrociati e Gesù lo ha chiamato. Questo, per me è il centro del
celebre quadro di Caravaggio nella cappella Contarini in San Luigi dei Francesi. Matteo stesso si presenta per quello che è: un pubblicano ed è conscio dei suoi peccati. Invita Gesù nella sua bella casa per un banchetto al quale parteciperanno i suoi amici, pubblicani anch’essi. ” Il vostro maestro mangia con i peccatori”. Ecco il veleno della discordia, amaro, acido, velenoso di chi non si accorge della trave nel proprio occhio, ma…
Gesù li sente e ha la risposta pronta: “Andate a imparare cosa vuol dire,
Misericordia io voglio e non sacrifici” (Os 6 6). Non è il rito, la liturgia solenne, studiata, perfetta quello che Gesù desidera, ma il cuore dell’uomo, specie se peccatore, specie se lontano e quando ciò si realizza è festa grande. Dice Santa Teresa di Calcutta:… “Continuate a riempire il vostro lume con gocce di amore e vedrete quanto è dolce il Dio che amate”. Vorrei continuare con altre cose, ma mi fermo qui. Sempre invocando che i potenti rinsaviscano, santa giornata.
Il Vangelo nella Vita di Ogni Giorno: Lunedi 21 Settembre 2026
