La 1^ lettura è da 1Cor3. Paolo, rivolgendosi alla vivace comunità di Corinto fa loro notare come le loro divergenze li allontanino dal Signore. Siamo davanti a quelle piccole, sottili discussioni che papa Francesco chiamava: chiacchiericcio
L’apostolo chiede loro: “Ma che cosa è mai Apollo? Che cosa è Paolo? Servitori…Io ho piantato, Apollo ha irritato, ma era Dio che faceva crescere… Siamo collaboratori di Dio e voi siete il campo, edificio di Dio.” Le lettere di Paolo, le epistole, come venivano chiamate una volta, emanano una forza straordinaria, hanno una potenza tale che ce le fa sentire vicine, attuali a XX secoli di distanza. Paolo ci dice che noi siamo campo di Dio, siamo edifici di Dio. Riflettendoci un po’, per evitare di cadere nell’ovvio, nell’abitudine, mi sono andata a cercare l’etimologia del sostantivo edificio e, anche, del significato allegorico. Viene dal latino: aedes= casa e facere, verbo fare (irregolare). Fare casa e per casa intendiamo mura sicure che proteggono, ma dicono anche chi siamo. Una casa non si costruisce in poco tempo. Scavare le fondamenta, mettere pietre, mattoni, costruire pilastri…tutto con cura perché deve durare. Noi siamo così. Ogni giorno impariamo qualcosa, risolviamo problemi, ogni giorno chiediamo risposte, ogni giorno abbiamo bisogno di unirci in preghiera con Dio. Luca ci porta a Cafarnao, in casa della suocera di Pietro. Scavi archeologici l’hanno individuata. La suocera di Pietro è in preda a una grande febbre. Chiedono a Gesù di guarirla e Lui lo fa con il suo stile, infatti ” sì chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò
E subito si alzò in piedi e li serviva”. Quanta gioia si percepisce da queste parole! C’è la gioia dell’incontro e della guarigione. Luca ci dice ancora che gli portarono molti malati e da tanti uscivano dei demoni che gridando gli dicevano che sapevano chi era: il Figlio di Dio! Gesù cerca di ritirarsi in preghiera, ma gli è difficile. Cercano di trattenerlo, ma risponde che non può, altri aspettano il lieto annuncio del regno di Dio. Tra quegli altri ci siamo anche noi. Santa giornata.
Il Vangelo nella Vita di Ogni Giorno: Martedi 2 Settembre 2026
