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Ottobre 10, 2026

1° venerdì del mese:” dolce cuor del mio Gesù, fa’ ch’io ti ami sempre più!” La 1^ lettura è da 1Cor4,1-5. Paolo ci ricorda di considerarci
” servi e amministratori dei misteri di Dio” e che “ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele”. Questo implica coerenza, serietà, ma anche una fede solida, consapevole del compito affidatoci. Ma l’apostolo aggiunge che l’unico suo giudice ( e nostro) sarà il Signore. Il salmo 36, “salmo sapienzale di cui possediamo uno dei più antichi commenti sulla Bibbia”( G. Ravasi), canta:
“La salvezza dei giusti viene dal Signore” e tra i giusti vi sono i poveri.
“Nel tuo disegno, Signore, sono i poveri che salveranno il mondo”.( D.M. Turoldo). Nel vangelo,Lc4,33-39 scribi e farisei rinfacciano a Gesù che mentre i discepoli di Giovanni e altri digiunano e osservano i precetti,” i tuoi mangiano e bevono ” e magari non vanno neanche troppo per il sottile, accettando tutti. Gesù , che legge nei loro cuori anche i pensieri in codice, risponde con una frase che è entrata a far parte del patrimonio culturale universale:
” Potete far digiunare gli invitati mentre sposo è con loro?” Se c’è lo sposo c’è festa. È il momento della gioia. È triste vedere come molti vogliano ridurre la Legge a una serie di norme e precetti svuotati del loro senso più alto,vero che è ascendere verso Dio ed entrare in rapporto con Lui, cioè di fare la sua volontà.
Ci ha dato i Comandamenti e li ha completati con le Beatitudini.
Via ciò che sa di polveroso, di stantio senza però dimenticare quello che la tradizione ci ha donato e tramandato.
Mi piace concludere con tre brevi versi da una preghiera di Turoldo:
” Per quello che sei, o Dio: Gloria.
Per quello che hai compiuto, o Dio: Gloria.
Per tutto quello che compirai: Gloria.” Santa giornata.