Fondi, Sabato la presntazione del nuovo libro di don Luigi Mancini.

Sabato 14 Dicembre p.v., alle ore 18.30 presso la Sala convegni del Castello Caetani, il Centro culturale “Il Cortile dell’Aquinate” presenta il libro “Il Crocifisso nell’arte medioevale e rinascimentale” scritto da don Luigi Mancini.

Alla manifestazione intervengono il Sindaco di Fondi Salvatore De Meo, l’arcivescovo di Gaeta Mons. Luigi Vari – autore della prefazione –, la prof.ssa Ilaria Parisella – che ha corretto le bozze del volume – e Suor Florenza Alcamo o.p., Presidente del Centro Culturale che ha promosso l’evento.

L’autore, cultore di storia e critico d’arte, noto per altre recenti opere – tra cui “I Santi e i luoghi di culto a loro dedicati” e “Preti di ieri a Fondi e dintorno” –, racconta gli ultimi giorni e le ultime ore della vita terrena di Cristo con un corredo d’immagini dei più illustri artisti del Medioevo e del Rinascimento. L’opera, di 320 pagine e corredata da oltre 200 illustrazioni, risulta un interessante percorso iconografico proposto alla fruizione del lettore. Si tratta di “pitture” custodite nei musei o riprodotte in pubblicazioni non facilmente accessibili.

Il libro porta a conoscenza del pubblico il Crocifisso, simbolo della fede, e il patrimonio d’arte relativo alla passione e crocifissione, nella convinzione che l’arte ha avuto un ruolo pedagogico e continua ad avere un posto significativo nel pensiero, nell’economia, della politica.

Afferma don Luigi: «Il “caso Cristo” ha provocato gli uomini lungo i secoli. A distanza di millenni ancora interpella ogni persona di buon senso. Gesù, il giusto, fu condannato da un tribunale prevenuto, con una procedura illegale, dopo uno sbrigativo riferimento a colpe inconsistenti. La sua crocifissione fu un “delitto di Stato”, forse non il primo, ma resta il più eclatante. La croce, che fu il suo patibolo, è ormai il segno del dolore straziante dell’umanità che piange per le persone ingiustamente imprigionate, violentate, torturate, uccise; è il segno delle vittime dei soprusi, delle guerre, delle calamità naturali. Il Crocifisso, simbolo cristiano per eccellenza, fa parte dell’iconografia della Chiesa. E’ anche il simbolo della solitudine, della malvagità, della morte. Per i cristiani Gesù è il figlio di Dio. Per i non cristiani può essere l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo».

Don Luigi, arciprete di Campodimele, già parroco della Cattedrale di Fondi ove è custodita una croce dipinta del XII secolo, dopo aver analizzato le croci dipinte con il Christus patiens e il Christus triumphans dell’area umbra e toscana e illustrato i reperti artistici dalla scuola romana, alla luce degli ultimi studi, ripercorre la storia del Crocifisso della Cattedrale, rara opera attribuibile all’area romana e carolingia, e non campana. Come sacerdote, don Luigi si sente solidale con quanti soffrono negli ospedali e nella solitudine dell’età avanzata. A queste persone porge il Crocifisso che illumina e sostiene il dolore umano.

L’opera, interessante per il contenuto artistico e religioso, è pregevole per la veste grafica e la rilegatura cartonata e, sostiene ancora l’autore, «risulta di viva attualità anche come risposta ad un ministro della Repubblica che ha proposto di togliere il crocifisso dalle aule scolastiche».

Updated: 9 Dicembre 2019 — 11:12