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Ottobre 10, 2026

La Chiesa tutta oggi ha messo al centro la Natività di Maria. A Gerusalemme c’è la chiesa dedicata ai Santi Anna e Gioacchino. I vangeli apocrifi narrano e tramandano la loro storia. Festeggiamo Maria, ma in realtà festeggiamo l’Incarnazione.
Nel lungo elenco che Matteo fa nel primo capitolo, non leggiamo solo un elenco di nomi, ma il cammino dell’umanità per giungere alla nascita di Gesù Cristo.
“Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe… ” e così via fino a “Giuseppe sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo”. Una sequela di nomi che parlano di vita vissuta, di peccato e di rinascita, come ci insegna la storia. Tutto però ci dice come Dio si sia calato in questa comunità così varia per essere un uomo come tutti. Nello stesso momento sentiamo l’opera dello Spirito Santo. Per questo
” una generazione narra all’altra”. Cantano così alcuni salmi che amiamo cantare con tutto il cuore.
Quanto dobbiamo a Giuseppe, non un dotto, non un intellettuale, uomo che nel sogno parla con gli angeli, li ascolta e ne custodisce il messaggio nel cuore. In silenzio, a fianco di Maria accoglie anche lui il disegno di Dio. Mi viene in mente un pensiero di don Tonino Bello, il quale ci spinge a uscire dal nostro comodo “privato” e vivere nel mondo: “Che la nostra vita sia aperta agli altri con generosità, perché questo è il disegno di Dio che Maria ha realizzato e continua a realizzare:
” Non rovinatevi la vita facendo il giro della stanza: introducete il cielo nella stanza”
Da credenti e anche da non credenti, solo perché facciamo parte di questa umanità così varia e tormentata, non possiamo tirarci indietro. Santa giornata