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Dal 1976 incredibilmente vera

FONDI. Ospedale, Mof, Consorzio di Bonifica.

Se vi è rimasto un poco di amor proprio e di attaccamento al territorio è ora che usciate dal lungo letargo ed iniziate a far sentire la vostra voce affinché forte e chiara arrivi a scuotere i palazzi del potere. Pensano che siamo gregge, ed invece noi testardamente continuiamo a ritenerci Cittadini di Serie A che non vogliono essere intruppati da certa politica che pensa di decidere per noi tempi e modi secondo i loro ipocriti ed opportunistici calcoli. Sia la classe politica regionale di centro-sinistra, facente capo al Presidente Zingaretti, che  gli appartenenti ai Partiti compiacenti che ronzano attorno ad essa, rimescolando nel torbido ed aggirandosi equivoci nelle zone d’ombra delle stanze della Pisana, di fatto da anni hanno deciso il declassamento del nostro territorio con il conseguente impoverimento della sua gente, senza che nessuno o quasi alzi la voce e sollevi interesse rispetto a scelte assurde assunte dalla Regione Lazio in questi anni.

Il disegno messo in atto, relativamente all’Ospedale di Fondi, il Mercato Ortofrutticolo, lo stesso Consorzio di Bonifica Sud Pontino, in un certo qual modo si è concluso. Il nostro comprensorio di fatto è divenuto terra di conquista, periferia vassalla, colonia occupata cui far riferimento solo alla bisogna da parte di questo o quel potentato accreditato nei palazzi del potere. Ma la cosa più inquietante, a nostro avviso, sono i silenzi, pesanti come macigni, che circondano questa situazione. Tutti, o quasi, sono impegnati nella ricerca del “vogliamoci bene” e del politicamente corretto, tutti tesi e disponibili a confronti, incontri, dibattiti e convegni mentre la realtà quotidiana è fatta di:

– ammalati che, per curarsi, devono scappare presso Ospedali in grado di fornire servizi adeguati dentro e fuori la Regione Lazio;

– un comparto economico legato alla commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli asfittico, compresso e chiuso in se stesso, che sopravvive in una assurda situazione di gestione del MOF e di rapporti incancrenitesi nei decenni tra parte pubblica e privata, che penalizza e scarica sugli agricoltori locali e sui lavoratori addetti gran parte del peso di tale stato di cose, fatto di riduzione drastica dei posti di lavoro, di stipendi da fame e quant’altro.

E come non parlare della chiusura, decretata con un colpo di spugna, del Consorzio di Bonifica Sud Pontino, senza che si alzasse una sola voce in difesa dello stesso da parte di Enti locali, Associazioni di categoria, sindacati ecc? Un Ente nato il 29 Dicembre 1930, che ha attraversato decenni della storia del sud pontino, della Città di Fondi e del suo comprensorio, caratterizzandola e scrivendo pagine importantissime per l’intera comunità ma anche e soprattutto per il mondo agricolo, attraverso la sua attività e l’impegno delle sue maestranze e delle sue amministrazioni, contribuendo in modo determinante alla salvaguardia di un territorio ed al suo sviluppo, affinché potesse vantare un’agricoltura all’avanguardia. Stiamo ancora cercando di capire, senza riuscirci, la logica che ha portato la Regione Lazio a varare una legge di riordino dei Consorzi laziali unificando, come nel nostro caso, realtà virtuose come il Sud Pontino con realtà come l’Agro Pontino, che negli anni virtuosi certamente lo sono stati molto meno.

Se aggiungiamo a questo la chiusura, da oltre un anno, dello Sportello Equitalia di Fondi, che sta causando problemi indicibili ai Cittadini contribuenti di Fondi, Terracina, Monte San Biagio, Lenola e Sperlonga, costretti ad andare a Latina o Formia, perdendo intere giornate di lavoro in interminabili file, abbiamo il quadro completo. Purtroppo, certa politica, con l’avallo di organizzazioni di categoria, sindacati spesso compiacenti e talvolta di disattente amministrazioni locali, interessata più alle grandi metropoli che alle periferie, hanno ridisegnato il futuro del nostro comprensorio, declassandolo e riducendolo a terra di conquista di questo o quel potentato, senza alcun rispetto per i suoi abitanti. Noi vogliamo riprenderci le chiavi di casa nostra, e ci auguriamo che questo appello possa suscitare un sussulto di sano orgoglio, di riscoperta del senso di appartenenza, di legami con le proprie radici, di quel sano campanilismo capace, per cause giuste, di mobilitare, impegnare e coinvolgere la parte pulita, non compromessa e libera della nostra terra.

Angelo Macaro per “Movimento Nazionale per la Sovranità” Fondi

Updated: 17 marzo 2017 — 19:12
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