Oggi è il compleanno di mia nipote Sofia, 15 anni. Che continui a crescere bella, autentica, dolce come ora. Il primo pensiero stamattina non può che essere per quanto sta accadendo in Assisi. Bellissimo il messaggio di Sua Santità Leone XIV. Ricordo bene la giornata di 40 anni fa. Fu un giorno di grande speranza. Si sentiva il bisogno di invocare la pace per lenire le ferite di una umanità che stava smarrendo il senso dell’Infinito, della vocazione autentica cui era chiamata. In questo momento storico abbiamo ancora più bisogno di realizzare la pace. Trovo molto appropriato un pensiero di don Tonino Bello letto tempo fa: “Coraggio! Non possono rimanere inutili le fatiche e le preghiere di tanti uomini di buona volontà. La strada è lunga, ma non esiste che un solo mezzo per sapere dove può condurre: proseguire il cammino”. Parole di un profeta a cui stava a cuore la Pace. La liturgia ci propone per ogni lettura pochi versetti ma densi di significato e riflettendoci vediamo che ci fanno perdere nel mare dell’amore di Dio. Paolo in Ef2: “Siete edificati sopra il fondamento degli Apostoli, avendo come pietra angolare Cristo Gesù… anche voi venite edificati per essere abitazione di Dio per mezzo dello Spirito Santo”. Ogni volta che leggo questi versetti ne sento tutta la grandezza, ma anche il peso. Mi fa riflettere come il peccato offende il Signore, ma lede anche la nostra dignità che siamo sua casa. Il salmo 18 mi è molto caro. Il Signore per farci conoscere la sua grandezza usa le sue opere. Il firmamento è una di esse. Sto per compiere 85 anni e ancora lo spettacolo del cielo stellato, di quella luna che si affaccia da dietro le colline per poi alzarsi alta nel cielo, mi fa battere il cuore (che ha già da tenere a bada varie extra-sistole). “Senza linguaggio, senza parole…”
Nel vangelo, Lc6,12-19, leggiamo: “In quei giorni Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio”. Stava per scegliere tra i discepoli gli Apostoli. Ne scelse 12, numero simbolo, forse un legame con l’antico Testamento. Lo fa dopo una notte di preghiera, su un monte. Ha bisogno di stare con il Padre. La preghiera è proprio questo: stare con il Padre, dialogare con lui, aprirsi all’azione dello Spirito Santo. Sul fare del giorno, dopo aver scelto gli apostoli, Gesù scende con loro verso “un luogo pianeggiante”. Da osservare che i prescelti non erano dotti, capi di sinagoghe, scribi, ma uomini che facevano lavori pesanti, c’era anche uno che aveva servito i romani come esattore, uno zelota (i terroristi del tempo) e Giuda Isacariota, colui che diverrà il suo traditore. Con tutti loro va verso una folla eterogenea proveniente da Giuda, ma anche da Tiro e Sidone che erano importanti centri commerciali, cosmopoliti. Questa folla così varia lo cercava per essere guarita.
“Anche quelli tormentati da spiriti immondi venivano guariti…da lui usciva una forza che guariva tutti”.
Confesso che ho un pizzico di invidia. Come mi sarebbe piaciuto stare lì! Ma i miei tempi sono questi. A noi viene chiesto di vigilare per accorgerci di quando ci passa vicino. Santa giornata


