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Settembre 7, 2026

Oggi la Chiesa venera Sant’Elena, madre molto amata di Costantino il Grande. Fu lei che lo spinse a promulgare l’Editto di Milano così importante per i cristiani. Era di origini utilissime e aveva una fede grande che la portò a Gerusalemme per cercare la croce su cui era stato crocifisso Cristo. Nella basilica del Santo Sepolcro c’è la cappella dedicata a lei. Vi si respira un’aria particolare in un silenzio carico, denso di amore. Mentre si scende per andarci, si passa vicino a un pezzo di colonna. La tradizione la indica come quella a cui venne legato Gesù per essere flagellato. Auguri a tutte le Elena, conosciute e non. Il vangelo di oggi, Mt18,23-30 parte da dove è finito quello di ieri, anzi ne riprende l’ultimo versetto. Il giovane ricco è andato via triste. Quel giovane Rabbi gli ha fatto balenare davanti orizzonti nuovi, ma lui non ce l’ha fatta a dare quel taglio netto di cui parlava Gesù. Il denaro, la ricchezza sono padroni esigenti. Falsano il modo di vedere la realtà e, di conseguenza, il modo di vivere.
Mia madre ripeteva spesso un detto antico:”il mare più tiene e più vuole.” Gesù è lapidario con il suo “è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli”.
Gli apostoli sono senza parole. Si chiedono chi potrà salvarsi. Pietro lo chiede al Maestro senza giri di parole.
“Ecco, noi che abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito, cosa ne avremo?”
La risposta di Gesù è stupenda: chi avrà lasciato affetti, cose, lavoro per seguirlo, avrà cento volte tanto Avrà la vita eterna. In questo mondo nuovo i primi saranno gli ultimi e gli ultimi primi. Gratuitamente.
Santa giornata