19 Apr 2026, Dom

Il vangelo che la liturgia di oggi ci fa meditare è da Lc15,1-3,11-32:
“Il figliol prodigo”. Questa pagina ci commuove sempre per il suo realismo,la sua attualità. Gesù la racconta perché farisei e scribi sono scandalizzati a causa dei pubblicani e dei peccatori che andavano da lui per ascoltarlo. Ci vuol dire che il Signore è sempre pronto a perdonare.Noi ci stacchiamo, ma Dio non si stanca mai.( papa Francesco)La prima cosa che salta agli occhi è la pazienza del padre. Egli sa che il figlio sta sbagliando, ma non lo ferma. È un padre che soffre e spera nel ritorno del figlio,infatti lo scorge quando è ancora lontano.
“Lo vide, ne ebbe compassione, gli gettò le braccia al collo: e in quella casa fu grande festa.
Ma anche il cammino di conversione del figlio racconta tante cose: sperpera il suo pa trimonio con stoltezza, non sa scegliersi gli amici e finisce a pascolare porci. Ecco allora che capisce quanto è sceso in basso e sceglie di tornare da suo padre e chiedere di essere riaccolto anche solo come un salariato. Ma c’è un padre che perdona tutto,che ha il coraggio e la forza del perdono,al quale sta a cuore l’uomo:
“Perché questo figlio era morto ed è tornato in vita,era perduto ed è stato ritrovato”. L’angoscia che c’è in quel “perduto”si trasforma in gioia in quel “perché è stato ritrovato”. La quaresima è anche ritrovarci nel Signore. Sempre invocando la pace,che si torni a dialogare, santa giornata.