A parte la ricchezza del cap.10 di Luca, oggi abbiamo Paolo che, scrivendo ai Galati, parla della sua conversione. Ha capito di essere stato scelto da Dio “fin dal seno della madre” e che non può fare a meno di annunciarlo a tutti i popoli. Nel salmo 138, quello che inizia con “Signore, tu mi scruti e mi conosci…” Il salmista rende gloria a Dio: “Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato in segreto, ricamato nelle profondità della terra”. Quel “ricamato”, ci dice che non siamo fatti in serie. Il ricamo prende forma punto dopo punto, con pazienza, impegno, cura. Inoltre è unico. È questo che dobbiamo ricordare sia quando ci sentiamo soli che quando abbiamo davanti un fratello. Il vangelo ci porta a Betania, villaggio a un passo da Gerusalemme. Gesù è ospite di Marta, Maria e Lazzaro. Tre fratelli, tre amici. Marta è tutta presa dalle incombenze di padrona di casa (l’ospite è sacro), Maria, invece, si accoccola ai piedi del Maestro e amico. Vuole goderselo tutto, non vuole perdere neanche una virgola (o uno iota). Naturalmente Marta, affannata, ad un certo punto sbotta e chiede aiuto a Gesù. Quante volte abbiamo vissuto certe situazioni! Gesù però la rimprovera, lo fa dolcemente, ma lei risponde che non è Maria a sbagliare ma lei. “Marta, Marta, Maria si è presa la parte migliore!” Le due sorelle rappresentano due aspetti della vita: la contemplazione e l’attivismo Abbiamo bisogno di tutte e due. Santa Faustina Kovalska scrive nel suo diario: “Con Lui vado al lavoro, con Lui vado a ricreazione, con Lui soffro, con Lui gioisco, vivo in Lui ed Egli vive in me…”. È la Misericordia nella quotidianità. È lì che dobbiamo portarla e lasciare che dia frutto, che ci conduca alla salvezza. Santa giornata
Il Vangelo nella vita di ogni giorno. Martedi 6 Ottobre 2026
