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Dal 1976 incredibilmente vera

Il Comune di Fondi non rispetta le quote rosa.

Lettera aperta movimento Civico – Fondi ci chiama –

A seguito della nota del 16 aprile scorso, alcun riscontro si è avuto da parte Sua, sig. Sindaco, onde ristabilire il principio della rappresentanza di genere nell’ambito della giunta comunale, composta da soli uomini.

 

Risulta doveroso ricordarLe che l’art. 2 della legge n.215/2012 ha prescritto la nomina di tale organo nel rispetto del principio di pari opportunità tra uomini e donne, garantendo la presenza di entrambi.

 

Il carattere vincolante di accesso agli uffici pubblici e di pari opportunità sancito dall’art. 51 della Costituzione, nonché dalla legge indicata e dallo stesso Statuto comunale (art. 6), è da Lei gravemente violato.

 

Il vincolo delle c.d. “quote rosa” è stato autorevolmente confermato dalla sentenza n. 81 del 5 aprile 2012 della Corte Costituzionale, la quale stabilisce il principio secondo cui la discrezionalità politica trova i suoi confini nei “principi di natura giuridica posti dall’Ordinamento, tanto a livello costituzionale quanto a livello legislativo”, sicchè la stessa composizione politica degli interessi deve attenersi ai canoni di legalità predeterminati dal legislatore, in ossequio ai fondamentali principi dello Stato di diritto, e quindi attenersi all’art. 51 e di conseguenza alle azioni positive per rimuovere le disparità sostanziali di genere.

 

Un nutrito filone di giurisprudenza amministrativa (Tar e Consiglio di Stato) si è sempre espresso conformemente a tale indirizzo costituzionale e legislativo.

 

Giova ricordarLe, sig. Sindaco, la sentenza 6673/2011 del Tar Lazio riguardante une evidente sottorappresentanza di genere (una sola donna su dodici assessori maschi) riguardante la giunta capitolina. Cosi anche per il comune di Milano secondo la sentenza del Consiglio di Stato n. 3670 del 21 giugno 2012 in presenza di una grave discriminazione di rappresentanza delle quote rosa (una sola donna).

Occorre ancora ricordarLe la sentenza del Tar Lazio n. 679/2012, quella del Tar Puglia n. 79/2012, quella del Tar Sicilia n. 14310/2012, quella del Tar Calabria n. 569/2012, e numerose altre, tutte di azzeramento delle giunte comunali dei comuni di Viterbo, S. Marco in Lamis, Stradifalco, S. Sebastiano al Vesuvio, ritenute illegittime perché formate da soli uomini.

 

Alla luce di quanto esposto il sottoscritto movimento civico di Fondi, quale soggetto portatore di interessi legittimi e diritti diffusi costituzionalmente rilevanti e garantiti, diffida la S:V:, quale Sindaco di Fondi, al doveroso e rigoroso rispetto dei principi e leggi vigenti in materia di pari opportunità di genere.

 

Fa altresì appello al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per le Pari Opportunità, al sig. Prefetto di Latina, affincè intervengano nell’ambito dei rispettivi poteri e funzioni, di fronte alla persistente inerzia del Sindaco De Meo, per il ripristino della legalità.

 

Fondi, 2 ottobre 2014                                               Movimento civico “Fondi ci chiama”

(Gianfranco Antonetti)

Fondi casa comunale

Updated: 2 ottobre 2014 — 19:42
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