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Novembre 2, 2026

Il Vangelo nella vita di ogni giorno. Lunedi 2 Novembre 2026

2 novembre: la liturgia ci offre speranza. “La speranza non delude” (Rm5) Papa Francesco amava ripeterlo. Giobbe 19: ” Io so che il mio redentore è vivo… Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò… “La fede di Giobbe è ferma, granitica, per questo supera tutte le prove. Il salmo 26 esprime il bisogno che l’uomo ha di Dio: “Questa (cosa) sola io cerco //abitare nella casa del Signore…//Non nascondermi il tuo volto”. È una preghiera che sgorga dal profondo. Tutti, in primis i Santi, hanno provato, vissuto il silenzio di Dio.
È vero che con una certa frequenza, abbiamo bisogno “di fare deserto” intorno a noi, anche se solo metaforicamente, ma il sentirsi abbandonati è devastante. Allora, da credenti, ricorriamo a due cose: la preghiera e il cercare Dio nel volto dei fratelli. In Gv 6, 37-40 Gesù ci dice che è disceso dal cielo per salvarci, perché questa è la volontà del Padre e Lui fa la volontà del Padre: “Che chiunque vede il Figlio e crede in lui, abbia la vita eterna”. Questo giorno è dedicato a quanti ci hanno preceduto in questo mondo bello e tormentato. Sono coloro che ci hanno educato e trasmesso il “saper vivere”, ma soprattutto la fede. Come non essere grati? La morte non spezza gli affetti, la stima, i sentimenti. Tutto resta nel nostro cuore, ma anche nelle cose che sono appartenute ad essi e questo legame ci aiuta a fare scelte, a capire. La mia amica Emma (è il primo due novembre che non stiamo insieme) solleva dire: “I morti sanno tutto” specie dopo qualche sogno particolare. Visitare i morti, dedicare loro pensieri e preghiere serve innanzi tutto a noi perché, come diceva Ugo Foscolo: “Il sonno della morte è forse men duro” in un sepolcro importante? No, serve solo a noi per ricordarci che siamo di passaggio e che di noi resterà solo quello che abbiamo realizzato, ma soprattutto quanto amore abbiamo saputo donare. Santo due novembre.