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Settembre 8, 2026

Diamo il benvenuto a settembre con la speranza di un pochino di refrigerio, ma la questione è complessa, lo capiamo. Come sempre la Parola che la liturgia ci offre da meditare è ricca di spunti.
In 1Cor 2 Paolo ci dice che “l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello spirito di Dio: esse sono follia per lui”.
Ma: ” ora noi abbiamo il pensiero di Cristo” che ci dà forza e ci avvicina al Padre. Nel salmo 144 cantiamo: ” la sua tenerezza si spande su tutte le sue creature”. È un pensiero che rende bello questo nuovo giorno. Il vangelo è da Luca, cap 4,31-37. Gesù è a Cafarnao e ” in giorno di sabato insegnava alla gente”. Era una sinagoga importante. I resti sono maestosi. “Nella sinagoga c’era un uomo posseduto da uno spirito impuro ” Il male si annida dovunque e opera senza stancarsi. Ma quello spirito impuro riconosce subito Gesù: “Basta! Che vuoi da noi Gesù Nazareno? Io so chi tu sei: il santo di Dio!” Gesù gli dice di fare due cose: ” Taci! Esci da lui!” Come sempre si china sull’uomo ferito dal male e lo guarisce. Il demone esce da quella persona che torna a stare bene. Tutti i presenti sono stupiti dalla potenza della parola di Gesù.
” Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?”
La Parola di Dio ci accompagna tutta la vita ricordandoci quanto ci ama. Come non pensare a Is 55,10-11:” Come la pioggia e la neve scendono giù dal cielo…e non se ne vanno senza aver fatto ciò per cui erano state mandate…”
(cito a memoria). Sant’Agostino la paragonava a un seme messo nel cuore dell’uomo. Preghiamo perché il seme fiorisca e dia frutto. Santa giornata