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Ottobre 15, 2026

Un dottore della Legge cerca si mettere in imbarazzo Gesù. Gli chiede:
“Maestro, cosa devo fare per ereditare la vita eterna?” Gesù risponde da maestro, infatti conduce l’altro a rispondere con ciò che già sa: le parole della Scrittura: “Amerai il Signore con tutto il tuo cuore….e amerai il prossimo tuo come te stesso”. Ma l’altro non si ferma: “Chi è il mio prossimo?”. Gesù risponde con la parabola del Buon Samaritano, dove ogni parola ha il suo peso e il racconto, scarno ed essenziale, scorre in modo chiaro. ” Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico…” incappa nei briganti che non solo gli tolsero tutto, ma lo bastonarono e lo lasciarono a terra con ferite gravi. Passò prima un sacerdote, poi un levita, ma non fecero nulla, eppure erano “addetti ai lavori”! Infine Passò di lì un samaritano. Samaritani e Giudei sono nemici, l’uomo però non chiese né da dove venisse né se avesse denaro. Il testo di Luca, cap.10, ci dice: “passandogli accanto lo vide e ne ebbe compassione”.
È quel “vide” che cambia la scena. Quante volte guardiamo, ma non vediamo! I motivi sono vari: non ci vogliamo sporcare le mani, abbiamo paura di soffrire, siamo concentrati nel nostro dolore così tanto che non c’è posto per altro, l’egoismo… Peccato perché entrare in empatia con gli altri ci arricchisce. I Santi sono coloro che hanno saputo guardare oltre, che hanno tradotto in concreto quel : “Va’ e anche tu fai così “. Ieri abbiamo festeggiato l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Abbiamo visto cosa c’era ad Assisi e come il suo messaggio e la sua breve vita diano ancora frutti fecondi. Il sole ormai è sorto, il cielo non ha più sfumature rosa e noi andiamo ad affrontare un giorno nuovo. Che sia di lode al Signore. Santa giornata.