12 Giu 2026, Ven

Stamattina un altro argomento cruciale. Siccome lo sento tanto vicino,ci sto girando intorno per meglio esprimere ciò che penso. Spero di farlo con la sensibilità che l’argomento richiede, misurando le parole, rimanendo coerente al mio credo.Mc 12:
“Vennero a Gesù alcuni sadducei…” essi non credono nella risurrezione, il loro intento era di mettete in imbarazzo Gesù,per questo gli pongono il quesito di chi sarà moglie la donna che, non avendo avuto figli dal marito ne sposa,uno alla volta i fratelli,senza risolvere il problema. Si richiamano alla legge del levigato. Dopo la morte di chi sarà moglie? Già pensarlo, anche solo ipoteticamente,fa venire i brividi. Ma ora non è il momento di discuterne. Il centro del discorso è: che rapporto abbiamo con la morte? Follereau ha scritto:”Ci sono di quelli che prendono la vita a ridere.E di quelli che la prendono sul serio. Di una sola cosa l’uomo è sicuro, assolutamente sicuro: della propria morte. Ed è anche la sola cosa a cui non si pensa quasi mai “. In Mc12 Gesù risponde ai sadducei facendo rilevare la conoscenza limitata che hanno delle Scritture. Quando risorgeremo saremo angeli nel cielo, non avremo né moglie né marito. Saremo come angeli immersi nella grazia del Signore. Sull’Oreb Dio parlò a Mosè dicendo di essere il Dio di Abramo, di Isacco,di Giacobbe,il Dio dei viventi non dei morti.La morte non sarà mai un momento facile ,ma noi crediamo nell’amore di Dio che è in noi perché ce lo ha infuso con la Creazione ed è l’amore che ci fa sperare,che ci fa sentire il respiro di Dio che è in noi. Come scrive Kalil Gibran letterato drammaturgo e poeta libanese che amo molto:
” L’amore è l’anello di una catena che inizia da uno sguardo e sfocia nell’eterno”. Santa giornata