Gaeta e Sperlonga hanno presentato la propria candidatura a Capitale del Mare 2026. Due Comuni di straordinaria bellezza, che fanno parte – a nostro avviso – di una delle coste più suggestive d’Italia: quella dei Monti Aurunci.
Una costa che, se osservata oltre i confini amministrativi, potrebbe e dovrebbe essere considerata come un unico grande sistema naturale, storico e culturale. Un sistema che comprende le spiagge di Gaeta e Sperlonga, le piccole ma preziose cale del Comune di Itri e che potrebbe arricchirsi ulteriormente con l’inestimabile patrimonio ambientale delle Dune di Fondi, ampliando in modo significativo l’offerta turistica, naturalistica e culturale del territorio.
Insieme, questi Comuni avrebbero potuto presentare un progetto unitario di altissimo profilo, capace di raccontare una storia millenaria che va dagli antichi Greci alla Roma imperiale, dal Medioevo fino a un paesaggio naturale che ha pochi eguali in Italia.
Ci auguriamo sinceramente che almeno uno dei due Comuni candidati possa ottenere il prestigioso riconoscimento di Capitale del Mare 2026, per il bene dell’intero comprensorio. Tuttavia, riteniamo doveroso sottolineare come si sia probabilmente persa un’importante occasione per presentarsi in modo ancora più forte, coeso e competitivo.
È vero: individuare un Comune “capofila” non sarebbe stato semplice. Ma una scelta condivisa in questa direzione avrebbe potuto produrre benefici duraturi, non solo in termini di candidatura, ma anche di organizzazione turistica e visione strategica del territorio.
Appare quantomeno singolare cercare alleanze, sponsor o gemellaggi lontani, quando la Costa Aurunca possiede già al proprio interno tutto ciò che serve per partecipare e competere ad alti livelli: mare, storia, natura, identità e comunità.
Da sempre si dice che l’unione fa la forza. Oggi più che mai serve anche la forza di superare campanilismi e barriere ideologiche che la storia ha già ampiamente superato.
Movimento Popolare Lega Aurunca – Il presidente Giovanni Meschino


