L’inefficienza dei comuni sulle spalle delle persone con Disabilità
I diritti non si perdono soltanto quando vengono negati apertamente. Si indeboliscono anche quando non vengono attuate le condizioni necessarie per esercitarli. Per questo continueremo a vigilare, documentare le criticità, porre domande e chiedere risposte.
Invitiamo le persone con disabilità, le famiglie, le associazioni, le realtà indipendenti, i politici con la P maiuscola e quanti condividono questi principi a seguire il nostro lavoro, a informarsi e diffondere i nostri contributi. Non chiediamo attenzione di facciata, ma attenzione consapevolezza e partecipazione attiva.
Esempio: a Casoria Sindaco, Vice Sindaco, Assessori e una buona parte di consiglieri sono sempre impegnati in commissioni, riunioni, locandine, post sui social, tagli di nastri e ricorrenze e festicciole varie. Nemmeno nel Paese di Bengodi si osa tanto!!!!
Parlano di disabilità, precarietà e povertà, ma dirigenti e funzionari comunali producono per i politici decine e decine di pagine (che per la maggior parte e un copia e incolla) che poi loro (i politici) si spendono con post locandine sui social, tagliano nastri fanno selfie, foto per generare una percezione di vicinanza e vicendevole solidarietà (una vera e propria messinscena politica).
Gli obiettivi principali sono: 1) Intercettare Finanziamenti Pubblici e 2) Giustificare le loro poltrone (attualmente ben retribuite)
Creano o partecipano a corsi di formazione sterili che non creano veri sbocchi e tirocini infiniti sottopagati, senza alcuna prospettiva di assunzione finale.
Creano solo burocrazia, per favorire sempre i soliti, che poi li disperdono in mille rivoli.
I veri beneficiari nella migliore ipotesi raccolgono le “briciole” o addirittura nemmeno riescono a prendervi parte, perché non ha gli strumenti per interpretare il loro cosiddetto “legalese”
La verità è che per risolvere molti problemi che attanagliano i VERI disabili non servono sempre centinaia di migliaia euro: ma volontà politica, conoscenza reale dei fatti e professionalità.
Mettersi a lavorare sul serio, in parole semplici e con azioni dirette, non porta né voti né visibilità.
Se un diritto non può essere spiegato in cinque righe ed essere accessibile a chiunque, non è un diritto. È solo un imbroglio per mantenere in piedi un “carrozzone” che campa sulla pelle della povera gente.
Il Paradosso è che Il disabile procura il lavoro ai cosiddetti normodotati.
