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Novembre 7, 2026

La liturgia ci fa meditare ancora il vangelo di Luca, cap 6,39-42. Gesù ci invita alla misericordia.
” Può un cieco guidare un altro cieco?… Un discepolo non è più di un maestro, ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro”. La correzione fraterna è un compito delicato e difficile perché passa per una conversione interiore e questo, come diceva, se non ricordo male, Sant’Agostino, è per l’uomo il viaggio più lungo.Tutti siamo infatti portati a non “vedere” i nostri peccati, i nostri errori con obiettività. In genere siamo concilianti con noi stessi, vedendo solo la verità che ci piace. Per questo Gesù ci chiama “ipocriti”. Enzo Bianchi, grande cristiano, morto da poco, fondatore di Bose, scrive che “Ciò che vediamo negli altri come trave, lo sentiamo in noi come pagliuzza”. Ecco perché abbiamo bisogno di misericordia, di darla e di averla. Sarà la Misericordia a farci uscire dalla cecità, illuminandola con la luce dello Spirito.
Santa giornata.