Oggi è proprio una giornata autunnale. Mi vengono in mente dei versi di Apollinaire: “Due figurine nella nebbia”. Ognuno può elaborarle come le sente. A 1^ lettura è fa Fil1,1-11. L’apostolo è in catene a Roma. Il ricordo di quella comunità impegnata a portare il vangelo con la testimonianza nella vita quotidiana, è per lui non solo motivo di conforto, ma anche di gioia. Nel versetto 11 augura ai filippesi che crescano in conoscenza per giungere al “pieno discernimento” avendo come base la Carità, che non ha motivo di essere senza la Misericordia e la Giustizia. Termina il pensiero con “a lode e gloria di Dio” integri e irreprensibili.
Carità e Misericordia, due parole chiave nei vangeli, soprattutto in quello di Luca. Oggi meditiamo sul cap.14,1-6. Gesù è invitato in casa di un fariseo. Di sicuro una figura che contava in quella comunità e di sicuro erano presenti molti suoi amici. Qualche anno fa ho letto un articolo di padre E. Ronchi dal titolo: “Le case di Gesù “. Era instancabile. Di sabato andava in sinagoga, negli altri giorni della settimana percorreva città e villaggi, visitando case, dialogando, condividendo i loro problemi, partecipando alle loro gioie. Gli mettono di fronte un uomo malato di idropisia, una malattia tremenda, dolorosa, letale.
Pur di metterlo in difficoltà non si vergognano di ” usare” la sofferenza di una persona. Gesù conosce i loro sentimenti, ma va dritto per la sua strada e, come fa sempre in questi casi, si china sul malato ” lo prese per mano, lo guarì”. Poche scarne parole che contengono tutto il dolore , ma anche la gioia della guarigione, la speranza in un domani migliore. Dopo aver guarito, Gesù si rivolge ai presenti ponendo loro una domanda: “Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo non lo tirerà fuori in giorno di sabato?” Come sempre, prima l’uomo. Quello che conta è quanto amore sappiamo dare, sempre. Santa giornata
