Sia gli Atti che il Vangelo ci fanno dono di due momenti bellissimi su cui meditare.Negli Atti,cap 4, Pietro e Giovanni vengono imprigionati dopo la guarigione dello storpio.I capi si sentono minacciati. Credevano di aver eliminato il problema
uccidendo Gesù, crocifiggendolo, ma non avevano tenuto conto che il chicco solo dopo che muore dà frutti.
Pietro è chiaro. Quello che fanno lo fanno nel nome di quel Gesù che essi hanno crocifisso. La pietra scartata è divenuta testata d’angolo. Nel vangelo,Gv21,1-14, troviamo gli apostoli tristi,demotivati, smarriti.Per questo mettono da parte quell’esperienza così entusiasmante, ricca di vita nuova per tornare alla vita precedente. Pietro dice:< Io vado a pescare>, gli altri lo seguono,ma all’alba non hanno preso nulla e ritornano a riva.È lì che trovano Gesù che chiede loro se hanno da mangiare. Non lo riconoscono (esperienza condivisa con noi), ma accettano il suo suggerimento e calano le reti dalla parte destra. Ecco che gli occhi e il cuore di Giovanni “vedono”:< È il Signore !> Gesù si fa dare del pesce,lo arrostisce e lo dà loro da mangiare. In Terrasanta,sul mare di Galilea una chiesetta con dentro la roccia su cui Gesù cucinò il pesce,ce lo ricorda. Per chiudere prendo in prestito alcuni versi da “<La lampara” di don Tonino Bello:”Dà a questi amici e fratelli/ la forza di osare di più.
La capacità di inventarsi.
La gioia di prendere il largo
Il fremito di speranze nuove…”
Santa giornata
Il Vangelo nella Vita di Ogni Giorno: Venerdi 10 Aprile 2026
