La 1^ lettura è da Ef4,32.5,8.
“Siate benevoli… misericordiosi, perdonatevi a vicenda… Comportatevi da figli della luce”. Ci raccomanda di “camminare nella carità ” La carità è un valore che non deve lasciarci mai, è un segno distintivo del discepolo di Cristo perché Dio è carità, misericordia, amore infinito.
Il salmo è il salmo 1: “Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi.. È come un albero piantato lungo corsi d’acqua”. Immagine suggestiva che dà serenità, speranza. Il vangelo è da Lc13.È sabato, Gesù sta in sinagoga e insegna. C’era una donna che da diciotto anni era malata. Uno spirito la teneva curva, senza poter guardare se non a terra. Gesù la vede, la guarda, si avvicina. Luca ci dice che le impose le mani e la guarì. Se ricordiamo altri interventi di Gesù, non possiamo non notare che prima di guarire Cristo stabilisce un legame. Fissa negli occhi, si china, tocca con mano il dolore e lo condivide. Da credente la mia fede mi suggerisce che fa lo stesso con ciascuno di noi. Il massimo della sua vicinanza è nella Eucarestia. Ma come sempre c’è qualcuno che ha da ridire e rimproverare. È lo xapi della sinagoga. Gesù lo zittisce ricordandogli che anche lui, come altri, ha accudito i suoi animali prima di andare in sinagoga e che quella “figlia di Abramo” aveva diritto a essere guarita, anche di sabato. Il Signore ama ogni filo d’erba, fiore di campo, tutti gli animali, ma prima di tutto l’uomo. Santa giornata


